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Più Luce o più cibo per i coralli: cosa ci dice la scienza

Se sei un appassionato di acquari marini ti sarai chiesto almeno una volta: quanto conta davvero la luce? E quanto l’alimentazione eterotrofa dei coralli?

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Una domanda che divide ancora oggi molti acquariofili su luce e cibo nei coralli tra chi punta tutto sulle plafoniere LED ultra performanti e chi invece crede nell’importanza dei cibi specifici per coralli. Una risposta interessante arriva da una ricerca pubblicata nel 2024 su Oceans (Fan, Huang & Mayfield), che ha studiato la crescita del corallo Pocillopora acuta in condizioni controllate, variando luce e cibo.

 Come è stato fatto lo studio

I ricercatori hanno coltivato piccoli frammenti di Pocillopora acuta per oltre 112 giorni in vasche sperimentali, usando due variabili fondamentali luce e cibo :

Luce (PAR): circa 370 µmol m⁻² s⁻¹ (luce bassa, LL) e 670 µmol m⁻² s⁻¹ (luce alta, HL).
Cibo: nauplii di Artemia, in due concentrazioni: ~33 individui/mL (poco cibo, LF) e ~78 individui/mL (molto cibo, HF)

Il flusso era bidirezionale (5-6 cm/s) per evitare zone morte e favorire il trasporto dei nutrienti. Ogni settimana i coralli venivano “pesati” con il metodo del buoyant weight (peso in acqua), e i ricercatori hanno registrato la crescita, l’estensione dei rami e persino la capacità di ricoprire ferite.

Approfondimento: che cos’è il buoyant weight?

Il buoyant weight, o peso apparente in acqua, è il peso che un oggetto “mostra” quando viene immerso. In pratica non coincide con il suo peso reale in aria, perché in acqua interviene la spinta di Archimede, che lo alleggerisce. Questo valore è molto utile in acquariofilia e nelle misurazioni tecniche, perché permette di capire meglio la reale massa di materiali porosi o immersi, come rocce, supporti e substrati, nelle condizioni in cui vengono effettivamente utilizzati.

I risultati: luce e cibo non sempre vanno d’accordo

Tutti i coralli sono sopravvissuti fino all’84° giorno, a dimostrazione che la specie è resistente sia a luce forte che a poca luce, sia con tanto che con poco cibo.

  • La crescita migliore si è registrata con luce alta + poco cibo (HL + LF), con una velocità di crescita fino a 0,44-0,5 % al giorno, equivalente a circa 6-8 cm/anno di estensione dei rami.
  • Un eccesso di cibo, invece, ha portato nel tempo ad accumulo di nitrati (fino a 50 mg/L nel serbatoio di alimentazione), con comparsa di necrosi tissutale.
  • Aumentare la luce da 370 a 670 µmol m⁻² s⁻¹ non ha sempre dato vantaggi proporzionali, segno che oltre una certa soglia il corallo non trae più beneficio, anzi può andare in stress.

 Tradotto per noi acquariofili: più luce e più cibo non sempre equivalgono a più crescita. Serve equilibrio.


 Cosa significa per l’acquariofilo

Questa ricerca ci regala diversi spunti pratici sul concetto di luce e cibo:

  1.  Il PAR ottimale per Pocillopora (e SPS simili) in acquario può stare nell’intervallo 200-350 µmol m⁻² s⁻¹, valori che possiamo misurare facilmente con un PAR meter o con strumenti come l’ITC PARwise PRO.
  2.  Nutrire i coralli va bene, ma con moderazione: concentrazioni equivalenti a 30-40 nauplii/mL, tre volte a settimana sembrano già più che sufficienti.
  3.  Troppo cibo senza controllo può portare a nitrati e fosfati altissimi: in questo caso, lo studio dimostra che i coralli stessi ne hanno sofferto.
  4.  La luce non è infinita: aumentare troppo l’intensità della plafoniera può non portare benefici aggiuntivi, ma solo più consumo energetico e stress per i coralli.

 Un parallelismo con l’acquario di casa

Per l’acquariofilo, il messaggio non è che esista un unico PAR “magico”, ma che oltre una certa soglia aumentare la luce non porta automaticamente più crescita. In molte vasche domestiche, valori ben gestiti nell’ordine di 200-350 µmol m⁻² s⁻¹ possono già risultare efficaci per molti SPS, purché il sistema resti stabile e i nutrienti siano sotto controllo. Per gli SPS i risultati migliori si ottengono aumentando questo valore, anche vicino ai 5/600 PAR ma in presenza della giusta alimentazione.

Lo studio suggerisce che più cibo non significa automaticamente più crescita: già un’alimentazione moderata può essere sufficiente, mentre l’eccesso aumenta il rischio di accumulo di nutrienti e problemi tissutali.

È importante ricordare che: La ricerca è stata fatta su una sola specie (Pocillopora acuta), e non tutti i coralli rispondono allo stesso modo. La durata era di 112 giorni: utile per capire la crescita, ma non sufficiente per valutare effetti su lunghi periodi o su coralli maturi. Il cibo veniva somministrato in una vasca separata: in un acquario domestico i nutrienti in eccesso restano in vasca e impattano alghe e batteri.

Riferimenti scientifici
Fan, T.-Y., Huang, Y.-L., & Mayfield, A. B. (2024).

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