Come preparare l’Acquario in caso di assenza

agosto 27, 2010 by  
Filed under ARTICOLI

E’ un dato di fatto che tutti noi acquariofili prima o poi ci prendiamo una vacanza, magari proprio per andare ad immergerci in quei favolosi mari tropicali da dove traiamo spunto per i nostri bellissimi acquari.

Quando però andiamo in vacanza il nostro rimane solo soletto, in attesa del nostro rientro.

Tutto il tempo che l’acquario passerà da solo sarà un tempo infinitamente lungo ed infinitamente pericoloso. Come la legge di Murphy insegna, se qualcosa può andar male lo farà nel tempo e nel modo peggiore. E con tanti anni di acquariofilia sulle spalle posso dire che ne ho viste ormai di tutti i colori.


Sopra potete vedere come fosse ridotta la mia dopo 8 giorni di per un viaggio

Per evitare quindi di trovarci sgradite sorprese dobbiamo occuparci meticolosamente di ogni cosa, anche se il problema potrebbe sempre essere in agguato, indipendentemente dai nostri ciclopici sforzi.

Cerchiamo quindi di analizzare il problema da tutti i punti di vista.

  1. Benessere dei pesci
  2. Benessere dei coralli
  3. Benessere della vasca
  4. Copertura in caso di blackout elettrici, sia di breve che di lunga durata
  5. Modalità per tenerci al corrente di quanto succede in acquario in ogni momento
  6. Riassumiamo i compiti del nostro sostituto

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La tecnologia in acquario – Technology applied to aquarium

maggio 28, 2008 by  
Filed under ARTICOLI, ARTICOLI VARI

English version coming soon… stay in touch

Avere un significa anche dover interagire con esso.

L’interazione è possibile manualmente o tecnologicamente. La cosa più semplice che mi viene in mente è ad esempio l’uso di un timer per regolare l’accensione e lo spegnimento delle luci, intervallo comunemente chiamato fotoperiodo.

Da questo discende che l’ in acquario può avere molti risvolti diversi, può essere semplice o molto complessa, a seconda della disponibilità e soprattutto della creatività di ciascuno di noi, ed è influenzata anche dal tipo di acquario che ognuno di noi possiede. Tipicamente un acquario marino è più complesso e necessita di più controlli che un acquario di acqua dolce, e quindi è più soggetto ad un uso spinto della tecnologia.

In questo articolo vorrei esplorare alcuni accessori che possono aiutarci nella gestione di un acquario, da quelli semplici e basilari fino ad arrivare ad architetture complesse e molto costose.

Il timer, che sia elettrico o meccanico, è la prima cosa che ci viene in mente nell’automazione in acquario. E’ oggi impensabile avere un acquario e dover accendere e spegnere le luci manualmente ogni giorno. L’utilizzo di timer viene incontro ai nostri problemi e ci consente di automatizzare questo aspetto utilizzandone un numero tale da coprire tutte le esigenze. Si possono impiegare timer manuali singoli, timer elettrici da inserire all’interno di un quadro elettrico, un plc che oltre alla gestione centralizzata dei timer può consentire di fare anche altre cose fino ad arrivare all’utilizzo di un per acquari.

Purtroppo un timer elettromeccanico non fa nulla di più che accendere le utenze ad una data ora. Ma sono molte le cose che non riesce a fare. Non cambia ora automaticamente all’avvento dell’ora legale (o solare) e se sono presenti tanti timer è necessario agire su ognuno singolarmente per regolare l’orario. Non esistono due timer che facciano la stessa ora. Se va via la corrente è necessario risistemare ogni singolo timer per evitare sfasamenti in avanti dell’orario. Infine non è possibile, in genere, utilizzarlo per brevi periodi come un minuto o meno.

Ovviamente le cose migliorano con i timer digitali, ma si ottiene il massimo dell’integrazione con un PLC o con un computer per acquari.

In un qualsiasi acquario uno dei problemi maggiori è costituito dall’evaporazione dell’acqua, ma se per un acquario di acqua dolce è possibile, anche se non auspicabile, aspettare l’intervento manuale di qualcuno per il ripristino, in un acquario d’acqua salata l’evaporazione dell’acqua comporta una variazione della salinità, parametro chimico fisico fondamentale per il benessere e la sopravvivenza dei suoi abitanti. Normalmente si ovvia al problema con un recipiente di diversi litri riempito con acqua di osmosi e con un osmocontroller, che altro non è che un dispositivo formato da un galleggiante, presente nella sump o nell’acquario principale, che attiva una piccola pompetta che si occupa del ripristino del livello.

Un altro controllo fondamentale in acquario è quello relativo alla , poiché è normale per un acquario marino di barriera avere una potenza illuminante fra 400 ed 800 watt per una da circa 300 litri. Per riscaldare l’acquario si usa un termoriscaldatore che attraverso un accoppiamento meccanico fra due lamelle ne controlla l’accensione o lo spegnimento, garantendo un differenziale di un paio di gradi. In acqua marina le cose si complicano perché oltre a dover riscaldare la , è anche necessario raffreddarla: a questo scopo si usa in genere un refrigeratore che analogamente ad un impianto di aria condizionata raffredda l’acqua mediante il passaggio forzato all’interno di una serpentina in titanio (per evitarne la corrosione). Poter gestire insieme le due cose, magari tramite una sonda di temperatura di precisione, costituirebbe un ottimo passo in avanti per la semplicità e per l’affidabilità del sistema, senza rischiare che i due sistemi di riscaldamento e di raffreddamento si accendano contemporaneamente per le tolleranze del sistema, in quanto gli sbalzi termici devono essere tendenzialmente eliminati.

Altro esempio di controllo è quello della simulazione delle correnti marine. Nei sistemi più complessi si arriva a variare la potenza disponibile per simulare sia l’alternarsi delle maree che l’alternarsi del moto ondoso, fino ad arrivare ad una definizione di cicli casuali per tentare di imitare al massimo la natura e cercare quindi di fornire all’acquario una corrente turbolenta e non laminare. A questo si aggiungono poi i controlli sulla quiete notturna e sul conseguente abbassamento della potenza delle .

Per ultimo ricordo la gestione dell’illuminazione. A partire da un singolo timer che si occupa di accendere e spegnere le luci nel medesimo istante, si può arrivare a controlli complessi che permettono accensioni separate delle varie lampade presenti, alla simulazione di albe e tramonti nonché del passaggio delle nuvole tramite la dimmerazione delle lampade, che siano esse neon T5 oppure lampade HQi. Nella gestione delle luci rientra anche la gestione di una lampada lunare, spesso costituita da uno o più led luminosi che varia di intensità a seconda della simulazione delle fasi lunari.

Vediamo quali dispositivi è possibile acquistare per le varie problematiche e come ovviare, dove possibile con soluzioni fai da te

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Dopo una settimana di assenza – after an absence for one holiday week

gennaio 6, 2008 by  
Filed under LA MIA VASCA

La mia vasca dopo una settimana di assenza

Vi starete chiedendo il perché di una simile immagine per cominciare l’anno… la risposta è semplice, sono stato lontano dalla 8 giorni senza nulla e nessuno che la guardasse, ed al mio ritorno questo è il risultato.

Come sempre anche questa volta nessun danno di rilievo, tutti i pesci sani e grassi, tutti i coralli in forma e cresciuti, se si eccettua una talea di pocillopora tricolor che ho ritrovato adagiata e capovolta sul fondo, e con due rami su tre completamente bianchi ed il terzo che non presagisce nulla di buono… d’altronde la talea non era stata incollata vista la mia idiosincrasia con le colle, anche se devo dire che l’ultima che sto provando si sta rivelando ottima, finalmente riesco a far aderire qualcosa in .

A parte questo la vera domanda è… ma ero veramente tranquillo di essere in vacanza? Avevo preso tutte (o quasi) le contromisure necessarie affinchè la vasca non subisse un qualsiasi danno? Oppure per ribaltare il discorso, cosa è ragionevole e cosa non è ragionevole fare per proteggere la vasca quando si è via anche per un basso periodo di tempo?

Innanzi tutto la vasca per sopportare una nostra anche prolungata, deve essere matura, questo soprattutto per permettere ai pesci che vi vivono di trovare ugualmente sostentamento, ed infatti pur avendo 3 Pseudoanthias squamipinnis, pesci famosi per dover essere alimentati continuamente, li ho ritrovati tutti in forma e ben pasciuti, segno che la vasca gira, e che c’è comunque sufficiente alimentazione per un limitato periodo di tempo. Io credo con buona approssimazione che il limitato si riferisca a non più di quindici giorni per altro. Oltre ai pesci anche i tre gamberetti sono vivi e vegeti.

Oltre a questo anche una gestione della vasca basata su sani principi, berlinese classico e semplice, aiuta a non avere perdite in caso di assenza, soprattutto alla ripresa della somministrazione devi vari prodotti, non avendo infatti nulla da dosare se non il cibo specifico per coralli, e mi riferisco in special modo ai vari metodi a proliferazione batterica come zeovit, xaqua o purist.

Considerando quindi una semplice gestione su una vasca ben avviata andare in vacanza NON è un problema.

E’ necessario però procedere con alcune verifiche puntuali e seguire poche semplici regole:

  • Sovralimentare in maniera leggera i pesci ed i coralli fin da una settimana precedente la partenza;
  • Assicurarsi della giusta quantità di acqua contenuta all’interno del serbatoio di rabbocco dell’acqua evaporata;
  • Non cambiare nessun equipaggiamento nel mese che precede la partenza, onde non ritrovarsi con un oggetto non perfettamente tarato o conosciuto;
  • Pulire lo schiumatoio;
  • Cambiare nel caso le resine che si è soliti utilizzare;
  • Preparare diversi bidoni di acqua, sia di osmosi che salata, per venire incontro ad ogni evenienza da fronteggiare sia al nostro ritorno che in caso di nostra assenza;
  • Avere un sistema di back up che mantenga la pompa di risalita, o qualcosa di analogo, in movimento per svariate ore per venire incontro ad un qualsiasi problema di assenza di corrente;
  • Avere un sistema di avviso automatico per monitorare la vasca in caso di assenza e per essere avvertiti in caso di anomalie del sistema.

Nel mio caso, come già scritto in un altro articolo, mi sono dotato di un della per mantenere la pompa di risalita in funzione in caso di mancanza di alimentazione per diverse ore, per approfondimenti leggete qua: Ups in acquario.

Ho configurato l’allarme dell’abitazione in modo che mi avvisi in caso di mancanza di tensione di rete tramite il combinatore telefonico, peccato che questo tipo di approccio abbia lo svantaggio di funzionare solo con mancanze di alimentazioni esterne e che non mi avvisi in caso di cortocircuito avvenuto in vasca ad esempio.

Infine per il monitoraggio a distanza mi sono dotato del modulo GSM che fa parte del sistema Aquasmart by .

Banner Limulus

In questo modo sono avvisato con un sms (eventualmente ripetuto) in caso di mancanza di energia elettrica, ovunque questa mancanza si sia originata, e cioè sia che il motivo sia la società fornitrice di energia elettrica, sia che dipenda da un cortocircuito interno all’abitazione che mi faccia saltare il salvavita. Ovviamente il sistema poi si prende cura di avvisarmi non appena viene ripristinata la fornitura elettrica.

Oltre a ciò ho impostato il sistema che mi mandasse un sms ogni giorno alle 10 di mattina (l’accensione delle luci è posta alle 10.30) ed alle 21 serali quando le luci bianche si sono appena spente (20.45).

In questo modo ho potuto verificare a distanza i valori di , pH e redox, sulle sonde tarate la settimana precedente la partenza. Come detto più volte il dato importante non è la precisione assoluta ma la variazione dei valori nel dominio del tempo, quindi la taratura effettuata la settimana prima mi dice che i valori di redox non saranno attendibili nei primi 15 giorni a causa della stabilizzazione della sonda, e saranno in aumento costante, ma nonostante questo i dati saranno monitorabili e sufficientemente attendibili.

Ovviamente il sistema GSM ed il back-up nulla possono se non è possibile recarsi in breve a casa o se non vi sono parenti o amici da allertare che abitino nelle vicinanze, e siccome questo non è il mio caso ritengo questo metodo quasi infallibile.

Per amore della curiosità di chi legge riporto quanto letto negli sms durante la mia vacanza:

Data e ora
Temperatura Redox pH
     
28 dicembre ore 10.00 25,7 345 7,64
28 dicembre ore 21.00 25,6 275 8,13
29 dicembre ore 10.00 25,7 308 7,63
29 dicembre ore 21.00 24,9 285 8,31
30 dicembre ore 10.00 26,3 312 7,74
30 dicembre ore 21.00 25,3 290 8,43
31 dicembre ore 10.00 25,7 329 7,70
31 dicembre ore 21.00 24,8 310 8,30
1 gennaio ore 10.00 25,7 355 7,61
1 gennaio ore 21.00 25,6 315 8,49
2 gennaio ore 10.00 25,9 365 7,65
2 gennaio ore 21.00 26,0 318 8,50
3 gennaio ore 10.00 25,6 377 7,63
3 gennaio ore 21.00 25,5 325 8,48
4 gennaio ore 10.00 25,6 392 7,62
4 gennaio ore 21.00 25,4 336 8,46
5 gennaio ore 10.00 25,9 410 7,62

Da questi numeri è semplice rendersi conto anche in remoto che la vasca non ha nessun problema (redox in costante aumento) e che il pH si mantiene abbastanza regolare indice oltre a tutto il resto che la bombola di co2 non si è esaurita o che della CO2 sia finita in vasca.

L’unica cosa non monitorata direttamente è il livello dell’acqua in sump, anche se avendo posto gli elettrodi delle sonde molto in alto nella sump, quasi nel pelo libero, un abbassamento del livello dell’acqua avrebbe generato un errore in una delle sonde redox o pH con conseguente sms di allerta.

Quindi in definitiva posso assicurare che andare in vacanza pur possedendo un acquario di una certa complessità sia assolutamente fattibile ed anzi salutare.

La sump dopo una settimana di assenza e le sonde di limulus in evidenza
Nella che riprende la sump al mio ritorno si vedono in bella evidenza le sonde del sistema Aquasmart by Limulus, e si nota come le stesse siano tenute con gli elettrodi immersi di pochi cm sotto il pelo libero della sump.

Maybe you are asking why I posted similar image to begin the 2008. Very easy. I were in winter holidays for 8 days in Canazei, and nobody saw my tank for all the 8 days, and now you see what I saw when I came back home.

Like all other time no important damage, all the fishes are ok, only a small frag of Pocillopora tricolor was on ground, with 2 branchs of 3 completely white…
(to be continued…)

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