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Ma lo schiumatoio è indispensabile per avere un acquario?


Schiumatoio UltraReef Typhoon UKD200
Schiumatoio UltraReef Typhoon UKD200

Questa è una domanda che in molti si pongono, oggi vediamo di dare una risposta univoca… anzi fatemici pensare… la risposta non è univoca, vediamo perché.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Il tutto è nato qualche giorno fa nel nostro forum dove è nata una discussione sulla necessità di avere uno schiumatoio in un acquario marino. Bene, prima di darvi la mia risposta, e prima di linkarvi la discussione, partiamo dalle basi.

Il metodo Berlinese

Alla fine degli anni settanta grazie alla Berlin Aquarium Society è cominciata una sperimentazione diversa sull’acquariofilia marina, grazie agli sforzi dell’acquariofilo e scrittore Peter Wilkens. Una sperimentazione che si è protratta fino all’inizio degli anni ottanta, ma che oggigiorno prosegue in tutto il mondo. Prima di allora gli acquari marini con un minimo di coralli erano una utopia. Anche i pesci potevano sopravvivere solo grazie a cambi d’acqua esageratamente frequenti e corposi.

Ma da allora, grazie a queste semplici raccomandazioni, l’acquario marino entrava nelle case di tutti e diventava facile. Riassumiamo le regole:

• impiego di rocce vive in rapporto di
1 kg ogni 5 litri di acqua;
• intensa illuminazione;
• forte movimento;
• uso dello schiumatoio;
• reintegrazione di calcio e carbonati;
• uso del carbone attivo.

Come potete vedere lo schiumatoio è uno di quegli accessori che ci consentono di far vivere con semplicità un acquario marino. Ma andiamo oltre.

Acquario di DeJong MarineLife a Norimberga
Acquario di DeJong MarineLife a Norimberga

A cosa serve lo schiumatoio?

La prima domanda che ci si può fare dopo aver visto l’elenco di pratiche per la buona riuscita di un acquario è, “ok inserisco lo schiumatoio, ma perché?“. Ovvero, a cosa serve lo schiumatoio?

La presenza dello schiumatoio caratterizza il sistema berlinese più di qualsiasi altro oggetto, giacché non era mai stato impiegato prima nel mantenimento di un acquario marino, sebbene il suo funzionamento fosse conosciuto da almeno due secoli. Lo schiumatoio di proteine, in inglese skimmer o protein skimmer, serve a mantenere la sostanza organica a livelli prossimi allo zero ed è quindi fondamentale nel mantenimento degli inquinanti a livelli che permettano la crescita e il mantenimento degli organismi marini.
Il suo funzionamento è basato sulla rimozione di proteine e di sostanze inquinanti tramite la schiumazione all’interno di una colonna di aria e acqua: il processo ricalca quello che succede nel mare grazie al moto ondoso ed alla schiuma da esso prodotta. Oggi le possibilità di ottenere una buona schiumazione sono tantissime e si basano su schiumatoi ultramoderni e con un’efficienza impensabile se paragonati a quelli che erano utilizzati agli albori del metodo berlinese.

Dal libro Acquario Marino
Schiumatoio LGMAquari LGS950
Schiumatoio LGMAquari LGS950

Ma quindi, in sostanza, cosa rimuove?

… agisce estraendo dall’acqua i surfactanti, ovvero i tensioattivi.
I tensioattivi sono le molecole organiche a base carbonio e idrogeno, fra cui possiamo annoverare le proteine per esempio, da cui il nome in inglese “protein skimmer”. I surfactanti, infatti, tendono ad accumularsi sull’interfaccia e a modificare la tensione superficiale delle bolle. Essi sono composti da una parte idrofila e una parte idrofoba, la prima è la parte polare attirata Schiumatoio con immissione di acqua e aria dall’alto in controcorrente con pompa centrifuga con girante a pale dalle molecole dell’acqua, la seconda è la parte non polare che viene respinta
dall’acqua e attirata invece dall’interfaccia.

sempre dal libro Acquario Marino

Ma non è finita qui, perché lo schiumatoio è responsabile anche di gran parte dell’ossigenazione di un acquario. In quantità addirittura maggiore della pompa di risalita.

Schiumatoio LGMAquari LGS950
Schiumatoio LGMAquari LGS950

Quindi, ricapitolando, lo schiumatoio ossigena la vasca, contribuendo ad aumentare l’ossidazione della stessa. Inoltre estrae dall’acqua tutta una serie di elementi che difficilmente verrebbero estratti da altri metodi impiegabili, come si legge ogni tanto ATF, Refugium, etc. Non bisogna fare lo sbaglio di ridurre tutto a nitrati e fosfati. Su quelli, anzi, il lavoro dello schiumatoio potrebbe anche essere molto relativo. Infine per sua natura potrebbe non schiumare mai (ma comunque ossigena sempre), ma comincerebbe a farlo nel momento in cui ci fosse un qualche problema in acquario. Un oggetto insomma che è quasi magico, d’altronde agisce come le onde del mare create dalla Natura stessa.

Ma quindi è indispensabile?

Nell’accezione semantica del termine no. Non è indispensabile. Gli acquari marini c’erano infatti anche prima dell’invenzione dello schiumatoio. Erano difficili da tenere e collassavano in breve tempo, ma tecnicamente era possibile tenerli.

Acquario di DeJong MarineLife a Norimberga
Acquario di DeJong MarineLife a Norimberga

Oggi la tecnica è progredita molto da quei primi anni di scoperta del Metodo Berlinese. Ed è possibile tenere un acquario con metodo naturale, ovvero senza l’uso dello schiumatoio, che poi detto fra noi, lo schiumatoio ricrea le onde del mare, quindi è più naturale averlo che non averlo…

Ma questo si può fare a scapito di tante cose. Pochi pesci, anzi pochissimi, anzi nessuno. Ovviamente dipende dalle dimensioni della vasca. Ma non crediate possibile di tenere 50-60 pesci in un acquario marino di 400 litri come faccio io. Non sarebbe possibile. Eppure il mare è pieno di pesci, non vuoto, come può raccontarvi chiunque abbia fatto una immersione in un mare tropicale. In 400 litri uno o due pesci piccoli sarebbe tollerabile, oltre difficile, non impossibile, ma difficile.

Pseudanthias squamipinnis in Mar Rosso
Pseudanthias squamipinnis in Mar Rosso

Gli stessi coralli si possono tenere ma non si dovrebbero alimentare per evitare l’inquinamento del sistema. O perlomeno non li si dovrebbe alimentare come ne avrebbero bisogno. Ed anche i colori non potrebbero essere quelli di un acquario in salute.

L'acquario marino di Jonathan Betti
L’acquario marino di Jonathan Betti

E non parliamo degli eccessi dei metodi a riproduzione batterica, come zeovit ad esempio, parliamo di una normale gestione Berlinese. Tenendo molli e qualche LPS si può fare. Il tutto paradossalmente più semplice in acquari piccoli dove si può lavorare con corposi cambi d’acqua per ripristinare il tutto. Anzi a tal proposito nei prossimi giorni vi faremo vedere proprio un picoreef gestito con metodo naturale, così vi renderete conto di quale bellezza possa avere ma anche di quali limiti.

Per cui si. Si può fare un acquario senza schiumatoio, con tanti limiti e rinunce, ma io, onestamente, non ve lo consiglio. Perché volersi fare del male quando c’è una strada semplice e battuta da seguire con risultati certi e verificabili?

Fateci sapere il vostro punto di vista su questo argomento, se volete anche nella discussione del forum di cui vi ho parlato in apertura.