CHIMICA

Come gestire la durezza, GH e KH, in acquari di acqua dolce – i valori chimico fisici settima parte


foto Zupo (2)

Avevamo iniziato a definire i sistemi per controllare la durezza del nostro acquario, prendendo in considerazione la semplice miscelazione di acqua demineralizzata (reperibile presso il negoziante di fiducia) con acqua di rubinetto. Si tratta senza dubbio del sistema più semplice. A parte la tabella di calcolo (pubblicata nell’articolo precedente) non avremo bisogno che di un paio di taniche e di muscoli saldi, per trasportarle piene!

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Il secondo sistema consiste nel preparare in casa nostra dell’acqua demineralizzata utilizzando un impianto ad osmosi inversa come l’Aqua1 75SX di cui abbiamo scritto la recensione qualche mese fa. Ne esistono di diverso tipo, più o meno complessi e più o meno costosi. Fondamentalmente sono costituiti da un tubo che contiene una speciale membrana dotata di micropori. L’acqua passa attraverso i pori. I soluti no! Quindi tutti i sali contenuti nell’acqua vengono trattenuti su un lato della membrana e “lavati via” dall’acqua reflua.

Il liquido che otteniamo può essere più o meno vicino alle caratteristiche chimiche dell’acqua distillata, secondo il tipo di membrana e gli accessori che complicano l’impianto. Membrane a micropori molto sottili, che spesso necessitano di pompe per mettere in pressione l’impianto, producono una durezza totale prossima a zero. La qualità dell’acqua può essere ancora migliorata dalla presenza di prefiltri a monte dell’impianto ad osmosi, e di resine a valle.

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Un impianto di questo tipo ha un costo non bassissimo, ma ci rende indipendenti nella produzione di acqua pura per il nostro acquario.

Il costo scende nel caso di impianti semplici, che producono un’acqua con una minima durezza totale, spesso facendo uso di membrane dai pori leggermente più larghi (che quindi non necessitano di pompe di pressione).

Poco male! Poiché raramente vorremo utilizzare acqua totalmente demineralizzata, basterà utilizzare la formula 2 (che prende in considerazione la durezza dell’acqua demineralizzata aggiunta) per calcolare quanti litri d’acqua aggiungere per ottenere i valori adeguati all’allevamento delle nostre specie predilette.

Per utilizzarla chiameremo GHp il GH della nostra acqua di rubinetto e GHd il GH dell’acqua demineralizzata.

Chiameremo inoltre Vp il volume dell’acqua di rubinetto da aggiungere e Vd il volume dell’acqua distillata da miscelare. Ovviamente il volume dell’acquario sarà pari a Vp+Vd e lo chiameremo Vtot.

 2)                             GH risultante = GHd x (Vd / VTot) + GHp x (Vp /Vtot)

Sembra complicata, ma non lo è! Facciamo un esempio pratico.

Abbiamo dell’acqua di rubinetto a GH 20 e dell’acqua demineralizzata a GH 5. Il volume della vasca è di 60 litri. Cosa accade se mescoliamo queste due acque in proporzioni 40 litri (demineralizzata) e 20 litri (rubinetto)? Lo calcoliamo facilmente tenendo presente che GHd = 5; GHp=20; Vtot=60 (litri); Vd=40; Vp=20. Proviamo?

5 x (40/60)+20 x (20/60) = 10

Dunque, miscelando le due acque in queste proporzioni otteniamo un GH pari a 10. Lo stesso calcolo potrebbe essere effettuato per calcolare il KH di arrivo conoscendo quelli di partenza ed il volume in gioco.

foto Zupo (6)

Quindi abbiamo il controllo totale della nostra acqua: basta applicare la formula.

Ovviamente potremo dosare le due proporzioni in modo da raggiungere determinati valori di GH che possano soddisfare le esigenze delle specie allevate.

Il terzo sistema che prenderemo in considerazione per correggere la durezza è quello delle resine a scambio ionico. Queste sostanze, disposte nel filtro o comunque lungo il passaggio dell’acqua, scambiano degli ioni in modo da ridurre la quantità di alcuni soluti.

Esistono resine a scambio ionico per ogni esigenza!

Alcune eliminano persino gli inquinanti, come nitriti, nitrati e fosfati, ma di questo ci occuperemo in articoli futuri.

Per eliminare la durezza esistono fondamentalmente due tipi di resine, che scambiano anioni o cationi. Qui il problema si fa complesso e dobbiamo cercare di definirlo semplicemente. Ogni soluto che aggiungiamo all’acqua è composto fondamentalmente da due ioni, uno con carica positiva, l’altro con carica negativa. Abbiamo parlato, ad esempio, del cloruro di magnesio, quando ci riferivamo alla durezza permanente. La sua formula chimica è MgCl2. In acqua questo sale si scinde nei due ioni che lo compongono: Mg2+ e 2 Cl.