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Aquasmart by Limulus - English Version
Per leggere la versione italiana cliccate qua: AQUASMART BY LIMULUS
INTRODUCTION
I love electronics. When I begun the Aquarium hobby I thought how to automate it using a dedicated computer. Some time ago I tried Aquarium Controller of Aquatronica (you can read my opinion about it, but only in italian for now), last year I known Roberto Buti at Bologna Zoomark, and I was impressed of his system, Aquasmart. I can assure you that everything you want to do… it’s possible, as you can see continuing reading.
Roberto created Aquasmart for himself and his aquarium, and after, pressed by his friends, has chosen to sell it to everybody, nice job and well done!!!
In the picture above you can see my mounted system, by passing over with mouse you can get out cover.

So I have ordered Aquasmart system: Base module, Power module 8I, Terminal module, GSM module, Vertical level sensor and temperature probe, pH probe adapter and pH probe, Redox probe adapter and Redox probe, Conductivity probe adapter and Conductivity probe, Ethernet module, Tunz adapter, Led module and white led.
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1 commentLa tecnologia in acquario - Technology applied to aquarium
English version coming soon… stay in touch
Avere un acquario significa anche dover interagire con esso.
L’interazione è possibile manualmente o tecnologicamente. La cosa più semplice che mi viene in mente è ad esempio l’uso di un timer per regolare l’accensione e lo spegnimento delle luci, intervallo comunemente chiamato fotoperiodo.
Da questo discende che l’automazione in acquario può avere molti risvolti diversi, può essere semplice o molto complessa, a seconda della disponibilità e soprattutto della creatività di ciascuno di noi, ed è influenzata anche dal tipo di acquario che ognuno di noi possiede. Tipicamente un acquario marino è più complesso e necessita di più controlli che un acquario di acqua dolce, e quindi è più soggetto ad un uso spinto della tecnologia.
In questo articolo vorrei esplorare alcuni accessori che possono aiutarci nella gestione di un acquario, da quelli semplici e basilari fino ad arrivare ad architetture complesse e molto costose.
Il timer, che sia elettrico o meccanico, è la prima cosa che ci viene in mente nell’automazione in acquario. E’ oggi impensabile avere un acquario e dover accendere e spegnere le luci manualmente ogni giorno. L’utilizzo di timer viene incontro ai nostri problemi e ci consente di automatizzare questo aspetto utilizzandone un numero tale da coprire tutte le esigenze. Si possono impiegare timer manuali singoli, timer elettrici da inserire all’interno di un quadro elettrico, un plc che oltre alla gestione centralizzata dei timer può consentire di fare anche altre cose fino ad arrivare all’utilizzo di un computer per acquari.
Purtroppo un timer elettromeccanico non fa nulla di più che accendere le utenze ad una data ora. Ma sono molte le cose che non riesce a fare. Non cambia ora automaticamente all’avvento dell’ora legale (o solare) e se sono presenti tanti timer è necessario agire su ognuno singolarmente per regolare l’orario. Non esistono due timer che facciano la stessa ora. Se va via la corrente è necessario risistemare ogni singolo timer per evitare sfasamenti in avanti dell’orario. Infine non è possibile, in genere, utilizzarlo per brevi periodi come un minuto o meno.
Ovviamente le cose migliorano con i timer digitali, ma si ottiene il massimo dell’integrazione con un PLC o con un computer per acquari.
In un qualsiasi acquario uno dei problemi maggiori è costituito dall’evaporazione dell’acqua, ma se per un acquario di acqua dolce è possibile, anche se non auspicabile, aspettare l’intervento manuale di qualcuno per il ripristino, in un acquario d’acqua salata l’evaporazione dell’acqua comporta una variazione della salinità, parametro chimico fisico fondamentale per il benessere e la sopravvivenza dei suoi abitanti. Normalmente si ovvia al problema con un recipiente di diversi litri riempito con acqua di osmosi e con un osmocontroller, che altro non è che un dispositivo formato da un galleggiante, presente nella sump o nell’acquario principale, che attiva una piccola pompetta che si occupa del ripristino del livello.
Un altro controllo fondamentale in acquario è quello relativo alla temperatura, poiché è normale per un acquario marino di barriera avere una potenza illuminante fra 400 ed 800 watt per una vasca da circa 300 litri. Per riscaldare l’acquario si usa un termoriscaldatore che attraverso un accoppiamento meccanico fra due lamelle ne controlla l’accensione o lo spegnimento, garantendo un differenziale di un paio di gradi. In acqua marina le cose si complicano perché oltre a dover riscaldare la vasca, è anche necessario raffreddarla: a questo scopo si usa in genere un refrigeratore che analogamente ad un impianto di aria condizionata raffredda l’acqua mediante il passaggio forzato all’interno di una serpentina in titanio (per evitarne la corrosione). Poter gestire insieme le due cose, magari tramite una sonda di temperatura di precisione, costituirebbe un ottimo passo in avanti per la semplicità e per l’affidabilità del sistema, senza rischiare che i due sistemi di riscaldamento e di raffreddamento si accendano contemporaneamente per le tolleranze del sistema, in quanto gli sbalzi termici devono essere tendenzialmente eliminati.
Altro esempio di controllo è quello della simulazione delle correnti marine. Nei sistemi più complessi si arriva a variare la potenza disponibile per simulare sia l’alternarsi delle maree che l’alternarsi del moto ondoso, fino ad arrivare ad una definizione di cicli casuali per tentare di imitare al massimo la natura e cercare quindi di fornire all’acquario una corrente turbolenta e non laminare. A questo si aggiungono poi i controlli sulla quiete notturna e sul conseguente abbassamento della potenza delle pompe.
Per ultimo ricordo la gestione dell’illuminazione. A partire da un singolo timer che si occupa di accendere e spegnere le luci nel medesimo istante, si può arrivare a controlli complessi che permettono accensioni separate delle varie lampade presenti, alla simulazione di albe e tramonti nonché del passaggio delle nuvole tramite la dimmerazione delle lampade, che siano esse neon T5 oppure lampade HQi. Nella gestione delle luci rientra anche la gestione di una lampada lunare, spesso costituita da uno o più led luminosi che varia di intensità a seconda della simulazione delle fasi lunari.
Vediamo quali dispositivi è possibile acquistare per le varie problematiche e come ovviare, dove possibile con soluzioni fai da te
IL RIPRISTINO DEL LIVELLO DELL’ACQUA
Elos Osmocontroller II
www.eloseurope.com

Elos ha in catalogo un osmocontroller composto da una pompetta in bassa tensione a 12 volt, da un galleggiante e da un sistema di sicurezza. La scelta dei 12 volt nasce per cercare di limitare la pericolosità delle correnti in acquario. La logica di controllo del sistema di sicurezza si occupa di attivare una serie di suoni di allarme e di disattivare la pompa nel caso in cui il ripristino dell’acqua non sia avvenuto entro un tempo predeterminato, molto comodo nel caso di ostruzione di un tubo per evitare di continuare a versare acqua sul pavimento, oppure nel caso la vasca di rabbocco sia vuota e quindi si evita la rottura della pompa per un uso prolungato senza carico.
Tunze osmolator universal 3155
www.tunze.com

Anche Tunze ha in catalogo una soluzione raffinata per il ripristino dell’acqua evaporata, la pompa è sempre da 11V per una maggior sicurezza, ed è compreso il consueto controllo sul tempo del rabbocco. La sua particolarità consiste nel sensore ottico per il rabbocco dell’acqua invece che meccanico e la presenza di un sensore indipendente che controlla che non vi sia traboccamento dalla vasca.Soluzioni alternative artigianali
Una soluzione economica adottata da molti ma che fa a meno di tutti i controlli è quella di interporre un interruttore galleggiante fra la pompa di ripristino e la corrente, in modo che al calare del livello si chiuda il circuito e la pompa inizia a mandare acqua in vasca. Unica controindicazione, oltre alla già citata mancanza di controlli, è il fatto che la pompa funziona a 220 volt.
Potete leggere alcuni articoli sul fai da te qua:
Guida alla costruzione artigianale di un osmoregolatore
Guida alla costruzione artigianale di un osmoregolatore con microswitch
Suggerimento: tenete sempre pulito il galleggiante se volete che la soluzione funzioni a lungo senza intoppi, soprattutto nelle soluzioni artigianali.
IL MOVIMENTO DELL’ACQUA
Multicontroller Tunze 7095
www.tunze.com

Il multicontroller di Tunze è studiato per funzionare assieme alle pompe elettroniche della stessa casa e consente di simulare le correnti marine in acquario, variandone il flusso delle pompe in maniera continua da un minimo del 30% ad un massimo del 100% della loro potenza, facendole funzionare accoppiate, singolarmente o a gruppi. Può gestire fino ad 8 pompe tramite l’acquisto di un connettore a parte ed ha il comodo tasto food che ferma le pompe per circa 7 minuti per dar modo di somministrare il cibo, durante la pausa la girante delle pompe compie un giro ogni 30 secondi per evitare che i pesci o altri animali si inseriscano all’interno della pompa. Lo stesso controllo, chiamato fish care, si ha anche nel caso in cui tramite multicontroller si decida di far funzionare le pompe in maniera alternata, la pompa spenta compierà sempre un giro ogni 30 secondi. Il multicontroller contiene anche un piccolo led bianco per simulare la luce notturna con simulazione delle fasi lunari tramite variazione della sua luminosità, ed una fotocellula che appena rileva una sensibile riduzione della luminosità abbassa la potenza delle pompe simulando la calma notturna secondo un programma impostabile.
Koralia Wavemaker 2
www.hydor.it

La risposta a Tunze proviene dall’italiana Hydor che ha in catalogo il controller Wawemaker 2 che funziona in maniera simile al multicontroller 7095, funziona ovviamente solo con le proprie pompe Koralia elettroniche da 12V e ne permette il controllo in maniera sincrona o alternata, con funzione food, nottura od automatica.LA LUCE
ACLS di Sfiligoi
www.sfiligoi.it

L’ACLS di Sfiligoi, acronimo di Advanced Control Lighting System è l’unico dispositivo che riesce a riprodurre l’effetto alba tramonto tramite lampadine HQi (a ioduri metallici) comunemente usate per l’illuminazione di un acquario di barriera, controllandone la luminosità da un minimo dello 0% ad un massimo del 100%. E’ inoltre possibile simulare la luminosità di un dato biotopo, accorciando o allungando le giornate e variandone l’intensità massima a seconda della simulazione scelta. Tramite il display si possono regolare le funzioni della durata del fotoperiodo e della durata sia della fase dell’alba che della fase del tramonto, la durata e l’intensità delle giornate nuvolose, la scelta della luminosità in base alle coordinate di latitudine e longitudine del biotopo prescelto, fino ad arrivare alla gestione delle fasi lunari. L’ACLS funziona solo accoppiato a plafoniere Sfiligoi.Alternative
Non esistono oggi, che io sappia, alternative credibili per la dimmerazione di lampadine HQi, mentre è possibile acquistare plafoniere con neon T5 dimmerabili che a seconda del produttore possono o meno avere qualche controllo evoluto. Eventualmente con il fai da te è possibile montare un ballast dimmerabile per ogni ballast non dimmerabile di una plafoniera con i neon.
Funzionamento dimmer per alba e tramonto
GESTIONE DELLE EMERGENZE

Altro punto critico nella gestione di un acquario, e spesso sottovalutato, è quello della gestione di una interruzione sulla linea elettrica.
La mancanza di energia elettrica principalmente fa crollare il pH dell’acquario, oltre che la temperatura, e questo può portare alla morte per anossia di pesci e coralli. Ovviamente in un acquario fortemente popolato questo è più problematico ma il problema persiste anche in acquari di acqua dolce o marini di soli pesci, cambia solo che si ha una maggior autonomia in caso di black out per poter intervenire. In un acquario di barriera molto popolato invece il tempo di crisi è spesso attorno alle 2 ore. Per ovviare al problema è quindi possibile utilizzare un areatore a batteria oppure un gruppo di continuità.
Io personalmente ho ovviato acquistando un UPS come potete leggere qua: l’UPS in acquario dove racconto come ho collegato la mia pompa di risalita, una eheim 1250, all’UPS APC RS 800VA ottenendo quasi 6 ore di autonomia. Esistono però anche soluzioni di UPS creati appositamente per funzionare in acquario, molto più potenti e versatili:
Limulus AS091 Inverter DC/AC
www.limulus.it

Limulus propone sul mercato l’AS091 che è un inverter DC/AC e che serve per convertire la corrente continua di una batteria a 12V in corrente alternata a 220V e 50Hz, studiato quindi per intervenire in mancanza di energia elettrica. Gestisce al massimo una potenza di 300w e la forma d’onda d’uscita, collegato ad una batteria da 12V fornisce energia a 220V 50Hz per una potenza massima di 300W, la forma d’onda d’uscita è sinusoidale ricostruita.
La potenza è dimensionata per gestire l’emergenza con pompe ed areatori.L’autonomia dipende dalla capacità della batteria che vi viene collegata (non compresa) e dal carico applicato, dimensionando questi due parametri si può arrivare ad una autonomia di molte ore.
Io consiglio di collegarci la sola pompa di risalita o opzionalmente una pompa di risalita, per ottenere il massimo con il minimo carico.
All’interno dell’inverter è stato integrato un caricabatterie idoneo al funzionamento continuo per mantenere sempre cariche batterie di elevata capacità, un apposito circuito di protezione impedisce la totale scarica della batteria.
Oceanlife Aquarium UPS Zeus
www.oceanlife.it

La proposta di Oceanlife è Zeus, il primo UPS ad onda sinusoidale brevettato per acquari. E’ ideale per proteggere l’equipaggiamento collegato e sottoposto a mancanza di alimentazione di rete, grazie alla generazione di una perfetta onda sinusoidale. E questo è garanzia di alimentazione senza problemi anche per le apparecchiature più sensibili, quali pompe elettroniche, pompe sincrone, computer per acquari.Zeus è dimensionato per carichi fino a 400W per tutta la durata del blackout, qualunque sia la capacità delle batterie utilizzate. Gestito in digitale ha un tempo di ricarica minimo, con corrente fino a 15A, così da essere sempre pronto in caso di necessità.
Una curiosa particolarità di Zeus è il display a LED che indica lo stato del gruppo, il suo normale funzionamento, il funzionamento in modo batteria, i sovraccarichi e gli eventuali guasti. E’ protetto contro i sovraccarichi, i corto circuiti, le sovratensioni, il surriscaldamento.
E’ anche possibile utilizzarlo congiuntamente ad un gruppo elettrogeno.
Le batterie sono alloggiate separatamente e sono sostituibili dall’utente con qualsiasi altro tipo di batterie sigillate in commercio, purchè si rispetti la tensione di ingresso di 24V.
Infine diverse soluzioni fai da te:
Sistema backup per vasche di grandi dimensioni
SOLUZIONI AVANZATE
Esistono degli strumenti che ci consentono il controllo di più funzioni in un unico oggetto e che possono essere acquistati per particolari compiti come la gestione di un impianto di osmosi, piuttosto che per il controllo delle vasche o per la gestione della CO2, sia essa libera per la fertilizzazione in acquari di acqua dolce, sia essa in un reattore di calcio per un acquario marino.
Aquarium multitester
www.aquatronica.com

L’Aquarium multitester di Aquatronica è un dispositivo che tramite due connessioni riesce a misurare temperatura, pH, potenziale redox, densità marina, conducibilità, livello ed allagamento a seconda della coppia di sonde che gli si collega attraverso le stesse interfacce in uso nell’Aquarium Controller. In questo modo è possibile monitorare i valori in maniera precisa e soprattutto è possibile trasferirlo ed usarlo su più acquari. Da poco è anche possibile equipaggiarlo con una doppia presa di corrente (easy plug) per alimentare fino a due utenze attivabili anche tramite un controllo eseguito dalla sonde presenti.
A me piace particolarmente l’idea di poter partire con un piccolo oggetto per poter passare in un futuro all’aquarium controller potendo “riciclare” le varie sonde acquistate, e tenere quindi l’aquarium multitester per verifiche al volo magari nell’acqua prodotta dal proprio impianto di osmosi.
Aquameter di Limulus
www.limulus.it

L’Aquameter di Limulus è uno strumento compatto dalle molteplici funzionalità. In poco spazio racchiude una unità di controllo, una sonda di temperatura in vetro, una sonda pH e due prese a 220V. In questo modo è possibile misurare temperatura e pH, e gestire le due prese fornite in molteplici modi. Per controllare un refrigeratore ed un termoriscaldatore in maniera precisa, per gestire un reattore di calcio o la co2 in un acquario di acqua dolce, o ancora solo per monitorare il pH in vasca. E’ un peccato che non sia espandibile, anche se già da solo consente un discreto controllo di un piccolo acquario.
I COMPUTER PER ACQUARI
In Italia esistono almeno tre ditte che si occupano dell’automazione in acquario in maniera seria ed estesa, proponendo tre soluzioni complete, tecnologiche ed assolutamente performanti.
I tre sistemi sono Aquarium Controller di Aquatronica, Aquasmart di Limulus e Biotopus II di Elos.
Si differenziano per la logica di funzionamento, per gli accessori disponibili e per il livello di finiture. Con tutti è possibile controllare il proprio acquario anche a distanza e consentono una automazione completa di tutti gli aspetti elettrici e chimico-fisici. Acquistando un prodotto simile si evita di dover demandare ad altro equipaggiamento, come quello visto in precedenza, il controllo di parte del sistema. La centralizzazione del comando consente una notevole sinergia e la possibilità di interagire con un’unica interfaccia per comandare l’intero comparto tecnico, anche a distanza tramite i moduli accessori di collegamento come GSM, ethernet e bluetooth.
AQUARIUM CONTROLLER DI AQUATRONICA
www.aquatronica.com

Il kit base dell’Aquarium Controller è composto dal modulo base, ovverossia il computer ad interfaccia grafica a cristalli liquidi, da una unità di potenza ad 8 prese (in genere 4 di tipo shuko, prese tedesche, e 4 di tipo italiano) e dal sensore di temperatura. Il costo del sistema così composto è di 500 euro.
Già con questo piccolo sistema è possibile gestire le 8 utenze collegate in maniera indipendente, sia tramite temporizzazioni avanzate che tramite controlli sui valori di temperatura rilevati dalla sonda: si può infatti accendere il termoriscaldatore sotto un certo valore ed accendere il refrigeratore sopra un altro valore. Il sistema è poi fortemente espandibile tramite sensori galleggianti per gestire il rabbocco automatico oltre che per monitorare i livelli nelle varie vasche tramite le sonde chimico fisiche che misurano il pH, il potenziale redox, la conducibilità e la densità in vasca. Recentemente è stato aggiunto anche il modulo GSM che permette di attivare una serie di allarmi in concomitanza di condizioni lette dalle sonde o di mancanza di energia, che ci vengono inviati sotto forma di SMS, modulo che ritengo assolutamente fondamentale e da aggiungere come prima espansione al sistema base.
Sono poi disponibili moduli con pompe dosimetriche per poter somministrare in acquario integratori in piccole quantità in maniera estremamente precisa, un modulo ethernet per il collegamento ad una rete locale o ad un access point per la connessione ad internet, ed un sensore di allagamento.
È l’unico computer fra quelli elencati che può gestire anche più acquari diversi sempre tramite lo stesso sistema, gestendo singolarmente ogni singola presa di ogni singola vasca. La particolarità di questo sistema è sicuramente la sua grande semplicità.
Se siete interessati potete approfondire la conoscenza del sistema leggendo i seguenti due articoli:
L’Aquarium Controller di Aquatronica
L’Aquarium Controller di Aquatronica parte II
AQUASMART DI LIMULUS
www.limulus.it

Aquasmart è un’altra soluzione per la gestione elettronica dell’acquario, con la particolarità che può essere montato sia stand-alone sia in un quadro elettrico dedicato ed anche il display esiste sia ad incasso che a libera installazione. Il costo per un sistema composto dal modulo base, il sensore di temperatura ed una unità di potenza con 8 prese italiane è di 696,41 euro. A differenza di Aquatronica per sfruttare a pieno le possibilità di questo sistema è necessario doverlo collegare al computer. A seconda del tipo di installazione scelta possono variare i costi del sistema, mentre i moduli aggiuntivi possono essere installati in ognuna delle due soluzioni.
Interfacce e sonde comprendono i controlli per pH, potenziale redox, conducibilità, densità e temperatura ma non sono sommergibili, si possono però acquistare anche sonde di altissima qualità ricaricabili in vetro. Oltre alla funzione di timer ci sono una moltitudine di moduli di espansione che annoverano funzioni classiche come il controllo dei livelli, la gestione delle luci tramite dimmerazione dei T5 e la simulazione delle fasi lunari tramite led ultraluminoso. I controlli complessi invece includono la simulazione del moto ondoso migliorando quanto possibile il multi controller tunze citato in precedenza, sia attraverso pompe Tunze elettroniche (tramite modulo Tunze) che attraverso un modulo inverter per pompe non elettroniche e non predisposte. E si arriva infine alla gestione a distanza tramite modulo GSM o modulo ethernet, fino alla condivisione internet collegando il modulo ethernet ad un access point.
La forza del sistema è proprio la disponibilità di così tanti moduli diversi.
Se siete interessati potete approfondire la conoscenza del sistema leggendo il seguente articolo:
L’Aquasmart di Limulus
BIOTOPUS II DI ELOS
www.eloseurope.com

Il Biotopus II è il multicontroller pensato da Elos per l’automazione in acquario. E’ un sistema aperto che può essere usato anche per la domotica domestica, infatti oltre alle usuali operazioni di monitoraggio e controllo di pH, temperatura, potenziale redox, conducibilità, salinità, gestione dei livelli e gestione di termoriscaldatori e refrigeratori, illuminazione fissa, dimmerabile e lunare, pompe di movimento e pompe dosometriche il Biotopus II è predisposto per gestire fino a 10 utenze domestiche ad esso collegate e comandabili a distanza tramite un cellulare GSM, o tramite il modulo bluetooth.
Oltre a tutto questo, e come il nome lascia intuire, il Biotopus II è ancora di più. Nella sua memoria sono residenti le informazioni sulle condizioni naturali di moltissimi biotopi mondiali, tanto che tramite esso è possibile ricreare condizioni simili nel proprio acquario in base al biotopo scelto. Il biotopo è l’insieme delle caratteristiche chimico fisiche di un ambiente ben definito, come può essere il lago tanganica in africa piuttosto che un reef a Marsa Alam nel Mar Rosso.
Altri controlli includono una sonda di luminosità per monitorare il grado di consumo del proprio sistema illuminante e programmare quindi con attenzione la sostituzione delle lampade, un modulo fotometrico per la misurazione dell’inquinamento dell’acqua tramite l’analisi di nitriti, nitrati e fosfati ed un modulo che gestisce la mancanza di alimentazione in acquario e tramite una batteria ed una pompa, fornita in dotazione al modulo, mantiene l’acquario vivo anche in assenza di energia elettrica, in analogia ai già visti sistemi Limulus ed Ocean Life.
A differenza degli altri sistemi non ha bisogno di interfacce per collegare le sonde e diversi accessori al sistema ma li gestisce in maniera nativa, permettendo quindi anche un controllo sul movimento dell’acqua con le già citate pompe Tunze elettroniche, in analogia al multicontroller 7095 ma senza dover acquistare moduli esterni, semplicemente collegando le pompe al controller, in questo modo è anche possibile dimmerare direttamente le luci, posto che gli accenditori nell’impianto di illuminazione siano del tipo dimmerabile. L’unico vincolo è ovviamente il numero massimo di connettori disponibili.
La cura, il design, la varietà dei moduli e la possibilità di collegarci molti accessori senza interface, portano però il prezzo del modulo base a 1.622 euro che comprende l’unità centrale, la sonda temperatura e l’unità di potenza da 6 prese.
I PLC
Una alternativa ai computer potrebbero essere i PLC. Virtualmente hanno una espandibilità infinita, solo che non essendo predisposti all’uso in acquario è necessario “costruirsi” il programma in casa tramite i software forniti in dotazione, e se è vero che è abbastanza semplice gestire la gestione dell’accensione delle varie utenze, arrivare a gestire le sonde analogiche, come temperatura, pH od altro comincia ad essere complicato.
Se volete approfondire l’argomento trovate due interessanti articoli qua:
L’automazione in acquario
L’automazione in acquario parte seconda
Tutte le fotografie, salvo dove diversamente specificato, sono state prese dai rispettivi siti.
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5 commentsManutenzione dello schiumatoio - Skimmer cleaning operation
La manutenzione dello schiumatoio è fondamentale per avere un acquario sempre perfetto.
L’efficienza dello schiumatoio è infatti fortemente influenzata dalla sua manutenzione per diversi motivi:
- Riempimento di liquido nel bicchiere
- Deposito di melma nel collo del bicchiere
- Degrado delle prestazioni della pompa
- Ostruzione dell’iniettore a causa di sale e calcio
I primi due punti si aggirano abbastanza facilmente pulendo settimanalmente il bicchiere dello schiumatoio, usando una spugna oppure un vecchio spazzolino da denti, fino ad avere il collo del bicchiere (quello a contatto con lo schiumato) perfettamente pulito. In questo modo si evita che lo schiumato venga “rallentato” ed “inibito” dalla melma che si forma lungo il collo.
Il terzo punto è più complesso ma in definitiva non necessita di una manutenzione così puntuale come quella dei primi due punti, è’ sufficiente infatti pulire a fondo la pompa almeno una volta ogni sei mesi. Per farlo è possibile procedere smontando completamente la pompa ed immergendola in una soluzione di acido muriatico al 10%, in questo modo si scioglie ogni residuo calcareo e salino e si riporta la pompa in condizioni pari al nuovo.
Un accorgimento speciale va invece posto in quegli schiumatoi che per funzionare usano delle giranti a spazzola o ad aghi, in questi la girante si deteriora ed anche se il deterioramento non è apprezzabile ad occhio nudo i costruttori arrivano a consigliarne la sostituzione anche una volta all’anno. In genere il deterioramento della girante si avverte perché aumenta il rumore che lo schiumatoio produce mentre è in funzione.
Arriviamo quindi al quarto punto, che in un certo senso è quello più problematico e che necessita della maggior attenzione. Come tutti noi sappiamo infatti il principio di funzionamento degli schiumatoi è basato sul contatto aria-acqua, e l’iniettore è quel particolare tecnologico deputato ad “iniettare” l’aria all’interno della colonna di contatto dove questa verrà miscelata con l’acqua. All’interno dell’iniettore, poco prima o poco dopo a seconda dei vari modelli di schiumatoi, si ha quindi il contatto fra l’aria e l’acqua e questo causa il deposito di sale e/o di calcio che con il tempo tendono ad ostruire l’iniettore stesso.
Nello schiumatoio in foto l’iniettore è posto dopo la pompa perché il funzionamento è in controcorrente, mentre ad esempio lo schiumatoio precedente era un H&S 150F2001 ed aveva l’iniettore direttamente nel corpo pompa.
Diventa quindi necessaria una pulizia periodica dell’iniettore. Per farlo non è però indispensabile una complicata opera di manutenzione ma seguendo questa piccola guida in poco tempo e con poca fatica lo schiumatoio tornerà efficiente come fosse nuovo.
E’ necessario un bicchiere capiente, acqua di osmosi e qualche minuto di tempo. La frequenza di pulizia ovviamente dipende dallo schiumatoio che ognuno possiede ma io consiglio di effettuarla quando si effettua il riempimento della vasca di rabbocco, approssimativamente una volta alla settimana.
Le fotografie si riferiscono al mio schiumatoio, l’Elos NS1000 ma il metodo si può usare con soddisfazione per ogni altro tipo di schiumatoio.
Prendiamo un bicchiere vuoto e lo riempiamo di acqua di osmosi:
Prendiamo il tubicino d’aria della schiumatoio, qua vediamo il silenziatore che andremo a togliere, …
Immergiamo il tubicino senza il silenziatore nell’acqua di osmosi:
Lo schiumatoio spento subito dopo la pulizia del bicchiere in attesa della pulizia dell’iniettore, ovviamente per agire sull’iniettore va acceso:
In caso ci fosse uno stringitubo o una valvola per parzializzare l’ingresso dell’aria nello schiumatoio vi consiglio di stringere ripetutamente ma senza troppa forza il tubicino in silicone subito dopo lo stringitubo, per favorire la rimozione dei sedimenti:
Ancora più importante è consigliato stringere ripetutamente lo stesso tubicino qualche cm prima dell’innesto nell’iniettore dove è possibile vi siano degli accumuli di sedimento, si dovrebbe sentire abbastanza facilmente il sale sciogliersi sotto le dita al contatto con la dolce acqua di osmosi:
Lo schiumatoio continua ad aspirare l’acqua dal bicchiere fino al suo esaurimento:
Subito dopo l’operazione lo schiumatoio riprende a schiumare, qua si può vedere la schiuma bianca salire nel collo
L’acqua di osmosi, dolce, ha portato in soluzione il sale che parzializzava l’ingresso dell’aria, restituendo l’efficienza allo skimmer. Per funzionare questo metodo necessita di una applicazione periodica, poiché se anche il calcio precipitasse legandosi al sale questa operazione non sarebbe più sufficiente e sarebbe necessario utilizzare qualcosa di molto più aggressivo, come un cacciavite o l’acido muriatico. Procedura che purtroppo dovremmo però effettuare a pompa scollegata e lontano dall’acquario, e spesso dovendo smontare l’iniettore o la pompa a seconda dello schiumatoio utilizzato.
Effettuando una manutenzione periodica come descritto e seguendo queste piccole e semplici regole per tenere pulito l’iniettore si manterrà lo schiumatoio sempre efficiente ed al massimo delle sue prestazioni. Meglio infatti uno schiumatoio più piccolo ma ben pulito che uno schiumatoio migliore ma mantenuto sporco.
Per aumentare l’efficienza dello schiumatoio a volte è anche sufficiente procedere alla pulizia del collo del bicchiere con cadenza molto più ravvicinata del solito.

The skimmer maintenance is our main goal to achieve the “perfect” aquarium.
The skimmer efficiency is mainly influenced by its maintenance because:
1) Collection cup filled by water.
2) foam on collection cup neck.
3) degradation of pump because using.
4) injector obstructed by calcium and salt sediments.
We can rid of the first two points without problems, we have to clean weekly our collection cup and nothing more. To do it I use one old teethbrush or a soft sponge, until I had the neck completely clean. So we have no problem from the foam along neck that otherwise would have slowed down skimming.
Third point is more complex but we can’t do more, so we need to clean pump every six months. I do it by taking apart every piece, and putting it into muriatic acid at 10% for thirty minutes, so it will be as new one
We must put a special attention in those skimmers that in order to work they use of the shredding or needles impellers, in these during time the impeller looses efficiency by deteriorating needles and even if deterioration is not appreciable for our eyes, many constructors advise their customers the substitution of impeller also once in year. We can succeed to perceive deterioration because noise, that skimmer produces while functioning, increases.
We arrive therefore to fourth point, that is most problematic one and that it needs greater attention. As all we know in fact the skimmers principle of operation is based on contact of air and water, and the injector is the equipment deputy to “inject” the air inside of contact column (cylinder) where this will come mix with water. Inside injector, little before or little after depends on different skimmers, there will be the contact between air and water and this causes precipitating of calcium or salt sediments that will tend to obstruct the injector.
The skimmer, you see on these images, has injector placed after the pump because the operation is counter-current, while, for example my previous skimmer was an H&S 150F2001 and it had the injector directly into the pump body.
So we need to clean periodically the injector. In order to make it we must follow these simple rules and with little time and little work the skimmer will be as new one.
We need a big water glass, RO water and a few minutes of time. The frequency of cleaning obviously depends on skimmer everybody has but I think is better cleaning when we had to fill RO tank, about once a week.
The pictures refer to mine skimmer, Elos NS1000, but the method can be used with satisfaction for every other type of skimmers.
For beginning we must take an empty glass and we fill it with RO water:
We take skimmer air pipe, here we look at Elos noise suppressor, that we take out for cleaning operations:
We put air pipe into RO water
Here we see skimmer after collection cup cleaning, with no power, we need to light on to clean injector
If skimmer has some tipe of valve to reduce air flow rate, you need to press air pipe before and after the valve, to help sediments removal
More important is to tighten the small air tube repeatedly some cm before injector where it’s possible there are some sediment, it would be easily enough to feel salt under your fingers, if you have it, at contact with RO sweet water:
Skimmer is drinking RO water from glass:
After cleaning operation, skimmer begin to work again, here you can see the white foam on contact column:
The reverse osmosis water, sweet, has melted salt that had partially obstructed air inlet, taking off skimmer efficiency. In order to work this method needs periodic application, because if calcium deposits itself this method doesn’t function more… you would need muriatic acid or a screwdriver. But in case we need to stop pump and work far away from our tank.
By doing periodic maintenance as described and following these simple rules in order to hold clean injector, the skimmer will be always efficient and at the maximum of its performances. Better to have a small cleaned skimmer than bigger but dirty one.
In order to increase the efficiency of skimmer sometimes we need only cleaning the neck of collection cup more often than ever.
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Sono sempre stato appassionato di elettronica. E da quando ho l’hobby dell’acquariofilia ho sempre cercato di automatizzare tutto tramite un computer dedicato all’uso per l’acquario.
Dopo aver provato a lungo il sistema Aquatronica ho avuto la possibilità di acquistare Aquasmart by Limulus, facendo seguito ad una conversazione avviata con Roberto Buti, proprietario ed ideatore di Aquasmart allo Zoomark di Bologna del 2007, dove sono rimasto colpito dalla completezza dei moduli offerti.
E’ incredibile vedere e toccare con mano cosa sia possibile fare con un sistema come Aquasmart, virtualmente non esiste cosa che non si possa fare: dal reintegro automatico di acqua osmotizzata, agli avvertimenti tramite modulo GSM, alla gestione dimmerabile delle luci, alla variazione della portata di pompe elettroniche e non elettroniche, giusto per enumerare qualcosa di esotico ed allettante.
Il sistema Aquasmart nasce dalla passione di Roberto Buti che ha creato un sistema automatico per la gestione del proprio acquario e che poi ha deciso di renderlo pubblico e di commercializzarlo.
Il mio sistema è stato installato su barre DIN all’interno di un quadro elettrico creato ad hoc. Nella foto sotto potete vedere come si presenti il quadro elettrico all’interno della sump e se vi passate sopra il mouse potete togliere il coperchio e vedere l’Aquasmart nudo.

Ho quindi provveduto ad ordinare il sistema Aquasmart così configurato:
Modulo Base, modulo di potenza, modulo terminale, modulo GSM, sonda di temperatura e livello, interfacce e sonde pH, Redox e Conducibilità, modulo Ethernet, modulo Tunze, modulo e led lunare.
Il sistema è in uso da quasi un anno, quindi credo di poter fare diverse valutazioni e qualche critica costruttiva al sistema.
Le cose che mi hanno colpito di questo prodotto sono state soprattutto due: le espansioni praticamente illimitate come ho già detto e lo sviluppo che il prodotto ha avuto in questo anno. E’ cresciuto in maniera incredibile!
Ci sono stati netti miglioramenti nelle funzionalità e nell’ergonomia del programma in seguito al rilascio di aggiornamenti sia firmware che software per venire incontro a nuove idee e nuove richieste scaturite dalla mente contorta di noi acquariofili.
Il modulo principale costituisce il cuore del sistema e ad esso vanno collegati tutti gli altri eventuali moduli acquistati od acquistabili, gli adattatori per le varie sonde ed i sensori di livello. Tecnicamente parlando il modulo base è composto da un processore a 16 bit e dal suo firmware.
Per configurare il sistema è necessario collegare il computer al modulo base, per gestire e tarare le sonde, per dialogare con i vari moduli e per salvare i grafici degli andamenti dei valori registrati dalle sonde. Si potrebbe addirittura pensare di dedicare un piccolo pc per tenere sotto controllo tutto il sistema in maniera approfondita, che offrirebbe ben più opzioni rispetto al modulo terminale. Conosco qualcuno che ha collegato limulus ad un pc e questo ad uno schermo LCD touch screen incassato nel muro vicino all’acquario ad esempio.
Per come è stato concepito Aquasmart, l’interazione con il computer è necessaria per utilizzare al meglio il sistema e non ha costi aggiuntivi in quanto il cavo seriale RS232 è fornito con l’acquisto del modulo base. E’ possibile, e dal mio personale punto di vista anche consigliato, acquistare il modulo terminale che consente di visualizzare le informazioni del sistema e che permette un minimo controllo dello stesso. Ad esempio non è possibile configurare il modulo GSM così come non è possibile vedere lo stato della ricezione, è inoltre impossibile (allo stato attuale dello sviluppo del firmware del modulo terminale) configurare il modulo DALI.

Oltre al cavo seriale RS232 è possibile collegare il sistema al computer tramite adattatore USB e moduli Wi-Fi ed Ethernet.
Il modulo ha a sua disposizione 6/8 ingressi analogici per le sonde, una porta per il modulo terminale o il modulo GSM (nel caso di utilizzo del modulo GSM quest’ultimo ha una presa per il modulo terminale), 8 ingressi digitali per i sensori di livello e/o allarmi, una porta DALI (consente il collegamento fino a 63 dispositivi) ed una porta RS232.
Per comandare le varie uscite è necessario collegare al modulo base le unità di potenza, che sono disponibili in varie configurazioni a seconda della tipologia di prese di cui si ha bisogno: prese italiane, tedesche, americane etc.
Il modulo base è costruito per essere montato su una barra DIN per un comodo ed agevole posizionamento all’interno di un quadro elettrico, soluzione che ho adottato grazie ai consigli dell’amico Maurizio, e che mi ha consentito un posizionamento pratico, pulito ed estremamente comodo e compatto, come potete vedere nella foto di introduzione.
Il modulo viene fornito con il programma PC Aquasmart (i cui aggiornamenti possono essere scaricati dal sito web www.limulus.it previa registrazione), il cavo seriale di collegamento, un alimentatore di rete ed il manuale di installazione.
Io ho scelto di pilotare il mio sistema con il modulo di potenza AS045 8I, una unità di potenza con 8 prese Italiane (la I della sigla). La ciabatta non è molto compatta, ma è estremamente comoda, e per me che sono un incapace con il fai da te è senza dubbio la soluzione migliore perché non ci sono cablaggi da effettuare.

E’ possibile collegare al sistema due moduli di potenza per un massimo di 16 prese comandabili. Sebbene questa possa sembrare una forte limitazione, si deve considerare che si può usare il modulo AS004 POWER che permette di aggiungere 16 prese da quadro elettrico, e che può essere usato, se non sbaglio, fino a 73 uscite comandabili tramite modulo DALI.
Dal punto di vista tecnico le uscite sono comandate tramite dispositivi elettronici statici di ultima generazione, quindi non hanno al loro interno nè contatti nè relè per una durata indipendente dai contatti elettrici.
Tutte le 8 uscite sono disponibili a 220V con il limite di non poter superare 6 ampere complessivi di carico, in ogni caso l’unità di potenza ha un dispositivo di sicurezza tramite fusibile di protezione e dispone di una protezione termica interna di sicurezza (questa cosa l’ho letta nel manuale, ma non ho smontato l’unità di potenza).
Il modulo viene venduto completo di cavo di alimentazione, cavo DALI e manuale di installazione.
Il DALI (Digital Addressable Lighting Interface) è un sistema di comunicazione inizialmente sviluppato per la gestione dei sistemi di illuminazione. Tramite il collegamento dato da due cavi non polarizzati (quindi non c’è possibilità di collegarli male, va bene comunque) si mette in comunicazione il modulo base con tutti i dispositivi compatibili. I dispositivi vengono collegati in parallelo quindi sono tutti collegati fra loro. Con questo protocollo si riescono a controllare fino a 64 dispositivi, che vengono quindi identificati da un numero (da 1 a 63), i numeri dal 50 al 63 sono riservati ai vari moduli Limulus.
Siccome ogni dispositivo viene identificato da un numero univoco è possibile personalizzare i valori minimo di accensione e massimo raggiungibile nonché definire il tempo nel quale devono passare da uno stato all’altro (rampa o fade time). In questo modo è possibile gestire il movimento in modo complesso tramite il modulo tunze od il modulo inverter, oppure i parametri della luce lunare, etc
Il sistema appare a prima vista un po’ complesso, soprattutto se si evita di leggere e consultare il manuale, però è comunque funzionale e consente una forte espandibilità.
Il modulo Terminale non è fornito con il sistema base e non è necessario per il funzionamento del sistema e purtroppo non riesce a sostituire completamente il computer.

Eppure è terribilmente comodo e onestamente non riesco a pensare ad un sistema computerizzato di questo tipo senza un modulo terminale. L’unica alternativa sarebbe dedicarci un computer apposito, magari portatile, per la completa gestione del sistema. In effetti questa idea mi alletterebbe parecchio, solo che in questo modo il sistema comincerebbe a diventare un po’ troppo ingombrante.
Quindi il modulo terminale rimane la scelta necessaria per un utilizzo proficuo del sistema.
Il modulo è dotato di un display grafico e di 5 pulsanti per il suo utilizzo, 4 frecce direzionali ed un tasto enter, come si può vedere nella foto.
La logica del modulo Terminale è basata su una visualizzazione a pagine, per muovercisi dentro si deve selezionare la pagina desiderata usando le frecce per cambiare i numeri a due cifre dell’indice. Con la pressione delle frecce verticali si passa da una pagina alla successiva, e con quelle orizzontali si salta di 10 pagine in 10 pagine.
L’uso del terminale risulta comodissimo per poter fermare le pompe in caso di alimentazione dei pesci, per visualizzare le misurazioni fatte dalle sonde in un’unica comoda schermata (vedi sotto), per tenere sotto controllo le ore di utilizzo delle varie luci, per poter controllare le fasi lunari, in pratica si riesce a controllare (anche se non a gestire come detto sopra) tutto il sistema comprese le innumerevoli espansioni (per quello che ho potuto provare).

Il display è sempre visibile ma alla pressione di un tasto si attiva la retroilluminazione rendendolo visibile anche al buio, ovviamente il tempo di accensione della retroilluminazione è impostabile dall’utente. La soluzione così adottata mi piace molto e consente di non averlo sempre costantemente illuminato.
Il modulo è dotato di una porta RJ11 per ogni lato del dispositivo in modo da poter collegare il modulo in funzione del proprio posizionamento ideale. Il modulo viene venduto con il manuale di istruzioni e con del velcro biadesivo.
Oltre alla versione di modulo terminale che ho io, ne esiste anche una da incasso, inoltre il modulo è disponibile in più colorazioni per venire incontro alle esigenze ed alle scelte di ciascuno, sono due facce della stessa medaglia ma che sottolineano la versatilità e l’attenzione all’utente del sistema Aquasmart.
Il modulo Tunze e la gestione del movimento
Le pompe più usate in acquari di un certo livello, almeno in Italia, sono sicuramente le Tunze Stream, soprattutto nella loro versione elettronica ed il mio acquario non fa eccezione. Quindi una delle cose che più mi interessava del sistema Limulus era la possibilità di controllare le mie pompe (2 stream 6100) tramite il modulo Tunze senza dover usare il multicontroller tunze dedicato. Questo mi avrebbe consentito, oltre ad una maggior personalizzazione delle correnti, di poter alimentare i pesci spegnendo le pompe alla pressione di un unico pulsante nel modulo terminale, senza dover aprire il mobile sotto l’acquario e cercare il multicontroller.

Le differenze fra i due sistemi sono innumerevoli. Il multicontroller 7095 tunze non ha nessuna memoria quindi ogni sua funzione parte dal momento in cui viene data alimentazione al sistema, ovvero ogniqualvolta che va via la corrente riparte la gestione della luce lunare con la simulazione della luna piena, e riparte il conteggio delle ore di permutazione delle pompe a seconda delle impostazioni scelte. Con il modulo tunze invece il tutto è controllato e gestito dall’unità principale, ed anche una qualsiasi interruzione elettrica non costituisce problema in quanto il tutto viene memorizzato.
Il modulo tunze riesce a gestire 4 pompe elettroniche collegate ad esso, in analogia al multicontroller tunze, tramite il menù di configurazione GESTIONE POMPE DI RICIRCOLO in Aquasmart si riesce a gestire il movimento in maniera davvero complessa, indipendentemente che vi siano collegate delle pompe elettroniche tunze al relativo modulo e delle pompe normali al modulo inverter che vedremo dopo.
La prima opzione prevista è quella dell’orario di accensione delle pompe ed un flag di abilitazione delle pompe al di fuori della fascia oraria principale con velocità minima. Analogamente a ciò si può attivare l’opzione MARE MOSSO che all’interno di un intervallo scelto, eventualmente in modalità casuale (abilità intervallo random), attiva entrambe le pompe al massimo della loro potenza.
La parte più intimamente collegata ai movimenti è invece quella che da una parte permette di scegliere la o le pompe principali secondo cui è impostata la marea prevalente, quindi ad esempio le pompe di destra hanno la parte di potenza maggiore per 6 ore e così via e dall’altra invece permette di scegliere il tempo proprio dell’onda, diviso in tempo di massima potenza e minima potenza.
Fino ad ora il modulo ha sempre funzionato benissimo senza evidenziare alcun problema, e devo ripetermi, poter gestire le pompe direttamente dal display di Aquasmart è una grande comodità non solo per le maggiori scelte che si possono operare.
Il modulo si connette al bus DALI del modulo base e viene alimentato da una delle 4 pompe a cui può essere connesso, come il modulo principale l’inverter ha un pratico supporto da barra DIN, come potete vedere dalla foto io l’ho installato nel quadro elettrico, vicino al modulo per la luce lunare (modulo led) e sopra al modulo base (la foto non è a rovescio, ma se capovolgevo il modulo poi non avevo continuità sulla barra DIN con il modulo led).
Il modulo viene venduto con in dotazione un cavo di collegamento DALI ed il manuale d’installazione.
Le mie impostazioni sono le seguenti:
Fascia oraria di movimento dalle 10:00 alle 21:45 (da quindici minuti prima a quindici minuti dopo il fotoperiodo)
Alternanza = 21600 pari a 6 ore. (60sec. x 60min. x 6ore)
Onda Max = 20
Onda Min = 20
Mare mosso:
fascia oraria di movimento dalle 11:00 alle 20:30
indice intervallo = 10800 pari a 3 ore. (60sec. x 60min. x 3ore)
durata effetto = 20 secondi

Mentre l’impostazione DALI per le mie pompe tunze è la seguente:
Minimo: 100
Massimo: 165
Fade: 0,7
Il modulo Led è un’altro di quei moduli che non ti cambiano la vita ma che te la rendono più semplice.
Da quando acquistai la mia prima plafoniera seria, per la curiosità di chi legge una Ceab Sunsky 2×150w con luci blu e lunare, la lampada lunare è sempre stata nei miei pensieri. Sia per aiutare i pesci dandogli un riferimento notturno e così limitare i salti fuori dalla vasca, sia per ricreare una situazione simile per quanto possibile a quella reale tramite la gestione delle fasi lunari.

Tornando alla mia storia di acquariofilo, dopo la plafoniera con luce lunare (fissa) incorporata, ho acquistato il già nominato multicontroller 7095 che in dotazione ha un led bianco e la capacità di gestirlo come luce lunare. L’ho sempre trovato troppo fiacco per la mia vasca, tanto che anche quando eravamo in “luna piena” la luminosità era molto limitata, inoltre come accennavo sopra in caso di mancanza di corrente le fasi lunari si resettavano alla luna piena.
Con il modulo led questo non avviene, basta impostare il giorno corrispondente alla fase lunare, io ho impostato la stessa fase lunare della realtà (non serve a nulla ma mi piaceva così), ed il sistema si occuperà del resto.
Semplice e di sicuro effetto, soprattutto perché il led è estremamente luminoso e finalmente la differenza fra luna piena e luna calante (o crescente) è veramente avvertibile.
Il led che ho preso da Limulus è a luce bianca, ma ci sono anche a luce blu, ed il modulo può pilotarne fino a 4… anche se immagino che per usarne 4 ci vuole una vasca immensa, una vasca particolare, oppure si desidera una luminosità a giorno.
La gestione del modulo si fa tramite le opzioni del modulo DALI, in cui si imposta la potenza minima e quella massima e fra le quali si muove il modulo base per scegliere la determinata luminosità di ogni notte.
Il modulo viene quindi venduto con un cavo DALI, con l’alimentatore e con il manuale di installazione.
Anche questo modulo è dotato del collegamento per una barra DIN ed infatti come potete vedere fa la sua figura a fianco del modulo Tunze.
Infine una nota sull’alimentatore. Infatti sebbene debba essere alimentato, è possibile prendere l’alimentazione direttamente dal modulo base di Aquasmart che è fornito di presa ausiliaria, e risparmiando lo spazio di un alimentatore. Una bellissima cosa
Il modulo GSM è probabilmente l’accessorio più utile dopo il modulo base, dato che è in grado di avvertirci in caso di mancanza di energia elettrica che è il maggior nemico per un acquario a causa del consumo di ossigeno da parte degli abitanti, soprattutto per un acquario di barriera densamente popolato di pesci e coralli.

Avendo una batteria al litio ricaricabile in dotazione, il modulo ci avviserà quando vi sarà mancanza di corrente elettrica con un messaggio ripetuto 3 volte ad intervalli di 15 minuti, e quando ritornerà la corrente. Ho trovato il tutto estremamente comodo e di sicuro aiuto, perché l’essere avvertiti quando vi è mancanza di corrente è fondamentale per poter mettere in atto qualche strategia alternativa di recupero, a volte magari salta la corrente per una banalità e basterebbe essere in casa per scongiurare eventuali problemi.
Oltre a questo è possibile richiedere (o ricevere) informazioni sullo stato della vasca.
Per richiederle è sufficiente spedire un sms al modulo, che ovviamente avendo una SIM avrà anche un numero di cellulare, con scritto “query” e limulus risponderà con un messaggio scritto in questo modo:
Time: 14:56 Vasca 8,09 ph Redox 297 mv Reattore 0,00 ph Temp. 25,4 C Temp. aux 25,4 C Conduc. 57,1 mS No alarm active
Ove ci informa dell’orario attuale, dei valori misurati in vasca con le proprie sonde e se vi siano allarmi attivi, e nel caso viene proposto di eliminarli, a me manca la sonda pH del reattore come si può vedere.
E’ inoltre possibile chiedere ad Aquasmart che ci informi del funzionamento del sistema ad una determinata ora, utile ad esempio quando si è in vacanza. Si deve impostare il numero di telefono e stabilire fino ad un massimo di 4 invii giornalieri. E’ possibile farsi avvertire in caso ci si trovi in una qualsiasi situazione di allarme, come ad esempio temperatura troppo alta, ph troppo basso e così via.
Il modulo in sè non ha nessun led, quindi guardandolo è impossibile sapere se stia funzionando o meno, anche tramite il modulo terminale non è possibile verificare lo stato della ricezione, nè il credito residuo, rendendone la gestione un po’ complicata, siccome però il discorso è legato solo ad una mancanza di implementazione nel modulo terminale sono sicuro che nel giro di qualche mese Roberto sarà in grado di porvi rimedio. Nel frattempo potreste tenere un messaggio attivo al giorno in modo che siate sicuri del buon funzionamento del modulo, cosa per altro consigliata da Roberto stesso nel manuale a corredo.
L’unico modo per interagire in maniera completa con il modulo GSM è quello di usare un computer, ove si possono impostare le proprie preferenze, verificare lo stato di carica della batteria e del segnale, così come il credito residuo tramite la pressione di un tasto. A me personalmente l’opzione del credito residuo ha ben funzionato con TIM e Vodafone ma non con Wind per il quale l’unico metodo era quello di togliere la SIM ed inserirla nel proprio cellulare (questo dovuto alla diversa gestione del tempo fatto dai gestori).
Parlando del funzionamento sul campo, ineccepibile a parte i rilievi fatti sopra, devo rilevare come l’inserimento della SIM sia un po’ complicata, in quanto l’involucro esterno del modulo è sporgente rispetto al lettore di SIM, e vi consiglio di seguire alla lettera le istruzioni per l’installazione, in quanto non seguendo nell’esatto ordine la procedura di installazione si avrebbe come risultato il non riconoscimento del modulo.
Il modulo GSM si collega all’unità base tramite un cavo con terminazione RJ11 che si va ad innestare nella porta per il modulo terminale. Per questo dalla parte opposta del modulo GSM vi è un’altra porta RJ11 che permette il collegamento con l’eventuale modulo terminale.
Il modulo viene fornito completo di cavo di collegamento e manuale d´uso, non è ovviamente compresa la SIM.
Il collegamento al computer
Come detto in premessa Aquasmart nasce come naturale complemento ad un computer, motivo per cui il collegamento al pc fa parte del sistema ed il cavo di collegamento, seriale, è incluso. Il programma Aquasmart è molto completo e posso definirlo acquariocentrico, nel senso che la configurazione viene fatta accoppiando una determinata presa od unità di potenza con un determinato oggetto già definito all’interno del sistema.

Ad esempio la configurazione prevede l’utilizzo di 6 prese di alimentazione da destinare all’illuminazione, sta a noi collegare i nostri cavi (io ad esempio ne ho 2, un cavo accende i due neon blu ed un altro i 6 neon bianchi), e definire nel menù configurazione dove siano collegati, poi tramite il menù opzioni si può agire sul sistema per determinare i vari fotoperiodi. Nella schermata principale è possibile vedere anche le ore di uso delle singole prese destinate all’illuminazione dell’acquario, per darci una idea di quando cambiare i relativi bulbi.

La schermata principale è organizzata in modo da poter tenere d’occhio tutti i principali valori della vasca sulla destra, anche quelli non in uso che purtroppo non sono escludibili, e le varie prese sulla sinistra. Cliccando il pulsante monitor sotto le varie barre che riportano i valori della vasca è possibile vedere i grafici dei vari valori, con l’ultimo aggiornamento firmware il modulo base registra i valori anche in assenza del collegamento al computer (sul modulo terminale non è possibile visualizzare i grafici) e li scarica successivamente.
Ovviamente è possibile accedere alla schermata di configurazione delle sonde e quant’altro necessario sia come opzioni che come configurazione.
Per collegare Aquasmart al computer è possibile utilizzare anche il modulo ethernet. Il cui vantaggio maggiore è quello di poter essere collegato ad un router o ad un access point wi-fi per poter comunicare con il computer senza fili. Io sto aspettando di trovare il modo di inserire un access point nella sump, e quindi fino ad allora non potrò utilizzarlo in questo modo. Diversamente il suo funzionamento non ha rappresentato problemi di sorta, ma senza potersi collegare tramite wi-fi è abbastanza inutile. Il mio modulo aveva un piccolo difetto costruttivo e non era semplice inserire lo spinotto dell’alimentazione.
Nulla di problematico, intendiamoci, però è stato necessario limare un po’ la plastica dello spinotto per poterlo fare funzionare.
Il sistema sono sicuro continuerà ad evolversi, perché Roberto è molto appassionato del suo lavoro e continua incessantemente a rilasciare aggiornamenti e moduli.
Solo che poi io mi guardo indietro e mi chiedo cosa mai ci potrebbe essere da aggiungere… c’è praticamente tutto!
L’accessorio che ha conquistato molti utenti è sicuramente il modulo inverter, che in pratica funziona come il modulo Tunze descritto sopra, ma che lavorando in frequenza riesce, entro certi limiti, a far funzionare qualsiasi pompa a corrente alternata come fosse elettronica e quindi a variarne il flusso, che poi viene gestito nel menù GESTIONE POMPE DI RICIRCOLO già descritto sopra. Conosco diversi utenti che lo usano accoppiato alle Tunze Stream 6060 e 6080 con estrema soddisfazione. In alcuni casi si possono rilevare alcuni problemi di lettura alla sonda di rilevamento del pH, anche se il problema non è imputabile all’inverter quanto ad una non perfetta schermatura delle pompe stesse.
Esiste poi il modulo dosometrico che comprende due pompe dosometriche e può tornare utile in diverse situazioni.
Le sonde sono collegate al sistema tramite una interfaccia (nella foto le tre interfacce in mio possesso). L’interfaccia è virtualmente eterna mentre le sonde sono da cambiare ad intervalli più o meno predefiniti, a seconda della qualità scelta in fase di acquisto ed alla manutenzione che se ne fa, dato che per alcune tipologie di sonde Limulus mette a disposizione sonde di qualità crescente con il costo.

Le sonde sono tutte terminate con connettore BNC che va innestato nella corrispondente interfaccia, a parte le sonde di temperatura e livello che sono terminate con connettore RJ11.
Sonda di Temperatura
La sonda di temperatura è in vetro ma non è completamente sommergibile. E’ allo studio e presumo sarà di prossima commercializzazione un sonda di temperatura sommergibile che ho avuto in prova direttamente da Roberto.

Il funzionamento è semplice ed integrato nel sistema, si definisce un intervallo di temperatura all’interno del quale il sistema non applica nessuna correzione. Ed un livello minimo e massimo, nel momento in cui si raggiunge il limite superiore si attiva l’eventuale sistema raffreddante, che sia una ventola tangenziale, una batteria di ventole oppure un refrigeratore, mentre al raggiungimento del limite inferiore si attiva il riscaldatore. Se si supera il livello di guardia massimo si può scegliere di spegnere le luci, ma in ogni caso si attiva l’allarme e, se presente, il modulo GSM ci manda un SMS di allerta.
Purtroppo ho notato che la sonda di temperatura è un po’ ballerina, e salta da un valore all’altro anche distanti fra loro diversi decimi di grado, è possibile leggere consecutivamente 25,7° e poi 26,0° e questo è sicuramente un problema per una corretta gestione del riscaldatore e dell’eventuale refrigeratore. Io penso che tutto dipenda dalla sensibilità della sonda stessa, che legge appunto con troppa precisione le differenze di temperatura in vasca. Per bypassare il problema è sufficiente impostare un delta maggiore di 0,3°, ad esempio 0,5° per scongiurare degli attacca-stacca continui.
Il sensore di livello è di tipo a galleggiante, nella foto potete vederlo prima dell’inserimento in acqua. La costruzione del supporto è favolosa. Il cavo scorre all’interno ed il galleggiante è avvitato sull’asta. Nel lato superiore tramite viti in plastica è possibile serrarlo al vetro impedendone ogni movimento accidentale. Veramente curato e di ottima fattura. In quasi un anno di uso non ho mai avuto nessun tipo di problema né di blocco.
Il software che lo gestisce permette di scegliere l’intervallo entro cui il ripristino funziona, ad esempio per programmare il ripristino solo notturno in caso di uso di Kalkwasser (acqua calcarea) e di impostare un tempo massimo di funzionamento della pompa di rabbocco per evitare problemi di eccessivo riempimento della sump, in ogni caso un segnale di allarme o un sms verrà inviato in caso di malfunzionamenti.
Limulus inoltre è impostato anche per far funzionare una elettrovalvola collegata all’impianto di osmosi in modo da automatizzare il rabbocco del serbatoio di acqua dolce, è sufficiente impostare come sopra l’orario di funzionamento e l’intervallo (in minuti) entro cui ci si aspetta che venga riempito il vano di rabbocco.
Limulus fornisce tre tipi di sonde pH, una in plastica e due in vetro, di cui una è addirittura ricaricabile.
