Stiamo parlando di...ACQUARIO


Le visite alla mia vasca


Da oggi voglio inaugurare una nuova sezione, visto che spesso e volentieri ci sono diverse persone che per motivi diversi vengono a fare un giro da me, che siano amici conosciuti sul forum, che siano cercatori di talee, che siano produttori di attrezzatura acquariofilia, e quindi da oggi cercherò di immortalare ogni visita con una foto

Test per acquario III


Oggi, come promesso, mi sono rimesso a fare i test.
Prima di riportare i risultati mi preme sottolineare alcune cose che possono far comprendere il perché i test siano simili o meno a quelli della volta precedente.

Dopo l’ultima misurazione ho abbassato la regolazione del reattore di ca per tornare a valori di 400 ppm che mi sono più congeniali, e questo avrebbe dovuto portare ad una diminuzione quasi impercettibile dei valori di ca, mg e kH. Se però consideriamo anche il cambio di acqua, che sicuramente avrà anch’esso abbassato i valori suddetti, ecco che mi attendo una piccola diminuzione di questi valori.

Dal punto di vista organico, NO3 e PO4, invece mi aspetto un abbassamento dei valori dovuti al cambio d’acqua, in teoria almeno un 10% (che poi sarebbe un numero scarsamente rilevabile dai test è un altro discorso, però dovrebbe esserci), anche se devo aggiungere che è venuto a trovarmi l’amico Sebastiano –Sebyorof– nel forum di Aquaportal, di cui è la vasca del mese di questo mese e che potete vedere qua: che mi ha fatto dono di un paio di talee delle sue, una stupenda acropora valida ed una ancor più stupenda acropora tenuis, entrambe sulle tonalità dell’azzurro.
Purtroppo però il lungo viaggio in pullmann dalla Sicilia deve aver minato la resistenza della tenuis, infatti all’apertura del sacchetto ieri non prometteva nulla di buono anche se messa in vasca aveva mostrato una bella colorazione azzurro intensa, questa mattina però era completamente sbiancata, quindi è possibile che lo sbiancamento di un paio di talee abbiano contrastato il piccolo cambio d’acqua del giorno precedente.

Per completezza aggiungo anche i valori temperatura, redox, pH e densità registrati oggi alle 14.30 prima di effettuare i test, queste misure sono state fatte con i sistemi Aquatronica e Limulus e mediati, perché ovviamente i valori anche lì non sono mai identici:

Data: 26 agosto
ore 10.00
Test Elos Test Salifert
     
Fosfati – PO4 0.1 0.25
Nitrati – NO3 10 3,7
Calcio – Ca 425 410
Carbonati – Kh 7,5  
Magnesio – Mg 1.200 1.110
Temperatura 27,4  
Redox 269  
Densità 1025,2  
pH 8.31  

Commenti:

Per il valore redox così basso purtroppo leggete il commento al primo post in basso 🙂

Per il resto i test ai test, scusate la ripetizione, era da fare con la vasca non in perfette condizioni, altrimenti dover leggere sempre 0,00 sarebbe stato problematico 😉

Per i risultati direi che le premesse sono state confermate, anche se avrei preferito una diminuzione dei valori organici, NO3 e PO4; strano l’andamento degli NO3, aumentati per Elos, diminuiti per Salifert, anche se c’è da osservare che la scala di rilevazione Salifert, ben più bassa, mi fa pensare che possano essere un po’ più attendibili.
Rimane l’incognita per i PO4 la cui differenza è importante, anche se qua di converso è Elos ad avere una scala più ampia verso il basso, mentre per ca e mg la differenza la ritengo trascurabile.
Tra un paio di giorni, con un cambio d’acqua in più di mezzo, quei valori sono infatti troppo alti per non cercare di fare nulla, farò un’altra tornata di test e qualche altro commento, ed appena avrò un po’ di tempo faccio anche qualche foto dei test a confronto

Test per acquario II


Fatti i test e dopo i problemi dell’ultimo mese dovuto alla deposizione di uova da parte dell’acropora Microphthalma i risultati non sono molto incoraggianti, sopratutto per chi, come me, era abituato a vedere sempre 0,00 nei propri test tanto da chiedersi ogni tanto se effettivamente quei test funzionassero.

Comunque, anche se un po’ fuori tema, dopo aver fatto i test ho provveduto a cambiare i soliti 42 litri di acqua ed il carbone attivo, 200g.

Ad ogni modo i test, a confronto, hanno dato questi risultati:

Data: 24 agosto
ore 10.00
Test Elos Test Salifert
     
Fosfati – PO4 0.1 0.25
Nitrati – NO3 7.5 5
Calcio – Ca 450 425
Carbonati – Kh 8  
Magnesio – Mg 1.200 1.110

Test per acquario


I test per acquario sono e saranno sempre una questione spinosa.

I test colorimetrici sono difficili da leggere ma sono economici, inoltre spesso marche diverse danno risultati diversi a prezzi notevolmente diversi.

Quindi dare credito ad una oppure ad un’altra marca di test diventa difficile. Io mi sono sempre, o perlomeno quasi sempre, affidato a Salifert, sono economici e sufficientemente credibili anche dando credito alla comunità acquariofila.

Dopo la mia recente visita alla ELOS e soprattutto dopo aver visto la cura che la ELOS mette nel confezionamento e nello stoccaggio dei propri test, ho voluto testare anche i test ELOS proprio a confronto con quelli Salifert che mi erano rimasti.

Leggendo le caratteristiche dei test elos sono rimasto colpito soprattutto perchè:

  1. la composizione chimica che adottano non è MAI mortale neppure se ingerita, e detta composizione è nel database del ministero della sanità, quindi nel malaugurato caso che qualcuno in casa, magari un bambino, dovesse ingerire il contenuto di una boccetta, è sufficiente portare al pronto soccorso il bimbo con la scatola dei test, e loro tramite database sapranno cosa avrà ingerito e come porvi rimedio;
  2. sono stoccati in un magazzino condizionato con condizioni dell’aria costanti in temperatura ed umidità;
  3. sono confezionati in maniera maniacale con un libricino d’uso multilingua;
  4. hanno il triangolo di attenzione per i non vedenti in rilievo sulla confezione (ok non ci serve ma mi piace pensare ad una attenzione specifica per quelle categorie di persone che sono meno fortunate di noi);
  5. le boccettine sono spesso di dimensioni generose;
  6. last but not least, le gocce sono CALIBRATE, cioè il sistema che espelle la goccia del test è studiato in modo che le gocce erogate siano sempre uguali

Certo la domanda principale rimane… ma sono affidabili?

Questo non so dirlo però posso confrontare diversi test e fare alcune mie personalissime considerazioni, per altro le considerazioni fatte sopra mi fanno credere che quei pochi euro di differenza che ci possono essere sono ampiamente meritati, che poi li si voglia o possa spendere è un altro punto di vista, molto personale.

In questo momento parte una specie di sperimentazione sui test, che se avrò abbastanza voglia e tempo, farò giornalmente per entrambi i test e poi posterò i risultati.

A presto

Un nuovo schiumatoio ELOS NS 1000


Dopo quasi un anno e mezzo ho deciso di cambiare schiumatoio e di provare qualcosa di nuovo.

Con l’H&S 150F2001 mi sono trovato magnificamente, ha sempre schiumato, mi ha sempre tenuto valori non rilevabili in vasca, non è troppo sensibile, consuma decisamente poco e necessita di poca manutenzione. In poche parole uno schiumatoio perfetto.
Potete leggere una bella recensione a nome di Roberto Tommasini qua:

Ora però mi è venuta voglia di cambiare per cercare qualcosa di diverso, sono in cerca di qualcosa di più efficiente, di più piccolo e di più silenzioso. Dopo essermi letto diversi trattati sulla schiumazione mi sono rivolto ad uno schiumatoio che lavori in controcorrente con una girante normale quindi, non a spazzola. E mi sono rivolto ad un oggetto che definire BELLO è riduttivo.

L’ELOS NATURAL SKIMMER 1000

Aggiungerò a breve qualche altro scatto per far capire di cosa stiamo parlando… fin nei minimi particolari

Lo schiumatoio Elos con lo sfondo della mia vasca

La ELOS nel suo sito scrive di lui:

E’ il modello intermedio della gamma impiegato in quasi tutti i nostri acquari (a parte i più piccoli).Basato come tutti i nostri schiumatoi, sul principio dell’iniezione dall’alto in controcorrente Top Down Injection è stato infatti, assieme al modello NS500, il primo schiumatoio ad essere proposto sul mercato ad utilizzare questo sistema. L’unica differenza rispetto al modello più piccolo è, oltre alla potenza della pompa (sempre EHEIM), la dimensione della camera interna.

Un prodotto curato nei minimi particolari, consigliato per acquari di capacità sino a 1.000 litri.

HIGHLIGHTS:

  • Dimensione compatta: se paragonato ad analoghi modelli presenti sul mercato
  • Elevata capacità ossidativa: grazie al tempo di contatto elevato
  • Praticità ed ergonomia: grazie alla possibilità di rimuovere il bicchiere di raccolta con semplicità e grazie alla possibilità di variare a piacere la posizione della pompa rispetto allo scarico
  • Elevata efficienza:capacità di schiumazione superiore a parità di pompa e dimensione
  • Consumo ridotto: grazie all’impiego di pompe più piccole
  • Ozone safe: grazie alla costruzione in costruzione in materiale acrilico
  • Easy to service: impiega pompe commerciali con girante di serie e quindi di facile reperibilità
  • Pulizia facilitata: il bicchiere di raccolta può essere rimosso con una sola mano
  • regolazione immediata: non richiede complesse procedure di regolazione aria/acqua

CARATTERISTICHE TECNICHE:

ELOS NS 1000:

Capacità di filtraggio: 500-1.000 Lt (130-270 gallons)
Dimensioni:

Altezza 530 mm (20.86 in)
Diametro Ø camera esterna 120 mm (4.73 in)
Diametro Ø camera interna 60 mm (2.75 in)
Base 140 x140 mm (5.51 X 5.51 in)

Pompa: EHEIM 1260ed ancora:

La schiumazione – Sistema Top Down Injection


Cuore di un moderno filtro esterno marino è, senza dubbio, lo schiumatoio di proteine. Impiegato per rimuovere le sostanze organiche disciolte (DOCs), le proteine, i peptidi, i carboidrati complessi, i lipidi, i pigmenti ed una molteplicità di altre sostanze rilasciate dalla biomassa presente in acquario, basa la sua funzionalità sulla capacità di veicolazione delle sostanze sopra elencate da parte delle bolle d’aria generate al suo interno.
Le differenze fra gli schiumatoi commerciali sono molteplici ma, senza dubbio, la più importante è rappresentata dal sistema di immissione dell’aria.
Il sistema Venturi tradizionale impiega un iniettore che basa la sua funzionalità sul principio “del tubo di Venturi”, richiede un volume d’acqua elevato e produce bolle piuttosto grosse.
Il sistema con girante modificata, brevettato in Germania, impiega pompe commerciali con girante a spazzola, in grado di mescolare aria ed acqua creando bolle più fini, ma con un flusso d’acqua trattata ridotto a parità di pompa impiegata.

Dopo numerose esperienze e test fatti, nel Marzo del 1999 ELOS brevetta ed introduce sul mercato uno schiumatoio innovativo, basato sul principio dell’iniezione a cascata, che unisce gli aspetti positivi del sistema Venturi (minore aggressività meccanica, silenziosità, semplicità di manutenzione, elevato flusso d’acqua trattato) e del sistema a girante modificata (bolle più fini, maggiore capacità di schiumazione) aggiungendo a ciò l’alta efficienza del sistema controcorrente.

Abbiamo chiamato questo principio “Top Down Injection” (TDJ®), un sistema brevettato che ci ha permesso di creare uno schiumatoio molto efficiente, con dimensioni e pompe sottodimensionati rispetto a prodotti di analoga portata presenti sul mercato.

Tre fasi caratterizzano il funzionamento del ELOS NaturalSkimmer TDJ:

  1. Iniezione Top Down Injection: l’acqua inquinata proveniente dall’acquario viene mescolata all’aria nel nuovo iniettore Venturi a geometria variabile. Questa miscela di acqua ed aria viene quindi proiettata dall’alto, a pressione, nella Camera Principale di Reazione attraverso l’iniettore.
  2. Iniezione secondaria: questo flusso ad alta pressione e ad ad alta velocità, grazie all’immissione dall’alto, colpisce l’acqua già presente nella camera centrale inducendo una seconda ulteriore immessione di bolle (iniezione secondaria) e rompendo le bolle già formatesi in bollicine finissime. Il risultato decuplica l’effetto di un comune iniettore Venturi.
  3. Movimento contro-corrente dell’acqua nello schiumatoio: le sostanze di rifiuto si legano alle bollicine d’aria ma rimangono catturate nella colonna centrale dello schiumatoio, venedo sospinte continuamente dal flusso d’acqua proveniendo dall’alto, allungando il tempo di contatto il quale, assieme alla dimensione delle bolle, sono gli elementi principali che caratterizzano l’efficienza di uno skimmer.
  4. Espulsione: le proteine con un peso specifico inferiore a quello dell’acqua iniziano quindi a risalire la camera interna fissate alle micro bolle e fuoriescono nel bicchiere di raccolta legate ad esse sotto forma di schiuma.

Si capisce immediatamente quanto più efficace sia questo sistema, non solo in termini di rimozione, ma anche in termini ossidativi.

L’uso di un UPS in acquario


Uno dei problemi maggiori per un acquario, che sia di acqua salata o di acqua dolce, è la mancanza di corrente.

Partendo dal presupposto che difficilmente la corrente mancherà per un tempo indefinitamente lungo, e nel caso forse l’acquario potrebbe non essere più una priorità 🙂 , è necessario a pensare a qualche cosa che ci permetta di tamponare l’assenza temporanea di corrente.

Una delle prime cose che mi è venuta in mente è stato l’uso di un UPS, o gruppo di continuità, per alimentare qualcosa in acquario, per il tempo necessario al ripristino.
L’obiettivo è quello di ottenere il massimo con il minimo dispendio di energia, quindi il consiglio è quello di alimentare una pompetta posta appena sottola superficie dell’acqua dell’acquario, oppure se si ha un acquario marino complesso, di alimentare la pompa di risalita. Fra tutte le utenze possibili infatti questa è quella che garantisce il massimo ricambio di ossigeno in acquario.

Nel mio caso la pompa di risalita è una EHEIM 1250 da ben 27 w.

La scelta dell’UPS è ricaduta su un famosissimo APC, questo http://www.apc.com/resource/include/techspec_index.cfm?base_sku=BR800I cioè l’APC BACK-UPS RS 800VA 230V

APC BACK-UPS RS 800VA 230V

APC BACK-UPS RS 800VA 230V


Tramite il configuratore del sito l’UPS dovrebbe alimentare la pompa per 3 ore e 36 minuti.

Ieri sera ho fatto il test di durata staccando la corrente.

5 ore e 53 minuti di autonomia, non male, per andare incontro ad una mancanza temporanea di corrente.

E’ ovvio che come sistema è valido se e solo se c’è anche qualcosa, combinatore telefonico o modulo gsm, che ti possa avvisare della mancanza di corrente, perché potrebbe essere un problema in casa e potrebbe essere necessario metterci la mani. A parte questo, come sistema tampone, mi sembra più che ottimo, considerato che si trova su ebay attorno ai 150 euro spedito.

Descrizione della nuova vasca


Il 22 aprile ho cambiato vasca, per passare ad una vasca leggermente più grande, ma soprattutto per disporre di un mobile come si deve, in alluminio, e con tanto spazio dentro


Acquario marino di barriera avviato da settembre 2001, e lasciato 4 mesi in maturazione con le sole rocce vive, nell’aprile del 2007 ho cambiato la vasca. Condotto con Metodo Berlinese

Dimensioni:
130*55*55 aperto con sump da 80*45*45 con livello d’acqua di circa 18/20 cm e rabbocco incluso tramite un setto dentro la sump con una capacità di 40 litri circa per un totale di 360 litri netti. La vasca è stata acquistata da Stefano di Aquarium Style. La pompa di risalita è una Eheim 1250.

Illuminazione:
ATI POWERMODUL 8x54w con neon T5. I Neon usati sono 6 Aquablue Spezial e 2 Blu Plus sempre della ATI
Leggete i miei commenti a questa plafo, ed al confronto con le HQi in questo post

Filtraggio:
75 kg circa di rocce vive
Uso Carbone Attivo fisso a bagno nella sump, 200g e lo cambio ogni mese, oggi sto usando carbone attivo Elos, ma in passato ho usato anche Korallen Zucht, Dupla e Preis con ottimi risultati
Reattore di calcio Korallin C-3001
Schiumatoio ELOS NS 1000: potete leggere alcune considerazioni e vederne le foto qua: http://www.danireef.com/category/approfondimenti/un-nuovo-schiumatoio-elos-ns-1000

Movimento:
2 Tunze Turbelle Stream 6100 (originariamente erano due stream 6000 da 7000 l/h) da 12.500 l/h, ottenute cambiando il trasformatore delle 6000 come indicato e descritto in questo post: http://acquariofilia.biz/viewtopic.php?t=47654 comandate dal multicontroller Tunze 7095 con fasi lunari e funzione notturna. Alternate ogni 6 ore per simulare le maree, entrambe le pompe sempre attive, una al 30% ed una pulsante ogni 6 secondi fra il valore massimo ed il valore minimo. Calma notturna con le pompe al 60% di potenza..

Refrigeratore AQUAMEDIC TITAN 250

Gestione computerizzata dell’acquario tramite controller AQUATRONICA
Sensore di Temperatura in vasca e nel mobile della sump, 2 sensori di Livello, uno in sump ed uno nella vasca di rabbocco, sensore pH, sensore di ORP (ossidoriduzione), sensore di densità.
2 Unità di potenza.
Collegamento al PC

Gestione computerizzata dell’acquario tramite controller LIMULUS
Sensore di Temperatura in vasca e nel mobile della sump, sensore di Livello, sensore pH, sensore di Redox, sensore di densità.
2 Unità di potenza, modulo Tunze, monitor, modulo gsm, modulo ethernet.

Gruppo di continuità APC Back-Ups RS 800VA che dovrebbe garantire circa 3 ore e mezza di autonomia alla sola pompa di risalita.

Acqua di osmosi per il cambio, con filtro di Osmosi Inversa da 75 galloni e reattore post osmosi antisilicati.
Sale usato: Tropic Marine Pro Reef

Mangimi utilizzati:
Super Hi Food SHG granulato, alghe nori, mangime del Dottor Bassler Forte ed ultimamente ELOS.
Mangimi per Invertebrati:
H&S Marine De Luxe con Elos SVC e Cyclop-Eeze alternati un giorno si ed uno no, dal 15 agosto sto provando la linea completa ELOS: SVC-OMEGA-PRO SKIMMER

Atri integratori utilizzati:
Nessuno


CORALLI:
Molli
Actinodiscus striata – varii, la vasca ne è invasa
Actinodiscus spotted – varii, la vasca ne è invasa
Actinodiscus rossi (grazie Pfft)
Sinularia sp.
Lobophyton sp.
Un sarcophiton
Pachiclavularia (grazie Pfft)

LPS
Caulastrea furcata
(grazie Pfft)

SPS
Acropora Microphthalma colore marrone/verde (grazie Ik2vov)
Acropora Nobilis colore giallo (grazie AlexAlbe)
Acropora Prostata colore blu
Acropora Azurea
colore rosso/viola/bianco a polipi bianchi
Acropora Millepora colore azzurro (grazie caspa)
Acropora Sp.
colore verde
Montipora Fogliosa
color vinaccia (grazie Ik2vov), Arancione (grazie Niko) e viola
Montipora Digitata colore verde
Montipora Digitata colore azzurro/viola
Montipora Samarensis color arancione


PESCI:
Acanthurus Leucosternon – 7/2002
Centropyge Bicolor – 7/2002
2 Amphiprion Ocellaris – 2/2002 e 1/2003
Calloplesiops Altivelis – 7/2002
1 Chrisiptera parasema – 2/2002
Zebrasoma Flavescens – 12/2003.
Gobiodon Okinawe – 2/2006
3 Anthias squamipinnis – 10/2006
Centropyge Acanthops – 6/2007

ALTRO:

2 Tridacna Maxima
2 ricci Salmacis Bicolor
1 riccio Diadema Setosus
2 lysmata Amboeniensis
1 lysmata Debelius

Trochus
e Turbo varie
4 Paguro Calcinus Sp.


MISURAZIONI:
Salinità 1025 – rifrattometro
Calcio 450 – Salifert ed ELOS
Kh 8,5 – ELOS
Nitrati No3 5 – Salifert ed ELOS (sono alti a causa della recente deposizione delle acropore)
Fosfati Po4 0,10 – Salifert ed ELOS (Come sopra)
pH 7,9/8,4 con sonda aquatronica e limulus
ORP: 220/330 mS con sonda aquatronica e limulus (è basso probabilmente per la deposizione dei coralli)
Temperatura tra 25,8 (accensione del riscaldatore) e 27,2 accensione della ventola tangenziale. A 27,4° si accende il refrigeratore.

descrizione del 16 agosto 2007


Riproduzione sessuata di Acropora microphthalma


Ebbene si… stavo per andare a letto… guardo la vasca e vedo tanti pallini bianchi… oibho! che è?

Guardo meglio… sono una miriade… accendo i neon blu già pregustando e temendo cosa potesse essere… non ci sono dubbi…

sono tanti gameti!!!

La microphthalma ha deciso di figliare… ehm… chi l’ha vista sa di cosa parlo… una colonia enorme, forse 45*45*30 cm…

comunque planule rosa che escono dai polipi… favoloso… da rimanere senza fiato ed esterrefatto

sono un po’ titubante per gli esiti che potrebbero essere disastrosi… e quindi ho appena azionato anche l’impianto di osmosi… domani si cambia l’acqua…

ora vi lascio alcune foto… scusate la qualità non troppo alta… ma a quest’ora non mi è venuto niente di meglio 🙂

Che spettacolo…









L’aquarium controller di Aquatronica


Indice
Premessa
Il sistema Aquatronica
L’evoluzione del Sistema
Il modulo di collegamento al computer
Le Sonde
Sensore Temperatura
Sensore Livello
Sensore pH
Sensore ORP
Sensore Densità
Le mie conclusioni

Premessa:
Sono sempre stato appassionato di elettronica. Dai computer ai palmari, dai cellulari a qualsiasi cosa avesse un chip, quindi i computer per acquari non hanno mai fatto eccezione. Ne rimasi attratto sin dal primo che vidi, un IKS quando ancora avevo l’acquario di acqua dolce, in quel momento non mi serviva, non avevo i soldi per comperarlo, non sapevo bene cosa facesse, ma avrei voluto possederne subito uno.

Molto tempo ed un acquario marino dopo, arriviamo ai giorni nostri. Con l’intenzione di comprarmi qualcosa, e dopo essermi documentato a dovere sui 3 contendenti, Aquastar by IKS, AquaSmart by Limulus ed Aquarium Controller by Aquatronica sono andato allo Zoomark di Bologna del 2005, dove incontrai e conobbi personalmente Massimo Brandi, Deus ex Machina del brand Aquatronica, nato da una costola della società AEB srl.

Parlando con lui, ed anche grazie alla passione che è riuscito a trasmettermi, ho deciso di acquistare il kit base di Aquatronica.

Il sistema Aquatronica

Il kit base è composto dal modulo base, ovverossia il computer ad interfaccia grafica a cristalli liquidi, da una unità di potenza ad 8 prese, di cui 4 di tipo shuko, le prese tedesche, e 4 di tipo italiano e dal sensore di temperatura.
Il tutto ad un prezzo bloccato di 500 euro, che si acquisti in negozio o su internet, la politica Aquatronica è quella del prezzo fisso e bloccato ovunque.

A parte ho poi acquistato anche una seconda unità di potenza per permettermi di controllare tutte le utenze del mio acquario, il sensore di livello ed il modulo di collegamento al pc.

Come già evidenziato da Gilberto Hassan nella sua precedente
recensione
, a cui vi rimando a completezza di questo articolo che parte dove lui si era interrotto, abbiamo acquistato in questo modo un timer molto evoluto e dalle infinite possibilità di personalizzazione, un sensore di temperatura, ad un prezzo tutto sommato contenuto.


La ciabatta Aquatronica installata in sump

È possibile infatti timerizzare ogni singola presa in maniera complessa, nel senso che si può arrivare fino ad accendere ogni singola presa ad intervalli di un minuto e sommare a questo un controllo sul sensore di temperatura e/o di livello, fino a poter controllare le prese a seconda degli input di un qualsiasi altro sensore. Sia dall’impostazione di un valore minimo o massimo, sopra o sotto al quale si può accendere o spegnere una singola presa (come ad esempio accendere il riscaldatore sotto i 25 gradi), fino a poter definire una curva di funzionamento (io ad esempio ho definito una curva di temperatura che parte a 26.7 gradi a mezzanotte e cresce nel corso della giornata fino ad arrivare ad un massimo di 27.4 per poi decrescere), al superare dei valori di questa curva si accende la ventola tangenziale per il raffreddamento, sono arrivato ad usare tre curve per tre ventole tangenziali shiftate tutte di un decimo di grado. Le ventole poi si spengono tutte al ritorno sotto la curva di riferimento, a seconda del delta di riferimento scelto. A 28 gradi ho poi impostato lo spegnimento delle luci, in modo da cautelarmi nel caso di malfunzionamento o insufficienza delle ventole.


La definizione della curva di intervento tramite controller

Per capire fino in fondo quanto possa essere complessa, ed utile, l’impostazione del timer insieme ad un controllo su una sonda vi espongo come funzionava il mio reattore di kalkwasser assieme alla sonda di livello.
Il rabbocco automatico era impostato per funzionare solo di notte, da mezzanotte alle dieci. All’interno di questo intervallo funzionava solo per un quarto d’ora (goccia a goccia) alternato, ed ovviamente solo se c’era bisogno del rabbocco (tramite comando sulla sonda di livello), mentre la pompa all’interno del reattore funzionava per 10 minuti ogni 3 ore sulle 24 ore per mantenere in soluzione l’idrossido di calcio e quello di magnesio.

Devo dire che il funzionamento di un anno di Aquatronica mi ha entusiasmato! Mi ha aiutato a semplificare la gestione del mio acquario, mi ha dato qualche sicurezza in più nella gestione del pericolo dovuto alle alte temperature, mi ha liberato di tanti timer per loro natura più approssimativi e meno precisi. Per dirne una, trovo fantastico passare da ora legale ad ora solare, o viceversa, poter cambiare un solo orario per tutte le utenze e non dover invece arrabattarmi con un numero imprecisato di timer.


L’unità di potenza, con da sinistra a destra: 4 prese tedesche, 4 prese italiane, presa di collegamento al controller, prese per sensore livello e temperatura e 6 porte usb per il collegamento delle sonde

Un aspetto che ho ritenuto fondamentale per la scelta di questo sistema è la natura modulare di aquatronica, l’estrema semplicità del cablaggio e quindi una installazione a prova di stupido. Una volta estratto dal box il sistema in pochissimo tempo è già pronto per funzionare, solo da configurare, azione semplificata dall’uso dello schermo in dotazione.
Come già evidenziato da Gilberto, non occorre essere esperti per configurare il sistema, sembra che l’Aquarium Controller sia stato studiato per semplificare al massimo qualsiasi operazione.


La definizione della curva di intervento tramite controller

Una volta estratto il kit dalla scatola è sufficiente collegare la ciabatta ad una presa di corrente, il monitor alla ciabatta con il cavo fornito in dotazione con connettori multipolari, e la sonda di temperatura all’unità di potenza. Fatto. Semplice, veloce ed indolore.
A questo punto lo si deve solo configurare.
Per configurare una qualsiasi delle 8 prese (ma si possono collegare in serie fino a 10 ciabatte, per 80 prese disponibili) basta entrare nel menù di configurazione della specifica uscita (indicate sulla ciabatta da una lettera) ed indicare l’intervallo di timerizzazione scelto.
Volendo poi impostare un controllo sulla temperatura è necessario entrare nel menù temperatura ed impostare un programma, scegliere se attivare una specifica presa (è necessario indicare quale) al di sopra o al di sotto del valore letto, e si è pronti per operare.
Effettivamente in un quarto d’ora il sistema è pronto per lavorare alla sua massima potenza.

L’unica critica che mi sento di muovere è la mancanza all’interno del kit base del modulo di collegamento al computer, che va acquistato a parte, con esso infatti è molto più semplice rinominare le proprie prese, è possibile procedere all’aggiornamento del firmware del sistema e salvare le proprie impostazioni sul proprio hard disk.

L’evoluzione del Sistema

Aquatronica è un sistema modulare in continua evoluzione. Quando uscì sul mercato era composto solo dal modulo base e dal modulo di collegamento al computer, l’anno seguente quando lo acquistai io era appena stata commercializzata la linea dei chimici, con i sensori pH, densità, conducibilità e Orp.
Il sistema si è poi ampliato con l’offerta del modulo Ethernet, dell’attesissimo modulo GSM, di un hub per aumentare le prese disponibili per i sensori di livello e temperatura, i sensori di allagamento, il modulo con 3 pompe dosimetriche

Avete letto bene… dosimetriche… a Bologna ho chiesto lumi su questa bizzarria, dato che ho sempre letto altrove dosometriche, ma pare che in Aquatronica si siano documentati con esperti della lingua italiana, e che dosimetriche sia la dizione corretta.

Ed il sistema è ancora in evoluzione, parlando con Massimo Brandi, è in fase di studio avanzato il modulo dimmer per neon t5, anche se non si possono fare previsioni sulla sua commercializzazione, ed è allo stato di studio preliminare un modulo per simulare il moto ondoso con pompe a controllo elettronico.

All’interno dell’evoluzione del sistema rientra anche la definizione dell’uso dei tasti freccia come dei tasti funzione per attivare una serie di azioni preimpostate dall’utente, essendo questa infatti una implementazione del sistema avvenuta in un secondo momento, successivamente all’immissione
sul mercato del controller.

In questo caso ho impostato un programma denominato “Sps Food” che alla pressione prolungata del tasto “Freccia su” per 15 minuti mi spegne le tre prese evidenziate nell’immagine.

Il modulo di collegamento al computer

l’Aquarium Controller non necessita di collegamento al computer per funzionare in maniera completa, ma il modulo permette comunque una agevolazione nella taratura del sistema, e come detto permette l’aggiornamento del firmware del sistema, inoltre è possibile scaricare su un foglio di calcolo (come microsoft excel) lo storico delle misure effettuate.


La schermata principale di collegamento

E’ possibile impostare un intervallo di tempo per la registrazione delle misure e per la creazione del relativo grafico, che è di un giorno (una misura ogni mezz’ora), una settimana (una misura ogni 3 ore) o un mese (due misure al giorno), poi avendo il modulo di collegamento al pc queste informazioni si possono salvare sul disco rigido.
Nella foto seguente si vede il grafico creato combinando le misurazioni dell’ultimo mese di temperatura e pH:

E’ anche possibile usare il computer come monitor, come si vede dall’immagine seguente, ove in una rapida occhiata si può vedere lo stato di funzionamento delle singole prese; in questo caso tutte le prese dell’unità di potenza denominata (da me) “Prese Orizzontali” sono attive e comandate tramite timer, mentre nell’unità di potenza denominata “Prese Verticali” le prime tre sono attive e comandate tramite timer, mentre le successive 5 sono spente.
Nella colonna di destra è possibile leggere i valori dei vari sensori presenti, mentre nella colonna di sinistra si entra nei vari menù di configurazione.
Si nota subito lo spazio a disposizione per ulteriori unità di potenza e per i sensori che è possibile aggiungere

Le Sonde

Dopo l’uso continuato del sistema ed in concomitanza dell’uscita dei moduli chimici ho acquistato anche le interfacce e le sonde di pH, densità ed orp, oltre ad un secondo sensore di livello e temperatura, e dopo l’ultima visita all’Interzoo di Norimberga, attendo anche il modulo Ethernet e quello Gsm che, a mio parere, completano in maniera egregia il sistema.

Le sonde sono collegate al sistema tramite una interfaccia. L’interfaccia è virtualmente eterna, mentre le sonde sono da cambiare ad intervalli più o meno predefiniti (da uno a due anni) per il loro naturale deterioramento.

La nuova clip per agganciare le sonde…

e la vecchia

I collegamenti fra l’interfaccia e l’unità di potenza sono garantiti da un comune cavo usb, mentre il collegamento fisico fra interfaccia è sonda è in genere un connettore standard BNC. Solo le sonde di temperatura e livello sono differenti e vanno innestate nelle apposite prese.

Ogni unità di potenza ha 6 prese usb che possono essere usate per collegarci le interfacce, oppure per collegarci delle altre unità di potenza, e due prese multipolari per collegarci una combinazione a scelta di sonde di temperature e livello.

Sensore Temperatura
La sonda di temperatura è in vetro ed io attualmente ne ho due, nessun sensore ha perso un decimo di grado da quando è stato montato e calibrato.


La sonda in vetro

Il funzionamento è semplicissimo ed incredibilmente integrato nel sistema. Come si vede nelle foto è possibile impostare una qualsiasi presa in modo che si attivi o si disattivi quando la sonda si trovi sopra o sotto un qualsiasi valore, in maniera semplice e chiara, un po’ più complessa la gestione della curva di intervento, in cui si può configurare la presa con valori diversi a seconda dell’ora del giorno, operazione molto più semplice da pc che non tramite il controller in dotazione.
Ogni presa può avere più controlli per ogni sonda presente.


Il programma di spegnimento della plafoniera al sorpasso della soglia dei 28,1°


La rilevazione dei dati di temperatura dell’ultimo mese, come mostrati dall’Aquarium Controller

Viene data in dotazione una comoda ventosa per appendere la sonda in vetro alle pareti della vasca, io ne uso una in sump ed una all’interno del mobile per monitorare la
temperatura dell’aria ed azionare eventualmente delle ventole di areazione


Le impostazioni di un programma di temperatura viste tramite il pc, dalle impostazioni delle soglie di allarmi, al programma di accensione del riscaldatore

Sensore Livello
Il sensore di livello è di tipo a galleggiante con protezione a campana. In oltre 2 anni di uso non ho mai avuto nessun tipo di problema né di blocco.


Il sensore di livello immerso in sump

Il software che lo gestisce permette di controllare una presa a tempo, nel senso che la presa collegata viene accesa per un tempo variabile pre-impostabile dall’utente, se trascorso questo lasso di tempo il sensore risulta ancora aperto, la presa si disabilita e il controller emette un suono ciclico di allarme. Fondamentalmente è un controllo semplice ma probabilmente uno dei più importanti, peccato solo che ogni unità di potenza possa ospitare solo due sensori a scelta fra questo e quello di temperatura, ma è possibile acquistare un hub separato per ospitarne altri 5.

Possibili usi del sensore di livello includono, oltre al rabbocco, l’uso come indicatore di riserva della vasca di rabbocco, come minimo della vasca di rabbocco (spegnendo quindi la pompa di rabbocco per evitare che si bruci), come livello di minimo della sump (per motivi analoghi a sopra), livello di massimo in sump (ad esempio per una perdita del rabbocco), come controllo in vasca, o come controllo di refugium o altro, in pratica è possibile controllare qualsiasi cosa, ed in aggiunta al modulo sms (appena presentato sul mercato), può costituire un sistema di controllo estremamente efficace.


I miei due sensori di livello, quello principale a sinistra comanda il rabbocco, mentre quello a destra funziona come indicatore di riserva del serbatoio di rabbocco.

Sensore pH
Il sensore pH fa parte dei sensori chimici, condivide la stessa logica con tutto il sistema Aquatronica, quindi può essere usato come semplice controllo della vasca (come faccio io) e come monitoraggio del grafico dell’andamento mensile per evidenziare ad esempio il calo del kH (in genere un calo del minimo del pH sottintende un calo del kH), oppure è possibile impiegarlo all’interno del reattore di calcio per un controllo ed una taratura puntuale di quest’ultimo, potendo infatti comandare accensioni e spegnimenti del reattore di calcio in base ai valori letti dalla sonda, e combinare questo con una qualsiasi combinazione di timer.


Grafico mensile dell’andamento del pH

Nel lungo tempo che ho usato la sonda pH devo solo evidenziare come sia fondamentale una taratura fatta con sistematicità per evitare una dilatazione dei valori soprattutto verso il basso e un ampliamento del range di lettura, ma questo è comune per ogni tipologia di sonda di qualsiasi marca. Aquatronica consiglia una taratura quadrimestrale ed il cambio della sonda, ma non dell’interfaccia che è praticamente eterna, ogni anno. Personalmente ritengo che usarla per un tempo maggiore significhi solo tararla più spesso, anche ad intervalli mensili, a scapito ovviamente della precisione del risultato ottenuto.
Aquatronica fornisce 3 soluzioni per la calibrazione, che viene effettuata su
due punti della scala. Per l’uso in acquariologia marina offrono soluzioni
titolate a pH 7 e 10, mentre per l’uso in acqua dolce a pH 4 e 10.

Sonda pH Interfaccia

Dati tecnici:
Campo di misurazione: da 0 a 14 pH
Risoluzione di misura: 0,01 pH
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 2 punti
Materiale: Elettrodo plastico a doppia giunzione in vetro

Sensore ORP
Il sensore ORP o di ossidoriduzione o di potenziale redox è probabilmente l’unico parametro chimico fisico che ad una rapida occhiata ci dice se l’acquario stia girando bene, meno bene o male. Valori superiori a 400 sono ottimali. In questo modo, anche da remoto, magari assieme al modulo sms, o assieme al modulo ethernet, si può verificare lo stato del proprio acquario.


Grafico mensile dell’andamento del redox nella mia vasca

Può anche essere usato come controllo in caso si stia somministrando ozono, e quindi usarlo per attivare o disattivare la somministrazione di ozono in caso di potenziale redox troppo alto.
Da quando lo uso non ho mai rilevato nessun problema, se non una tendenza a misure generalmente più basse subito dopo la taratura, che arrivano a livelli stabili dopo circa 15 giorni, come per altro spiegato nel manuale fornito a corredo. Aquatronica consiglia, come per la sonda pH, una taratura ogni 4 mesi ed una sostituzione della sonda ogni anno.
Aquatronica fornisce una soluzione per la calibrazione da 240 mV.

Sonda Redox Interfaccia

Dati Tecnici:
Campo di misurazione: da –300mV a 600mV
Risoluzione di misura: 1 mV
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 1 punto
Materiale: Elettrodo plastico a doppia giunzione in vetro

Sensore Densità
Il sensore di densità marina era il sensore che nella mia mente pensavo più importante di tutti i chimici, pensavo di poter delegare ad esso il monitoraggio costante della densità del mio acquario, che tutti sappiamo essere IL parametro fondamentale per la conduzione ottimale di una vasca di barriera.


Il menù delle impostazioni di una sonda, in questo caso quella di densità

Le cose non stanno esattamente così. L’uso di un rifrattometro a parte, è, secondo me altamente consigliato per non dire assolutamente indispensabile. Al di là della taratura del sensore che non è delle più agevoli, in quanto rispetto alle altre sonde è quella che impiega più tempo a stabilizzarsi, richiede l’uso di boccette di liquido certificate dovute alla complessità della misurazione, dove anche la forma della boccetta oltre al liquido contenuto possono influenzare il risultato finale. Il problema della taratura e quindi della esattezza della misura puntuale, secondo me, non è sufficiente per far si che si possa usare il valore di densità espresso dalla sonda come valore su cui calibrare la vasca, però risulta assai utile come parametro di riferimento e come controllo sui cambi d’acqua, non tanto per controllare l’esatto contenuto di salinità dell’acqua del cambio, ma come controllo della variazione di densità prima del cambio e dopo lo stesso.
Di tutto il corredo Aquatronica che ho, la sonda di densità è l’unica che mi abbia fornito in quasi due anni di funzionamento, qualche problema, dovuto molto probabilmente alla complessità della rilevazione, si tratta di salti fra valori diversi di tarature in maniera poco logica, ad esempio da 1024,6 a 1025,9 per poi tornare a 1024,6 dopo qualche ora. Una possibile motivazione potrebbe anche essere individuata nella sensibilità della sonda allo sporco che inevitabilmente si forma sulla sonda, e che sfalsa le misure in maniera maggiore che sulle altre sonde. Inoltre come evidenziato sopra la sua taratura non è esente da possibili sbagli.
Aquatronica consiglia la calibrazione della sonda ogni 4 mesi e la sua sostituzione ogni 2 anni, oltre ad una pulizia periodica con acqua di osmosi per evitare che le incrostazioni inficino le misure.
Aquatronica fornisce una soluzione di calibrazione a 52 mS per l’uso con la sonda di densità da usare in acqua salata.

Sonda Densità Marina Interfaccia

Dati Tecnici:
Campo di misurazione: da 0mS a 100mS
Risoluzione di misura: 0,1mS
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 1 punto
Materiale: Elettrodo plastico a 4 anelli

Le mie conclusioni
Quando si pensa di allestire un acquario che abbia una certa complessità, e nella fattispecie un acquario marino è un acquario di una certa complessità gestionale, ritengo che l’uso di un computer programmabile sia un qualcosa di molto vicino ad una necessità.

Il costo di un tale sistema è, infatti, secondo me assolutamente paragonabile al costo di tutti quei sistemi, artigianali o meno, necessari per la conduzione di una vasca reef, da un sistema di timer, ad un controller di temperatura a soglia multipla, ad un controller sul livello, ad un sistema di monitoraggio a distanza, ad un sistema di allarme e così via giustificandone l’ulteriore esborso di prezzo soprattutto se si valuta il complesso dei costi e del valore di un acquario marino di barriera.
Si spende di più ma si ottiene in proporzione molto di più.

E’ anche possibile comandare sino a 5 unità di potenza con lo stesso controller, permettendo anche di tenere sott’occhio e di gestire più acquari contemporaneamente.

Prima di acquistare Aquarium Controller di Aquatronica infatti avevo diversi timer singoli, un controller di temperatura doppia soglia, e diverse ciabatte, il tutto ad un costo, allora, paragonabile al 60% del sistema base, senza averne però i pregi ed i vantaggi.

Devo poi sottolineare anche l’impeccabile comportamento del sistema nel recente cambio vasca, ove prima ho scollegato tutte le prese, tutte le sonde ed interfacce, ed alla riattivazione della vasca le ho ricollegate, senza rilevare problemi di sorta. Tutto è ritornato come le 6 ore precedenti con la vasca vecchia.
Assolutamente fantastico.

In due anni di utilizzo dell’Aquarium Controller non ho avuto nessun problema, e l’acquario è stato gestito in maniera impeccabile, senza nessun tipo di inconveniente, ma con il valore aggiunto che un sistema di questo genere assicura.

Per venire incontro ai propri utenti, Aquatronica ha aperto un canale di comunicazione importante all’interno del Forum di Aquaportal al seguente indirizzo: Aquatronica, dove è possibile parlare con membri dello staff e con semplici utilizzatori come me.
Anche presso il loro sito è presente un
Forum per utenti.

L’articolo integrale lo trovate pubblicato su Aquaportal al seguente indirizzo:

E’ assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell’autore.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal


La mia vasca pubblicata su Acquaportal

La vasca il 17 febbraio 2007

Introduzione: La mia passione per l’acquariologia viene ormai da molto lontano, e tutto è cominciato con un betta splendens e la sua boccetta d’acqua… da quel momento è stato una continua escalation di vasche vaschine e vaschette… prima un acquarietto dolce da 20 litri, poi uno da 40 poi uno
da 80… fino al grande salto, nel 2001 insieme alla ristrutturazione di casa per il nostro matrimonio, mio e di mia moglie Simona, abbiamo pianificato il grande salto all’acquariofilia marina.
L’approccio è nato per ospitare un bellissimo pomacanthus imperator e per il fascino innegabile che il colore ed il movimento dei pesci marini può infondere anche a prima vista.
Il fidato negoziante invece mi distolse dalla mia idea, consigliandomi di creare un habitat per coralli molli (gli unici venduti nel suo negozio, e quindi anche gli unici che allora conoscessi), incompatibili con il pomacanthus. Più invertebrati e meno pesci era l’ottima idea di fondo, peccato solo che l’allestimento rispecchiava la vecchia idea del biologico, quindi filtro Eheim asciutto-bagnato esterno, filtro biologico esterno caricato con rowa phos, dupla baccies e carbone attivo, nessuna pompa di movimento se non quella dei due filtri esterni, tante rocce vive (ottimo!) e una luce fievole da ben 2x54w di pll a 10.000°K.

Dai momenti bui del biologico fino all’esplosione di sps attuali,
questa è la mia vasca.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal

La vasca come si presentava il 17 aprile 2007. La cosa che si nota maggiormente è la dimensione dei coralli. Acquario: Attualmente il mio acquario è molto diverso da come era stato concepito, come è possibile rendersi conto dalle foto che ho inserito alla fine di questo paragrafo.
Le misure sono 120 cm di lunghezza, 49 di profondità e 55 di altezza, ben 323 litri lordi.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal

Ecco come si presenta la vista da uno dei lati corti, si noti l’intreccio che crea l’Acropora microphthalma sullo sfondo E’ collegato tramite un tracimatore Tunze alla sump di 50x40x30 cm tenuta con un livello di 22 cm di acqua, posta all’interno del mobile in legno alto solo 71 cm. La pompa di risalita è una inossidabile Eheim 1250. Completa il sistema una vaschetta di rabbocco da 35 litri circa.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal Ecco quello che vede un pesciolino arrivato alla fine della vasca che si volta per tornare indietro

Ecco una sequenza di foto che mostra i cambiamenti del mio acquario fatti nel corso degli anni

La mia vasca pubblicata su Acquaportal La vasca nel febbraio del 2002: Molli e Biologico La mia vasca pubblicata su Acquaportal Passa un anno, nel 2003 si presenta praticamente identico
La mia vasca pubblicata su Acquaportal Nel gennaio del 2004 cominciano a vedersi i danni del sistema
biologico e c’è la voglia di cambiare
La mia vasca pubblicata su Acquaportal Un anno di HQi (prima da 150w e poi da 250w), e l’uso dello
schiumatoio cominciano a dare i propri frutti, si intravedono i primi sps e la vasca finalmente gira
La mia vasca pubblicata su Acquaportal Marzo 2006: l’invasione di xenia continua e gli sps
cominciano a prendere il sopravvento
La mia vasca pubblicata su Acquaportal La vasca a febbraio del 2007. Passato alle T5 da ormai 6
mesi. Gli sps caratterizzano la vasca

Movimento: Il movimento in vasca è affidato a due pompe Tunze Stream, originariamente erano una coppia di 6000, che sono state modificate artigianalmente per diventare delle 6100. In verità è stato cambiato il trasformatore usandone uno adeguato ed uguale a quello usato da Tunze. Infatti le due pompe, le 6000 e le 6100 sono assolutamente identiche, differendo solo per il trasformatore, ulteriori informazioni potete trovarle sul forum a questo indirizzo:http://acquariofilia.biz/viewtopic.php?t=47654. In questo momento quindi la capacità di movimento dell’acquario è pari a 12.000 litri ora per ogni pompa, per un totale di 24.000 litri ora (quindi c’è sempre in vasca un movimento di almeno 40 volte il suo volume), vengono alternate grazie all’uso del multi controller 7095, e dopo diverso tempo che venivano usate con il programma “interval 2” mi sono definitivamente convertito al programma “pulse” che mi pare dia una spinta maggiore al movimento, che sembra molto più naturale e molto più potente. Le pompe in vasca sono purtroppo molto ingombranti ma il loro flusso è ad oggi, purtroppo, ineguagliato. Per minimizzare l’ingombro sto usando i magneti Tunze, anche se il risultato è ambiguo. Da una parte sono estremamente comodi ed esteticamente favolosi, ma consentono una basculazione sul piano orizzontale molto limitata a differenza dei supporti forniti a corredo.
La notte il flusso si riduce a circa 7.000 l/h per osservare una leggera calma notturna ma senza che il flusso si arresti troppo. In alcune foto si nota la presenza di un velo di ciano dovuti alla carenza di movimento data soprattutto dalle enormi colonie di sps che bloccano e/o limitano la potenza delle pompe.

La mia vasca pubblicata su AcquaportalUn granchietto simbionte dentro l’A. azurea La mia vasca pubblicata su AcquaportalPunte di A. formosa
La mia vasca pubblicata su AcquaportalPolipi di A. nobilis La mia vasca pubblicata su AcquaportalUn calice di Caulastrea furcata
La mia vasca pubblicata su AcquaportalPunte e tessuto di A. azurea La mia vasca pubblicata su AcquaportalA. formosa
La mia vasca pubblicata su AcquaportalPolipi di Seriatopora caliendrum La mia vasca pubblicata su AcquaportalPolipi di A. non identificata
La mia vasca pubblicata su AcquaportalDentro i polipi di una A. nobilis La mia vasca pubblicata su AcquaportalI polipi di A. grandis
La mia vasca pubblicata su AcquaportalPolipi di A. microphthalma La mia vasca pubblicata su AcquaportalA. microphthalma fuori dall’acqua

Filtraggio: Faccio un piccolo passo indietro, che è anche una premessa. Il mioacquario si regge oggi sul più classico Metodo Berlinese, seguito quasi alla lettera, senza nessuna aggiunta di alcun tipo. Il passaggio dal biologico al berlinese è stato lungo e non privo di problemi e prove.
Insieme all’illuminazione il sistema di filtraggio è stato quello che è cambiato maggiormente nella vita del mio acquario. Come detto il sistema era iniziato sotto l’egida del biologico e solo la frequentazione del forum di acquaportal, del newsgroup it.hobby.acquari mi ha convinto a passare ad un sistema di conduzione berlinese. Per farla breve ordinai un Aquamedic Turboflotor 1000 multi sl per il grande salto, che usai per oltre un anno, poi passai ad un Deltec MCE600, dei quali potete leggere una mia prova comparativacliccando qua, fino a quando sono riuscito a costruirmi la sump e quindi ho ordinato un H&S 150F2001. Uno skimmer monompompa con il diametro della camera di contatto di 15cm spinto da una pompa Aquabee 2001 con girante a spazzola.
L’uso dello schiumatoio associato alle rocce vive mi consente di tenere i nutrienti a valori non rilevabili con i normali test colorimetrici, in genere uso test Salifert.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal Qua a fianco si vede l’organizzazione del mobile.
Nella parte sinistra la sump con schiumatoio, caduta e risalita,
riscaldatore e sonde, a destra invece reattore di calcio,
trasformatori delle Tunze Stream, vasca di rabbocco, multicontroller
Tunze, e unità di potenza Aquatronica.

Riporto una tabella con i valori medi rilevati nel corso degli anni, sebbene non sia un misurone, in quanto mi baso soprattutto sulle mie capacità “visive” e sulla capacità ormai affinata di capire la MIA vasca, può essere utile per vedere le differenze sui valori dei diversi metodi di conduzione fatti sulla stessa vasca:

Anno Nitrati Fosfati Durezza Calcio Magnesio
2002 8.1 mg/l 0.08 ppm 8.5° dKH 372 ppm
2003 21.3 mg/l 0.13 ppm 8.3° dKH 364 ppm
2004 21.7 mg/l 0.10 ppm 8.7° dKH 393 ppm 1177 ppm
2005 3.6 mg/l 0.00 ppm 7.1° dKH 362 ppm 1162 ppm
2006 0.16 mg/l 0.00 ppm 7.2° dKH 373 ppm 1171 ppm
2007 0.2 mg/l 0.00 ppm 7.5° dKH 380 ppm 1150 ppm

Luce: Come accennavo sopra la luce è l’altra caratteristica che nel tempo è mutata maggiormente. Partito con una 2x54pll, sono passato ad una 4x54pll, poi la conoscenza del forum mi ha portato nel mondo delle HQi, prima una CEAB Sunsky da 2x150w con reattori elettronici, luce lunare e 2 pll da 54w blu, con la quale il mio acquario ha cominciato a vivere e prosperare, poi una Costaplafoniere 2x250w con 2t5 da 54w, con la quale il mio acquario è letteralmente esploso.
Per alcuni problemi (sopratutto tiraggio delle parti in ombra e calore molto elevato nella stagione estiva) conditi da alcune considerazioni spicciolaeoltre che per curiosità, sono passato da ormai 8 mesi alle T5, con una superba plafoniera ATI Powermodul 8x54w, con ottimi risultati.

Il fotoperiodo è suddiviso in 11 ore di blu e 9 e mezza per le altre 6 lampade. Attualmente uso 6 tubi ATI aquablue spezial e due ATI blu plus.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal La Plafoniera ATI Powermodul appena arrivata ed
adagiata sul letto per vivisezionarla prima del montaggio sulla
vasca

La plafoniera è tenuta a 20 cm dal livello dell’acqua per consentirmi di inserire agevolmente le mani in acqua in caso di bisogno o di taleazione, e per minimizzare gli schizzi d’acqua sulla superficie in plexiglass di copertura della plafoniera, tale da non dovermi costringere ad una frequente pulizia della stessa. Nel forum, cliccando qua potete leggere le mie considerazioni su questa plafoniera e sui T5 in generale espresse nel forum.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal In questa foto si può ammirare dal lato corto di tutto e
di più:
E’ quasi ora del pasto, come si vede dall’assembramento
di quasi tutti i pesci al di sotto dell’anellino posizionacibo,
nella penombra si intravede anche la Calloplesiops e l’Acreichthys,
in alto sopra la stream si vedono alcune Aiptasie, e sempre
sulla sinistra diverse chiazze inestirpabili di Myrionema. Si
notino anche, ed è impossibile non notarle, le incrostazioni di
alghe calcaree e la dimensione relativa dei coralli… e la
tridacna che prospera nell’ombra. La A. nobilis è appoggiata al
vetro e questo rende difficile la sua pulizia.
Tutto il mio acquario in una foto…

Controllo della Temperatura: Il sistema è gestito dal computer Aquarium Controller by Aquatronica che mi consente, fra tutte le altre cose, di tenere sotto controllo la temperatura che come sappiamo è un problema critico nella gestione di un acquario marino di barriera. Il riscaldatore entra in funzione a 25,7 gradi e superiormente ho definito una curva che gestisce la temperatura massima in funzione delle ore della giornata, se si arriva a tali valori si accendono le ventole tangenziali (fino a 3 con le HQi da 250w), se si va oltre e si arriva a 28,1 gradi si cominciano a spegnere progressivamente le luci togliendo la maggior fonte di calore.

l riscaldatore è da 300w.

Con Aquatronica gestisco praticamente ogni cosa in acquario, dagli innumerevoli timer, al livello di sump, acquario e rabbocco, misuro pH, redox, densità ed ovviamente temperatura. Più tutta un’altra serie di funzioni che sarà presto oggetto di un articolo separato. Integrazioni: Come già scritto nell’introduzione il sistema che seguo è il berlinese classico, in special modo cerco di mantenere la gestione la più semplice possibile, in modo che l’acquario sia un divertimento ed una gioia e non una costrizione. Quindi ho un indispensabile reattore di calcio, attualmente il Korallin c-1501, leggermente sottodimensionato per una vasca come la mia, e non uso altro. I valori che riesco a mantenere in vasca sono di circa 400 mg/l di calcio e fra 6 ed 8 dKH, mentre il magnesio è mantenuto fra 1.150 e 1.200 mg/l.

Ogni mese cambio anche 100 g di carbone attivo posto in una calza a bagno nella sump. Non integro assolutamente nient’altro mi limito ad usare un buon sale per i cambi d’acqua, il tropic marine pro reef, e mantengo la densità a circa 1025.
Alcune volte è necessario alzare i valori di calcio e/o dKH, e nel caso uso i prodotti della Kent, Turbocalcium e buffer dKH.

A. azurea Lobophytum
Intrecci fra A. microphthalma e M. digitata verde A. prostrata che cerca di farsi strada fra i discosomi
Discosoma spotted Tridacna Maxima
Red Sea Xenia sp. e Discosoma striata Discosoma striata
Gobiodon okinawae dentro la colata di A. microphthalma Spugne nate spontaneamente, qua sul mantello della Tridacna

Manutenzione: Come descritto anche in precedenza ho basato la vasca su un metodo che mi consenta di mettere le mani in vasca il minor tempo possibile, quindi la manutenzione ordinaria si basa sulla pulizia dei vetri una volta ogni 3 o 4 giorni, il cambio d’acqua di circa il 6% della capacità della
vasca (15,5 litri) ogni 2 settimane. Una volta al mese devo estrarre le grate delle stream e pulirle perché tendono a riempirsi di alghe e quindi a diminuire il flusso. Ogni 2 mesi circa tolgo il plexiglass di copertura della plafoniera e lo pulisco dalle incrostazioni saline che inevitabilmente si formano.
Ogni sei mesi pulisco la pompa di risalita e quella dello schiumatoio, mentre il bicchiere dello stesso lo svuoto e lo pulisco ogni 3 o 4 giorni. Alimentazione: L’alimentazione dei piccoli ospiti pinnuti è affidata principalmente ai granulati della SHG, in genere il granulato normale ed il premium
marino, quest’ultimo addizionato di aglio e vitamine, altrimenti in caso di forte stress uso anche il mangime del Dr. Bassler Forte, anch’esso addizionato di aglio e vitamine. Ogni tanto aggiungo del mysis congelato, oppure Cyclop Eeze o altro. Inoltre con cadenza mensile somministro delle vongole fresche e soprattutto vive ad uso e consumo della mia Calloplesiops.
Il cibo viene somministrato 2 volte al giorno in media, con aumento della frequenza quando capita, o meglio quando sono in casa tutto il giorno come i fine settimana.

Per i coralli somministro invece 20 ml di H&S Marine de Luxe a giorni alterni, e 8 cucchiaini da 40cc di Elos SVC sempre a giorni alterni, somministrati assieme e sempre attorno alla mezzanotte. Ospiti: Pesci: Amphiprion ocellaris: sono una coppia che depongono ad intervalli fissi di circa 15 giorni. Uno dei due è con me dall’allestimento dell’acquario, cioè da febbraio 2002, e quindi ha compiuto da poco i 5 anni. L’altro, il maschio, è con me solo dal gennaio del 2003, quindi ha “solo” 4 anni.
Nelle foto riportare sotto è possibile vedere la femmina nell’atto della deposizione ed uno scatto alle uova.

Chrisiptera parasema: ultimo rimasto di una terna inserita all’allestimento dell’acquario, condivide con l’altro pagliaccio la longevità di 5 anni. Pesce territoriale, ma soprattutto verso i suoi simili, tanto che all’inizio le 3 chrisiptere si erano divise l’acquario in parti uguali, un terzo a testa. Non so se oggi riuscirei a fare a meno di quel bellissimo blu acceso;

Acanthurus leucosternon: il vero padrone dell’acquario, acquistato piccolo ormai è vicino ai 18 cm di lunghezza, è con me dal luglio del 2002, quindi sulla soglia dei 5 anni. Purtroppo l’acquario attuale è un po’ stretto per un pesce di queste dimensioni, come non mi dimentico mai di dire nel forum, e quindi con l’età tende a diventare aggressivo, soprattutto verso lo zebrasoma. In famiglia lo abbiamo chiamato affettuosamente Berto, è talmente docile che si fa pure accarezzare la schiena senza timori. Oggi però non lo ricomprerei proprio perché il mio acquario è troppo piccolo per ospitarlo in modo degno, e quindi manifesta il suo disappunto con una aggressività più alta del normale.
La prima foto è tutto fuorché bella, ma è una delle più vecchie che ho, risale all’agosto del 2002, e sicuramente testimonia come questo magnifico pesce sia cresciuto, da notare infatti il rapporto fra la testa e le pinne… e come allora si vedesse la linea laterale… dato che oggi, come dice chi viene a vedere il mio acquario, è difficile vederne uno che stia meglio in cattività se si misura la larghezza del dorso

Calloplesiops altivelis: la nostra Camomilla, pesce spaventosamente bello, anch’ella in vasca dal luglio del 2002 ed ormai in taglia adulta di 20 cm, ha una sola controindicazione, il suo innato appetito verso i gamberetti, anni fa quando ancora la mia cultura acquariofila era molto bassa in tal senso, si è pappata ben 7 lysmata wurdemanni nel giro di due sere. A parte questo ed una timidezza sicuramente accentuata rispetto ad altri pesci, è un pesce che si lascia ammirare in tutta la sua bellezza soprattutto al crepuscolo o quando sente odore di cibo.
In merito mi piace molto darle da mangiare le cozze vive, dato che riesce a mangiarne fino a 4 consecutivamente risucchiandole dal guscio aperto, oggigiorno la sua dieta è composta quasi completamente da cibo granulare ma i primi due anni non è stato semplice darle da mangiare mysis liofilizzati ed altro, visto che il secco non lo guardava;

Centropyge bicolor: ormai in taglia adulta, anche lui bello grassoccio, fa parte della triade di inserimenti del luglio del 2002, preso perché il loriculus che avrei voluto prendere non arrivava, oggi sono assolutamente contento della scelta. Il suo tipo di nuoto flessuoso, il suo continuo andirivieni dentro e fuori la rocciata, sono caratteristiche peculiari fondamentali di questo bellissimo pesce.

In quasi cinque anni non ho avuto nessun problema ai coralli, nè agli sps nè alla tridacna.
E’ solo un peccato che non sia semplice da fotografare;

Zebrasoma flavescens: inserito alla fine del 2003, è l’ultimo grosso inserimento del mio acquario, ed è antecedente alla conoscenza di acquaportal, e più in generale della conoscenza dalla comunità acquariofila marina su internet. Bellissimo nella sua maestosità, con un giallo perfetto e senza ombre, è una nota di colore all’interno dell’acquario. Peccato che negli ultimi mesi la sua convivenza con Berto sia diventata un po’ complicata;

Pseudoanthias squamipinnis

Inseriti solo di recente, per dare un po’ di colore tendente al rosso, si sono dimostrati vivaci ed hanno iniziato a mangiare sin da subito, sono attualmente due femmine ed una che ha quasi completato il cambio sesso da femmina a maschio

Acreichthys tomentosus

Questo simpatico pesciotto, di cui purtroppo non ho nessuna foto migliore di questa, è semplicemente un pesce favoloso… si nutre di aiptasie infatti, ed ultimamente si sta pure mangiando la xenia… quindi è il pesce perfetto in tutti i sensi. Peccato solo che nella famiglia dei pesci lima esistano pesci molto simili a lui che invece di cibarsi di aiptasie si mangiano praticamente tutti i polipi dei coralli.

Altri pesci che sono passati dal mio acquario…

Qua ci sarebbe da sbizzarrirsi… ho avuto diversi altri pesci, tra cui uno splendido Synchiropus splendidus alias pesce mandarino, che è spirato alla soglia dei 3 anni in vasca, dopo aver ricevuto un pizzico o aver mangiato qualcosa di profondamente sbagliato, presentava infatti una bolla enorme da una parte del ventre

Di Salarias fasciatus ne ho avute ben 3, una la trovai in terra la mattina, una venne mangiata dalla Ofiura Crassa, ed un’altra morì con il ventre gonfio dopo circa un anno dall’inserimento

Poi seguono un Chelmon rostratus ucciso presumibilmente dal cianuro ed una coppia di Gobiosoma evelynae ottimi divoratori di parassiti ma dalla vita purtroppo molto corta

Invertebrati:

Gli invertebrati mi piacciono assai… peccato solo che non posso purtroppo inserire tutti i gamberetti che vorrei nella mia vasca, se avete letto sopra la mia calloplesiops va matta per i Lysmata wurdemanni, e così mi sono sempre dovuto limitare agli amboinensis, sebbene anche loro abbiano un bel timore reverenziale verso questo bellissimo pesce

Ricci varii… un Diadema setosum, è un caterpillar, ma contribuisce a tenere sotto controllo la popolazione di xenia e di myrionema, diversi Salmacis bicolor, che sebbene lenti si nutrono di Myrionema amboinensis ed in passato anche diversi Mespilia globulus, inoltre paguri, qua un Calcinus elegans (zampe blu) e una coppia non ben identificata di Calcinus sp. e poi diverse trochus, turbo etc di cui non ho foto

Gli SPS: small-polyped stony (da Borneman) Infine arriviamo ai coralli… all’inizio, nel 2001, non sapevo neppure che esistevano gli sps e quindi neanche che si potessero allevare e magnificamente riprodurre. Ora sono diventato un sps-addicted, non riuscirei a farne a meno. In queste rapide carrellate di foto cerco anche di farvi capire il rateo di crescita dei vari animali, mettendo le date in cui sono stati fotografati, tenete conto dei cambiamenti fatti e
descritti nella parte tecnica, e soprattutto del fatto che sono stati frammentati e taleati tante e tantissime volte per venire incontro soprattutto alle esigenze della vasca, infatti molti sono cresciuti troppo e la taleazione è diventata una mera necessità.

Aprile 2005: a sinistra Acropora microphtalma ed a destra Acropora
nobilis. L’inizio…
Montipora digitata verde, appena innestata in una roccia, ci
rimarrà a lungo
Una acropora che tenderei a definire formosa, ma di cui non
sono sicurissimo
Montipora foliosa, ancora piccola… ma l’errore di metterla
in alto me lo porterò dietro

8 mesi dopo, siamo a fine novembre e gli sps crescono, e se ne aggiunge pure qualcuno…

La A. microphthalma cresce e la sua base avanza imperterrita La A. nobilis si sviluppa sino a lambire il pelo dell’acqua
Intanto aggiungo questa A. azurea Anche la M. digitata esplode
La M. foliosa comincia a creare ombra sotto di se Lo sfondo che poi diventerà quello delle prime foto nella
pagina ancora è vuoto
La A. formosa a centro vasca comincia a farsi notare Intanto la A. microphthalma protende le sue braccia cercando
di arrivare lontano

Nel corso del 2006 pur taleando a più non posso per limitare la crescita verso il vetro i coralli non sembrano intimoriti e continuano a crescere… si aggiungono altri coralli…

La A. nobilis ha cambiato lato della vasca, ora è libera di
espandersi
La M. digitata verde cresce…
Cresce… Anche da lontano fa paura
Riflessi sull’acqua Ancora riflessi
La A. formosa comincia ad avvicinarsi pericolosamente al
vetro frontale
La M. digitata verde al massimo della sua espansione… da
qui sotto T5
La magnifica regina della mia vasca, una A. grandis Altre talee…
Montipora samarensis Un LPS… Caulastrea furcata

I Problemi avuti:

E’ normale avere dei problemi quando si gestisce una vasca di questo tipo. Da una parte le mie fatiche più grandi sono state quelle di dover combattere contro coralli molli che si sono rivelati infestanti, e che quindi mi hanno creato, e mi creano, non pochi problemi nella gestione dei coralli duri. In particolare i discosomi si sono riprodotti in tutti i punti dell’acquario, anche in verticale, impegnandomi in una strenua lotta nell’evitare i contatti fra questi e gli sps.
Di altra natura il problema avuto da parte della Xenia, che pur non essendo tossica in senso lato, tende a ricoprire qualsiasi cosa in acquario, arrivando quindi a soffocarla.

Ma questi sono problemi dovuti ad una cattiva gestione della convivenza fra coralli duri e molli, i veri problemi avuti ritengo siano essenzialmente due.

Il primo, di semplice soluzione una volta compreso, è stata una invasione incontrollata di alghe rosse incrostanti, dovute ad un livello di silicati nell’acqua molto oltre l’accettabile. Una volta capito il problema, ed intervenuto con un filtro post-osmosi contro i silicati, è stato incredibile l’osservare la sparizione totale di tutte le alghe in meno di 10 giorni.

Il secondo problema invece è probabilmente un problema di difficile soluzione. Sono stato invaso da una specie di idrozoi, i Myrionema amboinensis, che a prima vista sono carini, ma che infestano completamente l’acquario, e tendono a soffocare qualsiasi cosa. Non hanno praticamente nessun nemico naturale, che non sia anche un nemico di coralli, tranne i ricci, ed in special modo i Salmacis bicolor ed i diadema setosus, ma che sono estremamente lenti nel cibarsene. Riporto qua due foto prese dagli esemplari della mia vasca.

Nel forum, a questo indirizzo, se ne è parlato a lungo senza trovare pressoché nessun rimedio definitivo, ma è una discussione sempre aperta che potrebbe prima o poi rivelare un nuovo rimedio.

L’alternativa è quella di rimuoverli meccanicamente quando formano un gruppo folto, in modo che ne sia facilitata la loro rimozione, aiutandosi con una pinza a becco lungo, solo che sono talmente piccoli e fragili che ricresceranno senza dubbio alcuno. Conclusioni: Quando penso alla mia vasca mi viene da pensare alla caparbietà con cui sono riuscito ad arrivare ad una vasca di SPS pur partendo da una vasca gestita con il biologico, con attrezzature sbagliate e con un tappeto di coralli molli in vasca. Nonostante una attrezzatura tecnica sbagliata, nonostante coralli molli infestanti in ogni angolo della vasca, sono riuscito ad avere la vasca che ho sempre desiderato. Tanti coralli duri e soprattutto molto molto grandi ed estesi, che è sempre stato un mio
obiettivo.

Avere una vasca che sembrasse soprattutto un pezzo di barriera corallina, più che un accostamento cromatico di tanti coralli diversi. E devo dire che il risultato è stato splendido, anche se forse le foto che ho mostrato in questo articolo non rendono giustizia alla vasca, non riescono a restituire la grandezza delle singole colonie, nè gli intrecci che si sono formati con il tempo.
I pesci sono sempre stati bene, le poche eccezioni sono dovute più che altro a salti fuori dalla vasca o alla vecchiaia biologica dei pesci ospitati.

Ringraziamenti: I ringraziamenti sono fondamentali in un hobby come questo. Senza tanti amici che ho conosciuto e che mi hanno aiutato e guidato non sarei arrivato a questi risultati.
Per primi vorrei ricordare Max e Davide, che furono appunto i primi a farmi intuire le potenzialità della mia vasca, subito dopo viene Acquaportal ed i due Marchi, Marco Rosetti e Marco Milanesi, sembra scontato ma senza di loro e senza questo forum probabilmente non sarei qua.
Ringrazio ovviamente tutti i frequentatori del forum, che contribuiscono alla crescita di questo magnifico hobby.

Ed infine un grazie alle due persone che maggiormente hanno contribuito alla mia cultura acquariofila ed alla crescita della mia vasca: Gilberto Hassan, alias Ik2vov: incredibile dove arrivi la sua cultura tecnica, ha sempre una risposta pronta e la sua voglia di aiutare gli altri non è seconda a nessuno. Grazie Gilberto! Andrea Casalboni, dai più conosciuto come Pfft: non so come ringraziarlo in effetti. E’ una enciclopedia vivente, conosce cose
che ancora devono essere scoperte. Un amico con cui ho avuto il piacere e la fortuna di aver condiviso fino ad ora questo hobby. Abbiamo fatto
tanti passi assieme, mi ha sempre sorretto ed aiutato, ha sempre avuto una parola di conforto e di aiuto. Andrea, Grazie!

Proiezioni future: La vasca, come la vedete in queste pagine non esiste più. E’ stata smontata poco prima di finire questo articolo. Il 22 aprile 2007. Ho scelto di ingrandirla un po’, complice un piccolo problema che avevo avuto al mobile. Ma questa è un’altra storia…

– Night Vision –

Le foto

Le foto sono state tutte fatte da me, tranne forse due o tre, nella maggior parte ho impiegato una Nikon D70 con obiettivo 28/105 f.3.5/4.5 macro, mentre alcune di quelle più recenti sono state fatte con una Canon 5D ed obiettivi 24 f.4 e 100 macro gentilmente prestatami da un amico, le più vecchia invece con due compatte Olympus, C4000Z e C4040Z. Non ci sono elaborazioni strane sui colori o su altro, se non una lieve correzione ai livelli ed al bilanciamento del bianco, ma sempre tenendo a mente quali fossero i colori reali della vasca, in modo che in qualsiasi modo le fotografie riuscissero a restituire un immagine il più possibilmente fedele alla vasca.

L’articolo integrale lo trovate pubblicato su Aquaportal al seguente indirizzo:

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