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Apistogramma trifasciata: Guida all’allevamento e riproduzione

Apistogramma trifasciata
Apistogramma trifasciata – Foto: OpenCage, Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.5).

Pur essendo una specie territoriale, l’Apistogramma trifasciata si adatta bene a vasche densamente piantumate, dove la vegetazione possa delimitarne i confini visivi.

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L’Apistogramma trifasciata è una specie affascinante, sebbene delicata, che appartiene al gruppo dei ciclidi nani sudamericani. Pur essendo meno appariscente del suo parente Apistogramma agassizii, per altro altrettanto elegante, si distingue per la caratteristica tripla fascia nera che attraversa il corpo e che gli ha valso il nome scientifico: trifasciata, appunto “a tre fasce”.

Tassonomia e classificazione scientifica

Nome scientifico: Apistogramma trifasciata (Eigenmann & Kennedy, 1903)
Famiglia: Cichlidae
Sottofamiglia: Geophaginae
Ordine: Cichliformes
Classe: Actinopterygii (Pesci ossei a pinne raggiate)
Distribuzione geografica: Sud America (Brasile, Bolivia, Paraguay)
Nomi comuni: Apistogramma trifasciato, Ciclide nano trifasciato

Appartenente alla sottofamiglia Geophaginae, Apistogramma trifasciata fa parte di un vasto gruppo di ciclidi sudamericani adattati alla vita nei fondali sabbiosi o fangosi, dove filtrano e setacciano il substrato alla ricerca di micro-organismi. Il nome del genere Apistogramma deriva dal greco antico apistos (“incerto” o “variabile”) e gramma (“linea” o “segno”), in riferimento ai motivi variabili presenti lungo il corpo delle diverse specie del genere.

La specie trifasciata è stata descritta per la prima volta nel 1903 da Eigenmann e Kennedy, sulla base di esemplari raccolti nel bacino del Rio Paraguay. È una delle specie tipo più rappresentative del gruppo, caratterizzata dalle tre linee nere longitudinali che restano visibili anche in condizioni di stress o riposo.

Distribuzione e habitat naturale

Originario dei bacini del Rio Paranà e del Rio Guaporé, questa specie è diffusa in Bolivia, Brasile e Paraguay. Vive in corsi d’acqua tranquilli, zone paludose e laghetti forestali, caratterizzati da substrati sabbiosi e presenza di foglie in decomposizione, che rilasciano tannini e colorano l’acqua del classico marrone ambrato che tanto spesso cerchiamo di riprodurre in acquario.

In natura predilige acque morbide e acide (pH 5,5–6,5), con conducibilità molto bassa e temperature comprese tra 26 e 29 °C. Spesso abita i rami laterali dei fiumi, dove la corrente è minima e la vegetazione acquatica fornisce riparo e microfauna abbondante per la sua alimentazione.

Descrizione del pesce


L’Apistogramma trifasciata è caratterizzato da un corpo allungato e compresso lateralmente. Il nome “trifasciata”, come abbiamo già detto, deriva dalle tre fasce nere longitudinali che attraversano il corpo dall’occhio alla base della caudale: la prima fascia passa attraverso l’occhio, la seconda corre al centro del corpo e la terza si estende vicino alla coda. Queste bande rimangono visibili anche in condizioni di stress o riposo, rendendo immediatamente riconoscibile la specie.

Il dimorfismo sessuale è evidente: i maschi raggiungono i 6–7 cm in lunghezza totale, con pinne dorsali e caudali allungate e leggermente appuntite, spesso decorate da riflessi blu-turchese.

Allestimento dell’acquario

Per ricreare un ambiente idoneo ad ospitare una coppia Apistogramma trifasciata, partendo dalla nostra esperienza con questo interessante ciclide, consigliamo un acquario di almeno 80–100 litri. Per essere perfetto dovrebbe essere dotato di sabbia fine, radici di torbiera, legni ramificati e foglie di catappa o quercia per simulare il biotopo amazzonico.

L’acqua deve essere tenerissima (GH 2–5), acida (pH 5,5–6,5) e ben filtrata, ma senza creare correnti forti. Le piante galleggianti come Salvinia o Pistia aiutano a schermare la luce e a ridurre lo stress. La presenza di rifugi naturali (mezze noci di cocco, grotte, pietre piatte) è essenziale, specialmente durante la fase riproduttiva.

Pur essendo una specie territoriale, l’Apistogramma trifasciata si adatta bene a vasche densamente piantumate, dove la vegetazione delimita i confini visivi. Può convivere con pesci tranquilli come Nannostomus, Otocinclus, piccoli Corydoras , evitando però specie aggressive o troppo vivaci.

Varietà commerciali e forme naturali

In natura l’Apistogramma trifasciata si presenta con la colorazione classica a tre fasce scure, corpo giallo-brunastro e riflessi blu sui maschi. La specie non mostra grandi differenze tra popolazioni selvatiche, anche se in alcune aree possono esserci leggere variazioni di tonalità o intensità delle bande, tipiche degli ambienti locali.

Sul mercato dell’acquariofilia, sono reperibili diverse forme selezionate e pregiate, nate da allevamenti controllati:

  • Forme intensamente colorate: maschi con pinne dorsali e caudali blu elettrico più brillante rispetto alla popolazione naturale;
  • Varietà a riflessi metallici: selezioni in cui il corpo presenta riflessi dorati o verdi, ricercate dagli appassionati;

Le linee allevate e selezionate per l’acquariofilia avanzata sono speciali selezioni che mantengono colori più stabili in cattività e mostrano una maggiore resistenza ai parametri variabili dell’acqua rispetto agli Apistogramma selvatici. Queste linee sono nate da allevamenti in cattività e non rappresentano popolazioni selvatiche, ma permettono agli appassionati di ottenere esemplari più vivaci e visivamente accattivanti senza prelevare individui dall’habitat naturale, garantendo così un approccio più etico all’acquariofilia.

Cure

Le forme allevate di Apistogramma trifasciata richiedono un’attenzione costante alla qualità dell’acqua. Essendo ciclidi nani delicati, prediligono un’acqua pulita, ben filtrata e con una leggera corrente, ideale per riprodurre le condizioni naturali dei corsi d’acqua lenti e ben ossigenati in cui vive.



Gli esemplari allevati in cattività amano i cambi d’acqua regolari, che possiamo consigliarvi attorno al 20–30% settimanale e sono assolutamente fondamentali per prevenire stress e malattie. Ve lo possiamo assicurare. È consigliabile un sistema di filtrazione biologica efficiente, quasi sovradimensionata, ma che sia accompagnato anche da una filtrazione meccanica che trattenga detriti e particelle sospese.

Valori consigliati in acquario:

Valori dell’acqua consigliati per Apistogramma trifasciata

Mantenimento (linee d’allevamento) stabile, facile da gestire

Temperatura: 24–27 °C  •  pH: 6,0–7,0  •  GH: 3–8 °dGH  •  KH: 1–4 °dKH  •  Conducibilità: 80–200 µS/cm  •  Nitrati: < 20 mg/L

Riproduzione (target più stretto) acqua molto tenera e acida

Temperatura: 27–29 °C  •  pH: 5,0–6,0  •  GH: 0–3 °dGH  •  KH: ~0–1 °dKH  •  Conducibilità: 20–80 µS/cm  •  Nitrati: idealmente < 10 mg/L

Nota: per il semplice mantenimento alcune linee d’allevamento tollerano valori più alti, ma se vuoi vedere comportamenti naturali e tentare la riproduzione conviene restare nella fascia “riproduzione”.

Alimentazione


L’Apistogramma trifasciata è un ciclide onnivoro ma vi consigliamo di basare la sua dieta sui cibi proteici, è pleonastico dire che è importante che siano di alta qualità. In natura si nutre di piccoli invertebrati, larve e micro-organismi presenti nel substrato. In acquario, la dieta può essere variegata e comprendere:

  • Alimenti vivi: artemia, daphnia, larve di insetti;
  • Cibi surgelati: artemia, chironomus, tubifex;
  • Cibi secchi e granulati di qualità: pellet e fiocchi specifici per ciclidi nani ad alto contenuto proteico e addizionati di vitamine.

Per mantenere i colori brillanti degli Apistogramma trifasciata e favorire la sua riproduzione, vi consigliamo di integrare, ogni tanto, la loro dieta con verdure finemente tritate come spinaci o zucchine, cotte al vapore o appena sbollentate. La frequenza ottimale è di due-tre pasti al giorno in piccole quantità, evitando eccessi che possano deteriorare rapidamente la qualità dell’acqua.

Comportamento e compatibilità


Pur essendo un pesce generalmente pacifico diventa molto territoriale durante la riproduzione. I maschi possono difendere con decisione l’area scelta, quindi vi consigliamo di non tenere più di un esemplare maschio in vasche inferiori a 100 litri. In ambienti più grandi, un maschio e due femmine possono convivere, purché vi siano nascondigli sufficienti.

Come per altri ciclidi nani, molti acquariofili commettono l’errore di inserirlo insieme a Discus o Scalari, guardando la parte estetica senza però approfondire la parte etologica. Tuttavia non possiamo che sconsigliare questo tipo di convivenza: le esigenze di temperatura, chimica dell’acqua e soprattutto il comportamento territoriale rendono difficile una coabitazione stabile senza rischi. Meglio pensare ad un allestimento dedicato, che è sempre migliore per far risaltare la specificità di questo bellissimo pesce, o ad una comunità di piccoli pesci sudamericani pacifici.

Riproduzione in acquario

La riproduzione degli Apistogramma trifasciata è possibile solo in acqua molto morbida e acida (pH 5,5–6,0), con una temperatura di circa 28 °C. Noi vi consigliamo una vasca dedicata da 50–60 litri, con sabbia fine, grotte e rifugi. Magari aggiungendo un po’ di acqua a temperatura più bassa che possa innescare la riproduzione. La femmina a questo punto depone, circa, da un minimo di 40 ad un massimo di 100 uova su una superficie liscia, che sia una pietra piatta o la volta di una grotta. L’incubazione dura circa 3 giorni, dopodiché le larve vengono spostate in piccole buche scavate nel substrato e sorvegliate dalla madre fino al momento in cui possano nuotare da soli.

A differenza degli Apistogramma agassizii, in questa specie la cura parentale è quasi esclusivamente materna: il maschio difende il territorio ma non partecipa attivamente all’allevamento degli avannotti.

L’Apistogramma trifasciata non è solo un ciclide nano: è una scelta di stile per chi ama l’acquariofilia fatta di dettagli e osservazione. Sebbene sia meno “chiassoso” di altri parenti stretti, la sua eleganza e il comportamento fiero lo rendono il protagonista ideale per un biotopo sudamericano ben curato. Il segreto del successo con questa specie? Stabilità dei parametri e un layout che offra sicurezza.

Bibliografia

  • SeriouslyFish.com – Species profile: Apistogramma trifasciata
  • FishBase.org – Taxonomy and distribution data
  • Kullander, S.O. (1980). A taxonomical study of the genus Apistogramma Regan, 1913 (Teleostei: Cichlidae). Swedish Museum of Natural History.

Se hai mai allevato degli Apistogramma trifasciata raccontacelo nei commenti, qua sotto, o sui nostri social: Telegram, Instagram, Facebook, X/Twitter e YouTube. E se hai domande per allevare questo o altri pesci ti aspettiamo nel nostro forum.


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