
Tra le colorazioni più luminose e delicate da mantenere in un acquario di barriera ci sono i gialli. Vediamo come ottenerli.
Il Giallo come colore cattura la luce in modo unico, ma richiede spettro adeguato, nutrienti stabili e microelementi specifici. Prima di ogni integrazione è fondamentale una vasca equilibrata: nitrati 2–8 ppm e fosfati 0,02–0,05 ppm sono i valori di riferimento suggeriti da diverse pubblicazioni (Delbeek & Sprung, The Reef Aquarium). È probabilmente il colore più difficile da mantenere pulito e stabile nel tempo, senza interferenze cromatiche.
Premessa introduttiva sui coralli gialli
Prima di concentrarci sui pigmenti e sui microelementi che rendono vividi i coralli gialli, è utile ricordare che la colorazione è il risultato di più fattori. Lo spettro della luce, la stabilità dei nutrienti e la salute generale della vasca determinano la capacità dei coralli di esprimere le proprie cromoproteine. Se nitrati e fosfati non sono mantenuti entro un intervallo controllato – ad esempio NO₃ 2–8 ppm e PO₄ 0,02–0,05 ppm – la densità delle zooxantelle può alterare la percezione del colore, scurendo o “marronizzando” i tessuti anche quando i microelementi sono perfetti.
Questo articolo si inserisce nella nostra serie dedicata ai colori dei coralli:
- Abbiamo già parlato di blu e viola, analizzando il ruolo di potassio, iodio e ferro;
- Abbiamo poi affrontato i rossi e rosa, evidenziando l’importanza di ferro, manganese e iodio.
Oggi esploriamo il giallo, un colore brillante ma delicato che richiede attenzioni particolari su luce e oligoelementi. Chi non ha letto gli articoli precedenti può recuperarli per avere un quadro completo dell’influenza di spettro e nutrienti su tutte le tonalità, trovate tutti i link in fondo all’articolo per semplicità di consultazione.
Pigmenti responsabili del giallo
I pigmenti responsabili della colorazione sono il GFP varianti gialle (YFP) proteine fluorescenti che emettono tra 525 e 560 nm, i carotenoidi e le xantofille, pigmenti antiossidanti che riflettono luce gialla e proteggono dai radicali liberi e le cromoproteine dorate osservate in alcune specie di Acropora e Montipora, legate alla luce ed alla disponibilità di zinco.




Spettro e illuminazione
Gli studi dedicati ai coralli gialli evidenziano come la resa cromatica migliore si ottenga con uno spettro bilanciato, in cui il contributo del verde-giallo giochi un ruolo chiave. In particolare, LED con picco tra 520 e 560 nm risultano efficaci nel mettere in risalto la fluorescenza, mentre una buona componente di luce bianca neutra o calda (4.000–6.000 K) contribuisce a valorizzare i pigmenti carotenoidi responsabili delle tonalità gialle. Resta inoltre fondamentale la presenza di un canale blu intorno ai 450 nm, seppur moderato, indispensabile per sostenere i processi fotosintetici delle zooxantelle senza penalizzare l’estetica complessiva del colore.


Ruolo dei microelementi
Range microelementi per coralli gialli
| Elemento | Range (mg/L) | Note |
|---|---|---|
| Zinco (Zn) | 0,002–0,01 | Essenziale per pigmenti gialli, attenzione al sovradosaggio |
| Ferro (Fe) | 0,002–0,01 | Favorisce la produzione di carotenoidi |
| Zolfo (S, come SO4) | 800–900 | Generalmente garantito dal sale marino |
Questi valori derivano dalle indicazioni convergenti di Triton, Fauna Marin, Aquaforest e ATI, e rappresentano oggi i range più comunemente accettati in ambito acquariofilo avanzato.
Lo sapevi che?
I coralli gialli riflettono principalmente la luce tra 520 e 560 nm. Senza una componente verde-gialla nei LED, i loro pigmenti appaiono più spenti, anche se i microelementi sono perfetti.
Strategia di integrazione
La chiave è test ICP regolari e dosaggi graduali. Lo zinco va integrato con estrema cautela: dosi eccessive possono essere tossiche. Il ferro va mantenuto nel range già noto (0,002–0,01 mg/L). Lo zolfo di solito è garantito dal sale marino di qualità, ma controlli periodici ne devono confermare l’equilibrio. Come sempre ricordiamoci che acquari densi di coralli duri in forte crescita possono richiedere anche grosse integrazioni mirate di questi elementi.
Confronto tra Zeovit, Fauna Marin, Triton e Aquaforest sulla gestione dei gialli




Quando si parla di coralli gialli, le differenze tra i grandi metodi di gestione non sono enormi, ma alcuni accenti cambiano.
Fauna Marin è il marchio che più chiaramente dichiara di puntare ai gialli intensi. Nel manuale del proprio ZEO Light System specifica che il protocollo “promotes especially yellow and violet tones”. Il sistema include il test Yellow Matters per misurare i composti organici che ingialliscono l’acqua e attenuano i colori, raccomandando carbone attivo e adsorbenti per mantenere la colonna d’acqua cristallina.
Zeovit (Korallen-Zucht) adotta una filosofia simile ma meno mirata sul giallo. Il cuore del metodo è un ULNS (Ultra Low Nutrient System) che rimuove nutrienti e “yellowing compounds” attraverso carbone attivo e filtrazione potente. I pigmenti gialli emergono quasi come conseguenza della massima purezza dell’acqua e di un’illuminazione calibrata: non vengono spinti con additivi specifici quanto piuttosto favoriti da un ambiente estremamente pulito.
Triton e Aquaforest convergono su un approccio più “bilanciato”: suggeriscono test ICP regolari per controllare zinco, ferro e iodio, mantengono nutrienti moderati (NO₃ 2–8 ppm; PO₄ 0,02–0,05 ppm) non parlano di giallo come colore a sé, ma forniscono i range di microelementi (zinco 0,002–0,01 mg/L, ferro 0,002–0,01 mg/L) che la letteratura lega alla sintesi dei carotenoidi e delle proteine fluorescenti gialle.
In sintesi:
Tutti concordano sull’importanza di acqua estremamente limpida, uso costante di carbone e luce che includa lunghezze d’onda tra 520 e 560 nm. Fauna Marin è l’unica a dichiarare esplicitamente l’obiettivo di “potenziare i gialli”. Zeovit privilegia l’assenza di nutrienti e impurità, considerandola la condizione che permette al giallo di risaltare naturalmente. Triton e Aquaforest forniscono i valori di microelementi, ma non un protocollo “giallo-specifico”.
Questa panoramica permette di scegliere il metodo sapendo che le differenze stanno più nella filosofia che nei valori di riferimento, e che in ogni caso l’elemento decisivo resta la combinazione tra luce corretta, acqua cristallina e tracciamento costante degli oligoelementi.
Leggi anche gli articoli della serie “Colori dei coralli”:
Giallo effimero e fotoconversione: un avvertimento per l’acquariofilo
La colorazione gialla può essere ingannevole. Diversi studi (Matz 1999; Mazel 2003; Salih 2000) mostrano che un’intensità luminosa molto alta – in particolare con PAR superiori a 600 e forte componente rossa – può indurre una fotoconversione delle proteine fluorescenti verdi verso emissioni più gialle.
Questo non significa che il corallo abbia sviluppato pigmenti gialli stabili: si tratta di una risposta fotochimica reversibile.
Per questo motivo, quando si acquistano coralli “gialli” è fondamentale scegliere specie geneticamente gialle. Se un corallo verde diventa giallo solo sotto luce intensa, non è segno che la vasca stia “mantenendo il giallo”, ma piuttosto che la luce lo sta forzando, con rischio di stress e regressione del colore al variare delle condizioni. Un esempio classico era l’Acropora nobilis verde che, sotto illuminazioni molto potenti – come le storiche HQI da 400 watt – tendeva a virare temporaneamente verso il giallo.

Riferimenti
- Delbeek & Sprung, The Reef Aquarium Vol. 3;
- Mazel et al., “Spectral Properties of Coral Fluorescent Proteins,” Coral Reefs (2003);
- Dana Riddle, “Lighting for Coral Fluorescence,” Advanced Aquarist;
- Linee guida ICP di Triton, Fauna Marin, Aquaforest, ATI.
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