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Acanthurus monroviae: il pesce chirurgo arriva nel mare Adriatico

Acanthurus monroviae

Chi alleva un acquario marino conosce bene i pesci chirurgo. Probabilmente, però, non immagina che uno di loro sia stato osservato anche nell’Adriatico. Il protagonista è Acanthurus monroviae, una specie tropicale originaria dell’Atlantico orientale, segnalata nelle acque croate vicino a Fiume.

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Non si tratta più di un singolo avvistamento isolato. I primi esemplari documentati nella zona di Kostrena risalgono all’estate del 2024, mentre nel 2025 un altro individuo è stato recuperato nella stessa area. Non sappiamo ancora se si sia trattato di un nuovo arrivo oppure della sopravvivenza invernale di uno degli animali già osservati.

Entrambe le possibilità sono interessanti: potrebbero indicare arrivi ripetuti dal Mediterraneo attraverso il Canale d’Otranto oppure una capacità di resistere localmente anche alle temperature invernali dell’Adriatico settentrionale. È ancora troppo presto, però, per parlare di una popolazione stabilmente insediata. Questo pesce tropicale potrebbe rappresentare uno dei segnali dei cambiamenti in corso nel Mediterraneo. E dietro c’è molto più di una semplice curiosità.

Acanthurus monroviae è una specie termofila associata ad acque generalmente comprese fra 20 e 25 °C. La sua comparsa nell’Adriatico settentrionale può essere letta nel contesto del progressivo riscaldamento del Mediterraneo, anche se ogni segnalazione dipende da più fattori, fra cui correnti, dispersione naturale e disponibilità di habitat.

Il primo avvistamento documentato nell’Adriatico

La prima presenza documentata di Acanthurus monroviae nell’Adriatico risale all’estate del 2024, quando diversi esemplari furono osservati nella zona di Kostrena, vicino a Fiume, in Croazia. Le segnalazioni, inizialmente diffuse anche attraverso i social network e il contributo dei cittadini, sono state successivamente raccolte e analizzate dai ricercatori.

Lo studio, pubblicato nel 2025 su BioInvasions Records, considera questi avvistamenti i primi record della specie per il Mare Adriatico e i più settentrionali fino ad allora conosciuti nel Mediterraneo.

Un secondo lavoro pubblicato nel 2026 ha documentato il ritrovamento di un altro esemplare nella stessa zona durante il 2025. Secondo gli autori, potrebbe trattarsi di almeno un terzo individuo oppure di un pesce sopravvissuto localmente all’inverno precedente.

Acanthurus monroviae

Acanthurus monroviae è un pesce della famiglia degli Acanthuridae, noto come pesce chirurgo di Monrovia.

Si riconosce per:

  •  Corpo ovale e compresso lateralmente
  •  Colorazione grigio-brunastra con riflessi metallici
  •  Tipica lama caudale affilata, utilizzata per difesa

Una caratteristica che lo rende tanto affascinante quanto da rispettare.

I pesci chirurgo sono fra gli animali più amati dagli acquariofili marini. Su DaniReef li abbiamo raccontati in numerosi articoli, reportage e fotografie, osservandone specie, comportamento e allevamento negli acquari di barriera.

Le nostre guide ai pesci chirurgo su DaniReef

Se stai valutando l’inserimento di un pesce chirurgo in acquario, qui sotto trovate alcune delle nostre guide dedicate alle specie più conosciute e richieste:

→ Vedi tutte le guide sui pesci chirurgo

Cosa fa: ruolo e comportamento

In natura, Acanthurus monroviae si alimenta soprattutto pascolando alghe e materiale vegetale, integrando la dieta con detrito e piccoli invertebrati bentonici. È una specie diurna che frequenta ambienti costieri, lagune, foci e fondali duri o rocciosi.

Come gli altri pesci chirurgo possiede una spina affilata sul peduncolo caudale, circondata in questa specie da una caratteristica area giallo-arancione. Non è considerato pericoloso per l’uomo, ma la lama deve comunque essere trattata con rispetto in caso di cattura o manipolazione.

Tassonomia

  • Regno: Animalia
  • Phylum: Chordata
  • Classe: Actinopterygii
  • Ordine: Acanthuriformes
  • Famiglia: Acanthuridae
  • Genere: Acanthurus
  • Specie: Acanthurus monroviae

Habitat e distribuzione

Acanthurus monroviae è originario dell’Atlantico orientale, dove è distribuito dalle coste del Marocco fino all’Angola, comprese le Canarie e Capo Verde. Vive soprattutto in ambienti costieri, lagune, foci e zone con fondali rocciosi, generalmente fra 5 e 40 metri di profondità, anche se è stato segnalato fino a 200 metri.

La sua progressiva comparsa nel Mediterraneo viene associata alla tropicalizzazione del bacino e alla crescente capacità delle specie termofile di spostarsi verso nord. Per gli esemplari osservati nell’Adriatico, gli studiosi considerano probabile una migrazione attiva attraverso il Canale d’Otranto, pur non potendo stabilirne con certezza l’origine.

Il Mediterraneo sta diventando sempre più ospitale per specie tropicali. Come già affrontato in questi articoli passati:

Descrizione della specie e taglia

Acanthurus monroviae

Acanthurus monroviae è un pesce chirurgo di dimensioni medio-grandi, meno appariscente rispetto alle specie tropicali più colorate ma comunque facilmente riconoscibile.

Le sue caratteristiche principali sono il corpo ovale, compresso lateralmente, la colorazione grigio-brunastra con riflessi metallici con linee sottili lungo il corpo ed ovviamente la presenza della tipica lama caudale affilata da cui discende il nome di pesce chirurgo.

Può raggiungere 45 cm di lunghezza standard, mentre la taglia più comune si aggira intorno ai 38 cm. È quindi un pesce chirurgo di dimensioni considerevoli, decisamente più grande rispetto a molti pesci presenti nei nostri mari.

È commestibile?

L’Acanthurus monroviae è considerato commestibile. Non è tra le specie più pregiate, ma viene comunque pescato e consumato in diverse aree del mondo, soprattutto dove è naturalmente diffuso. Tuttavia, è importante fare una precisazione: Non è una specie tradizionalmente consumata nel Mediterraneo, proprio perché non è autoctona. Il consumo di Acanthurus monroviae è documentato principalmente in Africa occidentale (coste atlantiche) e alcune aree tropicali dove è presente stabilmente.

Attenzione: un aspetto importante da conoscere. Come per altri pesci tropicali erbivori, esiste un aspetto da non sottovalutare, il possibile rischio di bioaccumulo di tossine (come in alcune specie tropicali, anche se meno documentato rispetto ad altri pesci). Per questo motivo non è consigliabile consumarlo senza una conoscenza approfondita della provenienza.

Con quali specie può competere nel nostro mare?

Acanthurus monroviae: Immagine schematica generata con IA per illustrare il concetto espresso nel testo
Immagine schematica generata con IA per illustrare il concetto espresso nel testo

L’arrivo di Acanthurus monroviae nell’Adriatico apre una domanda fondamentale: con chi potrebbe entrare in competizione? Essendo un pesce prevalentemente erbivoro, il confronto non è con i predatori… ma con le specie che condividono la stessa risorsa: alghe e biofilm bentonico.

1. Salpe (Sarpa salpa)

Fra le specie mediterranee con cui potrebbe presentare la maggiore sovrapposizione alimentare troviamo la salpa (Sarpa salpa), uno dei principali pesci erbivori delle nostre coste. Si nutre quasi esclusivamente di alghe, è molto diffusa nel Mediterraneo, ed ha un ruolo chiave nel controllo della vegetazione marina. È probabilmente la specie più simile per funzione ecologica.

In caso di insediamento stabile, potrebbe verificarsi una sovrapposizione nell’utilizzo delle alghe bentoniche, ma al momento non esistono dati sufficienti per quantificarne gli effetti.

2. Pesci erbivori costieri (sparidi giovani)

Alcuni pesci della famiglia degli sparidi, soprattutto da giovani, possono alimentarsi anche di materiale vegetale, parliamo di Saraghi (Diplodus spp.) e Occhiate (Oblada melanura). Tuttavia, questi pesci sono onnivori, quindi la competizione è meno diretta.

3. Specie invasive già presenti. Qui il discorso diventa ancora più interessante. Il Mediterraneo ospita già diverse specie “aliene” erbivore, come i pesci coniglio (Siganus spp.) – più comuni nel Mediterraneo orientale. Queste specie hanno già dimostrato di poter alterare fortemente gli ecosistemi algali. Se Acanthurus monroviae dovesse stabilizzarsi, potrebbe inserirsi in questo equilibrio già fragile.

Che tipo di competizione possiamo aspettarci?

La competizione può avvenire su diversi fronti, da una parte la competizione alimentare dall’altra quella spaziale. La prima ovviamente insiste sull’accesso alle stesse alghe, ed alla possibile riduzione della risorsa per specie locali. La seconda invece insiste sull’occupazione di habitat costieri e sovrapposizione di nicchie ecologiche.

Equilibri dinamici

Non è ancora possibile prevedere quale ruolo potrebbe assumere questa specie nell’Adriatico. Un singolo individuo o una presenza occasionale non determinano necessariamente conseguenze ecologiche apprezzabili. Gli effetti diventerebbero più importanti soltanto se Acanthurus monroviae riuscisse a stabilire una popolazione numerosa e riproduttiva.

Per il momento è quindi corretto parlare di una specie non indigena osservata più volte, non di una nuova invasione già in corso.

Conclusione

È ancora presto per capire se Acanthurus monroviae diventerà una presenza stabile nei nostri mari oppure se gli avvistamenti rimarranno sporadici. Di certo ogni nuova segnalazione racconta un Mediterraneo in continua evoluzione e ricorda anche agli acquariofili quanto siano strettamente collegati gli ecosistemi tropicali e quelli che abbiamo davanti a casa. Quello che consideriamo “esotico”… potrebbe non esserlo più.

Bibliografia e fonti

E voi avete mai osservato un pesce tropicale durante un’immersione o una battuta di pesca nel Mediterraneo? Raccontatelo nei commenti qui sotto o nel nostro forum. Seguici anche su TelegramInstagramFacebookX/Twitter e YouTube per non perdere articoli, reportage e aggiornamenti sul futuro delle barriere coralline.


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