Home PESCI Acanthurus japonicus: uno dei pesci chirurgo più belli – la nostra guida

Acanthurus japonicus: uno dei pesci chirurgo più belli – la nostra guida

Acanthurus japonicus in acquario marino

Ci sono pesci che in acquario si fanno notare per i colori, altri per il comportamento, altri ancora per l’eleganza. L’Acanthurus japonicus riesce a mettere insieme tutte queste caratteristiche. Per me è uno dei pesci chirurgo più belli che possiamo inserire in un acquario marino (dopo il leucosternon, sia chiaro): corpo scuro, maschera bianca sul muso, pinne bordate di arancio e giallo, coda chiara. Un contrasto di colori incredibile, soprattutto quando il pesce è adulto e perfettamente ambientato.

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Non è però il pesce chirurgo più semplice da allevare. È sensibile allo stress, soffre molto le fasi di trasporto e ambientamento ed è uno di quei pesci sui quali Cryptocaryon irritans e Amyloodinium ocellatum, spesso ancora chiamato Oodinium in acquariofilia, sembrano avere fin troppo spesso vita facile. Bellissimo sì, ma da acquistare sapendo bene cosa stiamo facendo e solo se abbiamo un acquario adatto a lui.

La nostra guida all’Acanthurus japonicus

L’Acanthurus japonicus appartiene alla famiglia degli Acanthuridae, quella dei pesci chirurgo, e al genere Acanthurus. È conosciuto internazionalmente soprattutto come Japan Surgeonfish o White-faced Surgeonfish, anche se nel commercio acquariofilo capita spesso di incontrarlo come Powder Brown Tang.

Quest’ultimo nome può però creare confusione con il molto simile Acanthurus nigricans. Per riconoscere lo japonicus guardate soprattutto il bianco sul muso: nell’Acanthurus japonicus forma una fascia evidente che dall’occhio arriva fino alla bocca. A questa si aggiungono la banda arancio sulla pinna dorsale, il peduncolo caudale giallo, la base gialla delle pinne pettorali e una coda quasi bianca.

È inoltre un pesce assolutamente adatto all’acquario di barriera: reef-safe, continuamente impegnato a brucare le rocce e generalmente disinteressato a coralli e invertebrati.

La lama del chirurgo

Come tutti gli acanturidi, anche l’Acanthurus japonicus possiede sul peduncolo caudale la caratteristica spina affilata che ha dato il nome all’intera famiglia dei pesci chirurgo. Viene utilizzata come arma di difesa e nei confronti dei rivali, soprattutto durante gli scontri territoriali.

È quindi un elemento da tenere presente quando introduciamo più acanturidi nella stessa vasca e anche quando dobbiamo catturare o maneggiare il pesce.

Acanthurus japonicus in acquario
Acanthurus japonicus nuota in acquario

L’Acanthurus japonicus ha una struttura più allungata e dinamica rispetto agli Zebrasoma ed è soprattutto un nuotatore instancabile. Nonostante non raggiunga dimensioni enormi, ha bisogno di molto spazio libero e di una vasca sviluppata in lunghezza.

Secondo FishBase può raggiungere i 23 cm di lunghezza totale. Sono dimensioni importanti soprattutto considerando quanto questo pesce ami muoversi continuamente. Costringerlo in acquari dal lato lungo inferiore a 120 cm è realmente un delitto e, come vedremo più avanti, per allevarlo bene consiglierei almeno 150 cm di lunghezza.

Distribuzione

L’Acanthurus japonicus ha una distribuzione prevalente nell’Indo-Pacifico occidentale, decisamente meno estesa rispetto a quella di molti altri acanturidi. Lo troviamo dal Sulawesi, in Indonesia, fino alle Filippine e alle isole Ryukyu, nel sud del Giappone.

Vive associato alle barriere coralline, generalmente fra 1 e 20 metri di profondità, anche se viene osservato più frequentemente fra 5 e 15 metri. Predilige lagune con acqua limpida e soprattutto le zone esterne della barriera, spesso poco profonde ed esposte al movimento dell’acqua.

In natura può essere incontrato solitario, ma anche in gruppi più o meno numerosi, continuamente impegnato a brucare le alghe presenti sul substrato.

Le nostre guide ai pesci chirurgo su DaniReef

Se stai valutando l’inserimento di un pesce chirurgo in acquario, qui sotto trovate alcune delle nostre guide dedicate alle specie più conosciute e richieste:

→ Vedi tutte le guide sui pesci chirurgo

Comportamento

Il comportamento dell’Acanthurus japonicus è uno degli aspetti che preferisco di questo pesce. È sempre in movimento. Percorre continuamente la vasca, passa fra le rocce, torna indietro, bruca una superficie e pochi secondi dopo è già dall’altra parte dell’acquario.

Con pesci molto diversi da lui è generalmente abbastanza tranquillo. Le cose cambiano quando incontra altri acanturidi, soprattutto specie dalla forma o dalla livrea simile. In quel caso può diventare territoriale e decisamente meno accomodante.

Questo non significa che non possa convivere con altri chirurghi. L’abbiamo visto tantissime volte in grandi acquari di barriera. Ma servono spazio, una disposizione intelligente delle rocce e una scelta ragionata degli inserimenti. Mettere diversi acanturidi in una vasca troppo piccola sperando che si mettano d’accordo non è mai una grande strategia.

Nota DaniReef: dal vivo l’Acanthurus japonicus è molto più bello di quanto riescano normalmente a raccontare le fotografie. Quando è in perfetta forma il contrasto fra il corpo quasi nero, il bianco del muso, l’arancio della dorsale e il giallo nella zona caudale è incredibile.

L'acquario di coralli molli dove vidi per la prima volta l'Acanthurus japonicus
L’acquario di coralli molli dove vidi per la prima volta l’Acanthurus japonicus

Molte delle fotografie che vedete in questo articolo risalgono al 2007 e sono state scattate nell’acquario dell’amico Maurizio, una vasca di coralli molli nella quale lo japonicus troneggiava in maniera assoluta. Devo dire che me ne innamorai subito. Mi trattenni dal comprarne uno soltanto perché nel mio acquario avevo già un Acanthurus leucosternon.

E vi consiglio di non provare a farli coesistere, soprattutto se non disponete di acquari veramente grandi. Acanthurus japonicus, Acanthurus leucosternon e Acanthurus nigricans, per forma e comportamento, tendono a tollerarsi poco e gli scontri possono diventare continui. Peraltro, nella mia esperienza, spesso è il leucosternon a creare i problemi maggiori.

Alimentazione

In natura l’Acanthurus japonicus si nutre principalmente di alghe, che bruca continuamente sulle superfici della barriera. È un comportamento che dobbiamo cercare di assecondare anche in acquario.

La base della dieta deve quindi essere costituita da alghe nori, spirulina, mangimi specifici per acanturidi e alimenti con una forte componente vegetale. Preferisco che un chirurgo abbia la possibilità di alimentarsi diverse volte durante la giornata piuttosto che ricevere un’unica abbondante somministrazione.

Naturalmente mangerà volentieri anche mysis, artemia, krill e praticamente tutto quello che distribuiremo agli altri pesci. Ma non dobbiamo trasformare questa disponibilità in una dieta prevalentemente proteica. La componente vegetale deve rimanere fondamentale, come abbiamo spiegato nel nostro approfondimento sull’alimentazione degli acanturidi negli acquari marini di barriera.

Nel caso dello japonicus questo assume ancora più importanza: un esemplare che mangia con voracità è già un ottimo punto di partenza, soprattutto nei primi giorni dopo l’arrivo. Un pesce magro, apatico e che non accetta il cibo io lo lascerei dov’è.

Negli anni abbiamo provato molti alimenti diversi per gli acanturidi. Nella galleria qui sotto ne vedete alcuni esempi, dalle alghe fresche ai mangimi con una forte componente vegetale.

Dimensioni dell’acquario marino consigliate

Le dimensioni del pesce raccontano solo una parte del problema. Parliamo di un Acanthurus che può arrivare a 23 cm, nuota tantissimo e ha bisogno di spazio libero.

Partirei quindi da 400 litri come minimo ragionevole, ma lo vedo decisamente meglio in 500 litri e oltre, soprattutto con una vasca lunga almeno 150 cm e con molto spazio libero per il nuoto.

Un acquario da 500 litri sviluppato in lunghezza, con una rocciata ariosa e grandi corridoi di nuoto, è molto più adatto a un japonicus rispetto a una vasca dello stesso volume alta, corta e completamente occupata dalle rocce.

Acanthurus japonicus di profilo
Acanthurus japonicus di profilo

Movimento e ossigenazione devono essere elevati. Del resto stiamo parlando di un pesce che in natura frequenta anche le zone esterne ed esposte della barriera.

Allevamento

Il punto più delicato nell’allevamento dell’Acanthurus japonicus è soprattutto la fase iniziale. Trasporto e ambientamento possono stressarlo parecchio e non lo considero fra gli acanturidi più semplici da inserire in acquario.

Dobbiamo prestare particolare attenzione a Cryptocaryon irritans e Amyloodinium ocellatum. Un esemplare appena importato, magro, stressato e magari inserito immediatamente in una vasca con altri chirurghi aggressivi può andare incontro a problemi molto velocemente.

Acanthurus japonicus molto malato di Cryptocaryon irritans
Acanthurus japonicus molto malato di Cryptocaryon irritans

Come scegliere un Acanthurus japonicus in negozio

Qui considero fondamentale scegliere bene l’esemplare. Guardatelo nuotare: deve essere attivo e reattivo. Osservate attentamente pelle e pinne e soprattutto la zona ventrale: un ventre scavato in un pesce appena arrivato deve farci alzare immediatamente il livello di attenzione.

E chiedete al negoziante di alimentarlo davanti a voi. Deve mangiare. Uno japonicus che si avventa sulle alghe e sul mangime è quello che io vorrei portare a casa; un animale immobile in un angolo, magro e che ignora il cibo lo lascerei invece in negozio.

Acanthurus japonicus in acquario marino di barriera
Acanthurus japonicus in acquario marino di barriera

Una volta superata bene la fase dell’inserimento, in una vasca stabile, grande, ben ossigenata e con una dieta corretta, può diventare un pesce robusto e accompagnarci per molti anni.

Acanthurus japonicus o Acanthurus nigricans?

La confusione con Acanthurus nigricans è tutt’altro che rara, anche perché i due pesci, come abbiamo già detto, condividono una livrea molto simile. Il particolare più semplice da osservare è la grande macchia bianca sul volto: nello japonicus parte dalla zona inferiore dell’occhio e arriva chiaramente fino alla bocca, risultando molto più estesa ed evidente.

Acanthurus japonicus nell'acquario di Alexander Silvioni
Acanthurus japonicus nell’acquario di Alexander Silvioni

Una volta imparato questo particolare diventa piuttosto difficile confonderli. È una distinzione che vale la pena conoscere prima dell’acquisto, senza affidarsi semplicemente al nome commerciale scritto sulla vasca di vendita.

La questione del prezzo e della disponibilità

L’Acanthurus japonicus non è uno dei pesci chirurgo più rari sul mercato e normalmente si trova con una certa regolarità nei negozi specializzati. Il prezzo può cambiare parecchio in funzione della dimensione, della provenienza e naturalmente del momento.

Nel suo caso guarderei però molto meno il cartellino e molto più le condizioni del singolo animale. Fra due japonicus, spenderei volentieri qualcosa in più per quello già ambientato da qualche settimana, ben nutrito e che mangia con decisione.

Acanthurus japonicus in perfetta forma e con il corpo ben pasciuto
Un esemplare di Acanthurus japonicus in perfetta forma e con il corpo ben pasciuto

Con un pesce delicato nella fase iniziale preferisco quindi un esemplare in perfetta forma rispetto a quello semplicemente meno costoso.

Conclusioni

L’Acanthurus japonicus per me è uno dei più bei pesci chirurgo che possiamo allevare in un acquario marino. Non arriva forse all’Acanthurus leucosternon, almeno per i miei gusti, ma quando è adulto, ben alimentato e perfettamente ambientato è un pesce che difficilmente passa inosservato.

Ha inoltre tutto quello che cerchiamo in un acanturide: è attivo, bruca continuamente le rocce, è reef-safe e diventa uno dei protagonisti della vasca. Dobbiamo però garantirgli una vasca grande e matura, acqua stabile, forte ossigenazione, alimentazione vegetale abbondante e molta attenzione durante l’ambientamento.

Il consiglio di DaniReef: CONSIGLIATO CON RISERVA. Se avete spazio ed esperienza è un pesce splendido; se siete al primo acquario marino, comincerei da qualcosa di meno delicato.

📌 Scheda riassuntiva – Acanthurus japonicus

  • Nome comune: Japan Surgeonfish / White-faced Surgeonfish / Powder Brown Tang
  • Nome scientifico: Acanthurus japonicus
  • Famiglia: Acanthuridae
  • Origine: Indo-Pacifico occidentale, da Sulawesi alle Filippine e isole Ryukyu
  • Dimensione massima: 23 cm
  • Reef safe: Sì
  • Carattere: tranquillo con pesci diversi, territoriale verso altri acanturidi, soprattutto se simili per forma e livrea
  • Litri consigliati: 400 litri come minimo ragionevole, decisamente meglio 500 L+
  • Lunghezza vasca: preferibilmente 150 cm o superiore
  • Movimento/ossigenazione: Molto alti
  • Temperatura: 24–28 °C
  • Dieta base: Alghe e componente vegetale abbondante
  • Integrazione utile: nori, spirulina, pellet per acanturidi e alimenti vari
  • Punti critici: ambientamento, stress, Cryptocaryon irritans e Amyloodinium ocellatum
  • Difficoltà: Medio-alta
  • Consiglio DaniReef: CONSIGLIATO CON RISERVA: magnifico, ma non è il chirurgo con cui cominciare

🐟 Avete allevato un Acanthurus japonicus? Raccontateci la vostra esperienza nel nostro Forum DaniReef: soprattutto in questo caso può essere interessante confrontare esperienze sull’ambientamento e sulla convivenza con altri pesci chirurgo.

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