APPROFONDIMENTI

Tullio Dellaquila di ReefBrite ci racconta l’illuminazione in acquario


Tullio Dellaquila di ReefBrite ci racconta l'illuminazione in acquario

La scelta  delle luci per la corretta illuminazione delle nostre vasche è un aspetto con cui tutti noi acquariofili prima o poi dobbiamo avere a che fare, vediamo il punto di vista di Tullio Dellaquila di ReefBrite.

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I sistemi di illuminazione sono cambiati  negli anni, questo è palese, ma sono cambiate di pari passo anche le esigenze dei coralli? In questo interessante video pubblicato sul sito americano Reefs.com alla sezione Afishionados, Tullio Dellaquila di Reefbrite, azienda statunitense all’avanguardia nel settore dell’illuminazione, ci espone il suo pensiero e risponde ad alcune delle domande più frequenti che assillano gli appassionati acquariofili. Il video lo trovate in fondo all’articolo.

Innanzitutto dobbiamo definire che cos’è la luce in natura (e comparazione con la luce in acquario). La luce fondamentalmente è energia. A differenza di come la percepiamo noi esseri umani, i coralli non “vedono” la luce ma ne ricevono l’energia, la assorbono come pacchetti di energia, per cui secondo Tullio ci dobbiamo focalizzare su questo. Sarebbe fuorviante parlare di luce solo relativamente a ciò che vediamo noi, perché i coralli non hanno la vista. Viceversa per la loro salute i coralli necessitano di ricevere questa energia luminosa per alimentare le zooxantelle al loro interno. Tutti dovremmo conoscere infatti la relazione di simbiosi che esiste nei cosiddetti coralli “fotosintetici” tra polipi del corallo ed alghe zooxantelle che porta giovamento ad entrambi.

Tullio Dellaquila di ReefBrite ci racconta l'illuminazione in acquario

Ma vediamo nel dettaglio gli argomenti e le domande chiave a cui Tullio Dellaquila ha dato risposta cercando di chiarire innanzitutto il suo pensiero e sfatare alcuni dogmi fuorvianti:

La gente guarda ai PAR come valore assoluto di riferimento per l’illuminazione. Cosa ne pensi?

I PAR (Photosinthetic Active Radiation) ovvero la parte di radiazione luminosa fotosinteticamente attiva ci danno una indicazione della quantità totale di luce emessa da una fonte luminosa all’interno delle lunghezze d’onda utilizzabili dalle piante (o alghe nel nostro caso). Per aiutarci a capire questo concetto la luce che arriva ai coralli viene paragonata da Tullio, con una colorita metafora, ad un flusso di biglie di diversi colori, mentre lo strumento utilizzato per la misurazione dei PAR viene paragonato  ad un contatore di queste biglie (molto bella l’animazione grafica nel video al  minuto 1:58). Il misuratore di PAR conta quante biglie arrivano al corallo, ma non ne specifica il colore (blu, verde, viola, rossa, ecc.). Per cui non è detto che lo spettro luminoso sia adatto al benessere del corallo, sebbene la quantità totale di luce sia adeguata. Può accadere quindi che due sorgenti luminose abbiano la stessa quantità di PAR ma abbiano spettri luminosi differenti. Sarebbe interessante a questo punto parlare di PUR (Photsynthetic Useable Radiation), cioè la parte utilizzabile dei PAR, ma Tullio non entra nel dettaglio. Viene citato invece come parametro il rapporto PAR per Watt, indicativo della quantità di energia emessa, che però non ne specifica la qualità (spettro luminoso e distribuzione). Questo parametro diventa significativo per indicarci per esempio quando è il momento di sostituire le lampade, confrontando  il valore iniziale a lampade nuove con i valori registrati a distanza di tempo (per esempio dopo 6 mesi o un anno, in caso di lampade sostituibili ovviamente. Con i LED ci vuole molto più tempo.

Tullio Dellaquila di ReefBrite ci racconta l'illuminazione in acquario

Parlando di spettro luminoso molte persone affermano di spegnere il canale verde sulle proprie plafoniere. Cosa ne pensi?

Nelle vasche moderne sono cambiate le modalità e le esigenze di gestione rispetto a pochi anni fa, quindi anche l’illuminazione si deve evolvere. In particolar modo con l’avvento dei LED è possibile modulare i diversi canali luminosi a proprio piacimento. Utilizzando per esempio principalmente il colore blu si immette una grande quantità di energia, molta di più rispetto al canale rosso. Il verde è storicamente utilizzato fin dai tempi dei T5 prevalentemente per soddisfare l’occhio umano, perché i colori sono percepiti come più brillanti. Questa è solo apparenza oppure è un realtà assoluta? Alcune ricerche dell’Università della California stanno cercando di appurare questo fatto, perché diversi coralli rispondono in maniera diversa alle differenti sorgenti luminose, per cui non c’è un approccio unico per tutti. 

Tullio Dellaquila di ReefBrite ci racconta l'illuminazione in acquario

ReefBrite. Parliamo di luci senza lenti, intensità, Watt e convinzioni errate ed i nuovi Xbrackets

Parliamo di consumi. Quanto consumano le plafoniere? E’ vero che più consumano e più performano? Non è detto, bisogna confrontare quanta energia producono (o meglio quanti PAR, tornando al concetto di prima) quella determinata lampada per Watt. Per esempio una lampada da 40W di consumo potrebbe produrre più energia di una 50W. Con i LED in particolar modo non è più possibile usare solo i Watt come metro per scegliere la giusta plafoniera per la nostra vasca. Tullio è contrario all’uso di lenti perché concentrano troppo l’energia. Immaginiamo di stare al sole ed usare una lente di ingrandimento per concentrare la luce sul nostro  braccio. La quantità di energia proveniente dal sole è sempre la stessa, però usando la lente viene concentrata in un punto con rischio di bruciature. Usando insieme LED e lenti questo fenomeno avviene per i coralli, con rischio di bruciature o comunque di alterazioni dello stato di benessere dell’animale. Un’altra metafora che utilizza Tullio per aiutarci a comprendere questi concetti è il paragone con una cassa acustica. Utilizzando gli stessi Watt uno speaker più grande è in grado di diffondere il suono nella stanza molto di più rispetto ad uno speaker piccolo. Le onde sonore e quelle luminose si comportano in maniera molto simile. La fonte luminosa senza lenti riesce a distribuire l’energia su una superficie più vasta, mentre le lenti la concentrano troppo. Questo può essere apprezzato maggiormente da alcuni coralli perché sono circondati dalla luce in maniera molto più naturale. Oggi abbiamo diverse opzioni per illuminare una vasca: HQI, T5, LED o illuminazioni miste. Lo scopo di ReefBrite è creare una illuminazione che si comporti come i T5  in termini di diffusione mantenendo i pregi dei LED come potenza e capacità di spolipamento del corallo. Tullio ci parla anche dei nuovi supporti XBrackets di ReefBrite che consentono di integrare diverse fonti luminose e regolarne l’inclinazione a piacimento per una illuminazione ottimale.

Tullio Dellaquila di ReefBrite ci racconta l'illuminazione in acquario

Quali sono le domande frequenti che ti vengono rivolte?

La più frequente è: quanti Watt? Lo scopo dei LED di alta qualità è di utilizzare meno watt producendo più luce. Non si può comparare con altri sistemi nè considerare solo i watt come metro di giudizio. Dipende anche dalla superficie da coprire, dalla qualità con cui questa superficie viene coperta nei diversi punti e da come viene convogliata. Per esempio tenendo più alta la sorgente luminosa la luce è meno concentrata ma meglio distribuita, eliminando così le zone d’ombra.

Dove sono prodotte ReefBrite e dove si possono acquistare?

Al momento i prodotti Reefbrite sono in vendita online su Bulkreefsupply.com e spedite  solo negli Stati Uniti ed in Canada. Per ora non ci risultano distributori italiani, ma se qualcuno ne avesse notizia può segnalarcelo nei commenti.

Tullio Dellaquila di ReefBrite ci racconta l'illuminazione in acquario

Il video di Tullio Dellaquila

Questo è il pensiero di Tullio Dellaquila, e giudicando gli splendidi coralli che abbiamo visto nel video possiamo dire che la strada sia quella giusta. Voi cosa ne pensate?