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Acquario marino e temperatura, quali i problemi in Estate?


Arriva l’estate e con essa il caldo, quindi si ripropone il problema di gestire il calore in acquario, ma quale è il limite entro il quale i coralli ed i pesci non soffrono?

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Partiamo dalle considerazioni personali, nei primi anni 2000, quando il costo dell’energia elettrica ancora lo permetteva, ero solito tenere la temperatura fra i 25,5 ed i 27,5 gradi, aiutandomi, allora, con la gestione tramite Aquatronica e/o Limulus. Poi è cominciata la fase della consapevolezza, del confronto e della lettura dei libri. Ho iniziato a leggere il bellissimo libro di BornemannAquarium Corals”, qui il nostro articolo di presentazione di questo bellissimo libro che non dovrebbe mancare nella libreria di nessun acquariofilo. A quel punto ho scoperto che la media della temperatura dell’acqua nelle barriere coralline in natura sia di 28°C, e che oscilla fra un minimo invernale di 21°C ad un massimo estivo invalicabile di 30°C. In verità questi numeri derivano da studi antecedenti gli ultimi anni, dove le temperature si sono alzate ulteriormente causando danni ai coralli.

Acquario e temperatura: cosa succede?

Cosa succede quando la temperatura si alza? Quali conseguenze sugli animali? Se la temperatura in acquario aumenta il primo effetto che otteniamo, come conseguenza diretta, è quello di diminuire il contenuto di ossigeno disciolto, e questo è un problema per gli animali. Basti pensare che quando l’acqua è molto calda i pesci sono boccheggianti in superficie, cercano ossigeno. La seconda conseguenza è che un aumento di temperatura porta ad aumentare il metabolismo degli animali, restituendoci animali più attivi e colori più vivi, più sgargianti. Infine la terza conseguenza è che le temperature più alte portano i coralli a crescere più velocemente, come conseguenza diretta dell’aumento del loro metabolismo. Infine, ma questa è una considerazione che è nata dall’osservazione degli ultimi anni, con l’aumento della temperatura media si ha un recesso dei dinoflagellati.

I coralli si abituano alle alte temperature

Proseguendo nella lettura del libro si scopre anche che, tenendo una temperatura mediamente alta durante tutto l’anno, avremo meno problemi a gestire temperature ancora più alte, perché i coralli si abituano meglio a gestire il calore. Ovviamente entro certi limiti. Diventa però fondamentale il movimento in acquario, perché il movimento aiuta gli animali ad espellere il calore in eccesso.

Sebbene però i coralli del nostro acquario possono essere condizionati a vivere con temperature mediamente alte, il problema arriva quando invece dovremo inserire talee che provengono da temperature più basse. Il rischio, come sottolineato sempre da Bornemann nel suo libro, è quello di andare in contro ad un recesso dei tessuti, STN (slow tissue necrosis) o RTN (rapid tissue necrosis) che dir si voglia.

Acropora hoeksemai

E le temperature più basse?

Analizziamo invece come si comporta il nostro acquario con temperatura più basse, attorno ai 26°C costanti.
In questo caso, al contrario del caso precedente, aumenta la concentrazione di ossigeno disciolto e si limita l’evaporazione invernale, ma ovviamente si aumenta quella estiva.

Come concludiamo quindi? Che temperature tenere?

Quindi quale potrebbe essere la temperatura ideale da mantenere in acquario? Quanti gradi di differenza fra giorno e notte? Probabilmente la miglior gestione potrebbe essere quella di trovarsi ad ondeggiare fra 26 e 28 gradi. Una temperatura media piuttosto alta che limita l’insorgenza dei dinoflagellati e permette a pesci e coralli di esprimersi al meglio. Bornemann in verità suggerisce un intervallo fra 27 e 29°C, ma visto i costi dell’energia, io penso di fare qualcosa di simile a 24-28°.

E voi? Come gestite i limiti di temperatura?