PESCI

Calloplesiops altivelis: tutto quello che avreste voluto sapere


calloplesiops altivelis

Riprendiamo dopo molto tempo dall’ultimo articolo la nostra rubrica di approfondimento sui pesci per acquario marino, presentandovi oggi lo spettacolare Calloplesiops altivelis.

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Calloplesiops altivelis

Il Calloplesiops altivelis è stato il primo pesce importante inserito nel mio primo acquario marino, nel lontano 2001. Questo ha contribuito ad accrescere il mio feeling con questo pesce estremamente schivo tanto da dargli un nome e chiamarlo Camomilla, ed ancora oggi in diversi acquariofili spesso si sente ancora chiamarlo buffamente Camomilla. A parte questa innocente nota di colore, il Calloplesiops è un pesce molto molto tranquillo e di facilissimo allevamento in acquario. La mia “Camomilla” è vissuta in acquario quasi 9 anni, e quando se ne è andata ci ha lasciato davvero con l’amaro in bocca ed una profonda tristezza.

Il Calloplesiops altivelis fa parte del genere Calloplesiops, che deriva dal greco kalos plesios ops ovvero “dalla bella apparenza”, spesso è chiamata Cernia Marina a causa di una errata classificazione fatta agli albori della sua conoscenza, ma oggi tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere il Callopplesiops altivelis non appartenente alle cernie ed infatti è stato creato il genere Calloplesiops che comprende solo pochissimi pesci. L’altivelis è stato classificato per la prima volta nel 1903 da Steindachner, in inglese è conosciuto anche con il nome Comet da cui anche l’italiano Betta Marino, per la sua somiglianza con i pesci di acqua dolce Betta splendens.

Il Calloplesiops altivelis può arrivare al massimo a 20 cm di lunghezza secondo il noto portale Fishbase.org, nonostante questo, date le sue caratteristiche è un pesce adatto per acquari anche di modeste dimensioni.

In foto potete vedere un primissimo piano di Camomilla dopo un paio di anni dall’inserimento in acquario.

Il Calloplesiops altivelis presenta una colorazione molto caratteristica, con un colore di fondo scuro, tendente al nero, con tantissime macchie bianche lungo tutto il corpo. Già questo è un segno distintivo molto importante e molto molto accattivante. Ma non basta perché sulla parte posteriore della pinna dorsale è presente un grande occhio che serve come difesa mimetica, tanto che spesso il Calloplesiops staziona dentro una caverna, con la sola parte posteriore in vista, tentando di assomigliare ad una murena.

Ovviamente la piccola ciste presente sulla bocca di Camomilla non dovrebbe esserci e non fa parte dei tratti distintivi dei Calloplesiops altivelis.

Distribuzione

La distribuzione del Calloplesiops altivelis è esclusivamente nell’area indo pacifica, dal Mar Rosso alle coste orientali dell’Africa fino alle isole Tonga ed alla grande barriera corallina australiana. Un areale incredibilmente vasto che praticamente taglia fuori solo i caraibi e le coste americane.

Comportamento

Il Calloplesiops altivelis ha un comportamento da vero re. Si muove sempre con estrema calma, non è mai rapido, tranne quando deve mangiare come potete vedere nell’immagine precedente, da’ sempre l’idea di avere tanto tempo a disposizione. Purtroppo è un pesce molto schivo a cui piace rimanere nascosto negli anfratti, quindi se non è stato abituato da giovane sarà molto difficile vederlo passeggiare per l’acquario, però è vero che quando lo fa riesce ad impreziosire notevolmente qualsiasi ambiente. Con poca difficoltà diventerà il pesce più ammirato dell’intero acquario.

E’ un pesce di indole molto pacifica, che non va mai in contrasto con altri pesci, però nell’acquistarlo bisogna tenere conto dell’apertura della sua bocca, dato che, come dice il noto proverbio “pesce grande mangia pesce piccolo” come per tutti i pesci tenderà a mangiare qualsiasi cosa che gli possa entrare in bocca, se riesce a prenderlo. Problema che si potrebbe avere per gli avannotti che potrebbero crescere in acquario, ad esempio dei pesci pagliaccio piuttosto che dei Pterapogon kauderni.

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Il suo difetto maggiore però, oltre al fatto che non sarà sempre visibile in acquario, è che nella sua dieta sono inclusi i gamberi. Quindi qualsiasi gambero, soprattutto se di piccole dimensioni, come i Lysmata wurdemanni, è molto a rischio con lui in acquario. Si possono salvare i gamberi più tenaci come gli Stenopus di tutti i tipi, oppure in genere i Lysmata amboinensis, che essendo dei pulitori, in genere sono abbastanza al sicuro, certo non se sono di piccole dimensioni.

Non c’è nessun rischio con i coralli. Mentre tutta la fauna bentonica può rientrare facilmente nella sua dieta.

Alimentazione

Il Calloplesiops altivelis è un pesce un po’ schizzinoso quando si tratta di mangiare. Prima di tutto perché si adatta a mangiare qualsiasi cosa che si muova in acquario e che sia sufficientemente piccolo (o grande) da entrare nella sua bocca. Anfipodi, copepodi, piccoli crostacei e gamberetti fanno parte della sua dieta. Quindi l’alimentazione preferibile è quella relativa ai crostacei, come mysys ed artemia.

Purtroppo essendo un pesce piuttosto schivo è possibile che per alcuni mesi, che potrebbero diventare anni, sia necessario alimentarlo direttamente con una pinza, cercando di farlo avvicinare ad un eventuale anellino posizionacibo. Il mio Calloplesiops altivelis oggi mangia tranquillamente anche il granulato andandoselo a prendere dall’anello posizionacibo. Ma sicuramente, potendo, il mysys liofilizzato può essere una ottima scelta.

Normalmente non è un pesce problematico da alimentare, fatta salva la voglia di alimentarlo più o meno giornalmente, mentre può essere difficile abituarlo al granulato. C’è da aggiungere però che se l’acquario è sufficientemente maturo si adatta a mangiare anfipodi e copepodi in completa ed assoluta autonomia.

Una volta sono riuscito a non vederlo per almeno due mesi, tanto che credevo fosse morto, per poi un giorno rivederlo tranquillamente in giro per l’acquario.

In questo video, girato oramai nel lontano 2009, quindi mi scuserete per la bassa qualità complessiva, si vede il Calloplesiops altivelis nel momento della somministrazione del cibo e la sua ineguagliabile eleganza. Devo comunque ricercare questo video e riproporlo a risoluzione più elevata…

Il video fa parte del bellissimo articolo sull’alimentazione dei pesci che vi consiglio di leggere per approfondire tanti aspetti spesso dati per scontati: Alimentazione dei pesci – The fish feeding

Dimensioni dell’acquario marino consigliate

Il Calloplesiops altivelis può raggiungere come abbiamo detto una dimensione di 20 cm, anche se il mio Camomilla dopo circa 9 anni era arrivata a circa 15 cm, non di più. Data la sua indole tranquilla, ed il fatto che sia un pesce stanziale, è possibile tenerlo anche in acquari relativamente piccoli attorno ai 200 litri. E’ abbastanza semplice tenerne una coppia, specie se questa è stata costruita in negozio, perché diversamente è un pesce molto aggressivo verso i suoi consimili, così come è un pesce la cui riproduzione, anche in acquario, è possibile.

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Allevamento

Il Calloplesiops altivelis non presenta particolari difficoltà di allevamento, accetta abbastanza facilmente mangime secco o liofilizzato se somministrato direttamente, non è un pesce aggressivo ma tenete sempre d’occhio la popolazione dei vostri gamberetti. Non è particolarmente soggetto a parassitosi varie ed è quindi molto robusto. In acquario può raggiungere i nove anni, come nel mio caso, ma penso che possa andare anche molto oltre, visto che il mio non è, purtroppo, morto di morte naturale.

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Il consiglio di DaniReef: FORTEMENTE CONSIGLIATO

 


4 commenti on Calloplesiops altivelis: tutto quello che avreste voluto sapere

  1. Stefano Bianchi

    Ciao Dani,
    ho un cubo di 55cm di lato con dsb ed una rocciata che copre due lati della vasca creando una bella grotta con anfratti nell’angolo con molto spazio libero per il nuoto..come pesci ho solo un synchiropus picturatus e mi piacerebbe aggiungere anche uno pseudochromis fridmani.
    Dici che potrei mettere anche un esemplare di Calloplesiops altivelis?lo spazio sarebbe sufficiente e la convivenza con i pesci sopraelencati secondo te sarebbe possibile?
    Inoltre ho letto dal tuo articolo che è molto molto schivo ma una volta ambientato qualche nuotata se la fa x la vasca o esce solo per mangiare?
    Comunque per me splendido pesce!!!

    • Ciao Stefano. Un cubo di 55 cm di lato con DSB vuol dire avere circa un volume di 55x55x40 circa, ovvero 120 litri. Anche se è un pesce che nuota poco e piuttosto stanziale, io non lo terrei in meno di 200 litri. Però in quelle dimensioni penserei ad una qualche varietà di Centropyge. Che ne pensi?

  2. Stefano Bianchi

    Si effettivamente hai ragione…purtroppo niente Camomilla x me 😉
    Non male l’idea del centropyge…oppure stavo valutando di poter mettere una heteractis crispa con una coppia di amphiprion perideraion..che dici?
    Grazie mille per la tua disponibilità!!!

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