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Come eliminare le alghe in acquario: no panic, pro-attività e tanta tanta pazienza


alghe in acquario

L’acquariofilia insegna a ciascuno di noi una buona dose di passione, tenacia, ma soprattutto pazienza.E, se dopo tanta dedizione, un bel giorno gli equilibri si spezzano, ecco apparire la più grande seccatura che disturba anche gli acquariofili più esperti: le alghe.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Dopo aver visto un bellissimo video d Tidal Gardens, che è in inglese e che trovate a fondo pagina, siamo qui oggi con l’intento di riassumere i passi necessari per combattere, o meglio contrastare, le alghe nel nostro acquario marino.

Quando succedono questo genere di cose, la regola numero uno è “niente panico“, specialmente se si tratta di una vasca nuova. Molte volte, il necessario per non incorrere in intoppi fastidiosi, è il solo fatto di avere una vasca “datata”, per cui, ricordiamoci sempre che, dinnanzi ad ogni problema, cercare di trovare una soluzione in fretta, nel più breve tempo possibile, non servirà a molto; si rischia piuttosto solo di peggiorare la situazione. L’importante invece sarebbe avere un atteggiamento pro-attivo, essere cioè in grado di muoversi correttamente per attivare quegli “escamotages” sufficienti, che possano aiutare la vasca a prendere la giusta direzione. Il tempo, poi farà il resto. Vediamo insieme i passi che possiamo pensare di intraprendere, gradualmente, per ottenere un risultato accettabile, dopo la comparsa delle prime alghe – o meglio, anche prima! -, tenendo conto però che esistono anche alghe “buone” (macroalghe):

Inserimento di erbivori

In presenza di una notevole quantità di alghe filamentose e non, esistono animali erbivori che possono aiutarci nel nostro intento di ridurle, come la maggior parte dei pesci chirurghi, volpini, damigelle; ma i veri grandi battitori di rocce, quando si tratta di controllo algale negli acquari marini, sono le lumache. Certo, perchè no, anche alcuni tipi di ricci di mare, come il Diadema setosum, grande detritivoro e accanito mangiatore, per l’appunto. La lumaca alghivora per eccellenza è la Trochus, un mollusco gasteropode della famiglia Trochidae.

Trochus maculatus CC
Trochus maculatus CC

Si tratta di una lumaca di mare superiore, di dimensioni medio-grandi, con forma piramidale che presenta un opercolo dall’interno perlato. Queste lumache possono capovolgersi e fanno davvero un ottimo lavoro con le alghe, sembrano essere perfino più attive di altri tipi di lumache. Spesso e volentieri si riproducono anche in cattività. Un altro ottimo esemplare contro le alghe sono le Astrea tecta, le nostre “lumache turbo”, alghivore appartenenti alla famiglia Turbinidae, originarie del Sud della Florida. Il loro guscio è pressochè triangolare, circolare nella parte inferiore, possono raggiungere i 4-6 cm.

Lumaca turbo
Lumaca turbo

Aspirazione attiva

Una volta che i nostri alghivori avranno svolto il loro lavoro e ridotte le alghe, che risulteranno ora di uno spessore accettabile, pesci e lumache non saranno più in grado di andare oltre in questo tipo di attività e non basteranno più a tale scopo. Infatti ai pesci piace in particolare mangiare alghe nuove, appena nate, quando ancora sottoforma di piccola peluria; allo stesso modo, le lumache preferiscono strusciare su di una superficie già “gestita”. Pertanto, per essere pro-attivi, dovremmo preoccuparci di rimuovere meccanicamente la maggior quantità di alghe possibile. Come? Tramite, ad esempio, l’uso intelligente di piccoli strumenti fatti in casa, che ci consentano di effettuare una pulizia più profonda, in occasione dei cambi d’acqua. Ad esempio con l’uso di un semplice spazzolino da denti utile per spazzolare via dalle rocce le alghe residue, che verranno poi immediatamente aspirate da un sifone opportunamente legato allo spazzolino; per le alghe più resistenti, invece, si potrà utilizzare un raschietto a lama piatta e relativo sifone inglobato per l’aspirazione.

Una volta terminato di strofinare le rocce e di estrarre alghe da tutte le superfici possibili, daremo finalmente ai nostri erbivori, invertebrati e non, la possibilità di svolgere più agevolmente il loro lavoro. In questo modo, con tempo e pazienza, osserveremo le alghe ridursi di settimana in settimana, fino al punto in cui, a rocce pulite, sarà possibile inserire nuovi coralli.

Acqua pulita

Come ben sappiamo, è auspicabile che l’acqua sia più cristallina possibile; sarebbe fantastico osservare i nostri acquari ed avere per ognuno di essi la sensazione che non ci fosse acqua al loro interno e che i pesci vi fluttuassero come per magia, grazie alla sua limpidezza. Per arrivare a simili risultati possiamo pensare di impiegare alcuni accorgimenti, come l’impiego di un filtro a calza, l’uso di lamapade UV e l’uso di carbone attivo, ovviamente il tutto dimensionato in base al litraggio e alle misure della nostra vasca. Anche l’impiego dell’ozono, tramite il passaggio di aria attraverso un ozonizzatore, può essere considerato un valido metodo per migliorare, oltre alla schiumazione, la qualità dell’acqua, liberandola dalle sostanze ingiallenti e dai veleni urticanti. Tuttavia, oltre ad ottenere un forte effetto disinfettante e un’acqua sicuramente più cristallina, si potrebbe incorrere in un indebolimento delle colonie batteriche buone. Da tener sempre presente che l’ozono deve restare assolutamente esterno alla vasca, pena possibili danni a invertebrati e coralli.

Trattamento delle rocce in acido

Spesso si sente dire che molte persone hanno avuto un certo successo nel mettere a bagno le rocce in acido muriatico, che estrarrebbe davvero molte delle potenziali future alghe, causa di inquinanti; tuttavia risulterebbe anche una significativa perdita di volume delle rocce stesse, anche tra il 5% e il 10% del peso. Ad ogni modo, ricordiamoci che l’acido muriatico è un elemento estremamente pericoloso, quindi questa soluzione sarebbe prevalentemente da evitare, anche perchè potrebbe esservi un rilascio successivo della sostana in vasca. Come abbiamo potuto vedere, una possibile esplosione algale non deve intimorirci, perchè possiamo adottare tanti piccoli accorgimenti, che, nell’insieme e nel tempo, possono essere di supporto per ridare al nostro acquario una nuova opportunità. E’ tuttavia necessario non demoralizzarsi e non spazientirsi….abbiate invece fiducia e siate pro-attivi! La tenacia è la virtù dei forti!

Riferimenti e video

Come promesso vi lasciamo anche al video d Tital Gardens dove in inglese vi spiega quanto noi abbiamo riassunto nell’articolo. Buona visione.