
The Sharkwise project – un internship unico in Sudafrica per vivere la biologia marina: immersioni, ricerca sugli squali e tecnologie innovative.
Quando si parla di reefkeeping e di acquari marini, la mente corre subito ai nostri acquari di casa, alla tecnica che ci aiuta a mantenerle ed ai coralli che crescono sotto le nostre cure maniacali. Ma c’è un mondo parallelo, altrettanto affascinante, dove la tecnologia e la passione si uniscono alla scienza per salvaguardare gli ecosistemi marini naturali. È il mondo del SharkWise Project, un programma di internship dedicato agli squali e alla conservazione marina con sede in Sudafrica.
Un progetto internazionale a Umkomaas
Lo SharkWise Project nasce a Umkomaas, lungo la costa orientale del Sudafrica, nel cuore della Aliwal Shoal Marine Protected Area, una delle zone più ricche di biodiversità marina al mondo. Qui, tra squali, mante, delfini e una barriera corallina ancora in buona salute, studenti universitari, ricercatori e appassionati hanno la possibilità di immergersi letteralmente nella biologia marina.

Il progetto è guidato da ricercatori e biologi, tra cui la Dr. Sara Andreotti, e collabora con l’Università di Stellenbosch. La missione è duplice: conservazione degli squali e formazione delle nuove generazioni di biologi marini.
Cosa offre SharkWise Project
L’esperienza è strutturata come un internship mensile. Ogni partecipante entra a far parte del team di ricerca e partecipa attivamente alle attività quotidiane. Non si tratta quindi di un “viaggio subacqueo turistico”, ma di un percorso formativo altamente specialistico.
La quota di partecipazione
Il costo dell’internship è di circa 32.000 rand sudafricani al mese (poco meno di 1.700 euro al cambio attuale). A questo vanno aggiunte le spese di viaggio per arrivare in Sudafrica, l’assicurazione obbligatoria per immersioni e viaggi, il vitto personale e l’eventuale noleggio dell’attrezzatura subacquea. Realisticamente, secondo noi, l’investimento totale per un mese si aggira sui 2.200-2.500 euro.
Cosa è incluso
La quota comprende:
- Trasferimento da/per l’aeroporto internazionale King Shaka.
- 12 immersioni al mese nell’Aliwal Shoal Marine Reserve (permessi inclusi).
- Alloggio vicino al centro immersioni e alla spiaggia.
- Lezioni teoriche e pratiche con ricercatori e ospiti internazionali.
- Attività di raccolta dati, foto-identificazione e gestione database.
- Materiale base per la casa e per la cucina.

Cosa non è incluso
Non rientrano nella quota: voli internazionali, assicurazione, cibo personale e attrezzatura subacquea (noleggiabile sul posto per circa 80 euro al mese).
Attività pratiche: dalla foto-ID all’eDNA
Il cuore del progetto è la ricerca sugli squali. Ogni giorno, i partecipanti svolgono attività concrete di biologia marina:
- Foto-identificazione: grazie a tecniche fotografiche avanzate e anche a sistemi laser, è possibile riconoscere singoli individui e monitorare i loro spostamenti nel tempo.
- eDNA (environmental DNA): attraverso l’analisi di campioni d’acqua, si rilevano tracce genetiche di squali e altre specie, una metodologia innovativa e non invasiva.
- Monitoraggio della biodiversità: durante le immersioni si raccolgono dati su specie, comportamenti, presenza di patogeni e stato generale dell’ecosistema.
- Formazione scientifica: gli studenti apprendono come gestire i dati, scrivere report e analizzare campioni biologici.
Perché interessa agli acquariofili
A prima vista, potrebbe sembrare lontano dal nostro mondo acquariofilo. Ma in realtà lo SharkWise Project è un ponte naturale tra reefkeeping e biologia marina. E poi diciamocelo chiaramente, ma quanto sono belli gli squali? Animali che mai potremo avere in acquario, neanche avessimo un acquario come quello di Polo Reef solo per noi.

Molti strumenti che usiamo in vasca trovano un parallelo in mare:
- i controller elettronici che monitorano parametri come pH e temperatura,
- i sistemi di fotografia e video per documentare coralli e pesci,
- la necessità di ridondanza tecnologica per ridurre rischi e variabili.
Partecipare a un progetto come questo significa comprendere meglio i meccanismi che mantengono stabile un ecosistema naturale, e riportare quell’esperienza anche nella gestione di un acquario.
Non solo squali
Anche se il focus principale sono gli squali, le immersioni nell’Aliwal Shoal offrono incontri spettacolari con mante, delfini, tartarughe e coralli tropicali. È un’occasione unica per vivere da vicino un ambiente che spesso cerchiamo di ricreare in vasca.
L’esperienza diventa quindi non solo formativa, ma anche emozionale: un modo per legare la propria passione all’acquariofilia con un impegno reale per la conservazione.

Un investimento nel futuro
Il costo può sembrare elevato, ma va considerato come un investimento formativo. Per studenti di biologia marina è un’esperienza che arricchisce il curriculum. Per appassionati e acquariofili, è un’opportunità irripetibile per vivere dall’interno il lavoro dei ricercatori e tornare a casa con una nuova consapevolezza.
Conclusione
Lo SharkWise Project rappresenta un’esperienza unica: vivere la biologia marina sul campo, tra immersioni e ricerca, affiancando scienziati impegnati nella conservazione degli squali e dei reef tropicali.
È un percorso che unisce passione, formazione e avventura. E che ricorda a tutti noi quanto sia prezioso l’equilibrio marino, sia nella vasca di casa che nell’oceano aperto.
Per chi desidera fare un passo oltre l’acquariofilia e sperimentare la scienza in prima persona, questa può essere un’esperienza davvero trasformativa.
👉 Maggiori informazioni su: SharkWise Project
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