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La colorazione dei coralli fra cromoproteine, zooxanthellae e azoto


La colorazione dei coralli: effetti su una acroporaLa colorazione dei coralli dipende da una moltitudine di fattori diversi e fra loro interagenti.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Un’acqua povera di nutrienti come carbonio, azoto e fosforo è povera anche di zooplancton di cui si nutre il corallo che è un organismo eterotrofo.

I coralli si suddividono in coralli ermatipici e coralli aermatipici; in particolare i coralli ermatipici vivono in simbiosi con le zooxanthellae. Alghe verdi unicellulari che producono zuccheri, glucosio in particolare, grazie alla nota fotosintesi clorofilliana.

Le zooxanthellae sono organismi autotrofi che utilizzano i prodotti di rifiuto del metabolismo dei polipi per la propria fotosintesi. In questo modo si procurano quei nutrienti che non sono presenti in concentrazione sufficiente nell’ambiente esterno. Le Zooxanthellae, deposte sullo scheletro calcareo del corallo, danno le diverse colorazioni grazie ad una elevata concentrazione di pigmenti:

  • clorofilla;
  • carotenoidi stimolati maggiormente da spettri di luce blu e verde;
  •  xantofille peridininadinoxantina e diadinoxantina.

La miscela di clorofilla e peridinina sembra sia la responsabile del colore “marroncino” di queste alghe unicellulari, che assumono principalmente luce di lunghezza d’onda blu o blu-verde (400/550 nm).

 

La genesi della colorazione dei coralli

In condizione di debole illuminazione aumenta il contenuto dei pigmenti fotosintetici nel tessuto del corallo (Oswald, 2007). Questo rende più “marroncine” le colonie.

La colorazione dei coralli è imputabile a sostanze diverse, per lo più di natura proteica.

La proteina assorbe parte dello spettro luminoso cui è sottoposta mentre l’intervallo di frequenze non assorbito viene riflesso. Proprio queste frequenze riflesse sono responsabili del colore che noi percepiamo. Per un approfondimento sulle interazioni fra luce e coralli vi rimando a questo interessantissimo articolo: la luce in natura.

  • Pigmenti fotosintetici: clorofilla verde, antocianine blu, carotenoidi rossi, betalaine rosse o gialle;
  • Cromoproteine (proteine coniugate): caratterizzate dal legame con un altro atomo o molecola di natura non proteica, ad esempio uno ione (Fe2+, K+, ecc).

Studi specifici hanno dimostrato una certa relazione fra questi elementi e colori:

  1. ferro: CromoProteine verdi e gialle
  2. boro: CromoProteine rosse, rosa e viola
  3. iodio: CromoProteine blu e viola
  4. bromo: CromoProteine fluorescenti
  5. manganese: CromoProteine blu e rosse

 

  • Pigmenti fluorescenti: contengono un gruppo che, dopo aver assorbito radiazioni di una certa lunghezza d’onda, esibiscono la fluorescenza. In pratica riemettono le radiazioni elettromagnetiche a lunghezza d’onda maggiore e quindi ad energia minore.

Questi pigmenti funzionano come una “protezione solare” sia per i coralli stessi che per le alghe che con loro vivono in simbiosi (come le zooxanthellae).

La funzione dei composti azotati nei coralli e l’importanza dei nutrienti a pagina due


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