ACQUARIO DOLCE

Le piante epifite – una risorsa preziosa per tutti gli acquariofili


Tengo molto a parlarvi di questa tipologia di piante, le piante epifite, che secondo me rappresentano una risorsa preziosa per gli acquariofili per una serie di motivi che elencherò in questo articolo.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Con piante epifite intendiamo una macro categoria di piante presenti in vari continenti, le esponenti più famose sono sicuramente la famiglia delle Anubias (Africa) e la famiglia dei Microsorum (Asia).

Le piante epifite cosa sono:

Con il termine piante epifite facciamo riferimento a tutte quelle piante che nei nostri acquari vivono senza essere interrate nel fondo.

La soluzione ideale per questo tipo di piante è la legatura a rocce e tronchi, quindi partiamo col dire che se vogliamo questo tipo di piante in vasca abbiamo bisogno di appigli.

Come vanno legate?

La legatura delle piante in acquario è un argomento che molte volte viene affrontato senza darle la giusta importanza.

Innanzitutto bisogna utilizzare dei fili in materiali che non possano nuocere all’acquario e di conseguenza ai suoi abitanti, per cui sconsigliamo il fil di ferro che se posizionato in acqua potrebbe portare alla comparsa di ruggine. Generalmente si è soliti utilizzare: filo da pesca, filo di cotone o colle specifiche per acquari.

La legatura non deve essere troppo stretta, perché se lo fosse quest’ultima andrebbe a danneggiare il rizoma della pianta. Inoltre anche la posizione in cui legheremo la pianta inciderà sulla posizione che la pianta avrà una volta cresciuta.

Anubias barteri
Anubias barteri

Il filo va lasciato per sempre in vasca?

La risposta è no, queste piante posseggono delle radici talmente forti che si aggroviglieranno al supporto sul quale erano state legate in precedenza.

Quindi dobbiamo solo dare tempo alle radici affinché crescano in maniera ideale.

Le piante epifite più conosciute:

Le piante epifite più conosciute e maggiormente utilizzate nelle vasche mondiali sono sicuramente le Anubias originarie dell’Africa e i Microsorum che sono invece originarie dell’Asia.

Microsorum pteropus
Microsorum pteropus

Gli esponenti di spicco delle 2 famiglie sono sicuramente: l’Anubias barteri e il Microsorum pteropus.

Sono piante che hanno un notevole impatto estetico in vasca e non richiedono particolari cure.

Caratteristiche ed esigenze i punti forti di queste piante:

Come vi avevo accennato prima nell’articolo vi elencherò le caratteristiche e i punti forti di queste straordinarie piante.

  1. Esigenza luce bassa;
  2. Bassa richiesta di nutrienti;
  3. Adattabilità a diversi valori dell’acqua.

Al contrario della maggior parte delle piante d’acquario, queste piante non necessitano di luce forte. Anzi la luce eccessivamente forte favorisce lo sviluppo delle alghe sulle foglie di queste piante.

Questa è una caratteristica molto interessante per gli acquariofili, perché la maggior parte delle vasche prodotte non ha all’interno del proprio comparto luci che garantiscano luce sufficiente per la maggior parte delle piante.

Quindi per chi ha acquari all in one queste piante sono un’ottima soluzione, anche se ad onor del vero sconsiglio ai neofiti ed anche a quelli più esperti di allestire una vasca con solo questo tipo di piante. Questo perché nella gestione generale di una vasca abbiamo bisogno di piante a crescita rapida che ci aiutino nello smaltimento degli NO3, e le piante epifite non possono aiutarci in questa mansione essendo piante a crescita lenta.

Allora chi ha vasche con plafoniere performanti non può averle?

La risposta anche in questo caso è no, infatti basta utilizzare le piante galleggianti che formeranno zone d’ombra alle nostre piante epifite.

Una ulteriore caratteristica di queste piante rispetto a molte altre è la loro bassa richiesta di nutrienti.

Certo questo non vuol dire, come fanno molte persone che le hanno in acquario, di non fertilizzare mai, sono comunque degli esseri viventi che hanno bisogno di nutrimento. Quindi basterà essere parsimoniosi nella fertilizzazione che chiaramente dovrà essere effettuata in colonna, non essendo l’epifite piantate nel fondo. Specifico quest’aspetto perché mi è capitato nel corso degli anni come moderatore sui forum, di persone che inserivano nel fondo capsule fertilizzanti e poi si chiedessero come mai le piante epifite fossero in sofferenza.

Oltre ai vantaggi di cui ho parlato prima le epifite hanno un ulteriore caratteristica eccezionale, l’adattabilità a valori dell’acqua diversi. Infatti non è raro trovarle in acquari allestiti in maniera diversa, dagli acquari che riproducono il biotopo del lago Malawi ad acquari che riproducono biotopi sudamericani.

Le Bucephalandra

Prima di concludere l’articolo vi vorrei anche parlarvi di questo genere di piante epifite che differiscono dalle altre.

Bucephalandra
Bucephalandra

Le Bucephalandra infatti vivono sotto luce intensa e non soffrono una fertilizzazione spinta in acquario, anzi questa ne aumenterà la colorazione che tenderà ad essere brillante. Sono un genere di piante che da poco è entrato nel commercio acquariofilo.

Le Bucephalandra sono originarie del Borneo, sono delle piante che amo particolarmente e di cui ne tengo diverse delle varietà nella mia vasca.

In futuro mi piacerebbe coltivare se mai riuscirò ad averne una la Bucephalandra Skeleton king che in Italia è impossibile trovare. Anzi se qualcuno che legge dovesse sapere come rimediarle è pregato di lasciare un messaggio nei commenti o nel nostro forum.

Se volete delle piante che non abbiano troppo esigenze e che vi garantiscano delle bellissime colorazioni sapete su quali contare.


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