REPORTAGE

L’Acquario marino tematico del Masoala da 10.000 litri allo Zoo di Zurigo


Il filtraggio

Il filtraggio, come abbiamo detto in apertura, è relativamente semplice, basato sul metodo Berlinese classico ed è affidato sostanzialmente ad un enorme schiumatoio Royal Exclusiv Bubble King 2500 e ad un grosso filtro a macroalghe con fotoperiodo invertito rispetto alla vasca principale, per sostenere il pH nelle ore notturne, quando il pH in acquario tende a calare naturalmente per lo spegnimento delle lampade. Ogni mese viene utilizzato del carbone attivo in modeste quantità, rispetto al volume dell’acquario, per circa 4/5 giorni. Per aiutare il filtraggio il 30% delle rocce in vasca sono rocce vive e sul fondo sono presenti 4-7 centimetri di sabbia viva.

 

 

il filtro a macroalghe

Il filtro a macroalghe

 

L'enorme schiumatoio Royal Exclusiv Bubble King 2500

L’enorme schiumatoio Royal Exclusiv Bubble King 2500

Le Integrazioni

Per permettere ai coralli di crescere vengono somministrati giornalmente quattro diversi additivi per coralli tramite pompe dosometriche. Questi sono di marca GroTec e, nello specifico, Coral A, Coral B e Coral C, che permettono l’integrazione di tutti gli elementi traccia. Inolte viene utilizzato anche un integratore di vitamine ed aminoacidi, della stessa marca, chiamato VitAmino.

Il calcio ed il magnesio vengono invece forniti tramite reattore di calcio, vista la grande economicità della soluzione.

Il locale tecnico

Il locale tecnico

 

La Manutenzione

Ogni giorno viene effettuata manualmente la pulizia dello schiumatoio e dei vetri, oltre ad un controllo visivo di tutte le funzioni. Ogni due settimane viene cambiato il 10% d’acqua. Possiamo testimoniare però come la quantità di biomassa contenuta faccia proliferare un numero elevatissimo di piccole alghe, probabilmente diatomee, che si vanno a depositare sui vetri e li rendono meno brillanti nel giro di qualche ora, e contagiando le fotografie con le loro dominanti.

Per la manutenzione straordinaria è possibile elevare l’illuminazione (che di solito si trova sospesa a pochi centimetri dal pelo dell’acqua) per entrare in vasca con maschera da snorkeling. A volte viene utilizzata addirittura dell’attrezzatura da sub per svolgere operazioni più lunghe e complicate.

Un acquario per la quarantena degli animali

Un acquario per la quarantena degli animali

I valori vengono controllati principalmente manualmente tramite test colorimetrici Red Sea e Salifert. I valori che ci sono stati comunicati sono Nitrati a circa 5mg/l (che ci viene indicato come valore target) e fosfati a meno di 0.1mg/l (valore limite sopportato) ma di solito i fosfati sono ben più bassi: 0.05mg/l. I valori chimici vengono mantenuti ai valori di manuale, con calcio a 400 mg/l, magnesio a 1120 mg/l e dKh a 8. Il dott. Martin Bauert ci ha spiegato che nel corso del tempo hanno provato ad utilizzare valori di nitrati e fosfati diversi, ottenendo però dei problemi al variare dei dati target, come sbiancamenti eccessivi, recessi di coralli molli o blocco della crescita. Per questo motivo si sono assestati su dei valori che a noi potrebbero sembrare eccessivamente alti.

Acanthurus sohal al Madagascar Reef Aquarium dello Zoo di Zurigo

Acanthurus sohal al Madagascar Reef Aquarium dello Zoo di Zurigo

La temperatura viene tenuta costantemente a 24°C tramite un complesso sistema di raffreddamento, dotato anche di un backup totale.

Il locale tecnico visto dall'alto, si noti a sinistra il recipiente per i cambi d'acqua

Il locale tecnico visto dall’alto, si noti a sinistra il recipiente per i cambi d’acqua

Il dietro le quinte

Come potete vedere dalle fotografie dietro la vasca principale esiste un locale tecnico molto grande che permette di lavorare agevolmente sul sistema. Un po’ il sogno per tutti noi acquariofili. Nello specifico si trova una passerella sospesa per trovarsi al livello dell’acqua dell’acquario, un enorme recipiente per il ricambio dell’acqua, strumenti per il rabbocco automatico, pompe di risalita esterne da piscina che contribuiscono notevolmente al movimento, tanti controller per le pompe Tunze, reattore di calcio e taniche varie per l’integrazione dei vari elementi. Infine un acquario di quarantena, utile appunto per quarantenare animali sofferenti che vengono pescati dalla vasca principale, siano essi pesci o coralli, e che quindi possano svilupparsi autonomamente.

I controller Tunze

I controller Tunze

Popolazione

Tenere il conto degli individui presenti in un acquario così grande non è semplice. La lista poi è davvero lunga. Qui di seguito potete avere un’idea di cosa contiene questo acquario, con alcune nostre foto, dove possibile.


4 commenti on L’Acquario marino tematico del Masoala da 10.000 litri allo Zoo di Zurigo

  1. Jonathan betti

    Beh che dire.. L’impatto visivo quando ci si trova difronte ad un acquario di queste dimensioni dev’essere molto forte.. Osservandolo più attentamente pero’ si intuisce quanto sia difficile gestirlo tenendo conto dei costi..forse il cambiamento migliore sarebbe dato dalle lampade come dici tu..
    Comunque sarei curioso di osservarlo dal vivo
    Bravo Dani

  2. Massimo Morpurgo

    Ciao Simone e Danilo,
    complimenti per il bellissimo reportage!
    Non conoscevo l’acquario dello Zoo di Zurigo. Ho trovato l’articolo particolarmente interessante per molte analogie tra l’acquario presentato e quello che gestisco al Museo di Scienze Naturali di Bolzano. Il nostro sistema è un po’ più piccolo, 9.000 litri d’acqua, di cui poco più della metà nella vasca espositiva e il resto nell’impianto di filtrazione dell’acqua e vasche curatoriali ad esso collegate. La nostra vasca è più “vecchia”, è ormai ampiamente maggiorenne compiendo a giorni 19 anni. Anche la comunità vivente presenta delle differenze: abbiamo più pesci (forse troppi) e una netta prevalenza di coralli duri a polipo piccolo. Fino a pochi anni fa avevamo anche noi molti coralli molli (Alcionacei), ma come avete scritto nell’articolo, in un grande acquario il popolamento è soggetto a un continuo lento cambiamento. Infine ho trovato molto interessante la scelta di ricostruire la comunità biologica di barriera con una connotazione geografica ben definita.
    Molto bello anche il video!
    Spero di avere in futuro l’occasione di vedere la vasca di persona e di conoscere il collega dott. Bauer.
    A presto,
    Massimo

  3. HkK.2003 (Federico)

    Una descrizione molto bella e dettagliata.
    Molto interessante l’introduzione del biotopo nell’acquariofilia marina. Potrebbe aprire una nuova era per questo hobbie.
    Spero un giorno di riuscire a vedere dal vivo questa meraviglia.

    • Ciao Hkk.2003,
      in effetti la caratteristica biotopo mi ha sempre affascinato e sarebbe piaciuto anche a me nel mio semplice nanoreef, per ora ho desistito ma chissà in futuro… Magari ci riproverò.

      Per quanto riguarda il vederlo dal vivo se passi da Zurigo ti farò volentieri da guida.

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