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Come combattere i cianobatteri: usiamo la chimica o la biologia?


I cianobatteri li conosciamo tutti, sono estremamente fastidiosi, e spesso non se ne vogliono proprio andare, vediamo quali sono le nostre opzioni in merito.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Si nella foto in apertura non ci sono cianobatteri, è inutile che li cerchiate. Purtroppo non avevo nessuna foto con i cianobatteri, anche perché quando li vedo evito di fotografarli, e così questo sarà un articolo foto-free…

Tornando seri.

Cos’è in pratica un acquario marino di barriera? In parole povere, è un tentativo di ricreare una porzione di oceano nel nostro salotto. Questo meraviglioso ecosistema contiene, in genere, pesci, coralli ed invertebrati provenienti da tutto il mondo. Ogni acquario è unico ma tutti si sforzano di raggiungere un livello di armonia che possa ricordarci quanto visto, o quanto immaginato, in natura.

Purtroppo però, e lo sappiamo bene, gli acquari marini di barriera contengono anche alcuni parassiti e organismi indesiderati che possono arrivare letteralmente a toglierci i sentimenti. Io ho già dovuto smontare un paio di acquari per problemi simili. Alcuni tipi di alghe sono uno di questi ostacoli. Tendenzialmente abbiamo due opzioni quando dobbiamo prenderci cura delle alghe. Combatterle con mezzi naturali o usando prodotti chimici. Ma, mi chiedo, l’uso di sostanze chimiche è sempre l’opzione migliore quando si cerca di imitare una barriera corallina naturale? Approfondiamo assieme l’argomento.

Le varie opzioni per combattere i cianobatteri

I cianobatteri sono una delle forme più comuni di alghe indesiderate e problematiche. Diventano preponderanti quando vi siano dei nutrienti in eccesso. Ma possono anche palesarsi quando invece vi sia una totale assenza di nutrienti rilevati. E vi consiglio di leggere questo articolo intanto “Avere nitrati e fosfati in acquario, nutrienti alti, e non misurarli coi test“. In verità i cianobatteri non sono alghe, ma batteri. Prendiamo a prestito la definizione che ne da wikipedia:

cianobatteri (Cyanobacteria Stanier ex Cavalier-Smith, 2002) chiamati un tempo, ora impropriamente, anche alghe azzurrealghe verdi-azzurre o cianoficee, sono un phylum di batteri fotosintetici. Sono organismi unicellulari procarioti, fotoautotrofi, e costituiscono uno dei 23 phyla del regno dei Bacteria.

Wikipedia

In commercio esistono tanti prodotti chimici che se ne prendono cura, il più famoso dei quali è sicuramente il Chemiclean, che apparentemente contiene Eritromicina. Esperienza comune vuole però che con il chemiclean spesso si uccidano i cianobatteri e poi crescano i dinoflagellati. Come passare, insomma, dalla padella alla brace. Ora non è una gara, ci sarà senz’altro qualcuno fra di voi che avrà risolto in questo modo. Ma non tutti. Sicuramente bisogna seguire le istruzioni alla lettera, perché la possibilità di perdere la vasca è dannatamente reale. E non sareste sicuramente i primi, ma anzi, sareste in buona compagnia.

Il problema, con questo ed altri prodotti chimici è che la chimica non è selettiva, ovvero non attacca solo i cianobatteri, ma si prende cura della maggior parte della flora batterica presente nel nostro acquario. Uccidendola. Questo quindi potrebbe portare alla soluzione del problema nel breve periodo, ma portare al crash del nostro acquario nel lungo periodo. Motivo per cui preferisco adottare dei metodi più biologici e naturali.

Come sconfiggerli in maniera naturale

La regola base in genere è quella di abbassare i nutrienti se questi sono alti, ed alzarli se sono troppo bassi, ovvero non misurabili. Indice, quest’ultima condizione, che qualcosa, biologicamente parlando, non stia funzionando adeguatamente nel nostro acquario. A corollario di questa condizione però possiamo muoverci attivamente per fare in modo che spariscano piano piano seguendo i seguenti consigli:

  • Aumentare il flusso delle pompe, i cianobatteri sono nemici del movimento;
  • Sifonare il fondo, pratica che è consigliata solo ed esclusivamente in questo caso, ma fatelo solo nello strato superficiale, perché in profondità possono essersi formati composti altamente tossici, da non toccare e da non liberare nella colonna d’acqua;
  • Rimuovere continuamente la maggior parte di cianobatteri possibile, questo porterà ad un innalzamento dei valori che quindi dovranno essere tenuti a bada;
  • Diminuire quanto possibile il dosaggio del cibo ai pesci e coralli;
  • Aumentare la schiumazione;
  • Rimuovere l’eventuale detrito che si è formato in acquario;
  • Utilizzare un insieme di animali detritivori, quali ricci, gamberi, granchi, paguri e lumache;

Nello specifico poi è utile impiegare una pompa per liberare le rocce, ed i coralli, dai cianobatteri stessi. Utilizzandola tenendola in mano e per spazzolare di tanto in tanto le rocce. In questo modo i ciano verranno spediti nella colonna d’acqua dove possono essere filtrati facilmente e rimossi.

E’ lapalissiano che in un acquario con fondo vuoto, senza sabbia, la rimozione meccanica dei ciano tramite sifonamento sia estremamente più semplice. Si aspirano durante i cambi e via.

Alcuni prodotti biologici

Ultimamente si stanno affacciando sul mercato anche prodotti biologici per combattere i cianobatteri. Sono prodotti che in genere utilizzano composti naturali (Aloe, aglio, etc) e batteri antagonisti. Sembra che abbiano un ottimo riscontro e funzionino. Fra i tanti ricordiamo il protocollo anti-cyano della francesce Daphbio, che sta avendo ottimi risultati (e probabilmente ne faremo un articolo di approfondimento separato), ma come detto sul mercato ne stanno arrivando tanti.

L’importante è capire che, anche utilizzando questi prodotti, dovrete comunque fare quanto sopra, fino a quando la parte biologica del vostro acquario funzionerà a dovere, ed avrete rimosso ogni eccesso di nutrienti.

Fateci sapere nei commenti come vi comportate voi nel caso ne siate infestati!