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Le Hawaii vietano alcune creme solari dannose per le barriere coralline


divieto uso creme solari dannose per la barriera corallina

Immagine pubblicata dal senatore delle Hawaii Will Espero su Twitter

Le Hawaii sono diventate il primo Stato degli Stati Uniti a emettere un disegno di legge che vieta la vendita di tutte quelle creme solari che abbiano sostanze chimiche note per danneggiare le barriere coralline.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

All’inizio di maggio nelle Hawaii i legislatori dello stato hanno approvato un disegno di legge che proibisce le creme solari contenenti oxybenzone e octinoxate, sostanze chimiche che si ritiene causino danni alla vita marina e alle barriere coralline.

Il disegno di legge, introdotto dal senatore democratico Mike Gabbard, proibirebbe la vendita e la distribuzione sull’isola di creme solari (senza la prescrizione di un operatore sanitario autorizzato ) contenenti quelle sostanze chimiche.

Il disegno di legge sulle creme solari

Il disegno di legge, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2021, attende ora la firma del governatore democratico David Ige.

Una portavoce di Ige ha affermato che la legislazione è ancora sotto “revisione politica e legale“. Non ha indicato se il governatore prevede di firmare il disegno di legge, a cui si oppongono varie società e associazioni imprenditoriali.

Il disegno di legge, SB 2571, afferma che i prodotti chimici, l’oxybenzone e l’octinoxate, “hanno significativi effetti nocivi sull’ambiente marino delle Hawaii e sugli ecosistemi residenti“. Il disegno di legge mira a mantenere le creme solari che contengono quelle sostanze chimiche fuori dagli scaffali dei negozi. I prodotti sarebbero ancora disponibili per coloro che hanno una prescrizione da un fornitore autorizzato, afferma la legislazione.

Il senatore democratico Mike Gabbard che ha presentato il disegno di legge ha dichiarato: “Sorprendentemente, questa è la prima legge al mondo che tratti questo problema. Quando pensi alla nostra isola circondata da barriere coralline è facile pensare che questo posto possa essere perfetto per stabilire il  “gold standard” per il mondo che seguirà, il che farà un’enorme differenza nella protezione delle nostre barriere coralline, della vita marina e della salute umana”.

I detrattori della legge

La legge proposta, è stata contrastata dagli ABC Stores, dalla Hawaii Medical Association, dalla Hawaii Food Industry Association, dalla Camera di Commercio Hawaii, dal Personal Care Products Council e dalla Bayer (produttore di creme solari).

Bayer ha dichiarato: “l’eliminazione dell’uso di ingredienti per la protezione solare considerati sicuri ed efficaci dalla FDA con una lunga storia di utilizzo non limita solo la scelta del consumatore, ma è anche in contrasto con sforzi di prevenzione del cancro della pelle. Ciò che è stato scientificamente provato è che l’esposizione alle radiazioni UV provenienti dal sole provoca il cancro della pelle. E la protezione solare è uno dei modi più efficaci per proteggersi dall’esposizione ai raggi UV, oltre a indossare indumenti protettivi, occhiali da sole e stare all’ombra

“Alcuni dei nostri prodotti contengono quantità approvate dalla FDA di oxybenzone e octinoxate, principi attivi progettati per proteggere la pelle dagli effetti dannosi della luce ultravioletta e fornire una protezione critica ad ampio spettro dai raggi UVA e UVB. Gli ingredienti dei nostri prodotti sono chiaramente elencati nei principi attivi sull’etichetta in modo che i consumatori possano prendere decisioni informate sugli acquisti. Come sempre, continueremo a garantire il rispetto di tutte le normative in materia di oxybenzone e octinoxate”.

Johnson & Johnson, proprietaria di Neutrogena, ha dichiarato di essere d’accordo con la posizione assunta dalla sua organizzazione commerciale, la Consumer Healthcare Products Association. L’associazione ha affermato che “la salute, la sicurezza e il benessere di milioni di residenti e turisti delle Hawaii è stata gravemente compromessa” dall’SB 2571, che mira a vietare “almeno il 70% dei filtri solari oggi sul mercato, sulla base di una scienza debole che incolpa i filtri solari per danni alle barriere coralline“.

La ricerca

Craig Downs, uno dei coautori dello studio principale che mostra gli effetti avversi di oxybenzone e octinoxate sulle scogliere, ha dichiarato nel 2015 che : “qualsiasi piccolo sforzo per ridurre l’inquinamento da oxybenzone potrebbe significare che una barriera corallina sopravviva a una lunga, calda estate, o che una zona degradata possa recuperare“.

Lo studio “Toxicopathological Effects of the Sunscreen UV Filter, Oxybenzone (Benzophenone-3), on Coral Planulae and Cultured Primary Cells and Its Environmental Contamination in Hawaii and the U.S. Virgin Islands” pubblicato su Archives of Environmental Contamination and Toxicology ha rivelato che sia l’oxybenzone che  l’octinoxate hanno vari effetti negativi sul corallo, dalla mortalità nello sviluppo allo sbiancamento dei coralli.

Zebrasoma flavescens - Foto scattata al largo delle coste delle Hawaii. Fonte: AP Photo / Oregon State University, Bill Walsh, File

Zebrasoma flavescens – Foto scattata al largo delle coste delle Hawaii. Fonte: AP Photo / Oregon State University, Bill Walsh, File

Nello studio viene anche affermato che non sono solo i coralli ad essere danneggiati da queste sostanze chimiche ma anche altri organismi marini compresi pesci, ricci di mare, tartarughe e mammiferi.

Un piccolo passo

Jorg Wiedenmann, capo del Coral Reef Laboratory presso l’Università di Southampton nel Regno Unito ha affermato: “Bannare la protezione solare non risolverà altri problemi: per esempio, anomalie di temperatura, pesca eccessiva, predatori di coralli e il grosso problema dei deflussi costieri che inquinano e distruggono le barriere coralline . Ma nei posti con un alto carico di turisti, non è irragionevole stare cauti e dire: sì, potrebbero esserci effetti addizionali‘.

Le acque delle Hawaii vedono più di otto milioni di turisti ogni anno e il numero di visitatori è in aumento.

Barriera corallina al largo della costa di Oahu, Hawaii

Barriera corallina al largo della costa di Oahu, Hawaii

Nello studio viene stimato che 12.000 tonnellate di crema solare finiscano per essere lavate nelle barriere coralline.

La prima legge statale ma non la prima regolamentazione

In realtà questo bando è si il primo disegno di legge di questo genere al mondo, ma regole che cercano di limitare l’utilizzo di queste sostanze vengono già attuate in alcune località turistiche, dove i turisti vengono invitati all’utilizzo di protezioni solari “reef-friendly”.

Ovviamente l’utilizzo di questi prodotti deve essere regolamentato in tutte le zone costiere, in quanto la crema solare rilasciata in acqua non rimane di certo in quella zona, quindi per questa estate state attenti nell’utilizzo di creme solari e se potete utilizzate creme solari “reef-friendly”  (che sono a base di ossido di titanio o ossido di zinco), anche perché secondo la EWG (Environmental Working Group) esistono diversi pericoli connessi con l’uso di oxybenzone (benzophenone-3 o BP-3).

Voi cosa ne pensate?


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