CHIMICA

Come gestire la durezza, GH e KH, in acquari di acqua dolce – i valori chimico fisici settima parte


Lo ione positivo Mg (con doppia carica positiva) viene chiamato catione. Lo ione negativo Cl (con una singola carica negativa) viene chiamato anione.

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Le resine cationiche trattengono i cationi, o meglio, li scambiano con altri cationi. Pertanto una resina cationica trattiene Mg ma non ha alcun effetto su Cl. Al contrario, una resina anionica trattiene gli anioni (es Cl) ma non ha effetto sui contro-ioni positivi (Mg++). Pertanto queste resine hanno un effetto parziale ed il loro uso ci condurrà ad alcuni rompicapi chimici (pH ballerini, durezze che scendono ma poi risalgono, ecc.).

Personalmente ci sentiremmo invece di consigliare un particolare tipo di resine a scambio ionico, dette “a letto misto“: esse eliminano sia i cationi sia gli anioni e conducono quindi alla produzione di un’acqua purissima, simile a quella da osmosi inversa. Il loro unico difetto è di non poter essere rigenerate, come si fa comunemente con quelle anioniche o cationiche (con sale da cucina o con acidi organici, rispettivamente). Pertanto, dopo l’uso devono essere smaltite.

Esistono però impianti di demineralizzazione sequenziale, costituiti da due tubi. Il primo contiene resine cationiche, il secondo resine anioniche. L’acqua prodotta è purissima, comparabile a quella da osmosi. Quando le resine si esauriscono (avendo eliminato grandi quantità di sali) potremo rigenerarle separatamente per poi ricostituire l’impianto.

Prima di concludere vogliamo ricordare un sistema diverso per correggere i valori dell’acqua, che consiste nell’utilizzare acqua totalmente demineralizzata (con uno dei sistemi precedentemente descritti) e poi addizionata con appositi sali.

Dobbiamo tenere presente che non tutti i sali responsabili della durezza sono identici.

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Alcune acque sono più ricche in sodio, altre in calcio o in magnesio, a parità di durezza. Le acque dei nostri rubinetti possono differire notevolmente da quelle del lago Malawi o da quelle amazzoniche.

Pertanto, miscelare acqua demineralizzata con acqua di rubinetto ci farà raggiungere una durezza totale identica a quella di partenza dei nostri pesci preferiti, ma questo non significa che le acque avranno la stessa composizione.

Per ovviare a questo inconveniente sono disponibili in commercio dei sali che imitano la composizione di molti bacini tropicali.

Mescolandoli all’acqua demineralizzata si otterrà una soluzione quasi identica a quella che i nostri pesci hanno conosciuto prima di essere catturati. La preparazione dunque è identica a quella dell’acqua marina: si mescolano sali ad acqua demineralizzata. Ovviamente, in questo caso, non misureremo la densità o la salinità, ma la durezza totale: più sale aggiunto, maggiore la durezza ottenuta.

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Alcuni acquariofili preparano in casa delle soluzioni che poi utilizzano per far salire il KH o il GH della loro acqua demineralizzata. Sono sistemi relativamente validi, ma in questo caso non si ottengono i vantaggi, in termini di composizione chimica, garantiti dall’uso di sali specifici. Pertanto non prenderemo in considerazione queste soluzioni perché, in questo caso, ci pare più semplice ed economico miscelare acqua demineralizzata ad acqua di rubinetto, piuttosto che smanettare da farmacisti nella preparazione di una soluzione che, in fin dei conti, serve solo a riportare durezza nella nostra acqua di partenza, dopo averla eliminata totalmente! … A meno che l’acqua di rubinetto non contenga enormi quantità di inquinanti (es. ammoniaca, fosfati) che vogliamo eliminare prima dell’uso.

In generale, comunque, le acque di acquedotto non hanno caratteristiche tali da renderle inadeguate all’uso in acquario, a parte alcune eccezioni. Il caso, dunque, è riferibile solo ad acque di pozzo od a particolari acque di rubinetto che necessitano di essere liberate dagli inquinanti prima di essere immesse in acquario.

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Dunque, in conclusione, ci sentiamo di suggerirvi due sistemi fondamentali: mescolare acqua di rubinetto ad acqua demineralizzata, come sopra descritto, per ottenere un determinato valore GH, oppure acquistare appositi sali (es. sali del lago Malawi, o sali di ambiente indonesiano, ecc.) per rendere più dura dell’acqua totalmente demineralizzata, sino ad ottenere i valori di GH e KH desiderati.

Con questi sistemi riusciremo a controllare la durezza del nostro acquario. Probabilmente ritorneremo sull’argomento in futuro, ma per oggi abbiamo certo saturato la vostra pazienza e la vostra capacità di concentrazione! Arrivederci al prossimo articolo.

Le altre parti del corso uscite finora:

Bibliografia:

valerio zupo chimica in acquario piacca durezza e altre storiePiacca, durezza & altre storie – Valerio Zupo

 

2 commenti on Come gestire la durezza, GH e KH, in acquari di acqua dolce – i valori chimico fisici settima parte

  1. Luca Soffiantini

    Saluti mi chiamo Luca
    Ho una domanda se dovessi riempire un acquario nuovo es 200l che valore GH e KH sarebbe ideale per partire avendo una buona base?
    E che acqua consigli di utilizzare rubinetto, osmosi o mista?
    Grazie

  2. Valerio Zupo

    La risposta in effetti era già nell’articolo e nelle altre puntate della serie ma evidentemente non era tutto chiaro. Dunque, per riempire l’acquario dovremo usare un’acqua che soddisfi le esigenze delle specie da allevare. Quindi prima si decide quali specie allevare, poi si definiscono i valori dell’acqua. Supponiamo di voler allevare guppy e Platy e che, dopo aver consultato delle tabelle in rete, scopriamo che una specie necessità di GH tra 10 e 20 e l’altra tra 5 e 15. In questo caso dovremo ottenere un GH ttra 10 e 15, cioè, nell’intervallo comune alle due specie. Chiaro? Come lo facciamo? Come è scritto negli articoli, ovvero, mescolando acqua demineralizzata e acqua di rubinetto, aggiungendo sali all’acqua da osmosi ecc. Poi regoleremo il pH con aggiunte di CO2.
    Se invece non abbiamo ancora le idee chiare sulle specie da allevare (male, però) possiamo iniziare con una cosa generica, es mescolando acqua di rubinetto e acqua da osmosi in proporzioni di 1/2 e poi in seguito, secondo i valori ottenuti, correggere quando avremo deciso le specie da allevare. Certamente in questo modo si ottengono spesso valori “medi” di GH e KH e questo soddisferà le esigenze di molte specie d’acqua dolce, ma non è certo il sistema ideale, a meno che non abbiamo solo poco tempo e poca pazienza. Per farlo potremo usare acqua da osmosi mista ad acqua di rubinetto oppure demineralizzare come spiegato negli articoli. Siamo a disposizione, naturalmente, per ulteriori chiarimenti, se necessari.

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