
Guardate l’Apistogramma agassizii e ditemi se non sia un pesce meraviglioso. Se esiste un pesce che incarni l’eleganza selvaggia dell’Amazzonia in pochi centimetri, possiamo parlare tranquillamente di lui. Non è solo una questione di nome (ereditato dal biologo Louis Agassiz), ma di carattere: un mix di colori vibranti e una personalità territoriale che non smette mai di stupire.
In questa guida completa troverai:
- Parametri ideali dell’acqua e allestimento
- Alimentazione e specie compatibili
- Tutto sulla riproduzione e cure parentali
- Consigli pratici per evitare errori comuni
L’Apistogramma agassizii è sicuramente uno dei ciclidi nani più popolari e iconici dell’acquariofilia amazzonica. La specie deve il nome al celebre biologo Louis Agassiz, che studiò i pesci del Sud America. Grazie alle sue dimensioni ridotte, al colore brillante e al comportamento territoriale affascinante, è tra i primi ciclidi nani scelti dagli acquariofili. Pur essendo più semplice da gestire rispetto ad altri ciclidi della sua categoria, richiede comunque attenzione ai parametri dell’acqua, alla qualità del cibo ed all’allestimento: è quindi indicato a chi abbia esperienza almeno intermedia, o a neofiti disposti a seguire attentamente le regole dell’acquario amazzonico.
Tassonomia
Famiglia: Cichlidae
Genere: Apistogramma
Specie: Apistogramma agassizii Steindachner, 1875
Questa specie appartiene al gruppo dei ciclidi nani sudamericani e presenta notevoli variazioni di colore e pattern in base alla provenienza geografica, alle linee selezionate in commercio e alla forma selvaggia.
Habitat e distribuzione geografica
Apistogramma agassizii è diffuso nel bacino amazzonico, con popolazioni note in Venezuela, Colombia, Brasile (Rio Negro e affluenti), Perù e Bolivia. Vive in acque calme o moderate, spesso ricche di foglie morte, radici e vegetazione sommersa, in zone con pH acido e conducibilità bassa. L’habitat naturale è caratterizzato da acque limpide o leggermente tanniche, ricche di humus, con substrato morbido sabbioso e rifugi tra radici e piante galleggianti.
Descrizione del pesce e dimensioni dell’acquario

Apistogramma agassizii raggiunge 5–7 cm in natura, e dimensioni simili in acquario. La loro altezza è di circa 3–4 cm, con colorazioni variabili tra rosso, giallo e blu, spesso con striature verticali o macchie sul corpo.
Per ospitare una coppia, un acquario minimo di 60-80 litri (circa 60x40x30) è sufficiente; per un piccolo gruppo (1 maschio e 2–3 femmine) è consigliato invece un 100–120 litri (80x35x30), con abbondanza di rifugi, radici e piante. Per linee multiple e riproduzione è consigliata una vasca ancora più ampia 200-250 l (circa 100x40x50) con scomparti o strutture nascoste per ridurre lo stress che possono vivere i pesci.
L’Apistogramma agassizii richiede un allestimento attento che ricrei, per quanto possibile, le condizioni del suo habitat naturale. Il substrato ideale è sabbioso o ancora più fine, di colore chiaro o leggermente rossiccio, che consenta al pesce di scavare e muovere piccole quantità di ghiaia senza indurgli stress, che avviene invece in fondi costruiti su sabbia grossolana. L’aggiunta di radici e legni dolci, come mangrovie o tronchi di catappa, non solo crea nascondigli naturali ma contribuisce anche a rilasciare tannini, aiutando a stabilizzare il pH e rendere l’acqua leggermente acida, come nelle acque amazzoniche, e soprattutto dal caratteristico colore ambrato.
Per quanto riguarda le piante, l’Apistogramma agassizii si adatta bene a vasche anche molto piantumate, purché si scelgano specie compatibili con acque leggermente acide e temperature tra 24 e 28 °C.



Tra le piante consigliate troviamo: Echinodorus amazonicus, Vallisneria spiralis, Cryptocoryne wendtii (approfondisci Cryptocoryne wendtii brown, la pianta che ogni neofita dovrebbe avere), Microsorum pteropus (felce di Giava approfondisci Microsorum pteropus la felce di Giava – una pianta facile per tutti) e Anubias barteri (approfondisci Anubias barteri l’icona delle piante d’acquario), tutte facili da ancorare a radici o rocce.
Altre piante interessanti sono quelle galleggianti come Ceratopteris o Limnobium laevigatum che offrono ombra e zone di riparo, riducono lo stress dei pesci e creano ambienti molto naturali.
In acquari molto piantumati, è fondamentale lasciare spazi liberi per la nuotata dei pesci e per permettere alle coppie di formarsi e difendere i propri territori.


Attenzione alla messa a dimora delle piante: Anubias e Microsorum vanno legate ai legni che abbiamo usato per creare i rifugi; lasciare il rizoma libero è fondamentale per evitare marcescenze nel fondo fine che abbiamo allestito.
Parametri dell’acqua
L’Apistogramma agassizii predilige acque acide, morbide e poco mineralizzate. L’acqua limpida, con pH tra 5.0 e 6.5, conducibilità bassa e temperatura costante tra 24 e 28 °C, è ideale. Le linee selezionate in commercio tollerano valori leggermente più ampi di durezza KH 6.0 e GH 12.0, e pH, ma la stabilità dei parametri è sempre più importante delle singole cifre.
Abbiamo visto che nitrati bassi (<10 mg/L) sono fondamentali per evitare stress e problemi riproduttivi.
| Temperatura | 24–28 °C |
| pH | 5.0–6.5 |
| KH | 4 °dKH |
| GH | 8 °dGH |
| Conducibilità | 50–150 µS/cm |
| Nitrati | <10 mg/L |
Valori tollerabili
| Temperatura | 22–30 °C |
| pH | 5.0–7.0 |
| KH | 6 °dKH |
| GH | 12 °dGH |
| Conducibilità | 50–200 µS/cm |
| Nitrati | <20 mg/L |
Varietà disponibili in commercio

L’Apistogramma agassizii è molto apprezzato per la sua variabilità cromatica e per le differenze comportamentali tra le popolazioni presenti in commercio. In natura, le forme selvatiche presentano colori più sobri e adattati al loro habitat: striature verticali sottili, tonalità di giallo-bronzo, rosso tenue o blu tenue, spesso con pinne trasparenti o leggermente pigmentate. Queste popolazioni provengono principalmente da Venezuela, Colombia e dal Rio Negro in Brasile, e ciascun gruppo locale mostra caratteristiche genetiche leggermente diverse, come intensità del colore, dimensione e forma della pinna caudale o dorsale.
Le forme commerciali sono invece il risultato di selezioni in acquario, con obiettivi estetici. Alcune linee pregiate, come la “Red Head” o la “Gold”, presentano colori molto intensi e uniforme pigmentazione, frutto di incroci e selezioni ripetute. Alcuni esemplari mostrano pinne più lunghe e vivaci, mentre altri sono selezionati per la brillantezza del corpo o la nitidezza delle striature. Queste forme tendono a tollerare parametri leggermente più ampi rispetto agli esemplari selvatici, rendendoli più adatti all’acquariofilo intermedio o avanzato che desidera una popolazione decorativa ma robusta.
Non fatevi ingannare dalle selezioni commerciali: anche se la linea ‘Red Head’ è più tollerante in termini di durezza, il DNA resta quello di un predatore territoriale. La gestione degli spazi e dei rifugi non è un optional, ma la base per vederli nuotare tranquilli.
Cure e gestione
La filtrazione biologica deve essere delicata, preferibilmente con filtri a spugna o a basso flusso per preservare la stabilità e la salute dei piccoli ciclidi. Si consigliano inoltre cambi regolari di acqua (20–30% settimanali) con acqua preparata per mantenere pH e durezza costanti. Infine, come abbiamo già accennato, è fortemente consigliato un ambiente ricco di nascondigli, foglie di catappa e legni per ridurre lo stress e favorire comportamenti naturali.




l’Acclimatazione è purtroppo spesso trascurata. Consigliamo sempre il metodo a goccia per almeno 45-60 minuti, specialmente per esemplari selvatici (wild), per permettere alla pressione osmotica, alla temperatura, ed ai parametri dell’acqua di stabilizzarsi senza traumi. Ma gli Apistogramma agassizii introdotti in acqua con parametri diversi da quelli di origine soffrono facilmente di shock osmotico o di stress, con conseguenze negative sulla salute, che possono portare anche alla morte del singolo individuo.
Abitudini alimentari
In natura si nutre di piccoli invertebrati, larve e plancton bentonico. In acquario accetta cibi vivi (artemia, dafnie, larve di zanzara), surgelati e pellet adatti ai ciclidi nani. È consigliabile alternare cibi freschi a formulati di qualità per mantenere colori vivi e salute ottimale. Sembra un consiglio scontato, ma non lo è. Mangimi di qualità hanno un impatto molto forte sulla salute e sulla colorazione dei pesci. Non solo degli Apistogramma, per essere.





Compatibilità
Apistogramma agassizii può vivere bene in coppia oppure in un piccolo gruppo, ma la compatibilità non dipende solo dai litri: dipende soprattutto da quanta “privacy” riesci a dargli sul fondo. In una vasca spoglia o con pochi ripari si stressa facilmente, smette di mostrarsi, mangia peggio e la riproduzione diventa un miraggio. Al contrario, con tante barriere visive (legni, foglie, piante e tane distribuite) riesce a delimitare il territorio senza essere continuamente disturbato e torna a comportarsi da vero ciclide nano.
Come compagni di vasca funzionano bene pesci pacifici di piccola e media taglia che non scendono a “pattugliare” il fondo e che non rubano sistematicamente il cibo. Corydoras di taglia piccola/media e tetra tranquilli sono spesso una buona scelta, purché la vasca non sia sovraffollata e l’alimentazione arrivi anche nelle zone riparate. Attenzione invece a specie troppo irruente o invadenti sul fondo: se gli rubano spazio e rifugi, l’Apistogramma paga sempre per primo.
Il discorso si complica quando si parla di Scalari o Discus. Non è “impossibile” in assoluto, ma nella pratica richiede vasche grandi, layout molto strutturato e un controllo maniacale di temperatura e qualità dell’acqua: basta poco perché i nani si chiudano, vivano in stress cronico o vengano semplicemente messi all’angolo. Se vuoi provarci, devi partire dall’idea che i ciclidi nani non devono adattarsi agli altri: è la vasca che deve essere progettata per farli vivere tranquilli. Come sempre, prima si conosce il pesce e poi si costruisce l’habitat; solo dopo si scelgono i compagni.
Riproduzione
Il dimorfismo sessuale è evidente: maschi più grandi, colorazioni intense e pinne più allungate; femmine più piccole e con colorazione tendente al giallo-bronzo sul ventre.
Per formare le coppie vi consigliamo di allevare piccoli gruppi dispari: i maschi selezionano la femmina dominante, mentre le altre femmine possono diventare subordinate. La deposizione avviene su superfici piatte o legni, con la cura parentale estesa da parte di entrambi i genitori.
La riproduzione dell’Apistogramma agassizii richiede una pianificazione attenta dell’acquario, della popolazione e dei parametri dell’acqua, perché questo ciclide nano è sensibile alle condizioni ambientali. In natura, le coppie si formano selettivamente e difendono un territorio ben definito; per questo motivo, anche in cattività è consigliabile partire da un piccolo gruppo di almeno tre o quattro femmine per un maschio, così da aumentare le probabilità di formazione di coppie stabili. Una volta individuata la coppia, è possibile separarla in una vasca dedicata alla riproduzione, evitando stress da competizione o interferenze di altri pesci.


La vasca da riproduzione non deve essere necessariamente grande: un contenitore di circa 40-60 litri è sufficiente per una coppia, purché siano presenti rifugi naturali come radici, legni e piccole grotte o cavità dove la femmina possa deporre le uova. Il substrato può essere sabbioso o fine, che facilita la deposizione e la cura dei piccoli.
I parametri dell’acqua sono fondamentali: la temperatura ottimale si aggira tra 26 e 28 °C, il pH leggermente acido tra 5,5 e 6,8, con durezza molto bassa (GH < 5) e KH tra 2 e 3. La conducibilità elettrica ideale deve restare moderata, e i nitrati devono essere mantenuti al minimo per evitare stress o mortalità degli avannotti. L’uso di cambi regolari e acqua molto pulita è essenziale per simulare le condizioni dei corsi d’acqua amazzonici.
Durante la riproduzione, la coppia mostra comportamenti distintivi: il maschio diventa più colorato e difende il territorio, mentre la femmina cura la deposizione delle uova e l’allevamento dei piccoli. Le uova vengono deposte su superfici lisce o nelle cavità scelte, e i genitori vigilano costantemente, spostando i girini e proteggendoli da possibili pericoli.
In parallelo con il Microgeophagus ramirezi, si osserva che Apistogramma agassizii tende a formare coppie stabili solo se la vasca permette ai pesci di esprimere comportamenti territoriali naturali e di avere rifugi adeguati. Pertanto, la chiave del successo nella riproduzione non è solo l’acqua perfetta, ma anche un ambiente ben strutturato e una gestione attenta del rapporto maschi-femmine, garantendo spazi sufficienti per la cura dei piccoli senza interferenze esterne
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L’Apistogramma agassizii è un ciclide nano affascinante e colorato, perfetto per acquari dedicati ai biotopi amazzonici, con attenzione a parametri, nascondigli e gestione delle coppie. Nonostante le piccole dimensioni, richiede cura e attenzione, ma rappresenta un’ottima scelta per acquariofili interessati ai ciclidi nani amazzonici.
Bibliografia
- SeriouslyFish – Apistogramma agassizii
- FishBase – Apistogramma agassizii
- Acquario biotopo cosa significa davvero ha senso farne uno
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