ACQUARIO DOLCE

Intervista a Massimo Iannella… prendendo spunto dai nuovi “Kokedama”


Pur essendo un blog a carattere “quasi” esclusivamente marino, anche noi abbiamo un cuore dolce, e vorremmo svilupparlo sempre di più. A tal fine abbiamo voluto intervistare Massimo Iannella, proprietario ed amministratore del sito RareAquaticPlants.com che ha presentato un nuovo prodotto tutto italiano nel panorama dell’acquariofilia di acqua dolce, i Kokedama.

Danireef: ciao Massimo, vedo che da tempo ti stai occupando del nuovo prodotto Kokedama pubblicando molti articoli tecnici perchè sei stato il primo appassionato Europeo a sviluppare autonomamente questo progetto in modo documentato. Sò che in Giappone trova un largo consenso tra gli appassionati di acquarioflia dolce, a te come è nata questa idea?

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Massimo: ciao Danilo, è vero, stò facendo ormai da tre anni molte prove in merito ai kokedama perchè la loro realizzazione e mantenimento sono assai complessi. Ho avuto vari insuccessi all’inizio ma poi, studiando approfonditamente la parte tecnica/agronomica, ho raggiunto un buon risultato sviluppando un mio progetto. E’ importante dire che l’amico Mirko Agasi è stato di grande aiuto nella fase di valutazione e per alcune prove effettuate nonchè per quanto riguarda la parte fotografica/video di alcuni articoli presenti sul mio sito. L’idea nasce dopo aver sfogliato i cataloghi ADA di alcuni anni fà che presentavano, nella parte finale, solo poche pagine inerenti ai Wabi-kusa. Il convincimento c’è stato dopo aver letto “The Book of ADA” dove finalmente venivano mostrati per la prima volta al pubblico mondiale i lavori di design che i kokedama potevano offrire. Avendo buona esperienza nelle colture protette e, nel corso degli anni, sviluppato involontariamente dei pseudo-kokedama, cioè vasetti di piante formati solo da substrati come argille e torbe, ho deciso di tentare ed approfondire meglio gli aspetti più agronomici per l’utilizzo in acquario.

DaniReef: Massimo per i profani degli acquari dolci, cosa sono i kokedama in due parole semplici?

Massimo: sono delle piante acquatiche coltivate in emersione che presentano le stesse caratteristiche di quelle tradizionali acquistate nei negozi, con la differenza che vengono coltivate su di un supporto organico e naturale che può essere inserito in acquario indipendentemente se sia presente un fondo fertilizzato oppure un fondo inerte come quelli costituiti da quarzo. Il kokedema può essere costituito da una specie o più specie (mix) (tipi di kokedama) e la collocazione in acquario si effettua senza tagliare talee e senza piantumare con l’ausilio di pinzette: si pone il kokedama così com’è interrandolo leggermente fino a coprire il substrato di cui è costituito. In tal modo non si hanno perdite di piante dovute per esempio, con metodo tradizionale, all’apertura di un vasetto con lana di roccia (allestire acquari con kokedama). I risultati si possono vedere qui: kokedama allestimento di un acquario low tech e qui: Kokedama acquario high tech.

Danireef: quindi hai impiegato tanto tempo per raggiungere questo risultato, complimenti. Vedo che si possono utilizzare in vari modi e gli appassionati sicuramente saranno un pò scettici, ci spieghi?

Massimo: in oriente è “una cultura” avere un’erba di compagnia in casa, dicasi wabi-kusa, kokedama, shitakusa e kusamono, in occidente purtroppo no perchè c’è una sensibilità diversa verso la natura e l’arte che ne deriva. I kokedama si possono utilizzare in tre modi: in emersione come elemento di design, in acquario per allestire plantacquari e in terrari.

Danireef: fantastico! praticamente quella “palla” che compone il substrato non si sfalda quando posta in acquario?

Massimo: assolutamente no, ciò è dimostrato nei miei articoli. E’ possibile avere solo un leggero rilascio di pulviscolo al momento dell’inserimento “a vasca piena” ma scompare nel giro di pochi minuti grazie alla filtrazione meccanica del filtro.

Danireef: quindi sono i materiali che utilizzi che permettono questa consistenza e coesione?

Massimo: si, è una miscela appositamente formulata che varia in base a tante caratteristiche come le specie vegetali utilizzate, destinazione finale, stagione di produzione, etc., costituita da ketotsuchi, akadama, torba, substrati ADA e altro ancora che per ovvi motivi non posso rivelare.

Danireef: dagli articoli sulle tue vaschette allestite con kokedama si osservano dei risultati sorprendenti e ben diversi usando invece il “metodo tradizionale” del normale vasetto, perchè?

Massimo: i risultati sono ottimi e stupefacenti perchè le piante principalmente non subiscono un arresto vegetativo come per le talee tagliate dai normali vasetti contenenti lana di roccia e piantumate in vasca. Con i kokedama l’inserimento è diretto e il substrato accompagna le piante dalla creazione in serra all’immissione in acquario mantenendo TUTTE le radici integre e sviluppate. Ciò determina una crescita pressochè immediata prevalendo in modo assoluto nella competizione contro le alghe perchè le piante assorbono i nutrienti in colonna fin dal primo giorno sottraendoli altresì alle antagoniste. Si osserva una risposta praticamente ineguagliabile a qualsiasi altro metodo di allestimento oggi in uso.

Danireef: quindi si facilita molto la piantumazione giusto? Ma ciò non comporta poca autonomia per l’acquariofilo più esigente?

Massimo: la piantumazione è velocissima perchè NON si usano pinzette, si ha anche la possibilità di dividerli in più parti per “tappezzare” meglio in caso di pratini. l’acquariofilo esperto ha piena libertà di scelta nel layout quando utilizza kokedama “mini” che possono essere meglio collocati grazie alle dimensioni ridotte e quelli “specie” che contengono solo una determinata specie vegetale acquatica. Ciò l’ho dimostrato in un allestimento Live all’evento Napoli Aquatica 2011 con il supporto di Mirko Agasi ed Edoardo Rocchi.

DaniReef: Se dovessi istruire un acquariofilo che abbia voglia di tenere i kokedama in acquario, quale attrezzatura minima consiglieresti per avere un risultato ottimale?

Massimo: non è necessaria una particolare attrezzatura al di fuori di quella utilizzata normalmente in acquariofilia, l’allestimento base “Low Tech” permette di avere un plantacquario in casa con spesa minima e ottimi risultati senza possedere delle esperienze troppo approfondite come è possibile vedere appunto in questo articolo: kokedama allestimento di un acquario low tech

Danireef: Massimo ti ringrazio per questa esauriente intervista augurandoti di avere tanto successo con questa nuova scommessa.

Massimo: Grazie a te per l’ospitalità nel tuo sito e per l’originalità di una intervista che ancora nessuno mi aveva chiesto!

Visitate il sito di Massimo Iannella: RareAquaticPlants.com


1 commento on Intervista a Massimo Iannella… prendendo spunto dai nuovi “Kokedama”

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