
Al CIPS 2025 di Guangzhou abbiamo avuto la possibilità di fotografare da vicino alcune vasche realizzate da grandi nomi internazionali dell’Aquascaping, protagonisti delle dimostrazioni live, del Master Show e delle aree espositive legate al CIAC 2025.
CIAC 2025: cos’è e cosa stiamo guardando in queste vasche
Il CIAC 2025 (CIPS International Aquascaping Contest) è il concorso internazionale di aquascaping legato al China International Pet Show: un format che unisce competizione, show dal vivo e dimostrazioni tecniche, e che al CIPS diventa anche una grande vetrina per i migliori aquascaper del panorama mondiale.
Le vasche che vedete in questo articolo non sono semplici “acquari espositivi”: sono composizioni pensate per raccontare un paesaggio, realizzate con logiche da contest e da show. In pratica sono nature aquarium costruiti con un mix di hardscape (rocce e legni), piante selezionate e gestione tecnica avanzata (luce, CO₂, fertilizzazione e manutenzione), dove l’obiettivo è ottenere impatto visivo ma anche equilibrio biologico e piante in condizioni perfette.
Durante il CIPS, il mondo CIAC vive su più livelli: da un lato c’è la parte competitiva (con classifiche e risultati), dall’altro ci sono le vasche dei maestri invitati per il Master Show e le aree dimostrative, che servono per mostrare al pubblico e agli addetti ai lavori stili, tendenze e direzioni dell’aquascaping moderno.
In questo articolo vi portiamo dentro le loro composizioni con una lettura in stile DaniReef: impatto visivo, scelta dell’hardscape, profondità, gestione degli spazi e linguaggio estetico. Non è un “manuale”, ma un’analisi ragionata di ciò che abbiamo visto dal vivo.
Il video reportage completo dal CIPS 2025
Se vi siete persi il nostro viaggio a Guangzhou, nel video trovate il reportage completo dal CIPS 2025: Aquascaping, Goldfish, Betta, Monster Fish e tutte le novità viste in fiera.
I 5 maestri dell’Aquascaping al CIPS 2025: analisi delle vasche
Passiamo ora alle vasche che abbiamo fotografato e che per noi rappresentano il meglio della sezione Aquascaping del CIPS 2025. Sono stili diversi, materiali diversi e soprattutto linguaggi compositivi molto riconoscibili.
1) Takayuki Fukada – precisione giapponese e controllo totale del layout

La prima cosa che colpisce di questa vasca è la sensazione di ordine naturale: ogni elemento sembra “caduto lì per caso”, ma in realtà è frutto di una scelta estremamente controllata. L’hardscape lavora come una spina dorsale che guida l’occhio, mentre la vegetazione è gestita per costruire transizioni pulite tra zone dense e zone più aperte.
Il risultato è uno scenario che richiama la scuola giapponese classica: armonia, stabilità e lettura immediata, con un senso di profondità ottenuto più con la geometria del layout che con l’eccesso di piante.
Da notare: il bilanciamento tra dettaglio vicino e massa sullo sfondo, che crea una profondità credibile anche su una vasca “da contest” fotografata frontalmente.
2) Zhang Jianfeng – impatto scenico e costruzione “da paesaggio”
Qui siamo davanti a una composizione che punta forte sulla drammaticità del paesaggio. La sensazione è quella di una “scena” vera: un luogo che potresti immaginare anche fuori dall’acqua. L’hardscape domina la struttura e crea un percorso visivo chiaro, mentre le piante lavorano come texture e volume, più che come protagonista assoluta.

Questo tipo di aquascape funziona tantissimo dal vivo perché ha un colpo d’occhio fortissimo anche da lontano: quando passi davanti agli stand, è una delle vasche che ti “ferma”.
Stile: scenografico, “cinematografico”, con una forte gerarchia tra hardscape principale e vegetazione di supporto.
3) Zou Weixin – roccia, tensione e dinamica (un layout che “si muove”)

Questa vasca lavora sulla sensazione di tensione: le linee delle rocce non sono passive, ma sembrano spingere e comprimere lo spazio. C’è una dinamica che ricorda un paesaggio “in movimento”, quasi come se il layout stesse raccontando un evento: frana, erosione, scorrimento.
In questi lavori la difficoltà non è solo costruire l’hardscape, ma farlo senza farlo sembrare artificiale. E qui l’equilibrio è ottimo: i volumi sono forti, ma la vegetazione inserita nelle fessure spezza la rigidità e aggiunge realismo.
Da notare: l’uso del negativo (spazio vuoto) per far respirare le masse rocciose e aumentare la percezione di profondità.
4) Cho Jaesun – struttura pulita e leggibilità da “contest”

Lo stile qui è estremamente leggibile: un layout che si fa capire in un secondo, ma che regge anche l’osservazione lunga. La composizione è chiara, con un disegno che accompagna l’occhio e una gestione della vegetazione che lavora per rafforzare la prospettiva e la divisione dei piani.
Questo tipo di vasca funziona benissimo nei contest perché è forte in fotografia: linee pulite, soggetti principali riconoscibili, equilibrio complessivo. La sensazione è quella di un acquascape “consapevole”, dove ogni centimetro è progettato per dare un risultato perfetto nella vista frontale.
Focus: composizione pulita e controllata, che parla il linguaggio dei contest internazionali.
5) Siak Wee Yeo – atmosfera, profondità e “wabi-sabi” moderno

Questa è una vasca che non punta sul “colpo secco” ma sull’atmosfera. Il suo punto di forza è la profondità emotiva: sembra un luogo vissuto, con dettagli che non urlano, ma costruiscono un insieme credibile e quasi narrativo.
È uno stile che, per certi versi, ricorda il concetto di wabi-sabi: bellezza imperfetta, naturale, non “patinata” nel senso classico. Non è disordine: è un ordine organico, con elementi che sembrano consumati dal tempo e dalla natura.
Da notare: l’equilibrio tra zone scure e zone luminose, che crea una lettura a più livelli e aumenta tantissimo la sensazione di scala.
Perché questi aquascape “funzionano”: 3 lezioni che ci portiamo a casa
Guardare vasche di questo livello dal vivo è utile anche per chi fa aquascaping “a casa”. Anche se non abbiamo una sala da fiera e non abbiamo budget illimitati, ci sono alcune lezioni universali:
- Gerarchia visiva: ogni vasca ha un punto focale chiaro e un percorso per l’occhio.
- Profondità reale: si costruisce con i piani (hardscape + piante), non solo con “tanta massa verde”.
- Coerenza: ogni scelta (rocce, legni, piante) parla la stessa lingua estetica.
E in un contest come il CIAC, dove la valutazione premia soprattutto salute delle piante e gestione tecnica, diventa evidente una cosa: la bellezza non regge se dietro non c’è una vasca stabile.
Conclusioni
Il CIPS 2025 ci ha confermato una cosa: l’Aquascaping in Asia non è solo un hobby, è cultura, tecnica e competizione. E vedere dal vivo i lavori di questi maestri durante il 6th CIPS International Aquascaping Contest (CIAC 2025) è stato un privilegio enorme.
Nei prossimi giorni continueremo a pubblicare contenuti dedicati al CIPS 2025, con approfondimenti specifici e gallerie fotografiche complete.
E ora tocca a voi: quale di questi 5 stili vi emoziona di più? Siete team roccia e potenza scenica o team atmosfera naturale e wabi-sabi? Scrivetecelo nei commenti!
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