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Come abbassare i consumi di corrente elettrica in acquario


Un acquario di coralli molli può essere molto accattivante e richiede un'illuminazione meno spinta.

Un acquario di coralli molli può essere molto accattivante e richiede un’illuminazione meno spinta, minimizzando i consumi di corrente elettrica

Questo articolo, dove illustreremo una decina di trucchi per diminuire i consumi di energia elettrica, è il primo di una breve serie atta ad aumentare la sostenibilità dei nostri acquari. 

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Ci sembra importante scriverlo poiché oggi si parla sempre più di sostenibilità e quindi vorremmo presentarvi dei consigli (alcuni speriamo inediti) su come creare un acquario marino sostenibile. La maggior parte di questi accorgimenti può anche essere utilizzata per acquari di acqua dolce.

Questo primo articolo si preoccuperà di come diminuire il consumo di corrente elettrica nella gestione del nostro acquario. Ciò è di fondamentale importanza poiché anche solo un nanoreef consuma più energia elettrica di molti altri elettrodomestici, dato che funziona 24 ore al giorno. Nelle prossime settimane cercheremo di approfondire le altre forme di inquinamento che produciamo con il nostro acquario, sposteremo anche l’attenzione sugli habitat naturali che vanno preservati.

Purtroppo, per quanto riguarda il problema della sostenibilità, non esiste un approccio semplice e scontato. Ogni nostra azione ha delle conseguenze e pensare a tutto è davvero impossibile. Inoltre non esiste una semplice unità di misura che ci possa aiutare a capire quanto sia sostenibile qualcosa.

Barriera corallina nel Mar Rosso

La barriera corallina in mar rosso

Minimizziamo i consumi di energia elettrica

L’acquario marino di barriera ha bisogno di alcuni componenti elettronici per funzionare. Questi non possono mai mancare e consumeranno sempre ed inevitabilmente (almeno per la tecnologia di oggi e dei prossimi anni) energia elettrica. Nell’allestimento di base di un piccolo acquario troviamo l’illuminazione, le pompe di movimento, lo schiumatoio, la pompa di risalita, il rabbocco, ed un sistema di riscaldamento/raffreddamento. A questi si aggiungono poi un reattore di calcio (o simili) ed altri accessori opzionali.

Illuminazione

Per la durata di una decina di ore al giorno teniamo accese illuminazioni da diverse centinaia di Watt. La luce è sicuramente una delle componenti più avide di energia e quindi quella su cui possiamo fare davvero la differenza.

La plafoniera Philips Coralcare consuma circa 190W. In un anno si traduce in un consumo di circa 700 kWh

La plafoniera Philips Coralcare (articolo) consuma circa 190W. In un anno si traduce in un consumo di circa 700 kWh

Usiamo i LED e posizioniamoli correttamente

Il primo consiglio è di utilizzare una illuminazione a LED. Grazie a queste si può ottenere la stessa potenza illuminante minimizzando quella assorbita dalla rete elettrica rispetto ad HQI o ai T5. Controlliamo poi che la luce vada tutta in acquario e non esca dai lati andando ad illuminare il pavimento o i muri. La piccola LED Tunze Ecochic (recensione) si può posizionare addirittura sott’acqua, per evitare di perdere parte della luce riflessa dal pelo dell’acqua.

Se ci accorgessimo che la nostra plafoniera non illumini solo l’acqua, ma che il fascio sia troppo largo, potremmo montare lenti più strette (90° o addirittura 60°) oppure avvicinare la plafoniera al pelo dell’acqua. Bisognerebbe fare un po’ di prove e cercare di non avere parti buie in acquario ma anche di limitare la fuoriuscita di luce. In caso l’illuminazione non sia uniforme può essere utile piazzare i coralli più bisognosi nel fascio di luce principale e quelli meno bisognosi ai lati, questo può ottimizzare la situazione.

Posizionando i coralli SPS in alto e gli LPS più in basso possiamo ottimizzare l'utilizzo della luce.

Posizionando i coralli SPS in alto e gli LPS più in basso possiamo ottimizzare l’utilizzo della luce

Adattiamo la plafoniera al contenuto

Quasi tutte le plafoniere LED possono poi venir dimmerate. Si può diminuire o aumentare l’intensità luminosa, spesso anche dei singoli colori. Grazie a questo possiamo cercare (lentamente e con pazienza) una colorazione della luce ottimale per i nostri coralli e per la loro crescita, che nel contempo permetta di minimizzare i consumi. Pensiamo anche a quali coralli abbiamo in vasca: con coralli molli ed anemoni la luce richiesta non è molta.

Pensate ad esempio che il consumo della mia illuminazione LED si aggira sui 35W per un acquario di quasi 100 litri (80x30x40cm): chiaramente dei coralli SPS non potrebbero vivere, ma coralli molli come Zoanthus e Sarcophyton crescono bene sotto questa illuminazione.

Pesci pagliaccio Amphiprion ocellaris ed anemone Entacmaea quadricolor

Inoltre il mio anemone Entacmaea quadricolor ha sempre goduto di ottima salute e recentemente è cresciuto fino a sdoppiarsi. Se possediamo quindi solo coralli facili possiamo risparmiarci un’illuminazione da acquario spinto di SPS.

Usiamo il sole

Il sole illumina la terra con una potenza sufficiente a far crescere i coralli nei mari tropicali, anche a profondità dove la sua luce arriva di molto ridotta. Se quindi in Europa la quantità di luce è minore che ai tropici, i nostri acquari poco profondi possono compensare questa mancanza. Nei giorni di sole a picco possiamo considerare oltre 700W al metro quadro di luce. Un acquario di grosse dimensioni può raggiungere il metro quadro di superficie, un nanoreef come il mio si aggira sul quarto di metro quadro. Durante queste giornate, un acquario con una buona posizione, potrebbe viaggiare tranquillamente “a luci spente“, illuminato soltanto dal sole.

I raggi del sole che penetrano l'acqua tropicale creano giochi di luce (glitter lines), tipiche di una sorgente luminosa non diffusa.

I raggi del sole che penetrano l’acqua tropicale creano giochi di luce (glitter lines), tipiche di una sorgente luminosa non diffusa

Partendo da un altro punto di vista se considerassimo una illuminazione data dal sole 1400 kWh al metro quadro (valore medio in Italia secondo solargis.info), ed immaginando che la posizione dell’acquario possa permettere di acquisire luce solare per la metà del tempo, ci troveremmo di fronte ad un valore di 700 kWh, che corrisponde a circa 200 W per 10 ore al giorno per tutto l’anno (365 giorni), sempre per un acquario con un’area illuminata di un metro quadro.

Per semplicità possiamo dire che 200W di irradiazione solare corrispondono a quelli di una lampada a LED ben calibrata da 200W, per i nostri coralli (1W di sole corrisponde dunque ad 1W di LED*).

Questo vuol dire che se normalmente illuminiamo il nostro acquario (da un metro quadro) con una illuminazione LED da circa 300 W, utilizzando anche il sole ed accendendo l’illuminazione solo quando necessario (oppure dimmerata quando il sole è poco, per ottenere un mix delle due luci) potremmo idealmente consumare solo un terzo della corrente elettrica iniziale. Certo questo è ottenibile solo accoppiando un sensore che possa regolare la plafoniera rispetto al sole, ed avendo una posizione ottimale per il nostro acquario.

Idealmente sarebbe poi anche possibile illuminare l’acquario tramite specchi che ruotino col sole, ma questa è quasi fantascienza. Si potrebbe invece pensare ad uno specchio fisso.

continua e finisce a pagina due


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