Home APPROFONDIMENTI DLI in acquario marino: come ti imposto la giusta illuminazione

DLI in acquario marino: come ti imposto la giusta illuminazione

Per anni ci siamo concentrati solo sui PAR (Photosynthetically Active Radiation) per valutare la quantità di luce negli acquari marini.

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Negli anni abbiamo imparato a ragionare per “PAR”: misuro un punto, leggo un numero e decido se alzare o abbassare la luce. Funziona… fino a un certo punto. Perché due vasche possono avere lo stesso PAR di picco e risultati completamente diversi se cambiano fotoperiodo, rampe e durata della fase di piena luce.

Qui entra in gioco il DLI (Daily Light Integral): non ci dice “quanta luce io abbia in un punto”, ma quanta luce totale ricevano i coralli in una giornata. Ed è il dato che potrebbe aiutarci a capire perché una vasca “con PAR giusti” cresca poco, scurisca o al contrario tenda a stressarsi. Oggi, grazie a strumenti come il PARwise ITC (qui la nostra recensione), possiamo finalmente misurarlo con facilità e avere un parametro concreto per gestire meglio la nostra vasca.

Cos’è il DLI e perché è importante

DLI acquario marino

Il DLI è la dose giornaliera di luce (fotoni PAR) disponibile per la fotosintesi. È un modo più realistico di ragionare: i coralli non “vivono” un istante di PAR, vivono un’intera giornata di luce.

  • Se troppo basso → coralli che crescono poco e diventano scuri.
  • DLI troppo alto → rischio bleaching e stress ossidativo.
  • Se equilibrato → crescita sana, colori brillanti, consumo corretto dei nutrienti.

In natura, sulle barriere coralline tropicali, il DLI varia tra 20 e 45 mol/m²/giorno, con picchi anche più alti nelle zone superficiali. In acquario questi numeri vanno letti come ordine di grandezza: profondità, acqua più limpida o più “gialla”, spettro e acclimatazione cambiano molto la tolleranza.

DLI, PAR e fotoperiodo: il triangolo perfetto

ll DLI non è altro che il risultato di: DLI = PAR medio × ore di fotoperiodo × 0,0036

Questo significa che possiamo raggiungere lo stesso DLI sia con un PAR più alto e poche ore di luce, sia con un PAR più basso e un fotoperiodo più lungo.


I valori consigliati in acquario

Per darvi un riferimento concreto, ho raccolto i range che abbiamo trovato su varie fonti in base alla tipologia di coralli. Tenete questi numeri come bussola, non come legge assoluta:

Tipo di coralliPAR medio consigliatoDLI minimo (mol/m²/g)DLI ottimale (mol/m²/g)DLI massimo tollerato
Coralli molli50–150 µmol/m²/s8–1212–1820–22
LPS100–250 µmol/m²/s10–1515–2225–28
SPS250–400 µmol/m²/s15–2020–3035–40

Lo sapevi che?

Il concetto di DLI è utilizzato da decenni in agronomia e florovivaismo per ottimizzare la crescita delle piante. Solo recentemente è stato applicato con successo anche all’acquariologia marina.

DLI e nutrienti: un equilibrio delicato

Nutrienti in acquario

Come possiamo incrociare il valore dei nutrienti con il DLI? In realtà è tutto molto semplice come potete vedere dal seguente specchietto:

  •  Alto DLI + nutrienti bassi → rischio sbiancamento.
  •  Elevato DLI + nutrienti alti → rischio alghe e cianobatteri.
  •  Basso DLI + nutrienti alti → coralli scuri e poco brillanti.

 Il nostro obiettivo diventa quindi quello di incrociare i valori di nitrati e fosfati con il DLI, trovandone il bilanciamento corretto.

Oggi il PARwise ITC potrebbe fare la differenza

Fino a ieri, per capire se la luce fosse “troppa o troppo poca”, ci basavamo su test empirici o su misurazioni puntuali di PAR. Il PARwise ITC (meglio ancora nella versione PRO) invece misura in tempo reale il DLI giornaliero, restituendo un parametro più vicino a quello usato in biologia marina. Per un acquariofilo significa avere uno strumento scientifico con cui calibrare meglio fotoperiodo e intensità, evitando errori grossolani.

Ovviamente per farlo bisogna lasciare lo strumento immerso, e bloccato in posizione, per poter avere un dato attendibile.

Come impostare il DLI con una plafoniera led?

La plafoniera GNC Bluray

Il punto di partenza: fissare il DLI corretto

Prima cosa: non si parte dai canali, ma dal DLI target, cioè dal valore minimo e massimo che vogliamo dare ai coralli in base alla tipologia (LPS, SPS, molli). Con il PARwise ITC o altri misuratori, calcoliamo il DLI attuale.

In linea generale (range pratici e realistici):

SPS ad alto fabbisogno: 20–40 mol m⁻² d⁻¹
SPS medio/basso fabbisogno: 15–30 mol m⁻² d⁻¹
LPS: 10–28 mol m⁻² d⁻¹
Soft corals e zoanthus: 8–22 mol m⁻² d⁻¹

Prima si aggiusta il fotoperiodo e l’intensità globale per rientrare nel range corretto di DLI, poi si prosegue con l’impostazione del resto.

Regolare i canali LED

Una volta fissato il DLI target, entrano in gioco i singoli canali. Qui spesso nascono i dubbi maggiori, soprattutto su quelli “accessori” come rosso e verde.

Blu/viola (400–480 nm): Sono il cuore della fotosintesi e il motore principale del nostro DLI. Non abbiate paura di usarli: sono l’energia pura per le zooxantelle;
Bianco (6.000–10.000°K): Fondamentale per la resa visiva e per completare lo spettro. Contribuisce molto ai PAR totali, quindi è il canale su cui agire (insieme ai blu) per alzare o abbassare il DLI;
Rosso (620–660 nm) e Verde: Qui bisogna sfatare un mito. Spesso si legge che il rosso “fa venire le alghe” e il verde “non serve a nulla”. In realtà, nelle moderne plafoniere a LED (come verifichiamo sempre nelle nostre recensioni con misurazioni dirette), questi canali hanno una potenza in watt e una resa in PAR molto bassa rispetto ai blu e ai bianchi.

Cosa significa? Che potete usarli tranquillamente per migliorare l’estetica (il rosso accende i pesci, il verde bilancia la luce per l’occhio umano) senza temere disastri. Il loro contributo al DLI totale è spesso trascurabile. Se avete nutrienti molto alti e cianobatteri in agguato, potete tenerli bassi per prudenza, ma ridurli a zero in una vasca sana spesso toglie solo bellezza ai colori senza cambiare la biologia della vasca.

Il metodo corretto è:
 1. Stabilire DLI target → regolare intensità globale (soprattutto blu/bianco).
 2. Adattare i canali rossi in base ai nutrienti:
Nutrienti bassi (NO₃ < 2 ppm, PO₄ < 0,05 ppm): si può inserire una piccola quota di rosso per stimolare i pigmenti e la fotosintesi. Nutrienti alti: meglio ridurre o azzerare il rosso, altrimenti rischio di alghe/ciano.

Metodo pratico di taratura

1. Misura con PARwise il DLI medio in vasca;
2. Regola il fotoperiodo/intensità fino a raggiungere il DLI target;
3. Osserva nutrienti e tessuti dei coralli: Se i coralli appaiono pallidi con nutrienti bassi → puoi alzare leggermente il rosso;
 Se ci sono alghe/ciano con nutrienti medio-alti → abbassare i rossi e bilanciare con blu.

Fotoperiodo e DLI: cosa conta davvero


Il DLI è la somma totale dei fotoni PAR ricevuti in un giorno (mol m⁻² d⁻¹). Quindi ogni fase in cui il PAR è sopra lo zero viene conteggiata, anche se l’intensità è bassa. In altre parole: le rampe di salita e discesa contano perché comunque forniscono fotoni, ma il loro contributo è proporzionalmente ridotto rispetto alla fase centrale di piena intensità.

Esempio pratico

Se la tua plafoniera ha 2 ore di rampa (salita e discesa) con PAR medio di 50 µmol m⁻² s⁻¹ e 8 ore di piena luce con PAR medio di 200 µmol m⁻² s⁻¹ il DLI sarà dato dalla somma di entrambi i contributi, non solo dalle 8 ore centrali. Le rampe non sono “ore perse”: anche se il contributo è minore, fanno parte del DLI totale. Però, il vero effetto biologico sui coralli è soprattutto determinato dal periodo di PAR sostenuto e costante, cioè la fase di “piena luce”.

Le rampe servono più a ridurre lo stress degli animali (transizione più naturale) che ad aumentare davvero il DLI in modo significativo. In pratica: quando calcoli o interpreti il DLI, considera tutto il fotoperiodo (rampe incluse). Ma quando ragioni sull’efficacia fotosintetica, dai priorità al blocco centrale di luce stabile, perché è lì che i coralli fanno la maggior parte del lavoro fotosintetico.

Conclusioni

Il DLI è il parametro che può far fare un salto di qualità alla gestione della luce in acquario marino. Non più solo watt o PAR puntuali, ma una misura reale di quanta energia luminosa ricevono i coralli. Con strumenti come il PARwise ITC, anche i neofiti hanno oggi un riferimento scientifico per capire se la loro vasca riceve troppa o poca luce e regolare di conseguenza il fotoperiodo.

Avete mai pensato di misurare il vostro DLI? Raccontateci nei commenti o sui nostri canali social TelegramInstagramFacebookX/Twitter e YouTube, e se avete bisogno di chiedere aiuto vi aspettiamo nel nostro forum.


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