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Rocce vive – come dovrebbero essere trattate una volta arrivate


Rocce e colonie batteriche

A questo punto l’obiettivo è quello di far crescere le colonie batteriche presenti sulle rocce, le quali garantiranno la nitrificazione prima e la denitrificazione poi.

Per questo sono necessari i test per l’ammonio, per i nitriti e per i nitrati, ed un complesso nutritivo a base di ammonio.

Test kit per la qualità del'acqua

Si inizia con il dosare ammonio nel caso in cui non fosse presente ammoniaca e comunque non oltre un massimo di 1ppm/litro. L’ammoniaca viene monitorata tutti i giorni nell’attesa che scenda a zero.

A questo punto visto che i batteri nitrificanti stanno convertendo l’ammoniaca si rilevano i nitriti. Per poter ottenere una colonia stabile e massiccia di batteri in grado di ossidare i nitriti in nitrati si continua a dosare ammonio fino ad un massimo di 1,5 ppm per litro. Continuando sino a quando non spariranno anche i nitriti e rilevando un incremento dei nitrati. Questi ultimi necessitano di più tempo per la riduzione. Si cerca di mantenere in queste vasche di allevamento un range di nitrati tra 5 e 10 mg litro.

A questo punto le rocce sono pronte per essere utilizzate per nuovi impianti, oppure per implementare impianti già esistenti e avviati.

Inserimento di Rocce Vive in acquari

Nel caso di inserimento delle rocce in nuovi acquari si dovrà garantire una fonte di cibo immediata alle rocce per non perdere le colonie batteriche. Per questo si alimenta subito la vasca, magari inserendo anche un paio di piccoli pesci.

Acquario appena allestito

Nelle vasche avviate il cibo sarà comunque presente e quindi non vi è nessun problema.

Nel caso le rocce rimangano a lungo nelle vasche di allevamento/stabulazione è necessario continuare a dosare cibo per mantenere in efficienza le colonie batteriche.

Alternative

Questo che abbiamo descritto potrebbe non essere il miglior sistema di allevamento al mondo. Sicuramente richiede una enorme mole di lavoro da parte del negoziante o dell’importatore. Però garantisce una immissione di rocce vive pronte a svolgere la loro funzione.

La differenza che è stata riscontrata utilizzando questo sistema rispetto al sistema di stabulazione a pioggia o semi secco è che in questo modo si riscontra molta più biodiversità anche se con tempi leggermente più lunghi per l’ossidazione da parte dei nitrificanti.

Inoltre gli ospiti, tutti anche quelli indesiderati, nei sistemi pioggia e semi secco tendono a nascondersi molto più in profondità nelle rocce, mentre nei sistemi immersi è più probabile che si spostino e quindi possano anche finire nella melma e quindi rimossi.

I sistemi semisecchi o a pioggia rimangono eccellenti nel caso si cerchi una stabulazione veloce. I sistemi immersi sono invece migliori per il mantenimento delle rocce per lunghi periodi e per garantire una roccia già attivata e stabile.

Rocce sintetiche

Questo sistema di allevamento potrebbe anche essere fatto utilizzando rocce sintetiche o morte con una piccola parte di rocce vive. In modo tale da non dover importare tonnellate di rocce vive. In poche parole con questo sistema si garantirebbe un inoculo di rocce vive.

Il nostro commento

Una procedura del genere richiede tempo e dedizione. Il cui costo, purtroppo, non può essere evitato. Oggi la maggior parte degli acquariofili vuole spendere il meno possibile. Con il rischio di comprare rocce imballate anche qualche mese prima, oppure rocce che hanno perso la gran parte dei loro batteri. Si risparmia molto, è vero, in alcuni casi si arriva a spendere anche il 40% in meno. Ma veramente noi acquariofili ci abbiamo guadagnato nell’acquistare rocce non trattare nel modo descritto?

A voi l’ultima parola.


1 commento on Rocce vive – come dovrebbero essere trattate una volta arrivate

  1. HkK

    Chissà se in Italia si trovano rocce trattate in questo modo.

    Effettivamente alla prima installazione ho cercato il prezzo, poi dopo aver collezionato errori su errori, ora voglio puntare alla qualità.

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