
Lo Zebrasoma xanthurum, conosciuto anche come pesce chirurgo pinna gialla, è senza dubbio uno dei pesci più eleganti e desiderati dell’acquario marino. Caratterizzato da una colorazione blu-viola profonda e una coda giallo acceso, è un pesce che mi piace moltissimo e che oggi analizzeremo per capire come allevarlo al meglio.
La nostra guida dello Zebrasoma xanthurum
Lo Zebrasoma xanthurum, o pesce chirurgo dalla coda gialla, appartiene alla famiglia degli Acanthuridae. Come abbiamo visto per il suo “cugino” giallo, lo Zebrasoma flavescens, fa parte dell’ordine dei Perciformes e del genere Zebrasoma. Nello specifico, ovviamente, parliamo della specie xanthurum.
Questo pesce è un ospite d’onore negli acquari di barriera. È robusto, relativamente semplice da allevare una volta ambientato e, cosa fondamentale per noi appassionati, è assolutamente reef-safe. Non disturba i coralli, che siano essi SPS, LPS o molli, rendendolo perfetto per le nostre vasche piene di colore. A differenza del flavescens, lo xanthurum è sempre stato considerato un pesce di “prestigio”, sia per la provenienza che per il costo storicamente più elevato, cosa non più vera oggi, ma ne parliamo dopo.

Fisicamente presenta il corpo compresso lateralmente tipico degli acanturidi, con una livrea blu-violacea arricchita da piccoli punti scuri sulla testa e una pinna caudale di un giallo vibrante. Anche lui possiede un intestino molto lungo, evoluto per processare una dieta prettamente vegetariana.
Lo xanthurum (rigorosamente con l’iniziale minuscola) è dotato della tipica spina caudale retrattile dei pesci chirurgo. Nel suo caso, l’aculeo è bianco e risalta magnificamente sul fondo scuro del corpo. È il suo strumento di difesa e offesa: una vera e propria lama di bisturi che è caratteristica comune a tutti i pesci “chirurgo”.



Lo Zebrasoma xanthurum è un nuotatore instancabile e richiede spazio. Rispetto al flavescens, ha un carattere decisamente più forte e territoriale. In acquari piccoli può diventare il “bullo” della vasca, specialmente verso altri pesci chirurgo o pesci dalla colorazione simile. Ama le correnti sostenute e acque molto ossigenate; lo vedrete spesso sfrecciare tra le rocce con il suo moto ondulatorio tipico. Anni fa io ne presi uno piccolo perché mi è sempre piaciuto da impazzire, ma non avevo fatto i conti con il mio Acanthurus leucosternon, che in pratica lo ha relegato in un angolo della vasca e lo ha letteralmente massacrato. A questo punto dopo qualche settimana l’ho pescato e l’ho portato da un amico, dove però i ruoli si sono subito invertiti, diventando lui il padrone aggressivo della vasca. Questo per dirvi che è un pesce la cui aggressività non è mai da sottovalutare.
Secondo fishbase.org, può raggiungere i 37 cm di lunghezza, anche se in Mar Rosso nelle mie varie immersioni non ho mai visto esemplari che si avvicinassero a queste dimensioni, ma in acquario solitamente si stabilizza intorno ai 18/20 cm. È un pesce tendenzialmente solitario. Se volete tentare l’inserimento di più esemplari, servono vasche enormi (oltre i 600-800 litri) e un inserimento rigorosamente contemporaneo, altrimenti le lotte per il territorio saranno inevitabili e cruente.
Distribuzione
A differenza del flavescens, lo xanthurum ha un areale di distribuzione più limitato ed affascinante. Vive prevalentemente nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, ma è stato segnalato anche nel Mar Arabico fino alle coste dell’India. Gli esemplari provenienti dal Mar Rosso sono però solitamente i più ricercati per la brillantezza della loro livrea.

Comportamento
Il comportamento dello Zebrasoma xanthurum è quello di un padrone di casa attento. Passa la giornata a brucare le alghe dalle rocce, svolgendo un lavoro di pulizia fondamentale. È instancabile. Tuttavia, la sua aggressività intraspecifica è superiore a quella del flavescens: non tollera facilmente altri membri del genere Zebrasoma se lo spazio non è adeguato. In una vasca spaziosa e ben arredata, però, è un pesce che regala enormi soddisfazioni per vivacità e fierezza.

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Se stai valutando uno Zebrasoma xanthurum, qui trovi altre guide utili su specie simili e compatibilità.
- Zebrasoma flavescens – il chirurgo giallo per eccellenza
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- Paracanthurus hepatus – tutto su “Dory”: salute e spazio necessario
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Alimentazione
Tutti i pesci chirurgo, e lo Zebrasoma xanthurum non fa eccezione, devono avere una dieta basata prevalentemente sulle alghe. Come abbiamo approfondito nel nostro recente speciale sull’alimentazione degli acanturidi, questi pesci possiedono un apparato digerente molto lungo che richiede un apporto costante di fibre vegetali per funzionare correttamente. In natura passano l’intera giornata a brucare e dobbiamo cercare di replicare questo comportamento anche in vasca.



Il panorama dell’alimentazione degli acanturidi è cambiato profondamente negli ultimi tempi. Se per anni le alghe nori essiccate sono state l’unico modo per offrire cibo vegetale “fisico”, oggi la ricerca si è spostata verso la conservazione dei nutrienti originali. In quest’ottica, abbiamo trovato molto interessante l’approccio di prodotti come le BEA Algae Fresh (di cui potete leggere il nostro approfondimento qui).
L’utilizzo di alghe fresche invece di quelle essiccate permette di offrire al pesce chirurgo vitamine e pigmenti che non abbiano subito i processi di stress termico della disidratazione industriale. Per un pesce come lo xanthurum, la cui bellezza dipende quasi interamente dalla saturazione dei blu e dei viola, poter contare su una base vegetale il più possibile simile a quella naturale può fare la differenza nel mantenimento a lungo termine della livrea, riducendo anche il rischio di sbiadimenti localizzati.


Tuttavia, non dimenticate che lo xanthurum è un nuotatore di potenza che consuma molta energia. Oltre alla fondamentale base vegetale “fresca”, è essenziale integrare la dieta con mangime granulare proteico di altissima qualità. Questo mix bilanciato tra proteine per il nuoto e alghe fresche per la salute dell’intestino è il segreto per prevenire l’erosione della linea laterale e mantenere il pesce in salute per molti anni.
🐠 Curiosità DaniReef: uno Zebrasoma xanthurum nel Mar Mediterraneo!
Lo Zebrasoma xanthurum è una specie originaria del Mar Rosso, ma esistono segnalazioni davvero sorprendenti. Nel 2015, infatti, un esemplare è stato fotografato nelle acque sarde, al largo di Olbia, un evento assolutamente eccezionale per questa specie tropicale.
👉 Qui trovate l’articolo completo con la fotografia e tutti i dettagli:
Fotografato uno Zebrasoma xanthurum nelle acque sarde al largo di Olbia
Una testimonianza incredibile che dimostra come, anche in mare aperto, le sorprese non finiscano mai.
Dimensioni dell’acquario marino consigliate
Anche qui, non si scherza. Lo xanthurum è un pesce che soffre maledettamente gli spazi stretti. Un acquario da almeno 350 litri è il minimo sindacale per un singolo esemplare. In vasche più piccole lo stress prenderà il sopravvento, portando a parassitosi (i classici puntini bianchi) e a un’aggressività fuori controllo. Ricordate, a parità di ogni altra condizione, più la vasca è lunga, più il pesce sarà sereno.

Allevamento
L’allevamento non è difficile se si rispettano le regole base: acqua pulita, forte movimento e spazio. È un pesce longevo che può accompagnarvi per oltre un decennio. È sensibile all’Oodinium e al Cryptocaryon durante lo stress dell’inserimento, quindi l’acclimatazione deve essere fatta con cura. Una volta stabilito, diventa il re indiscusso della barriera domestica.

L’ibrido che non ti aspetti: lo “Yurple Tang”
La natura (e la scienza) a volte ci sorprendono con combinazioni incredibili. È il caso dello “Yurple Tang”, un affascinante ibrido nato dall’incrocio tra lo Zebrasoma flavescens e lo Zebrasoma xanthurum. Come abbiamo raccontato in questo articolo, si tratta di un pesce che fonde i tratti somatici di entrambe le specie, presentando una livrea che vira tra il giallo dorato e il viola profondo.

Questi esemplari, portati sul mercato da realtà come Biota, rappresentano una vera rarità per i collezionisti e dimostrano quanto la genetica possa ancora stupirci nel mondo degli acanturidi.
La svolta della riproduzione in cattività
Un tempo prelevare lo Zebrasoma xanthurum in natura era l’unica opzione possibile, ma oggi la situazione è drasticamente cambiata per la fortuna dei nostri acquari e dell’ambiente. Già dal 2016, grazie ai pionieristici sforzi di Bali Aquarich, lo xanthurum è entrato ufficialmente nel novero dei pesci riprodotti con successo in cattività.

Scegliere un esemplare d’allevamento non è solo una scelta etica e sostenibile, ma garantisce anche di inserire in vasca un pesce già abituato alla vita in acquario, molto più resistente ai parassiti e decisamente più docile nell’accettare il cibo secco sin dal primo giorno.
La questione del prezzo e della disponibilità
Storicamente, lo Zebrasoma xanthurum costava molto di più del flavescens (parliamo di 150-250 euro). Con il blocco delle esportazioni dalle Hawaii che ha colpito il flavescens, se non conoscete la storia la potete recuperare in questi articoli, i prezzi si sono quasi livellati. Oggi lo xanthurum è più disponibile rispetto al passato e il suo prezzo è diventato competitivo rispetto agli esemplari di flavescens di cattura o di allevamento. Rimane comunque un investimento per l’acquariofilo consapevole.

Conclusioni
Se avete lo spazio lo Zebrasoma xanthurum è un pesce che non può deludervi. Relativamente semplice da allevare se rispettate le condizioni minime, che saprà regalarvi movimenti meravigliosi in acquario. Sicuramente uno di quei pesci che non dovrebbe mancare in un acquario marino di una certa dimensione.
Il consiglio di DaniReef: MERAVIGLIOSO E CONSIGLIATO, MA SOLO PER CHI HA VASCHE SPAZIOSE E MATURE.
📌 Scheda riassuntiva – Zebrasoma xanthurum
- Nome comune: Pesce chirurgo coda gialla / Purple Tang
- Nome scientifico: Zebrasoma xanthurum (iniziale minuscola)
- Famiglia: Acanthuridae
- Origine: Mar Rosso, Golfo di Aden, Mar Arabico (fino all’India)
- Dimensione realistica in acquario: 18–20 cm (in natura può essere più grande)
- Reef safe: Sì (non infastidisce coralli SPS/LPS/molli)
- Carattere: Territoriale, più “tosto” del Z. flavescens; può diventare aggressivo in vasche piccole
- Litri consigliati: 350 Litri minimo per 1 esemplare (meglio vasche lunghe); per più esemplari 600–800 L+ ed inserimento contemporaneo
- Movimento/ossigenazione: Alti (nuotatore instancabile, ama correnti sostenute)
- Dieta base: Alghe (brucatura continua; nori/alghe fresche/alghe in vasca)
- Integrazione utile: Granulare proteico di qualità per sostenere il nuoto e l’energia
- Punti critici: Stress da spazi stretti → aggressività + rischio parassiti (Cryptocaryon, Oodinium)
- Consiglio “DaniReef”: MERAVIGLIOSO E CONSIGLIATO, ma solo in vasche spaziose e mature
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