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Acquario e ferie: la nostra guida per eliminare i rischi in caso di assenza


Cosa fare quando si deve partire per le ferie e si ha un acquario di questo livello?
Cosa fare quando si deve partire per le ferie e si ha un acquario di questo livello?

Gestire l’acquario quando si va in ferie è fonte di stress e di preoccupazione per tutti noi. Eppure si può agire in tanti modi per minimizzare i rischi ed i problemi.

Amtra sabbie e decorativi

Partiamo con la considerazione che, ovviamente, quando andremo in ferie il nostro acquario rimane solo ed inguardato, in attesa del nostro rientro. Perché come sappiamo benissimo la vita del nostro acquario dipende interamente da noi e dalla corrente elettrica.

Tutto il tempo che l’acquario passerà da solo sarà un tempo infinitamente lungo ed infinitamente pericoloso. Come la legge di Murphy insegna, se qualcosa può andar male lo farà nel tempo e nel modo peggiore. E con tanti anni di acquariofilia sulle spalle posso dire che ne ho viste ormai di tutti i colori.

Per evitare quindi di trovarci sgradite sorprese dobbiamo occuparci meticolosamente di ogni cosa, anche se il problema potrebbe sempre essere in agguato, indipendentemente dai nostri ciclopici sforzi.

Ragionevolmente un acquario può resistere indisturbato per circa 2 settimane, al netto di problemi vari. Questa è una durata di cui dobbiamo tenerne conto.

Analizziamo il problema da tutti i punti di vista a cui possiamo ragionevolmente pensare:

  1. Benessere dei pesci
  2. Benessere dei coralli
  3. Benessere della vasca
  4. Copertura in caso di blackout elettrici, sia di breve che di lunga durata
  5. Modalità per tenerci al corrente di quanto succede in acquario in ogni momento
  6. Ricerca di un sostituto per i casi gravi

Benessere dei Pesci

Per un discreto lasso di tempo, nessuno si occuperà dei pesci. Questo vuol dire che nessuno darà loro da mangiare, e nessuno potrà controllare se vi siano problemi o altro.

Tendenzialmente, e salvo casi specifici, non è un problema per l’alimentazione dei pesci se l’acquario rimane “da solo” anche fino a 2-3 settimane, parlando di acquari che siano almeno attorno ai 200 litri e che siano correttamente impostati. I pesci forse dimagriranno un po’, ma se ben alimentati continueranno a brucare felici sulle nostre rocce, e non avranno particolari problemi. Il mio consiglio in ogni caso è quello di sovralimentarli in maniera pesante, dosando anche il doppio di quanto normalmente siamo abituati a concedere loro nella settimana antecedente la nostra partenza, in questo modo avranno un po’ più riserve da cui attingere durante la nostra assenza.

Quest’anno Dupla ha presentato al recente Interzoo di Norimberga un mangime in gel che dura fino a 1 o 2 settimane, che non si decompone, e che i pesci possono brucare a lungo fino a quando non finisce. Non so quando sarà in commercio, io ne ho portato a casa dei campioni, e lo proverò durante le mie ferie per poi farvi sapere. Ma per adesso vediamo tutte le alternative che abbiamo.

In commercio esistono delle mangiatoie automatiche, che dovrebbero proprio svolgere il compito di alimentare i nostri amici pinnati durante le nostre assenze. Io in genere tendo a sconsigliarne l’acquisto per molti motivi. Innanzi tutto le mangiatoie vengono poste in prossimità dell’acquario, dove l’umidità è maggiore, e quindi spesso e volentieri il proprio contenuto si inumidisce prima di essere rilasciato in vasca, arrivando nei casi peggiori anche alla decomposizione. Certo questo non succederà con il cibo che verrà somministrato l’indomani, o il giorno seguente, ma pensate ad un cibo che rimane all’interno della mangiatoia, esposto all’umidità per una settimana, o per 10 giorni. Possiamo ritenerci ragionevolmente sicuri che sia ancora sano? Affidarsi inoltre ad un attrezzo specifico che non si usa tutto l’anno potrebbe avere poi delle avarie proprio quando dovrebbe servire, e quindi in ogni caso dovremmo comunque utilizzare un protocollo di sovra alimentazione per evitare spiacevoli sorprese.

Della serie, se la conservazione dei cibi nella mangiatoia non vi spaventa (e mi raccomando utilizzate nel caso solo mangime granulare possibilmente microincapsulato), pensate che comunque potrebbe bloccarsi o peggio potrebbe rovesciare tutto il contenuto nella vasca con effetti deleteri.

Certo negli anni ogni azienda si è prodigata per proporre mangiatoie che non avessero questi problemi, che però rimangono da considerare in generale.

Per cui se volete utilizzarla, perché vi fa sentire più tranquilli, metteteci dentro una quantità di mangime inferiore al solito, e iniziate ad usarla almeno un paio di settimane prima della vostra partenza, per sincerarvi del loro corretto funzionamento. Ricordatevi sempre che la mangiatoia serve alla loro sopravvivenza e non al loro benessere. Una soluzione furba potrebbe essere quella di pensarne l’utilizzo per un tempo inferiore rispetto alla vostra assenza. Potreste considerare ad esempio di utilizzarla solo i primi 4 giorni nel caso di una settimana di assenza e non più di 9-10 giorni per un periodo di due settimane, in modo da minimizzare i rischi inerenti al suo utilizzo.

Il mio acquario è con me dal 2001, anche se in più contenitori diversi, e da allora ho fatto indifferentemente periodi di lontananza da 1 a 2 settimane senza particolari problemi di questo tipo. Anche se negli ultimi anni gli amici mi hanno dato una grossa mano. E’ ovvio che se ospitiamo in vasca pesci aggressivi e tendenzialmente forieri di comportamenti lesivi verso altri inquilini, la nostra assenza potrebbe portare ad un inasprimento di questa situazione, che potrebbe essere alla lunga anche letale. Parlo ad esempio di alcune tipologie di pesci balestra, aggressivi per natura, e che se lasciati senza alimentazione potrebbero ripulire l’acquario da ogni tipo di riccio e gamberetto, ad esempio.

Mangime Granulato per pesci: Elos SVM2
Mangime Granulato per pesci: Elos SVM2

Se poi avete la fortuna di avere qualcuno che possa andare a trovare l’acquario una volta ogni 2-3 giorni, basta far somministrare un cucchiaino di mangime, massimo due ogni volta. Poco cibo, poco inquinamento, perché ricordiamoci che in caso di imprevisti noi non ci siamo, e se inquiniamo l’acquario questo può essere un grosso problema.

Benessere dei Coralli

La questione dei coralli è molto più complicata. La tolleranza dei coralli all’inquinamento, all’ossigeno disciolto, alla temperatura è molto più bassa rispetto a quella dei pesci. Inoltre non dobbiamo dimenticare che i metodo a riproduzione batterica potrebbero avere qualche ripercussione negativa in più durante la nostra assenza.

I coralli hanno bisogno giornalmente di luce, tanta luce, e su questo non dovrebbero esserci problemi, di calcio e carbonati, ed anche questo potrebbe non essere un grossissimo problema, di movimento, ed anche qua dovremmo essere a posto… ma già con l’alimentazione e con gli additivi abbiamo forti problemi.

La gestione del calcio e dei carbonati in genere è demandato a reattori di calcio o a pompe dosometriche con il balling. Normalmente non c’è bisogno di fare nulla. Meno che meno manutenzione il giorno prima di partire. Se tutti funzionava bene prima, tutto funzionerà bene anche dopo la nostra partenza. Se dovessimo pensare di fare manutenzione facciamola almeno due settimane prima della partenza per dare modo a noi di sincerarci che tutto funzioni senza problemi.

Nella mia passata esperienza non ho mai perso un singolo corallo per assenza, a meno che non fosse dovuto ad una caduta su altri coralli. Anzi, al mio ritorno in genere tutti i coralli godevano di miglior salute di quanta ne avessero alla mia partenza. Ritengo quindi che questo non sia un grossissimo problema.

Da una parte i coralli sono in grado di alimentarsi anche tramite le sostanze di rifiuto espulse dai pesci, sebbene ne possano risentire le colorazioni. Dall’altra una diminuzione del loro metabolismo non porta in genere a problemi sensibili anche se protratta per un paio di settimane. Anche in questo caso però consiglio una sovra-alimentazione nella settimana, o nelle settimane, precedenti la nostra partenza, con una ultima cena abbondante proprio un attimo prima di chiudere la porta di casa.

Tipica sump
Tipica sump

Nel caso adottassimo una somministrazione manuale di calcio e carbonati vi consiglio di non fare nulla, perché durante la nostra assenza la limitazione di calcio e carbonati nell’acqua in concomitanza con la minore disponibilità di cibo, porterà ad un leggero rallentamento della crescita dei coralli, senza alcun effetto sulla loro salute. Magari potrebbe essere utile abbassare la potenza delle luci di un 20%. Quel tanto per abbassare il metabolismo dei coralli senza danneggiarli. Al massimo al nostro ritorno li troveremo un po’ scoloriti, ma nulla che non si possa poi riprendere nel giro di qualche settimana.

Faccio però una precisazione, a cui magari in molti di voi che leggete, non avete mai pensato. I coralli non consumano tutto il calcio nell’acqua fino a portarlo a zero, e arrivare a compromettere la propria crescita e la propria sopravvivenza. Al diminuire della presenza del calcio nell’acqua il rateo di sviluppo nei coralli diminuisce a causa della maggior energia necessaria per estrarre il calcio dall’acqua, e che appunto associata al minor cibo disponibile, ne abbassa il rateo di crescita ed il metabolismo… ed infatti, di converso, i maggiori ratei di crescita si hanno in quegli acquari dove il calcio è tenuto a livelli alti con alimentazione pesante e continua.

Benessere dell’acquario in caso di assenza

Oltre ai pesci ed ai coralli dobbiamo tenere in considerazione anche il nostro acquario, sia esso marino o dolce. Perché tutto quanto deve funzionare a dovere, visto che noi non ci saremo. Il problema più grosso, oltre all’energia elettrica, è il mantenimento della corretta salinità.

Come sapere bene, chiunque abbia un acquario marino ha da qualche parte un serbatoio di rabbocco di acqua di osmosi per ripristinare l’acqua evaporata. La capacità di questo serbatoio è però limitato con una durata calcolata in genere nell’ordine dei 3-5 giorni. Per stare tranquilli quindi è necessario aumentarne la capacità in caso di assenza. Chi può collega l’impianto di osmosi inversa direttamente al serbatoio, in modo che il serbatoio sia sempre pieno. Ma siccome non tutti possiamo farlo, dobbiamo agire diversamente.

La mia sump in una vecchia foto con a destra il serbatoio di rabbocco
La mia sump in una vecchia foto con a destra il serbatoio di rabbocco

Temperatura e salinità…

Prima di continuare a parlare della salinità dobbiamo considerare un parametro che ci può creare molti problemi con la sua gestione. Parliamo della temperatura.

La temperatura in acquario deve rimanere all’interno di un certo range, e se questo non è normalmente un problema in inverno lo può diventare in estate. Non la voglio fare lunga, anche perché sarebbe oggetto di un altro articolo, ma per raffreddare l’acquario in estate abbiamo essenzialmente due strade, anzi tre. Il climatizzatore in casa, le ventole o il refrigeratore. Ognuno ha una forte influenza sul nostro acquario e potenzialmente sulla sua salinità.

Se abbiamo un climatizzatore… è meglio lasciarlo spento, perché dovremmo tenere le finestre aperte per lo scambio di ossigeno fra vasca e acquario. Ovviamente in caso avessimo una ventilazione meccanica controllata, potremmo pensare di tenere una temperatura di 25 o 26 gradi in casa, sicuri che tutto sarebbe perfetto. In questo caso l’evaporazione sarebbe minima. Le ventole sono invece deleterie, perché agiscono in base al principio fisico dell’aumento dell’evaporazione per far perdere energia (calore) all’acqua, per cui fanno evaporare tanta, tantissima acqua. Che deve essere stoccata e/o ripristinata. Il refrigeratore è la scelta giusta perché abbassa la temperatura senza far aumentare l’evaporazione.

Refrigeratore Teco Tank TK1000 a fianco della mia sump
Refrigeratore Teco Tank TK1000 a fianco della mia sump

In questo modo possiamo calcolare quanta acqua ci possa servire ed utilizzare un serbatoio più grande che sia sufficiente. Ovviamente una soluzione da provare prima. Fate però attenzione al sifonamento ed alla legge dei vasi comunicanti. Cioè se mettete un recipiente molto alto, la cannetta di uscita dell’acqua non si deve MAI trovare sotto il livello dell’acqua di questo serbatoio! Se infatti il tubicino collegato alla pompa che parte dall’interno del nuovo serbatoio di rabbocco, dovesse terminare più in basso del livello dell’acqua di questo stesso serbatoio succederà che quando la pompa partirà per il rabbocco, la sump comincerà a riempirsi, ma quando la pompa si spegnerà il flusso di acqua non si arresterà svuotandovi tutto il recipiente dentro la sump… se non vi fidate… provateci :). Quindi nel caso praticate un piccolo foro in sommità.

Una cosa utile potrebbe anche essere quella di preparare delle taniche di acqua di osmosi già pronte per essere versate nel nostro serbatoio di rabbocco. In modo da semplificare la vita a colui che dovesse venire a rabboccare il serbatoio di rabbocco ed anche in modo da prepararsi per il nostro rientro.

Ovviamente prima di partire riempirete il serbatoio al massimo, poi sentirete con qualche amico o parente di andare a fare un giro ogni 4-5 giorni per rabboccare l’acqua mancante.

Copertura in caso di blackout elettrici, sia di breve che di lunga durata

Cominciamo quindi ora ad occuparci dei veri problemi che possono avvenire nel nostro acquario. E’ lapalissiano sapere che il nostro acquario si basa e vive sulla energia elettrica, e che quindi la mancanza di energia elettrica non è compatibile con la vita in acquario. Detto questo dobbiamo premunirci.

E’ impensabile fornire una fonte di energia alternativa all’acquario per tutto il tempo in cui non saremo presenti, anche perché le cause del black out possono essere tante e diverse. Io ritengo indispensabile l’utilizzo di un gruppo di continuità che alimenti la sola risalita dell’acquario, ne abbiamo parlato diffusamente in questo articolo.

Ho già discusso molto negli articoli linkati del perché sia necessario e funzionale alimentare la sola pompa di risalita, quindi vi rimando agli articoli stessi per una trattazione più completa, ma riassumendo il discorso principale è basato sul fatto che noi dobbiamo cercare di massimizzare la vita in acquario durante la nostra assenza, ed aumentare il numero delle utenze elettriche da alimentare diminuirebbe in maniera drastica il tempo per il quale le stesse potrebbero essere alimentate. La pompa di risalita è quella che garantisce un minimo ricircolo in acquario e garantisce molta ossigenazione grazie allo scambio gassoso derivante dalla discesa dell’acqua in sump.

Una corrente di pensiero invece preferisce dare maggiore importanza alla pompa di movimento, tanto che ad esempio Ecotech Marine forniscono un sistema di Back Up che mantiene una pompa in movimento al minimo della potenza. Io non credo che questa soluzione sia efficace, perché si avrebbe una limitata ossigenazione in vasca anche se un maggior movimento in acquario. Alcune esperienze negative che ho letto mi consigliano di preferire la prima soluzione. In ogni caso, accoppiando le due cose, si otterrebbe una soluzione ancora migliore.

Da soli i gruppi di continuità però sono assolutamente inutili se siamo in vacanza per un tempo maggiore di quello di back-up, come per altro è normale che sia.

E’ quindi assolutamente indispensabile avere un qualche dispositivo che ci possa avvertire dell’avvenuto black out in acquario. Io in questo momento ho un combinatore telefonico collegato al mio sistema di allarme che mi avvisa, telefonandomi, nel caso di mancanza di energia elettrica, oltre al sistema Aqua Go… ed oltre a chiamare me, chiama anche il cellulare di mia moglie. Siccome l’autonomia dell’acquario è grosso modo di 24 ore e siccome anche se in vacanza ogni tanto il cellulare lo guardo, ho modo di avvisare qualche parente di andare a verificare cosa sia successo, e di poter riattaccare eventualmente il contatore. Se non avessi parenti vicini mi “adopererei” a chiedere ad un amico acquariofilo, lasciando a lui le chiavi del mio appartamento. In questo modo sono coperto, salvo errori delle macchine, per 24 ore, tempo necessario a fare in modo che qualcuno possa intervenire.

Siccome sono sempre stato appassionato di sistemi elettronici di gestione dell’acquario, ed essendo passato da Aquatronica, a Limulus, dal Biotopus II a Vertex Cerebra e per finire Aqua Go, ho sempre cercato di avere ed utilizzare i moduli GSM venduti dalle ditte. Ora è integrato in Aqua Go e per questo sono ragionevolmente tranquillo.

Ricordatevi che se non siete avvisati del problema, tutto quanto fatto prima serve a poco.

Modalità per tenerci al corrente di quanto succede in acquario in ogni momento

Come ho già accennato precedentemente, è vitale poter essere informati dello stato del nostro acquario nel momento in cui siamo lontani da esso, sia per tranquillizzarci sia per poter far intervenire qualcuno in caso vi siano delle problematiche in atto. Il sistema è quello di avere un computer che gestisca il nostro acquario.

Combinatore gsm e computer per acquari: tutto in uno in Aqua Go
Combinatore gsm e computer per acquari: tutto in uno in Aqua Go

In genere a comando, i sistemi per acquario possono avvisarci non solo dello stato della linea elettrica ma anche dei parametri generali dell’acquario, come temperatura, pH ed altro.

Oggi poi c’è la possibilità di mettere una webcam puntata sul nostro acquario in modo da poter controllare da remoto il funzionamento generale dell’acquario e lo stato della sump. Costano da poche decine di euro, per cui è un acquisto fortemente consigliato. Ad esempio in questo link potete trovare le telecamere Wansview che costano relativamente poco ma che vanno davvero molto bene, e sono quelle che uso io.

Riassumiamo i compiti del nostro sostituto

Come abbiamo visto senza nessuno che ci possa eventualmente guardare la vasca è più difficile essere totalmente tranquilli, almeno per un periodo superiore a 7 giorni, anche se tutto il resto è fatto a regola d’arte. A parte questo però i compiti che dovremmo lasciare al nostro sostituto devono essere estremamente semplici, per non complicargli la vita, e rischiare che porti a termine i compiti più impegnativi (pulizia dello schiumatoio) ma magari dimenticandosi di quelli semplici ma più importanti (riempimento del serbatoio di rabbocco).

Quindi oltre a dare qualche cucchiaino di cibo ai pesci e rabboccare la vasca di reintegro non deve fare nient’altro! Manteniamo le cose semplici, in modo che sia possibile quasi per tutti portare a termine questi semplicissimi compiti.

Consiglio inoltre di lasciare al nostro sostituto, se non fosse un acquariofilo esso stesso, vero Johnny? anche il numero di telefono di un acquariofilo amico di provata competenza 🙂 in modo che se si dovesse presentare qualsiasi problema, il nostro sostituto saprebbe chi interpellare.

Concludo quindi augurandovi BUONE VACANZE

Per qualsiasi dubbio, domande o altro, potete usare i commenti qui sotto oppure scriverci nel nostro forum o nei nostri canali social.

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