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Il movimento in acquario marino: perché è così importante?


Il movimento in acquario marino: perché è così importante?

Si parla spesso del movimento in acquario marino, ma altrettanto spesso non si approfondisce la motivazione dell’importanza del movimento.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

In passato ho assistito a diverse conferenze in merito a questo tema, fra le tante ricordo quella di Roberto Ferri al PetsFestival di qualche anno fa (qui). Io stesso ne ho parlato nel mio libro, ma voglio riprendere qui l’argomento.

Il movimento è una delle basi dell’acquariofilia marina, è uno dei punti del metodo berlinese, e per alcuni acquariofili addirittura è più importante dell’illuminazione.

La storia del movimento in acquario

Se guardiamo la natura, soprattutto dove crescono i coralli, vediamo che in mare c’è molto movimento, anche se sarebbe più opportuno dire che c’è molta corrente. Questo ha portato nel tempo all’evoluzione delle pompe che originariamente si usavano per il movimento in acquario. Le prime pompe infatti erano pompe del tipo powerhead uguali alle pompe di risalita. Ugello stretto, alte velocità, ma poco movimento al di fuori del cono di uscita. Osservando la natura si è capito che quel flusso non poteva andare bene, per cui sono nate le pompe ad elica simili a quelle che conosciamo ora. All’inizio furono le Tunze 6000 e 6100. Pompe che per la prima volta allargavano il flusso in maniera sensibile. Quindi aumentavano le portate ma si allargavano cercando di movimentare flussi di acqua importanti. Da quel momento tutti hanno seguito quella strada, arrivando fino ad oggi in cui l’ultima frontiera è la creazione di onde che dobbiamo questa volta riconoscere ad Ecotech Marine con la prima Vortech.

Ecotech Marine Vortech in acquario
Ecotech Marine Vortech in acquario

Parallelamente, sempre Tunze, ha sviluppato il WaveBox che è stato il primo dispositivo per creare onde, prima ancora delle Vortech. Questo per cercare di movimentare tanta acqua senza infastidire i coralli.

Ed ancora le pompe tangenziali che cercano di distribuire maggiormente il flusso in acquario senza infastidire, anche se a me, personalmente, non fanno impazzire.

Ma, alla fine, perché è così importante?

Il movimento assolve a tanti compiti per gli organismi che vivono in mare. Il primo è quello di portare i nutrienti in ogni parte dell’acquario, in pratica ad ogni organismo, per fare in modo che ciascuno venga nutrito adeguatamente. Ma allo stesso tempo il movimento distribuisce l’ossigeno ovunque. Diminuisce il calore che anche i coralli soffrono come noi. E cosa non meno importante, rimuove dai coralli il muco protettivo che questi possono secernere. Quindi ha questa importantissima doppia funzione. Da una parte esporta le sostanze nocive dalla superficie dei coralli, e dall’altra contribuisce a portare ai polipi del corallo il necessario nutrimento.

Tutto questo deve però essere trasportato in acquario e per farlo abbiamo bisogno di molto movimento, molto ampio ed in tutte le parti dell’acquario.

Il movimento diventa ancora più importante laddove vi siano molti coralli intrecciati fra loro
Il movimento diventa ancora più importante laddove vi siano molti coralli intrecciati fra loro

Perché in acquario a quanto detto sopra si aggiungono anche altre considerazioni. Se il movimento non è adeguato infatti si andranno a depositare nelle zone meno movimentate detriti e nutrienti che quindi non possono essere asportati efficacemente dallo schiumatoio o da eventuali filtri chimici e meccanici. Allo stesso modo se non c’è sufficiente movimento molte tipologie di alghe fastidiose, come i cianobatteri (…che poi non sarebbero alghe ma capiamoci…), proliferano maggiormente.

Per cui dovremmo cercare di avere tanto movimento, molto ampio, ma tale che non infastidisca i coralli.

Ma quanto movimento dovremmo avere?

Nel tempo, con l’osservazione degli animali, e con il miglioramento delle nostre competenze si sono diffuse delle regolette semplici che ci possono aiutare nel corretto dimensionamento delle pompe di movimento. Per cui possiamo dire che:

  • Il movimento dovrebbe essere costituito da almeno due pompe che siano singolarmente pari ad almeno 10 volte il volume dell’acquario in caso di pesci, coralli molli o coralli LPS;
  • Il movimento dovrebbe essere costituito da almeno due pompe che siano singolarmente pari ad almeno 20 volte il volume dell’acquario in caso di coralli duri SPS.

E come le posizioniamo?

Qui è davvero semplice, visto che abbiamo creato un video per voi per spiegarvi al meglio come posizionarle:

Ma le pompe a flusso fisso possono andare bene ugualmente?

Anni fa c’erano solo quelle, e gli acquari si tenevano ugualmente, anche se i risultati, va detto, erano molto diversi, anche se, probabilmente, non solo per colpa loro. Oggi però la possibilità di modulare il flusso in base al contenuto che cambia continuamente è un bonus non indifferente. Per cui direi che, in caso di pesci e molli le pompe a flusso fisso possano andare bene, mentre per i coralli a scheletro calcareo sarebbe molto molto meglio avere pompe con flusso gestibile e modificabile dall’utente.

…e di notte?

In natura, al di là del ciclo delle maree, non ci sono particolari differenze nel movimento fra giorno e notte. Anzi la notte è fondamentale il movimento perché i coralli cacciano ed allo stesso tempo secernono il muco per espellere sostanze di scarto, per cui il movimento è fondamentale per l’asportazione del movimento.