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Ritorno al futuro: il nuovo aeratore Collar aPump – Recensione


aeratore collar apump

Vi ricordate dell’aeratore? Si tratta di quella piccola pompa ad aria onnipresente sugli acquari del secolo scorso!

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Non si sarebbe riconosciuto un acquario da una vaschetta per pesci, una ventina d’anni fa, se non per la presenza del fascio di bollicine policrome che faceva bella mostra di sé al centro della vasca. Poi vennero le nuove tecnologie e, pian piano, l’aeratore si avviò al pre-pensionamento. C’erano dei motivi concreti alla base di questo declino, è ovvio!

Innanzitutto gli acquari si popolarono pian pianino di piante, sempre più abbondanti, tali da spostare gli equilibri gassosi dalla riduzione all’ossidazione. In queste condizioni le piante stentavano a crescere per carenza di gas carbonico e, senza dubbio, la pietra porosa produceva grandi scambi gassosi in superficie, tali da indurre continua esalazione di CO2. A questo punto si svilupparono efficienti diffusori di CO2, assolutamente in contrasto con il processo di aerazione, che favorisce l’uscita dalla soluzione dell’eccesso di gas carbonico e la dissoluzione di ossigeno atmosferico. Non era questo, però, il motivo principale delle cattive sorti dell’aeratore.

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Infatti è evidente che in molte situazioni una buona circolazione dell’acqua risulta indispensabile per evitare catastrofiche conseguenze in acquario. Si usano all’uopo pompe di circolazione (principalmente nell’acquario marino) ed altri stratagemmi (pompe con effetto Venturi, filtri aggiuntivi, ecc.) per evitare i problemi prodotti dalla mancanza di un aeratore. Qual è il problema, allora?

L’aeratore, nella sua struttura classica, è un accessorio complesso, costoso, rumoroso, con rapidi processi di invecchiamento. Un aeratore, nella migliore delle ipotesi, produce fastidiosi brusii nelle ore notturne (impossibile dormire nella stessa stanza) ed inoltre contiene molte parti in gomma soggette ad usura relativamente rapida. Se tutto va bene, dopo un anno bisognerà sostituire alcune parti (cosa non sempre facilissima per i più) o lo si vedrà diminuire drasticamente la potenza, mentre le vibrazioni si fanno insopportabili. Inoltre è ingombrante e… balla! Pertanto non lo si può collocare sopra il coperchio di legno, né sotto il coperchio di plastica, non sulla libreria (che altrimenti farebbe da cassa di risonanza) e certo non davanti la vasca, essendo decisamente bruttino!

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Dunque, se vogliamo fare a meno di un aeratore (e di qualsiasi altro sistema di circolazione) perché proprio non vogliamo sprecare CO2, allora non prenderemo in considerazione aPump. Se, al contrario, sono i lati negativi dell’aeratore che ci avevano sino a questo momento scoraggiato, allora siamo a cavallo, perché aPump li risolve tutti!

A prima vista non ci si crederebbe: un dischetto di poco più grande di una moneta da due euro, in grado di produrre 100 litri d’aria per ora senza emettere alcun rumore. Testandolo con un db-meter la lancetta si attesta su 30db! In pratica, poiché nelle ore diurne la rumorosità ambientale intorno all’acquario si attesta sui 45-50 db, non si riesce in alcun modo a percepire rumore. Nelle ore notturne la sua rumorosità è comunque prossima a quella ambientale! Lo si attacca allo stesso vetro della vasca, mediante l’apposita ventosa (il dischetto è grande quanto la ventosa!), si collega il tubicino alla pietra porosa e il gioco è fatto. Stupisce il fatto che, avvicinandolo all’orecchio, non si percepisca quasi alcun rumore, a meno che non vi troviate in un luogo estremamente silenzioso, nelle ore notturne. Di fatto, però, anche dormendo nella stessa stanza, il fruscio prodotto da questo aeratore è inferiore a quello generato dalle pompe presenti nel filtro. Insomma: silenzio completo!

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Final Thoughts

Lo confessiamo: siamo rimasti veramente soddisfatti della prova. Siamo certi che farà anche a voi lo stesso effetto, quando potrete vedere questo accessorio in funzione. Si stenta a credere che tutta quell’aria sia prodotta semplicemente da un dischetto di plastica, apparentemente “immobile”

Overall Score 4.5