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Le nuove Philips CoralCare Gen2 sotto la lente del DaniReef LAB


Finalmente abbiamo fra le nostre mani un esemplare della nuova Philips CoralCare Gen2 anche se ancora in versione prototipo. Noi abbiamo analizzato i PAR e creato le relative curve di distribuzione. Vediamo come è andata.

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La Philips CoralCare Gen2 è l’aggiornamento della fortunata Philips CoralCare uscita oramai quattro anni fa, e che in molti credevano sarebbe stata un fuoco di paglia. Ed invece due anni dopo è uscito un aggiornamento della stessa CoralCare, e dopo 4 anni un pesante redesign che ha toccato tutti gli aspetti della plafoniera. Nuovi i LED, nuovo il numero di LED, nuova la forma, nuovo il controller. In pratica è cambiato tutto rispetto al progetto precedente. La plafoniera è molto più sottile della precedente CoralCare ed utilizza ancora un raffreddamento passivo. All’interno della scocca della plafoniera è alloggiato anche l’alimentatore, facilitandone non di poco l’installazione. Nell’attesa di una seconda unità da mettere sul nostro acquario, non potevamo non testarla a fondo per vedere come si comporti con i nostri usuali metodi di analisi e comparazione.

Caratteristiche Tecniche Philips CoralCare Gen2

La plafoniera è rettangolare, alta quasi 6 cm, e con una base di 46×41 cm. I LED sono di 6 diverse colorazioni miscelati in due diversi canali. Mancano dei LED per simulare la luce lunare che invece sono presenti in altre plafoniere. Philips insiste molto sulla qualità della propria soluzione ed indica 25.000 ore di utilizzo prima che i LED abbiano perso il 10% della loro efficienza luminosa, purché utilizzate in ambienti che non superino i 35 gradi.

Consumo massimo170 w
Peso totale7 kg
Dimensioni460x410x57 mm
Corrente massima per singolo LED750 mA
Flusso luminoso7.706 Lm
Configurazione LED
Canale 14x Luxeon C PC-Amber
4x Luxeon C Cyan 490nm
20x Luxeon V2 6500k
6x Luxeon C Royal Blue 450nm
Canale 212x Luxeon C Blue 470nm
6x Luxeon UV U1 415nm
16x Luxeon C Royal Blue 450nm

Costruzione

La costruzione della plafoniera è impeccabile, come il solito, ma questa volta anche il design lo troviamo migliorato rispetto alla sua più anziana sorella. Ora molto meno industriale e a noi piace molto di più. Bellissimo il sistema di aggancio al soffitto, che vi facciamo vedere in dettaglio nelle foto a corredo di questo articolo. La scocca è in metallo, presumibilmente alluminio, e non ci sono scricchiolii. Non ci sono pulsanti. La plafoniera si accende quando si collega alla rete elettrica e poi si configura tramite bluetooth, una scelta che si è rivelata migliore del wifi per quanto mi riguarda. Più semplice e più immediata.

La Programmazione

La plafoniera si gestisce tramite una applicazione utilizzando il bluetooth come sistema di collegamento senza fili. Questa modalità è incredibilmente semplice da utilizzare, perché si lancia l’applicazione e lei troverà subito la, o le, plafoniere. In ogni caso il cavo USB fornito può anche collegare la plafoniera al computer, per utilizzare il programma come si è fatto nelle vecchie versioni delle CoralCare. Inoltre da applicazione si può anche attivare il wi-fi, cosa che noi non abbiamo provato.

Una volta collegaticisi, si seleziona la plafoniera e si può facilmente comandare ed impostare. A differenza del passato ci sono dei preset preconfezionati da utilizzare, cosa che io consiglio sempre ai neofiti, ma anche la classica impostazione tramite tramite slider è estremamente semplice.

Come sapete la Philips CoralCare è organizzata in due canali, uno gestisce la maggior parte dei colori blu mentre l’altro gestisce i colori caldi. Con uno slider si comanda facilmente da che parte dello spettro uno vuole stare, considerando il centro quel punto in cui tutti i LED sono alla stessa potenza. E con l’altro slider si comanda l’intensità di quella curva. Molto semplice da utilizzare, ma forse poco complesso per chi vuole invece comandare tutti i canali singolarmente.

Come sapete la Philips è compatibile con i controller esterni, come Apex, che possono impostarla a loro piacimento. Ma anche in quel caso sono solo due i canali che vanno entrambi da 0 al 100%. Questo perché tutti i LED sono su uno dei due canali, e possono andare solo dal minimo al massimo. Non è possibile variare lo spettro da quello impostato se non miscelando i due canali fra loro.

Qui sopra vedete il grafico risultante dalle nostre scelte. In questo caso il grafico è sui toni del blu perché è stata data maggior importanza a questa parte dello spettro ai fini della scrittura dell’articolo. E’ possibile scegliere anche l’acclimatazione della plafoniera.

Sopra si vede la schermata per l’acclimatazione, mentre sotto si vede come gestire le variazioni alle singole ore. Si possono aggiungere e togliere punti a piacimento, e di ogni punto si imposta la colorimetria (chiamiamola così) e l’intensità. La logica della plafoniera farà il resto. Il Live Mode permette di vedere subito nella plafoniera quello che sta succedendo.

Canale 1: Blue

Canale 2: Colori caldi

Risultato finale

Tutti i valori che abbiamo rilevato, ed il nostro metodo di lavoro denominato DaniReef LAB li trovate a pagina due.