
Negli Stati Uniti esiste un pesce che non puoi possedere, vendere o importare. Un pesce che nel resto del mondo è simbolo di lusso, fortuna e prestigio. Stiamo parlando della Arowana asiatica (Scleropages formosus), il celebre dragon fish. Vietata negli USA da quasi 50 anni, oggi è al centro di una battaglia legale che potrebbe cambiare tutto. E con essa, anche il futuro dell’acquariofilia internazionale.
L’Arowana asiatica è uno degli animali più ricercati dagli acquariofili in tutto il mondo. Può arrivare a costare decine o addirittura centinaia di migliaia di dollari. Un pesce che però è completamente vietato negli Stati Uniti sin dagli anni settanta, quando la situazione della specie era molto diversa da oggi.
In breve: cosa sta succedendo
Al centro della vicenda c’è proprio lei: l’Arowana asiatica (Scleropages formosus), recente protagonista nel nostro reportage del CIPS 2025 a Guangzhou in Cina. Questa specie è protetta dall’Endangered Species Act. Un pesce che però oggi viene allevato in grandi quantità in Asia e gli esemplari venduti nel mondo sono praticamente tutti allevati e microchippati.
Una associazione del settore ha quindi chiesto di permetterne l’importazione negli USA ed ora è iniziata una battaglia legale con l’U.S. Fish and Wildlife Service.





Perché questo pesce è stato vietato
L’Arowana asiatica, scientificamente Scleropages formosus, vive nei fiumi e nelle paludi del Sud-Est asiatico. Noi le abbiamo già dedicato un articolo di approfondimento che potete leggere qui: Lo Scleropages formosus il pesce drago asiatico, il famoso Arowana.
Negli anni ’70 la specie venne considerata gravemente minacciata a causa della pesca intensiva, della distruzione degli habitat e soprattutto del commercio internazionale senza controllo. Per questo motivo gli Stati Uniti decisero di proteggerla inserendola nella lista delle specie tutelate dall’Endangered Species Act, una delle leggi ambientali più severe al mondo.
Da quel momento l’Arowana asiatica diventò completamente illegale negli USA.
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Nel frattempo il mondo è cambiato

Negli ultimi trent’anni la situazione della specie è cambiata radicalmente. Oggi l’Arowana asiatica è una delle specie ornamentali più allevate in acquacoltura. Il commercio internazionale è regolato dalla Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora, meglio conosciuta come CITES.
Questo sistema permette la vendita, nel caso degli Arowana, solo di esemplari allevati in cattività che siano provenienti da allevamenti certificati, e che siano inoltre microchippati individualmente ed accompagnati da documentazione ufficiale.
In pratica ogni singolo pesce è tracciabile. La maggior parte degli esemplari presenti oggi nel mercato proviene da allevamenti situati a Singapore, Malesia e Indonesia.
La richiesta di cambiare la legge americana

Nel 2025 la United States Association of Aquariums (USAQUA) ha presentato una petizione ufficiale al governo americano. La proposta è semplice, permettere negli Stati Uniti l’importazione di Arowana asiatiche allevate in strutture registrate CITES. Secondo l’associazione, il divieto americano sarebbe ormai superato dalla realtà dell’acquacoltura moderna. Se infatti i pesci sono allevati e tracciati, sostengono, non esiste alcun rischio per le popolazioni selvatiche.
Ora è iniziata una battaglia legale
Nel 2026 USAQUA ha annunciato di aver presentato una notifica di intenzione a fare causa contro il U.S. Fish and Wildlife Service. Il motivo? Secondo l’associazione l’agenzia federale non avrebbe rispettato i tempi previsti per rispondere alla petizione. La notizia è stata riportata da riviste internazionali autorevoli come AMAZONAS Magazine e CORAL Magazine.
È importante però chiarire un punto fondamentale: ad oggi la legge non è ancora cambiata. L’azione legale serve soltanto a obbligare l’agenzia a valutare ufficialmente la richiesta.
Perché questo pesce è così famoso (e costoso)

L’Arowana asiatica è uno dei pesci ornamentali più iconici del pianeta. In molte culture asiatiche è considerato simbolo di fortuna, prosperità e potere.
Alcune varietà selezionate, come la Super Red Arowana, possono raggiungere prezzi incredibili. Non è raro vedere esemplari venduti per 5.000 $, 20.000 $, ma anche oltre 100.000 $.
In casi estremi sono stati documentati pesci venduti per oltre 300.000 dollari. Non è l’unico pesce dal valore stratosferico che abbiamo incontrato al CIPS, ci sono anche i Siniperca (che vi mostro qui sotto) tra i pesci più costosi. Per approfondire questo incredibile mercato di pesci di lusso leggi “Vale come un’auto: il mondo high value dell’acquariofilia asiatica“.


Perché questa storia riguarda tutta l’acquariofilia
Gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati acquariofili più grandi del mondo. Se il divieto sull’Arowana dovesse cambiare, il mercato globale potrebbe espandersi enormemente, aumenterebbe la disponibilità di esemplari captive bred e molte altre normative su specie protette potrebbero essere rivalutate.
In altre parole, questa non è solo la storia di un pesce. È una questione che riguarda il rapporto tra conservazione della natura e acquariofilia moderna. E forse è proprio qui che l’acquariofilia moderna potrebbe interrogarsi.
Una domanda per il futuro del nostro hobby
Molte delle specie che oggi alleviamo nei nostri acquari esistono proprio grazie agli allevamenti commerciali. Il caso della Arowana asiatica pone quindi una domanda molto interessante:
Quando una specie allevata in cattività smette davvero di rappresentare un rischio per la natura?
La risposta potrebbe arrivare proprio da questa battaglia legale negli Stati Uniti.. E potrebbe cambiare molto più di quanto immaginiamo




Riferimenti
- AMAZONAS Magazine
- CORAL Magazine
- United States Association of Aquariums
- U.S. Fish and Wildlife Service
- Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora
E voi avete mai visto dal vivo qualche pesce costoso come l’Arowana? Dove? Raccontatecelo nei commenti qui sotto o nel nostro forum. Seguici anche su Telegram, Instagram, Facebook, X/Twitter e YouTube per non perdere articoli, reportage e aggiornamenti sul presente ed il futuro dell’Acquariofilia.
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