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Reattore di Calcio LGMAquari LGr701 SP – Recensione


Il reattore di calcio LGMAquari LGr701 SP è il terzo reattore in serie che mi trovo a provare, grazie alla gentilezza di Geppy ed Emanuela che ne hanno messo una copia a mia disposizione al fine di fare un test molto approfondito.

Sono passati ormai oltre 4 mesi dal momento in cui ho installato questo reattore nel mio acquario,  vediamo ora come è andata la prova.

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LGMAquari dichiara questo reattore sufficiente per vasche fino a 1.000 litri, e per far questo lo equipaggia con ben due pompe Sicce, in modo che sia l’utente a scegliere quella più performante e più indicata per il proprio consumo in vasca. Il reattore è completo di qualsiasi accessorio, dal contabolle al portasonda, manca solo la pompa di alimentazione, al cui posto per altro LGMAquari consiglia una ben più economica deviazione sulla pompa di risalita. A parte questo il reattore è già pronto all’uso.

Caratteristiche Tecniche:

  LGr701SP
Altezza del reattore 600 mm
Diametro tubo reattore esterno 120 mm
Diametro tubo reattore interno 110 mm
Diametro base 140 mm
Pompe Sicce Syncra 1.5 e Sicce Syncra 2.0
Altezza utile di riempimento ~ 43 cm
Capacità 4,0 litri
Prezzo indicativo 438 euro
Costo annuo energia elettrica 70/90 euro

Il reattore si presenta in una scatola abbastanza anonima ben annegato fra tanti triangolini di polistirolo. Molto ben protetto direi. L’imballaggio si completa delle pompe, di uno scarno ma completo manuale e di una brochure dei prodotti LGMAquari.

Il reattore è costruito in plexiglass ed in PVC alimentare, con il primo è costruito il cilindro del reattore stesso, con il secondo tutto il resto, dalla calotta al reattore, la lavorazione di tutto è fatta in Italia, aggiungendo secondo me valore al reattore stesso.

Il reattore è stato usato nella mia nuova vasca, inaugurata ormai diverso tempo fa e che sta decollando in questi ultimi mesi. La capacità della vasca è di circa 350 litri netti.

Principio di funzionamento

Dal punto di vista costruttivo il reattore è un normalissimo cilindro disposto in maniera classica. L’acqua viene spinta da una pompa esterna (non fornita) nel circuito di ricircolo prima della pompa del reattore. Ricordiamo che LGMAcquari fornisce due pompe per il ricircolo, una Sicce Syncra 1.5 ed una Sicce Syncra 2.0 da 1.350 e 2.150 litri/h rispettivamente. L’acqua, arricchita di CO2, viene quindi spinta dalla pompa di ricircolo scelta dentro il tubo verticale che porterà l’acqua alla base del reattore dove verrà diffusa con un piccolo diffusore cilindrico.


Particolare del diffusore cilindrico

Sulla calotta poi escono il tubo di ricircolo che andrà alla pompa ed in cui si innesta il tubo di ingresso della CO2 con il suo contabolle. Sempre sulla calotta esce il piccolo tubicino in plastica che si occuperà della distribuzione dell’acqua arrichita di calcio in vasca. Ovviamente come si vede in foto è presente anche il porta sonda.


Particolare della calotta superiore

Dato il tipo di costruzione il recupero della CO2 è sempre garantito grazie al ricircolo. Completano la dotazione del reattore una valvola di non ritorno ed un rubinetto per la parzializzazione dell’acqua in uscita.

Montaggio

Il montaggio del reattore di calcio è estremamente semplice e grazie anche al manuale è praticamente impossibile sbagliarsi. Il reattore è stagno e grazie all’alimentazione fornita da una pompa supplementare è possibile installarlo sia all’interno della sump che esternamente ad essa, se non vi fosse posto a sufficienza.. Consiglio nel caso però di non appoggiarlo in terra ma all’interno di un piccolo recipiente in plastica per scongiurare una eventuale microperdita d’acqua o una qualche tracimazione dai vari raccordi rapidi john guest.

L’unica scelta da farsi quindi è quella relativa a quale delle due pompe impiegare, se quella grande o se quella più piccola.

  Sicce syncra 1.5 Sicce syncra 2.0
Portata 1.350 l/h 2.150 l/h
Prevalenza 1,8 m 2,0 m
Consumo 23 w 32 w
Lunghezza 103 mm 123 mm
Larghezza 46 mm 85 mm
Altezza 78 mm 105 mm
Indicata per materiali grossolani e/o
prestazioni non elevate
materiali sottili e/o
prestazioni elevate
Costo Energia Elettrica annuale 50,37 euro 70,08 euro
 

L’indicazione di LGMAquari è quella di impiegare la pompa più piccola per materiali medi o grossolani, come la corallina jumbo, come l’ARM grossa, e come la corallina normale, e di lasciare la pompa più grossa per l’ARM fine, la corallina fine oppure il carbonato di calcio. Oppure di usare le pompe per variare il rendimento stesso del reattore, quindi pompa grossa per un alto rendimento e pompa piccola per un rendimento inferiore.  La differenza nell’impiego dell’una o dell’altra pompa è dell’ordine dei 20 euro annuali per un costo medio dell’energia elettrica di 0,25 euro a kwh. Se aggiungiamo una pompa di alimentazione esterna il costo del mantenimento annuo aumenta di circa una ventina di euro, portando il totale di costo a 70 e 90 euro rispettivamente.

Ritengo lodevole l’idea di LGMAquari di inserire ben due pompe di ricircolo all’interno del proprio reattore, in modo da lasciare all’utente la scelta. Io non ho avuto dubbi e sono partito subito scegliendo la più piccola delle due pompe, la Sicce syncra 1.5, visto che ho caricato il reattore per 3/4 di sabbia corallina normale, e che la mia vasca in questo momento non è ancora completamente riempita con coralli duri come spero lo diventi presto. Visto come ha reagito la mia vasca penso che l’impiego della pompa più grande sia utile in casi molto sporadici e particolari. Aggiungo inoltre che la differenza di volume delle due pompe è senza dubbio elevata, e quindi una pompa piccola in sump è sempre meno complicata da gestire rispetto ad una pompa più ingombrante.

Il materiale di riempimento preferito per questo tipo di reattore con diffusore a cilindro è senza dubbio la corallina di medie dimensioni o la corallina jumbo, sconsiglio l’utilizzo di materiali molto minuti come l’ARM e come il Carbonato di Calcio. Infatti in presenza di materiali molto compatti il diffusore non riuscirebbe a garantire la stabilità del pH lungo tutta la colonna del reattore, con una perdita di efficienza non indifferente, solo mitigata anche se venisse impiegata la più potente delle due pompe. Problema che non si presenta invece in presenza di materiale più grossolano.

Dopo aver scelto la pompa e posizionato il reattore in sump si possono collegare il tubicino di uscita, il contabolle e la valvola di non ritorno.

A questo proposito vi consiglio di cambiare la valvola di non ritorno con qualcosa di più performante, infatti benché funzionante per il suo scopo principale, che è quello di permettere o non permettere il passaggio della CO2, restituisce un funzionamento molto secco, con bolle molto grandi e quindi di più difficile taratura manuale, nel caso di impiego con elettrovalvola il problema diventa solo una finezza per puristi.


La mia sump dove si vede sulla sinistra il reattore di calcio LGr701 SP

Il tubicino di uscita è fornito di un rubinetto in plastica che se non manutenuto a dovere tende ad occludersi. Io vi consiglio, potendo, di togliere il rubinetto e di usare uno stringitubo, molto meno critico nel suo funzionamento. Per altro la pulizia del tubicino di uscita è una di quelle cose che andrebbero fatte a cadenza almeno mensile.


Ecco come si presenta il rubinetto di uscita dopo un mesetto di funzionamento

Durante l’uso non si segnalano problemi di sorta, in oltre 4 mesi di utilizzo intensivo non si è mai fermato ed ha sempre funzionato come un orologio, anche in presenza di black out elettrici, veri o simulati, laddove ha ripreso la sua funzionalità al ripristinarsi della corrente elettrica senza battere ciglio.

Il sistema di rabbocco del materiale

Il caricamento del materiale avviene, come in pratica in tutti i reattori di calcio, dall’alto. Per poter procedere è necessario svitare il grosso raccordo in PVC che tiene assieme la calotta e la preme su di un o-ring di tenuta appoggiato sul cilindro. Il sistema è sicuramente a prova di perdita, ma diventa un po’ macchinoso in fase di rabbocco del materiale. Infatti per poter procedere al meglio si dovrebbe riuscire a tenere fermo il reattore in qualche modo mentre si procede a svitare il raccordo, cosa che con le mie mani abbastanza piccole non è mai agevole. A questo punto il blocco con innestati i tubi per il ricircolo delle pompe vi rimane in mano e non sapete dove appoggiarlo. Problema per altro comune alla maggior parte dei reattori. Il tutto amplificato dalla scomodità di avere una sump in genere mai abbastanza grande e contenuta all’interno di un mobile. A parte questo il sistema è sufficientemente sicuro ed a tenuta, tanto da permettere anche un sicuro utilizzo del reattore al di fuori della sump stessa. Il rovescio della medaglia, che in questo caso è un notevole vantaggio, è che il reattore si riesca a smontare completamente e che diventi perfettamente ispezionabile con le mani, in questo modo è possibile pulirlo completamente a fondo senza particolare impegno, operazione che è consigliato fare almeno una volta all’anno.


Il grosso raccordo in PVC ed il circuito di ricircolo. Si nota il tubo ingiallito da cui esce l’acqua arricchita di calcio, ed il tubo in silicone chiaro che trasporta la CO2

La taratura manuale

La regolazione del reattore è estremamente semplice e deve essere fatta regolando manualmente il numero di bolle di CO2 in ingresso tramite il riduttore di pressione presente sulla bombola di CO2, bilanciandole con le gocce in uscita dal reattore tramite il rubinetto fornito in dotazione.

Io consiglio di cominciare in genere con una bolla di CO2 in ingresso ogni 2 secondi e con una goccia d’acqua al secondo in uscita dal reattore. La gestione della CO2 regolerà il pH interno mentre la gestione delle gocce ne regolerà il bilanciamento totale. In pratica la CO2 in ingresso, e quindi il pH interno, mi dice quanto materiale posso sciogliere, mentre le gocce in uscita mi dicono quanto materiale sciolto andrò ad immettere in vasca. Al fine di una corretta taratura del reattore si procederà al controllo dei valori di Ca, kH e Mg prima dell’inserimento del reattore stesso, poi si procederà al montaggio ed alla sua taratura, e dopo aver atteso almeno una giornata si procederà a fare una seconda tornata di misurazioni, una in vasca ed una in uscita dal reattore, per vedere se il contenuto di Ca e di Kh sia sufficiente.


Particolare del raccordo John Guest in uscita dal contabolle

A questo punto si confronteranno i valori in uscita dal reattore a confronto con quelli in vasca. Per avere una ottima efficienza il reattore dovrebbe avere un Kh maggiore di 30 in uscita, quindi se alla seconda misurazione il Kh è inferiore si procederà ad aumentare le bolle di CO2 in ingresso, senza regolare le gocce in uscita. Si attenderà ancora una giornata e si eseguiranno nuovamente le misurazioni. Una volta che il kh sarà maggiore di 30 (ma anche 35 o 40 va bene), si andrà a confrontare il valore di Ca in vasca prima del montaggio del reattore e dopo il montaggio dello stesso. Se il valore è calato si dovrà incrementare l’uscita, se il valore è identico va bene così, se il valore è aumentato troppo si potrà abbassare lievemente il numero di gocce in uscita. A questo punto si presenta un piccolo problema, in quanto variando il flusso in uscita varia anche il pH interno del reattore, in quanto con la stessa quantità di CO2 dovremo trattare una quantità maggiore o minore di acqua. Bisogna quindi variare leggermente le bolle di CO2 in accordo con l’aumento o la diminuzione del flusso. E’ necessario considerare che con il tempo i nostri coralli cresceranno ed avranno bisogno di sempre più calcio e quindi bisognerà ogni tanto ritarare il reattore, inoltre man mano che il nostro materiale di riempimento diminuirà all’interno della colonna di contatto diminuirà anche la sua efficienza, quindi consiglio di tenere il reattore pieno almeno per 3/4 e di rabboccarlo spesso.


Particolare del raccordo John Guest in ingresso al contabolle

La taratura con sonda pH ed elettrovalvola

Per semplificarci il lavoro e per avere un risultato “potenzialmente” migliore è possibile utilizzare una elettrovalvola comandata da una sonda pH, da inserire all’interno della colonna di contatto. In questo modo la sonda leggerà il valore all’interno del reattore e noi potremo regolare la nostra elettrovalvola in modo che permetta l’erogazione della CO2 quando la lettura supera un certo valore. Nel mio caso ho impostato il mio Biotopus per erogare CO2 al di sopra di un pH di 6.20. Con il mio materiale corallino e questa impostazione ho una uscita di circa 670 ppm di calcio con un Kh di circa 37. Assolutamente sufficiente per la maggior parte delle vasche fino a 1.000 litri come dichiarato dal produttore. Anche il consumo di CO2 non è eccessivo, riuscendo con 2kg di CO2 ad alimentare il reattore per un tempo variabile di circa 3 mesi. L’utilizzo con la sonda ha il suo maggior vantaggio nella continuità di erogazione del reattore di calcio, che quindi uscirà a valori pressoché costanti anche al diminuire del materiale, e soprattutto nell’evitare un sovradosaggio di CO2 dovuto magari alla diminuzione del materiale stesso o a variazioni di portata da parte della pompa di alimentazione. L’unico problema è quello di procedere alla taratura costante della sonda pH che tende a “stararsi” dopo poco tempo, diciamo attorno ai 40/45 giorni, valore che poi deve essere regolato sulla base della propria esperienza.


La corallina all’interno del reattore di calcio

Per chi volesse poi ottenere il massimo da una perfetta regolazione del reattore di calcio, potremmo anche fare la seguente valutazione, indicata soprattutto per tutti quegli acquariofili che hanno problemi di alghe inferiori in vasca, che come sappiamo sono stimolate dal trovare un pH basso in vasca. L’abbassamento del pH della vasca da parte del reattore dovuto all’uscita di acqua con pH basso è un fenomeno che diventa critico infatti soprattutto di notte, quindi grazie all’adozione dell’elettrovalvola e di un timer, o di un computer programmabile, si potrebbe far funzionare il reattore di calcio soltanto di giorno, bloccandone l’uscita nelle ore notturne tramite lo spegnimento della pompa esterna di alimentazione, ma lasciando in funzione la pompa di ricircolo ed il comando della CO2 da parte dell’elettrovalvola. In questo modo infatti si evita di contribuire all’abbassamento del pH notturno. L’acqua nel reattore continuerebbe ad essere mantenuta in ricircolo e la CO2 non verrebbe dosata perché controllata dall’elettrovalvola, senza quindi che vi siano problemi dovuti alla stagnazione dell’acqua nè ad un eccessivo carico di CO2 nel reattore.

Il rumore

Come tutti i reattori di calcio il rumore è assolutamente nella media, nel senso che il reattore di suo è silenziosissimo, anche perché sarebbe difficile fare un reattore rumoroso, però si sente il rumore della frantumazione della CO2 al’interno della pompa di ricircolo. L’unico modo per evitare il rumore sarebbe quello di mandare in circolo la CO2 solo dopo l’innesto della pompa, ma in questo modo si abbasserebbe il livello del rumore ma diminuirebbe anche esponenzialmente l’efficienza del reattore stesso perché la CO2 non verrebbe miscelata a dovere.

Conclusioni

Come si evince dal testo dopo quattro mesi di uso sono ampiamente soddisfatto di questo reattore, e mi sento quindi di consigliarlo senza riserve. Il suo funzionamento è impeccabile ed eccellente in ogni condizione, sia sotto carico che a vasca scarica. La possibilità di regolazione è ampliata ai massimi termini grazie alla scelta di poter montare una delle due pompe di ricircolo fornite in dotazione, è  dotato anche di portasonda per un agevole controllo tramite elettrovalvola, ha già il recupero della CO2 di serie e quindi non ha bisogno di nulla per funzionare al meglio. Il reattore quindi si presenta completo e pronto all’uso anche se per ottenere il massimo io provvederei a cambiare il rubinetto di uscita dell’acqua con un più “ergonomico” stringitubo, che presenta sicuramente meno problemi di intasamento e quindi di manutenzione, e soprattutto cambierei la valvola di non ritorno con qualcosa di più performante, soprattutto se il reattore verrà utilizzato con taratura manuale, dove la regolarità delle bolle è più importante.

Ritengo l’LGMAquari LGr701 SP adatto a vasche piene di coralli duri fino a 600/700 litri lordi. In caso di utilizzo in vasche miste od in vasche di soli coralli molli può invece gestire vasche di capacità doppia senza grossi problemi, poi sarà solo problematico rabboccare spesso il materiale consumato.

Link al sito del produttore: