Pesci Acqua Dolce

Acquario Biotopo… cosa significa davvero? Ha senso farne uno?


Amazzonia o Ticino?
Amazzonia o Ticino?

Parlando con Danilo su cosa potrebbe interessare il pubblico di acqua dolce di DaniReef durante le nostre interminabili telefonate è saltato fuori un certo interesse diffuso per l’acquario biotopo, che vanta innumerevoli estimatori.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Analisi generale

Ora, se è vero che l’ispirazione arriva da zone geografiche, è altrettanto vero che spesso non tiene conto delle esigenze biologiche o per meglio dire degli accostamenti etologici delle specie inserite in un acquario di questo tipo.

E mi chiederete… Cioè?

Giusta domanda.

Cioè… l’acquario biotopo non esiste…

“Ma come” direte voi????? Ma se sono decenni che si parla di acquario biotopo. Verissimo, ma solamente a livello geografico.

  • Biotopo amazzonico;
  • Biotopo africano;
  • Biotopo europeo;
  • Biotopo asiatico.

Una differenziazione che se parliamo di acque ferme potrebbe avere un senso per quanto riguarda ad esempio i grandi laghi africani, americani o europei poiché in un lago non ci sono grandi differenze di ambiente, se non a livello di profondità ma mediamente sono differenze inferiori rispetto ad un’asta fluviale lunga centinaia di km che può comprendere correnti impetuose o zone a lentissimo decorso.

Si parla giustamente del biotopo del lago x, cosa che invece raramente avviene per quanto riguarda un fiume che invece viene solo collocato in una zona geografica; esempio su tutti è il classico biotopo amazzonico, che in realtà udite udite udite non esiste!!!

L’Amazzonia, e più in generale il Sudamerica, da cui provengono moltissimi ospiti delle nostre vasche, è talmente vasta e diversificata nella sua struttura fluviale che è decisamente antitetico parlare di un biotopo Amazzonico: acqua scura, Echinodorus e Scalari con Neon è universalmente riconosciuto come biotopo amazzonico.

Niente di più falso!

Vi sono fiumi amazzonici che non hanno acqua né scura né acida!

Infatti in Sudamerica esistono 3 tipi di acque:

  • Agua Branca (acqua bianca): ricca di sedimento che la rende simile alla nostra acqua di neve quado in tarda primavere scende a valle l’acqua di disgelo trasportando grandi quantità di detrito. Di origine andina è torbida e di colore dal grigio/latte al giallognolo/arancio e praticamente con visibilità praticamente inesistente; il pH di queste acque può oscillare dal tra 6,2 e 7,2 con durezza comunque molto bassa; ne sono un esempio il Rio Solimoes-Amazon ed il Rio Madeira. In Italia il fiume Po può rendere l’idea del colore.
  • Agua Clara (acqua chiara): ritrovabili nella zona del Mato Grosso nella parte Sud del Brasile ne sono un esempio il Rio Tapajos e Rio Xingu’. I valori chimici dell’acqua comprendono durezza bassa ma pH con ampio range compreso tra 4,5 e 7,8. In Italia è il Ticino che può a tutti gli effetti dare un esempio di queste acque, che nei piccoli stream, che unendosi vanno a formare l’asta fluviale principale, sono trasparenti come quelle di piscine: cito a titolo di esempio i fiumi Rio da Prata e Rio Cão nel Mato Grosso entrambi caratterizzati da acque cristalline e fondali con sabbia bianca.
  • Agua Preta (acqua nera): trasparente ma dal caratteristico color “Cola” a causa degli acidi umici e tannini che la foresta cede alle acque da cui viene attraversata. Diffuse soprattutto nel Nord del Sudamerica, hanno durezza praticamene inesistente e ph oscillante tra poco meno di 4 e 5. Rio Negro e Orinoco ne sono i maggiori esempi. Questo tipo di acqua sono rari in Italia, sebbene in alcuni piccoli corsi d’acqua che attraversano le foreste delle nostre zone boschive o le torbiere ne possono dare una vago esempio (fiume Lambro all’uscita del lago di Pusiano).
    Rif bibliografico: le sostanze umiche bel biotopo del Symphysodon spp.

Proprio a questa ultima tipologia di fiumi è nel 99,99% dei casi abbinato, erroneamente, il biotopo amazzonico… che invece abbiamo capito essere diversificato in primo luogo dalle caratteristiche geomorfologiche del corso stesso (anse, rapide, cascate, morte, corrente impetuosa o lentissima…) dai valori e colorazione delle acque dalla vegetazione e dalla fauna ittica, che è quella che ci interessa di più.

Pertanto una dicitura che può darci un’idea di un biotopo potrebbe essere: Rio Solimoes, confluenza Rio Negro, oppure Rio Xingu a valle delle rapide di Altamira

La biologia di un biotopo

Dopo aver espresso le dovute riflessioni su cosa non sia un biotopo, possiamo riassumere nella seguente frase ciò che dovrebbe essere da un pinto di vista squisitamente idro/geomorfologico: “riproduzione di una parte di asta fluviale circoscritta ad una data zona geografica”: confluenza Rio Solimoes-Amazon/Rio Negro, oppure Rio Negro a Manaus o più semplicemente Ticino a Boffalora!

Sarebbe antitetico parlare ad esempio di biotopo del Rio delle Amazzoni, data la vastità di acque e fauna che caratterizzano questo fiume.

Prendiamo 2 pesci che vengono generalmente abbinati per ricreare un biotopo amazzonico: Pterophyllum scalare e Paracheirodon innesi.

Pterophyllum scalare: fra i più conosciuti abitanti amazzonici

Ora la domanda nasce spontanea: ma in natura le due specie frequentano le stesse acque?

La risposta è NO!

Ammesso e non concesso che possano essere ritrovati nella stessa zona geografica, non è affatto scontato che abitino anche lo stesso corso d’acqua!

Ma andiamo a capire perché prima di parlare di un biotopo dovremmo approfondire la conoscenza sia idrogeologica che idrobiologica di un corso d’acqua.

Torniamo ai nostri due pesci, un classico da decenni per indicare Amazzonia, e analizziamo le loro caratteristiche biologiche ed ambientali.

I Neon non si trovano nei rami principali dei fiumi. È nei piccoli affluenti della foresta, dove l’abbondante vegetazione della foresta pluviale ostacola il passaggio della luce solare, in cui i piccoli Caracidi trovano l’habitat ideale; corsi d’acqua appena scesi dalle alture che spesso hanno una temperatura piuttosto bassa (18-22 °C), rispetto alle zone più a valle. Infatti i Neon si riproducono a temperature intorno ai 20°C.

Lo Scalare vive nei corsi d’acqua maggiori del bacino amazzonico, non necessariamente in acque scure, ma che da un punto di vista prettamente ambientale hanno tutte in comune una profondità mai inferiore ai 50/80 cm e un flusso d’acqua lento per la maggior parte dell’anno e con temperature mediamente superiori ai 24°C.

Da questo piccolo paragone, che può essere esteso a tutte le specie e a tutti i bacini idrografici, si evince che parlare di biotopo amazzonico sarebbe come parlare di biotopo europeo: dal Danubio al Reno, dal Po, al Tagliamento, al Tevere… Quindi di cosa stiamo parlando?

Paracheirodon innesi: un classico dei biotopi amazzonici, ma quali?

A pagina due parleremo della moderna concezione del biotopo e di come si possano creare associazioni coerenti e che abbiano senso.