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Oggi essere acquariofilo è più difficile di ieri, scopriamo il perché


Oggi essere acquariofilo è più difficile di ieri, scopriamo il perché

Paradossalmente oggi è diventato più complicato mantenere un acquario marino, più difficile raggiungere certi risultati per chi si affaccia oggi nel nostro magnifico hobby.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

I punti salienti che dobbiamo tenere in considerazione sono essenzialmente tre:

  • Tecnica troppo performante;
  • Troppe informazioni;
  • Disinformazione.

Analizziamoli uno per uno.

Tecnica troppo performante

Rispetto a qualche anno fa oggi abbiamo una tecnica per i nostri acquari che fa letteralmente paura. Parliamo di schiumatoi potentissimi a prezzi notevolmente più bassi di quelli che si trovavano nei primi anni duemila. Parliamo di illuminazione e LED che ci consente di modificare non solo l’intensità, che già non sarebbe poco, ma anche e soprattutto lo spettro. Pompe che fanno apparire quelle di qualche anno fa dei semplici giocattoli. E poi ATS, filtri ad alghe, zeoliti e chi più ne ha più ne metta.

Oggi essere acquariofilo è più difficile di ieri, scopriamo il perché

Tutto questo ci consente di arrivare a gestire nutrienti a zero in maniera molto più semplice di una volta. Ma questa modalità poi crea infiniti problemi anche di più difficile soluzione. Arrivano i cianobatteri e spesso anche i dinoflagellati (ed io ne so qualcosa). Il primo modo di combatterli diventa quello di aumentare i nutrienti ma questo se da una parte migliora la situazione, può dare cibo ad alghe indesiderate. Per cui si rischia di entrare in un loop di difficile comprensione. Questo, mi ripeto, soprattutto per chi non ha esperienza e si trova per la prima volta con problemi simili.

Troppe informazioni

In questo caso mi riferisco alla facilità di avere dei test che ci permettono di sapere tutto sulla nostra acqua, anche se spesso questi numeri sono un po’ creativi, ne avevamo ad esempio parlato qui, stiamo parlando dei test ICP.

Oggi essere acquariofilo è più difficile di ieri, scopriamo il perché

Non voglio dire di essere contro questi test, ma una volta si misuravano cinque valori e già se si riscontrava qualcosa di anomalo, magari in presenza di un acquario in salute, si potevano mettere in campo soluzioni drastiche che facevano poi avere problemi all’acquario. Oggi coi test ICP possiamo misurare quasi tutto, e sovente si legge di persone che entrano in panico per aver visto un pallino rosso su un valore, senza contestualizzarlo. Laddove magari non sia proprio un problema. Senza parlare poi di come i limiti indicati da questi sistemi siano spesso, un po’ troppo creativi. Questo può portare a tanti grattacapi che invece potrebbero essere semplicemente ignorati. La lettura della propria vasca, capacità che si acquisisce nel tempo, rimane la cosa migliore. La capacità di analisi del proprio acquario rispetto ai valori misurati è fondamentale per dare valore ai singoli risultati dei test.

Disinformazione

Oggi la disponibilità di informazioni fa paura. I social network, evoluzioni dei forum, mettono in circolo tonnellate di informazioni. Spesso non filtrate. E l’acquariofilo che oggi si affaccia sui social tende a dare retta maggiormente a chi ha la voce più grossa. Una volta ci si affidava maggiormente ai libri, ed alla voce di acquariofili esperti che avevano qualcosa da mostrare. Oggi si rischia di trovare molti leoni da tastiera che parlano per sentito dire. Complicando la vita, invece di semplificarla, ai tanti neofiti.

Conclusioni?

Con questo articolo non voglio dire di voler tornare indietro. Assolutamente. Sono contento e mi piace il punto in cui siamo arrivati. Oggi possiamo aspirare a risultati incredibili, ed impossibili fino a qualche anno fa. Però sono anche convinto che oggi per chi si affaccia per la prima volta in quest’hobby, possa essere molto più complicato trovare la quadra.

Voi cosa ne pensate?