Stiamo parlando di...ARTICOLI

Gli articoli fatti e curati da me che sono stati pubblicati

Manutenzione dello schiumatoio – Skimmer cleaning operation


For english text, please scroll downFor english text, please scroll down

La manutenzione dello schiumatoio è fondamentale per avere un acquario sempre perfetto.

L’efficienza dello schiumatoio è infatti fortemente influenzata dalla sua manutenzione per diversi motivi:

  1. Riempimento di liquido nel bicchiere
  2. Deposito di melma nel collo del bicchiere
  3. Degrado delle prestazioni della pompa
  4. Ostruzione dell’iniettore a causa di sale e calcio

I primi due punti si aggirano abbastanza facilmente pulendo settimanalmente il bicchiere dello schiumatoio, usando una spugna oppure un vecchio spazzolino da denti, fino ad avere il collo del bicchiere (quello a contatto con lo schiumato) perfettamente pulito. In questo modo si evita che lo schiumato venga “rallentato” ed “inibito” dalla melma che si forma lungo il collo.

Il terzo punto è più complesso ma in definitiva non necessita di una manutenzione così puntuale come quella dei primi due punti, è’ sufficiente infatti pulire a fondo la pompa almeno una volta ogni sei mesi. Per farlo è possibile procedere smontando completamente la pompa ed immergendola in una soluzione di acido muriatico al 10%, in questo modo si scioglie ogni residuo calcareo e salino e si riporta la pompa in condizioni pari al nuovo.

Un accorgimento speciale va invece posto in quegli schiumatoi che per funzionare usano delle giranti a spazzola o ad aghi, in questi la girante si deteriora ed anche se il deterioramento non è apprezzabile ad occhio nudo i costruttori arrivano a consigliarne la sostituzione anche una volta all’anno. In genere il deterioramento della girante si avverte perché aumenta il rumore che lo schiumatoio produce mentre è in funzione.

Arriviamo quindi al quarto punto, che in un certo senso è quello più problematico e che necessita della maggior attenzione. Come tutti noi sappiamo infatti il principio di funzionamento degli schiumatoi è basato sul contatto aria-acqua, e l’iniettore è quel particolare tecnologico deputato ad “iniettare” l’aria all’interno della colonna di contatto dove questa verrà miscelata con l’acqua. All’interno dell’iniettore, poco prima o poco dopo a seconda dei vari modelli di schiumatoi, si ha quindi il contatto fra l’aria e l’acqua e questo causa il deposito di sale e/o di calcio che con il tempo tendono ad ostruire l’iniettore stesso.

Nello schiumatoio in foto l’iniettore è posto dopo la pompa perché il funzionamento è in controcorrente, mentre ad esempio lo schiumatoio precedente era un H&S 150F2001 ed aveva l’iniettore direttamente nel corpo pompa.

Diventa quindi necessaria una pulizia periodica dell’iniettore. Per farlo non è però indispensabile una complicata opera di manutenzione ma seguendo questa piccola guida in poco tempo e con poca fatica lo schiumatoio tornerà efficiente come fosse nuovo.

E’ necessario un bicchiere capiente, acqua di osmosi e qualche minuto di tempo. La frequenza di pulizia ovviamente dipende dallo schiumatoio che ognuno possiede ma io consiglio di effettuarla quando si effettua il riempimento della vasca di rabbocco, approssimativamente una volta alla settimana.

Le fotografie si riferiscono al mio schiumatoio, l’Elos NS1000 ma il metodo si può usare con soddisfazione per ogni altro tipo di schiumatoio.

Prendiamo un bicchiere vuoto e lo riempiamo di acqua di osmosi:

Prendiamo il tubicino d’aria della schiumatoio, qua vediamo il silenziatore che andremo a togliere, …

Immergiamo il tubicino senza il silenziatore nell’acqua di osmosi:

Lo schiumatoio spento subito dopo la pulizia del bicchiere in attesa della pulizia dell’iniettore, ovviamente per agire sull’iniettore va acceso:

In caso ci fosse uno stringitubo o una valvola per parzializzare l’ingresso dell’aria nello schiumatoio vi consiglio di stringere ripetutamente ma senza troppa forza il tubicino in silicone subito dopo lo stringitubo, per favorire la rimozione dei sedimenti:

Ancora più importante è consigliato stringere ripetutamente lo stesso tubicino qualche cm prima dell’innesto nell’iniettore dove è possibile vi siano degli accumuli di sedimento, si dovrebbe sentire abbastanza facilmente il sale sciogliersi sotto le dita al contatto con la dolce acqua di osmosi:

Lo schiumatoio continua ad aspirare l’acqua dal bicchiere fino al suo esaurimento:

Subito dopo l’operazione lo schiumatoio riprende a schiumare, qua si può vedere la schiuma bianca salire nel collo

L’acqua di osmosi, dolce, ha portato in soluzione il sale che parzializzava l’ingresso dell’aria, restituendo l’efficienza allo skimmer. Per funzionare questo metodo necessita di una applicazione periodica, poiché se anche il calcio precipitasse legandosi al sale questa operazione non sarebbe più sufficiente e sarebbe necessario utilizzare qualcosa di molto più aggressivo, come un cacciavite o l’acido muriatico. Procedura che purtroppo dovremmo però effettuare a pompa scollegata e lontano dall’acquario, e spesso dovendo smontare l’iniettore o la pompa a seconda dello schiumatoio utilizzato.

Effettuando una manutenzione periodica come descritto e seguendo queste piccole e semplici regole per tenere pulito l’iniettore si manterrà lo schiumatoio sempre efficiente ed al massimo delle sue prestazioni. Meglio infatti uno schiumatoio più piccolo ma ben pulito che uno schiumatoio migliore ma mantenuto sporco.

Per aumentare l’efficienza dello schiumatoio a volte è anche sufficiente procedere alla pulizia del collo del bicchiere con cadenza molto più ravvicinata del solito.

The skimmer maintenance is our main goal to achieve the “perfect” aquarium.

The skimmer efficiency is mainly influenced by its maintenance because:

1) Collection cup filled by water.
2) foam on collection cup neck.
3) degradation of pump because using.
4) injector obstructed by calcium and salt sediments.

We can rid of the first two points without problems, we have to clean weekly our collection cup and nothing more. To do it I use one old teethbrush or a soft sponge, until I had the neck completely clean. So we have no problem from the foam along neck that otherwise would have slowed down skimming.

Third point is more complex but we can’t do more, so we need to clean pump every six months. I do it by taking apart every piece, and putting it into muriatic acid at 10% for thirty minutes, so it will be as new one 😉

We must put a special attention in those skimmers that in order to work they use of the shredding or needles impellers, in these during time the impeller looses efficiency by deteriorating needles and even if deterioration is not appreciable for our eyes, many constructors advise their customers the substitution of impeller also once in year. We can succeed to perceive deterioration because noise, that skimmer produces while functioning, increases.

We arrive therefore to fourth point, that is most problematic one and that it needs greater attention. As all we know in fact the skimmers principle of operation is based on contact of air and water, and the injector is the equipment deputy to “inject” the air inside of contact column (cylinder) where this will come mix with water. Inside injector, little before or little after depends on different skimmers, there will be the contact between air and water and this causes precipitating of calcium or salt sediments that will tend to obstruct the injector.

The skimmer, you see on these images, has injector placed after the pump because the operation is counter-current, while, for example my previous skimmer was an H&S 150F2001 and it had the injector directly into the pump body.

So we need to clean periodically the injector. In order to make it we must follow these simple rules and with little time and little work the skimmer will be as new one.

We need a big water glass, RO water and a few minutes of time. The frequency of cleaning obviously depends on skimmer everybody has but I think is better cleaning when we had to fill RO tank, about once a week.

The pictures refer to mine skimmer, Elos NS1000, but the method can be used with satisfaction for every other type of skimmers.

For beginning we must take an empty glass and we fill it with RO water:

We take skimmer air pipe, here we look at Elos noise suppressor, that we take out for cleaning operations:

We put air pipe into RO water

Here we see skimmer after collection cup cleaning, with no power, we need to light on to clean injector

If skimmer has some tipe of valve to reduce air flow rate, you need to press air pipe before and after the valve, to help sediments removal

More important is to tighten the small air tube repeatedly some cm before injector where it’s possible there are some sediment, it would be easily enough to feel salt under your fingers, if you have it, at contact with RO sweet water:

Skimmer is drinking RO water from glass:

After cleaning operation, skimmer begin to work again, here you can see the white foam on contact column:

The reverse osmosis water, sweet, has melted salt that had partially obstructed air inlet, taking off skimmer efficiency. In order to work this method needs periodic application, because if calcium deposits itself this method doesn’t function more… you would need muriatic acid or a screwdriver. But in case we need to stop pump and work far away from our tank.

By doing periodic maintenance as described and following these simple rules in order to hold clean injector, the skimmer will be always efficient and at the maximum of its performances. Better to have a small cleaned skimmer than bigger but dirty one.

In order to increase the efficiency of skimmer sometimes we need only cleaning the neck of collection cup more often than ever.


Consumo energetico dell’acquario – Aquarium energy consumption


Io penso sia molto importante conoscere i costi di gestione del proprio acquario, sia per non doversi trovare delle brutte sorprese dopo l’eventuale acquisto, sia per dimensionare correttamente il contatore dell’Enel.

Per cercare di capire quale fosse la quantità di energia elettrica consumata dal mio acquario mi sono creato il seguente foglio di calcolo:

Consumo elettrico

Come è possibile vedere nella prima colonna c’è la lista delle utenze, e nella seconda il consumo nominale.

Nella terza colonna ci vanno le ore di uso giornaliere, ovviamente stimate per alcune utenze come riscaldatore, refrigeratore, pompe a variazione di portata etc.

In fondo si vede il costo dell’energia elettrica, fissato in questo momento a 0,22 euro a kwh. Anche se aveste un contratto diverso, purtroppo, in mancanza di altri dati, vedrete che il costo rimane più o meno quello.

Nelle ultime colonne trovate il costo stimato e calcolato giornaliero, mensile, annuale e bimestrale.

Potete scaricare il foglio di calcolo qua: consumo.xls

I think it’s very important to know energy consumption of our aquarium, yet because I know many people that after buying aquarium had to sell it for electrical cost. This in Italy, I don’t know how is the situation on other countries, please leave me your feedback.

So, to try to know my energy consumption I’ve build this spreadsheet:

Consumo elettrico

As you can see in the first column you have the name of equipments, and in second column their nominal consumption in watt.

In third column you must put hours of use, for some equipments, like chiller for example, you must estimate it.

In the last raw you can see the cost for kw (kilowatt), euro symbol is only for our european people, but you can ignore that and use it as it was dollars or pounds, no problem at all. In this moment in Italy we pay 0,22 euro for every kwh… and you in your countries?

In the last columns you find estimate cost for day, month and year. And you can read “bimestrale” because in Italy we pay every two months 🙂

You can download the spreadsheet here: consumption.xls


Aquasmart by Limulus


For English version please click here

Premessa
Il sistema Aquasmart
Il modulo Base
Il modulo di potenza
Il bus DALI
Il modulo Terminale
Il modulo Tunze e la gestione del movimento
Il modulo Led
Il modulo GSM
Il collegamento al computer
Il modulo ethernet
L’evoluzione del sistema
Le Sonde e le interfacce
Sonda di Temperatura
Sensore di Livello
Sonda pH
Sonda Redox
Sonda Densità
Le mie conclusioni

Premessa:

Sono sempre stato appassionato di elettronica. E da quando ho l’hobby dell’acquariofilia ho sempre cercato di automatizzare tutto tramite un computer dedicato all’uso per l’acquario.

Dopo aver provato a lungo il sistema Aquatronica ho avuto la possibilità di acquistare Aquasmart by Limulus, facendo seguito ad una conversazione avviata con Roberto Buti, proprietario ed ideatore di Aquasmart allo Zoomark di Bologna del 2007, dove sono rimasto colpito dalla completezza dei moduli offerti.
E’ incredibile vedere e toccare con mano cosa sia possibile fare con un sistema come Aquasmart, virtualmente non esiste cosa che non si possa fare: dal reintegro automatico di acqua osmotizzata, agli avvertimenti tramite modulo GSM, alla gestione dimmerabile delle luci, alla variazione della portata di pompe elettroniche e non elettroniche, giusto per enumerare qualcosa di esotico ed allettante.

Il sistema Aquasmart nasce dalla passione di Roberto Buti che ha creato un sistema automatico per la gestione del proprio acquario e che poi ha deciso di renderlo pubblico e di commercializzarlo.

Il mio sistema è stato installato su barre DIN all’interno di un quadro elettrico creato ad hoc. Nella foto sotto potete vedere come si presenti il quadro elettrico all’interno della sump e se vi passate sopra il mouse potete togliere il coperchio e vedere l’Aquasmart nudo.

Continue Reading


Refrigeratore Aquamedic Titan 250


Indice

Premessa
l refrigeratori TITAN di Aquamedic
La prova sul campo
Il rumore
I consumi elettrici
La pompa di alimentazione
Consigli utili
Le mie conclusioni

Premessa:

Un moderno acquario di barriera non può prescindere oggi da un sistema di raffreddamento, questo perché le temperature che si raggiungono nei reef sono in media attorno ai 28°C con punte massime di 30°C ma con temperature minime, sporadiche, attorno ai 21°C (pag. 349 del libro Aquarium Corals di Eric H. Borneman (clicca sul nome per comprare il libro tramite Neogea)). In casa nostra purtroppo si rischiano aumenti repentini di temperatura, soprattutto durante la giornata a causa del riscaldamento dovuto alle lampade, ed una escursione massima ben più alta di quella misurata da Borneman, non è raro infatti trovare in vasche non raffreddate temperature superiori ai 34-35°.

La media invernale di temperatura che siamo soliti tenere nei nostri acquari è generalmente più bassa della media che si registra in natura, ho spesso parlato con acquariofili che mantengono infatti le proprie vasche attorno ai 25°C, da questo discende che in vasche mantenute mediamente più fredde una ampia escursione termica che avviene in un breve periodo di tempo può portare a conseguenze catastrofiche, non essendo i coralli pronti ed abituati a subire un delta termico di questo tipo.

Continue Reading


L’aquarium controller di Aquatronica


Indice
Premessa
Il sistema Aquatronica
L’evoluzione del Sistema
Il modulo di collegamento al computer
Le Sonde
Sensore Temperatura
Sensore Livello
Sensore pH
Sensore ORP
Sensore Densità
Le mie conclusioni

Premessa:
Sono sempre stato appassionato di elettronica. Dai computer ai palmari, dai cellulari a qualsiasi cosa avesse un chip, quindi i computer per acquari non hanno mai fatto eccezione. Ne rimasi attratto sin dal primo che vidi, un IKS quando ancora avevo l’acquario di acqua dolce, in quel momento non mi serviva, non avevo i soldi per comperarlo, non sapevo bene cosa facesse, ma avrei voluto possederne subito uno.

Molto tempo ed un acquario marino dopo, arriviamo ai giorni nostri. Con l’intenzione di comprarmi qualcosa, e dopo essermi documentato a dovere sui 3 contendenti, Aquastar by IKS, AquaSmart by Limulus ed Aquarium Controller by Aquatronica sono andato allo Zoomark di Bologna del 2005, dove incontrai e conobbi personalmente Massimo Brandi, Deus ex Machina del brand Aquatronica, nato da una costola della società AEB srl.

Parlando con lui, ed anche grazie alla passione che è riuscito a trasmettermi, ho deciso di acquistare il kit base di Aquatronica.

Il sistema Aquatronica

Il kit base è composto dal modulo base, ovverossia il computer ad interfaccia grafica a cristalli liquidi, da una unità di potenza ad 8 prese, di cui 4 di tipo shuko, le prese tedesche, e 4 di tipo italiano e dal sensore di temperatura.
Il tutto ad un prezzo bloccato di 500 euro, che si acquisti in negozio o su internet, la politica Aquatronica è quella del prezzo fisso e bloccato ovunque.

A parte ho poi acquistato anche una seconda unità di potenza per permettermi di controllare tutte le utenze del mio acquario, il sensore di livello ed il modulo di collegamento al pc.

Come già evidenziato da Gilberto Hassan nella sua precedente
recensione
, a cui vi rimando a completezza di questo articolo che parte dove lui si era interrotto, abbiamo acquistato in questo modo un timer molto evoluto e dalle infinite possibilità di personalizzazione, un sensore di temperatura, ad un prezzo tutto sommato contenuto.


La ciabatta Aquatronica installata in sump

È possibile infatti timerizzare ogni singola presa in maniera complessa, nel senso che si può arrivare fino ad accendere ogni singola presa ad intervalli di un minuto e sommare a questo un controllo sul sensore di temperatura e/o di livello, fino a poter controllare le prese a seconda degli input di un qualsiasi altro sensore. Sia dall’impostazione di un valore minimo o massimo, sopra o sotto al quale si può accendere o spegnere una singola presa (come ad esempio accendere il riscaldatore sotto i 25 gradi), fino a poter definire una curva di funzionamento (io ad esempio ho definito una curva di temperatura che parte a 26.7 gradi a mezzanotte e cresce nel corso della giornata fino ad arrivare ad un massimo di 27.4 per poi decrescere), al superare dei valori di questa curva si accende la ventola tangenziale per il raffreddamento, sono arrivato ad usare tre curve per tre ventole tangenziali shiftate tutte di un decimo di grado. Le ventole poi si spengono tutte al ritorno sotto la curva di riferimento, a seconda del delta di riferimento scelto. A 28 gradi ho poi impostato lo spegnimento delle luci, in modo da cautelarmi nel caso di malfunzionamento o insufficienza delle ventole.


La definizione della curva di intervento tramite controller

Per capire fino in fondo quanto possa essere complessa, ed utile, l’impostazione del timer insieme ad un controllo su una sonda vi espongo come funzionava il mio reattore di kalkwasser assieme alla sonda di livello.
Il rabbocco automatico era impostato per funzionare solo di notte, da mezzanotte alle dieci. All’interno di questo intervallo funzionava solo per un quarto d’ora (goccia a goccia) alternato, ed ovviamente solo se c’era bisogno del rabbocco (tramite comando sulla sonda di livello), mentre la pompa all’interno del reattore funzionava per 10 minuti ogni 3 ore sulle 24 ore per mantenere in soluzione l’idrossido di calcio e quello di magnesio.

Devo dire che il funzionamento di un anno di Aquatronica mi ha entusiasmato! Mi ha aiutato a semplificare la gestione del mio acquario, mi ha dato qualche sicurezza in più nella gestione del pericolo dovuto alle alte temperature, mi ha liberato di tanti timer per loro natura più approssimativi e meno precisi. Per dirne una, trovo fantastico passare da ora legale ad ora solare, o viceversa, poter cambiare un solo orario per tutte le utenze e non dover invece arrabattarmi con un numero imprecisato di timer.


L’unità di potenza, con da sinistra a destra: 4 prese tedesche, 4 prese italiane, presa di collegamento al controller, prese per sensore livello e temperatura e 6 porte usb per il collegamento delle sonde

Un aspetto che ho ritenuto fondamentale per la scelta di questo sistema è la natura modulare di aquatronica, l’estrema semplicità del cablaggio e quindi una installazione a prova di stupido. Una volta estratto dal box il sistema in pochissimo tempo è già pronto per funzionare, solo da configurare, azione semplificata dall’uso dello schermo in dotazione.
Come già evidenziato da Gilberto, non occorre essere esperti per configurare il sistema, sembra che l’Aquarium Controller sia stato studiato per semplificare al massimo qualsiasi operazione.


La definizione della curva di intervento tramite controller

Una volta estratto il kit dalla scatola è sufficiente collegare la ciabatta ad una presa di corrente, il monitor alla ciabatta con il cavo fornito in dotazione con connettori multipolari, e la sonda di temperatura all’unità di potenza. Fatto. Semplice, veloce ed indolore.
A questo punto lo si deve solo configurare.
Per configurare una qualsiasi delle 8 prese (ma si possono collegare in serie fino a 10 ciabatte, per 80 prese disponibili) basta entrare nel menù di configurazione della specifica uscita (indicate sulla ciabatta da una lettera) ed indicare l’intervallo di timerizzazione scelto.
Volendo poi impostare un controllo sulla temperatura è necessario entrare nel menù temperatura ed impostare un programma, scegliere se attivare una specifica presa (è necessario indicare quale) al di sopra o al di sotto del valore letto, e si è pronti per operare.
Effettivamente in un quarto d’ora il sistema è pronto per lavorare alla sua massima potenza.

L’unica critica che mi sento di muovere è la mancanza all’interno del kit base del modulo di collegamento al computer, che va acquistato a parte, con esso infatti è molto più semplice rinominare le proprie prese, è possibile procedere all’aggiornamento del firmware del sistema e salvare le proprie impostazioni sul proprio hard disk.

L’evoluzione del Sistema

Aquatronica è un sistema modulare in continua evoluzione. Quando uscì sul mercato era composto solo dal modulo base e dal modulo di collegamento al computer, l’anno seguente quando lo acquistai io era appena stata commercializzata la linea dei chimici, con i sensori pH, densità, conducibilità e Orp.
Il sistema si è poi ampliato con l’offerta del modulo Ethernet, dell’attesissimo modulo GSM, di un hub per aumentare le prese disponibili per i sensori di livello e temperatura, i sensori di allagamento, il modulo con 3 pompe dosimetriche

Avete letto bene… dosimetriche… a Bologna ho chiesto lumi su questa bizzarria, dato che ho sempre letto altrove dosometriche, ma pare che in Aquatronica si siano documentati con esperti della lingua italiana, e che dosimetriche sia la dizione corretta.

Ed il sistema è ancora in evoluzione, parlando con Massimo Brandi, è in fase di studio avanzato il modulo dimmer per neon t5, anche se non si possono fare previsioni sulla sua commercializzazione, ed è allo stato di studio preliminare un modulo per simulare il moto ondoso con pompe a controllo elettronico.

All’interno dell’evoluzione del sistema rientra anche la definizione dell’uso dei tasti freccia come dei tasti funzione per attivare una serie di azioni preimpostate dall’utente, essendo questa infatti una implementazione del sistema avvenuta in un secondo momento, successivamente all’immissione
sul mercato del controller.

In questo caso ho impostato un programma denominato “Sps Food” che alla pressione prolungata del tasto “Freccia su” per 15 minuti mi spegne le tre prese evidenziate nell’immagine.

Il modulo di collegamento al computer

l’Aquarium Controller non necessita di collegamento al computer per funzionare in maniera completa, ma il modulo permette comunque una agevolazione nella taratura del sistema, e come detto permette l’aggiornamento del firmware del sistema, inoltre è possibile scaricare su un foglio di calcolo (come microsoft excel) lo storico delle misure effettuate.


La schermata principale di collegamento

E’ possibile impostare un intervallo di tempo per la registrazione delle misure e per la creazione del relativo grafico, che è di un giorno (una misura ogni mezz’ora), una settimana (una misura ogni 3 ore) o un mese (due misure al giorno), poi avendo il modulo di collegamento al pc queste informazioni si possono salvare sul disco rigido.
Nella foto seguente si vede il grafico creato combinando le misurazioni dell’ultimo mese di temperatura e pH:

E’ anche possibile usare il computer come monitor, come si vede dall’immagine seguente, ove in una rapida occhiata si può vedere lo stato di funzionamento delle singole prese; in questo caso tutte le prese dell’unità di potenza denominata (da me) “Prese Orizzontali” sono attive e comandate tramite timer, mentre nell’unità di potenza denominata “Prese Verticali” le prime tre sono attive e comandate tramite timer, mentre le successive 5 sono spente.
Nella colonna di destra è possibile leggere i valori dei vari sensori presenti, mentre nella colonna di sinistra si entra nei vari menù di configurazione.
Si nota subito lo spazio a disposizione per ulteriori unità di potenza e per i sensori che è possibile aggiungere

Le Sonde

Dopo l’uso continuato del sistema ed in concomitanza dell’uscita dei moduli chimici ho acquistato anche le interfacce e le sonde di pH, densità ed orp, oltre ad un secondo sensore di livello e temperatura, e dopo l’ultima visita all’Interzoo di Norimberga, attendo anche il modulo Ethernet e quello Gsm che, a mio parere, completano in maniera egregia il sistema.

Le sonde sono collegate al sistema tramite una interfaccia. L’interfaccia è virtualmente eterna, mentre le sonde sono da cambiare ad intervalli più o meno predefiniti (da uno a due anni) per il loro naturale deterioramento.

La nuova clip per agganciare le sonde…

e la vecchia

I collegamenti fra l’interfaccia e l’unità di potenza sono garantiti da un comune cavo usb, mentre il collegamento fisico fra interfaccia è sonda è in genere un connettore standard BNC. Solo le sonde di temperatura e livello sono differenti e vanno innestate nelle apposite prese.

Ogni unità di potenza ha 6 prese usb che possono essere usate per collegarci le interfacce, oppure per collegarci delle altre unità di potenza, e due prese multipolari per collegarci una combinazione a scelta di sonde di temperature e livello.

Sensore Temperatura
La sonda di temperatura è in vetro ed io attualmente ne ho due, nessun sensore ha perso un decimo di grado da quando è stato montato e calibrato.


La sonda in vetro

Il funzionamento è semplicissimo ed incredibilmente integrato nel sistema. Come si vede nelle foto è possibile impostare una qualsiasi presa in modo che si attivi o si disattivi quando la sonda si trovi sopra o sotto un qualsiasi valore, in maniera semplice e chiara, un po’ più complessa la gestione della curva di intervento, in cui si può configurare la presa con valori diversi a seconda dell’ora del giorno, operazione molto più semplice da pc che non tramite il controller in dotazione.
Ogni presa può avere più controlli per ogni sonda presente.


Il programma di spegnimento della plafoniera al sorpasso della soglia dei 28,1°


La rilevazione dei dati di temperatura dell’ultimo mese, come mostrati dall’Aquarium Controller

Viene data in dotazione una comoda ventosa per appendere la sonda in vetro alle pareti della vasca, io ne uso una in sump ed una all’interno del mobile per monitorare la
temperatura dell’aria ed azionare eventualmente delle ventole di areazione


Le impostazioni di un programma di temperatura viste tramite il pc, dalle impostazioni delle soglie di allarmi, al programma di accensione del riscaldatore

Sensore Livello
Il sensore di livello è di tipo a galleggiante con protezione a campana. In oltre 2 anni di uso non ho mai avuto nessun tipo di problema né di blocco.


Il sensore di livello immerso in sump

Il software che lo gestisce permette di controllare una presa a tempo, nel senso che la presa collegata viene accesa per un tempo variabile pre-impostabile dall’utente, se trascorso questo lasso di tempo il sensore risulta ancora aperto, la presa si disabilita e il controller emette un suono ciclico di allarme. Fondamentalmente è un controllo semplice ma probabilmente uno dei più importanti, peccato solo che ogni unità di potenza possa ospitare solo due sensori a scelta fra questo e quello di temperatura, ma è possibile acquistare un hub separato per ospitarne altri 5.

Possibili usi del sensore di livello includono, oltre al rabbocco, l’uso come indicatore di riserva della vasca di rabbocco, come minimo della vasca di rabbocco (spegnendo quindi la pompa di rabbocco per evitare che si bruci), come livello di minimo della sump (per motivi analoghi a sopra), livello di massimo in sump (ad esempio per una perdita del rabbocco), come controllo in vasca, o come controllo di refugium o altro, in pratica è possibile controllare qualsiasi cosa, ed in aggiunta al modulo sms (appena presentato sul mercato), può costituire un sistema di controllo estremamente efficace.


I miei due sensori di livello, quello principale a sinistra comanda il rabbocco, mentre quello a destra funziona come indicatore di riserva del serbatoio di rabbocco.

Sensore pH
Il sensore pH fa parte dei sensori chimici, condivide la stessa logica con tutto il sistema Aquatronica, quindi può essere usato come semplice controllo della vasca (come faccio io) e come monitoraggio del grafico dell’andamento mensile per evidenziare ad esempio il calo del kH (in genere un calo del minimo del pH sottintende un calo del kH), oppure è possibile impiegarlo all’interno del reattore di calcio per un controllo ed una taratura puntuale di quest’ultimo, potendo infatti comandare accensioni e spegnimenti del reattore di calcio in base ai valori letti dalla sonda, e combinare questo con una qualsiasi combinazione di timer.


Grafico mensile dell’andamento del pH

Nel lungo tempo che ho usato la sonda pH devo solo evidenziare come sia fondamentale una taratura fatta con sistematicità per evitare una dilatazione dei valori soprattutto verso il basso e un ampliamento del range di lettura, ma questo è comune per ogni tipologia di sonda di qualsiasi marca. Aquatronica consiglia una taratura quadrimestrale ed il cambio della sonda, ma non dell’interfaccia che è praticamente eterna, ogni anno. Personalmente ritengo che usarla per un tempo maggiore significhi solo tararla più spesso, anche ad intervalli mensili, a scapito ovviamente della precisione del risultato ottenuto.
Aquatronica fornisce 3 soluzioni per la calibrazione, che viene effettuata su
due punti della scala. Per l’uso in acquariologia marina offrono soluzioni
titolate a pH 7 e 10, mentre per l’uso in acqua dolce a pH 4 e 10.

Sonda pH Interfaccia

Dati tecnici:
Campo di misurazione: da 0 a 14 pH
Risoluzione di misura: 0,01 pH
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 2 punti
Materiale: Elettrodo plastico a doppia giunzione in vetro

Sensore ORP
Il sensore ORP o di ossidoriduzione o di potenziale redox è probabilmente l’unico parametro chimico fisico che ad una rapida occhiata ci dice se l’acquario stia girando bene, meno bene o male. Valori superiori a 400 sono ottimali. In questo modo, anche da remoto, magari assieme al modulo sms, o assieme al modulo ethernet, si può verificare lo stato del proprio acquario.


Grafico mensile dell’andamento del redox nella mia vasca

Può anche essere usato come controllo in caso si stia somministrando ozono, e quindi usarlo per attivare o disattivare la somministrazione di ozono in caso di potenziale redox troppo alto.
Da quando lo uso non ho mai rilevato nessun problema, se non una tendenza a misure generalmente più basse subito dopo la taratura, che arrivano a livelli stabili dopo circa 15 giorni, come per altro spiegato nel manuale fornito a corredo. Aquatronica consiglia, come per la sonda pH, una taratura ogni 4 mesi ed una sostituzione della sonda ogni anno.
Aquatronica fornisce una soluzione per la calibrazione da 240 mV.

Sonda Redox Interfaccia

Dati Tecnici:
Campo di misurazione: da –300mV a 600mV
Risoluzione di misura: 1 mV
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 1 punto
Materiale: Elettrodo plastico a doppia giunzione in vetro

Sensore Densità
Il sensore di densità marina era il sensore che nella mia mente pensavo più importante di tutti i chimici, pensavo di poter delegare ad esso il monitoraggio costante della densità del mio acquario, che tutti sappiamo essere IL parametro fondamentale per la conduzione ottimale di una vasca di barriera.


Il menù delle impostazioni di una sonda, in questo caso quella di densità

Le cose non stanno esattamente così. L’uso di un rifrattometro a parte, è, secondo me altamente consigliato per non dire assolutamente indispensabile. Al di là della taratura del sensore che non è delle più agevoli, in quanto rispetto alle altre sonde è quella che impiega più tempo a stabilizzarsi, richiede l’uso di boccette di liquido certificate dovute alla complessità della misurazione, dove anche la forma della boccetta oltre al liquido contenuto possono influenzare il risultato finale. Il problema della taratura e quindi della esattezza della misura puntuale, secondo me, non è sufficiente per far si che si possa usare il valore di densità espresso dalla sonda come valore su cui calibrare la vasca, però risulta assai utile come parametro di riferimento e come controllo sui cambi d’acqua, non tanto per controllare l’esatto contenuto di salinità dell’acqua del cambio, ma come controllo della variazione di densità prima del cambio e dopo lo stesso.
Di tutto il corredo Aquatronica che ho, la sonda di densità è l’unica che mi abbia fornito in quasi due anni di funzionamento, qualche problema, dovuto molto probabilmente alla complessità della rilevazione, si tratta di salti fra valori diversi di tarature in maniera poco logica, ad esempio da 1024,6 a 1025,9 per poi tornare a 1024,6 dopo qualche ora. Una possibile motivazione potrebbe anche essere individuata nella sensibilità della sonda allo sporco che inevitabilmente si forma sulla sonda, e che sfalsa le misure in maniera maggiore che sulle altre sonde. Inoltre come evidenziato sopra la sua taratura non è esente da possibili sbagli.
Aquatronica consiglia la calibrazione della sonda ogni 4 mesi e la sua sostituzione ogni 2 anni, oltre ad una pulizia periodica con acqua di osmosi per evitare che le incrostazioni inficino le misure.
Aquatronica fornisce una soluzione di calibrazione a 52 mS per l’uso con la sonda di densità da usare in acqua salata.

Sonda Densità Marina Interfaccia

Dati Tecnici:
Campo di misurazione: da 0mS a 100mS
Risoluzione di misura: 0,1mS
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 1 punto
Materiale: Elettrodo plastico a 4 anelli

Le mie conclusioni
Quando si pensa di allestire un acquario che abbia una certa complessità, e nella fattispecie un acquario marino è un acquario di una certa complessità gestionale, ritengo che l’uso di un computer programmabile sia un qualcosa di molto vicino ad una necessità.

Il costo di un tale sistema è, infatti, secondo me assolutamente paragonabile al costo di tutti quei sistemi, artigianali o meno, necessari per la conduzione di una vasca reef, da un sistema di timer, ad un controller di temperatura a soglia multipla, ad un controller sul livello, ad un sistema di monitoraggio a distanza, ad un sistema di allarme e così via giustificandone l’ulteriore esborso di prezzo soprattutto se si valuta il complesso dei costi e del valore di un acquario marino di barriera.
Si spende di più ma si ottiene in proporzione molto di più.

E’ anche possibile comandare sino a 5 unità di potenza con lo stesso controller, permettendo anche di tenere sott’occhio e di gestire più acquari contemporaneamente.

Prima di acquistare Aquarium Controller di Aquatronica infatti avevo diversi timer singoli, un controller di temperatura doppia soglia, e diverse ciabatte, il tutto ad un costo, allora, paragonabile al 60% del sistema base, senza averne però i pregi ed i vantaggi.

Devo poi sottolineare anche l’impeccabile comportamento del sistema nel recente cambio vasca, ove prima ho scollegato tutte le prese, tutte le sonde ed interfacce, ed alla riattivazione della vasca le ho ricollegate, senza rilevare problemi di sorta. Tutto è ritornato come le 6 ore precedenti con la vasca vecchia.
Assolutamente fantastico.

In due anni di utilizzo dell’Aquarium Controller non ho avuto nessun problema, e l’acquario è stato gestito in maniera impeccabile, senza nessun tipo di inconveniente, ma con il valore aggiunto che un sistema di questo genere assicura.

Per venire incontro ai propri utenti, Aquatronica ha aperto un canale di comunicazione importante all’interno del Forum di Aquaportal al seguente indirizzo: Aquatronica, dove è possibile parlare con membri dello staff e con semplici utilizzatori come me.
Anche presso il loro sito è presente un
Forum per utenti.

L’articolo integrale lo trovate pubblicato su Aquaportal al seguente indirizzo:

E’ assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell’autore.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal


La mia vasca pubblicata su Acquaportal

La vasca il 17 febbraio 2007

Introduzione: La mia passione per l’acquariologia viene ormai da molto lontano, e tutto è cominciato con un betta splendens e la sua boccetta d’acqua… da quel momento è stato una continua escalation di vasche vaschine e vaschette… prima un acquarietto dolce da 20 litri, poi uno da 40 poi uno
da 80… fino al grande salto, nel 2001 insieme alla ristrutturazione di casa per il nostro matrimonio, mio e di mia moglie Simona, abbiamo pianificato il grande salto all’acquariofilia marina.
L’approccio è nato per ospitare un bellissimo pomacanthus imperator e per il fascino innegabile che il colore ed il movimento dei pesci marini può infondere anche a prima vista.
Il fidato negoziante invece mi distolse dalla mia idea, consigliandomi di creare un habitat per coralli molli (gli unici venduti nel suo negozio, e quindi anche gli unici che allora conoscessi), incompatibili con il pomacanthus. Più invertebrati e meno pesci era l’ottima idea di fondo, peccato solo che l’allestimento rispecchiava la vecchia idea del biologico, quindi filtro Eheim asciutto-bagnato esterno, filtro biologico esterno caricato con rowa phos, dupla baccies e carbone attivo, nessuna pompa di movimento se non quella dei due filtri esterni, tante rocce vive (ottimo!) e una luce fievole da ben 2x54w di pll a 10.000°K.

Dai momenti bui del biologico fino all’esplosione di sps attuali,
questa è la mia vasca.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal

La vasca come si presentava il 17 aprile 2007. La cosa che si nota maggiormente è la dimensione dei coralli. Acquario: Attualmente il mio acquario è molto diverso da come era stato concepito, come è possibile rendersi conto dalle foto che ho inserito alla fine di questo paragrafo.
Le misure sono 120 cm di lunghezza, 49 di profondità e 55 di altezza, ben 323 litri lordi.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal

Ecco come si presenta la vista da uno dei lati corti, si noti l’intreccio che crea l’Acropora microphthalma sullo sfondo E’ collegato tramite un tracimatore Tunze alla sump di 50x40x30 cm tenuta con un livello di 22 cm di acqua, posta all’interno del mobile in legno alto solo 71 cm. La pompa di risalita è una inossidabile Eheim 1250. Completa il sistema una vaschetta di rabbocco da 35 litri circa.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal Ecco quello che vede un pesciolino arrivato alla fine della vasca che si volta per tornare indietro

Ecco una sequenza di foto che mostra i cambiamenti del mio acquario fatti nel corso degli anni

La mia vasca pubblicata su Acquaportal La vasca nel febbraio del 2002: Molli e Biologico La mia vasca pubblicata su Acquaportal Passa un anno, nel 2003 si presenta praticamente identico
La mia vasca pubblicata su Acquaportal Nel gennaio del 2004 cominciano a vedersi i danni del sistema
biologico e c’è la voglia di cambiare
La mia vasca pubblicata su Acquaportal Un anno di HQi (prima da 150w e poi da 250w), e l’uso dello
schiumatoio cominciano a dare i propri frutti, si intravedono i primi sps e la vasca finalmente gira
La mia vasca pubblicata su Acquaportal Marzo 2006: l’invasione di xenia continua e gli sps
cominciano a prendere il sopravvento
La mia vasca pubblicata su Acquaportal La vasca a febbraio del 2007. Passato alle T5 da ormai 6
mesi. Gli sps caratterizzano la vasca

Movimento: Il movimento in vasca è affidato a due pompe Tunze Stream, originariamente erano una coppia di 6000, che sono state modificate artigianalmente per diventare delle 6100. In verità è stato cambiato il trasformatore usandone uno adeguato ed uguale a quello usato da Tunze. Infatti le due pompe, le 6000 e le 6100 sono assolutamente identiche, differendo solo per il trasformatore, ulteriori informazioni potete trovarle sul forum a questo indirizzo:http://acquariofilia.biz/viewtopic.php?t=47654. In questo momento quindi la capacità di movimento dell’acquario è pari a 12.000 litri ora per ogni pompa, per un totale di 24.000 litri ora (quindi c’è sempre in vasca un movimento di almeno 40 volte il suo volume), vengono alternate grazie all’uso del multi controller 7095, e dopo diverso tempo che venivano usate con il programma “interval 2” mi sono definitivamente convertito al programma “pulse” che mi pare dia una spinta maggiore al movimento, che sembra molto più naturale e molto più potente. Le pompe in vasca sono purtroppo molto ingombranti ma il loro flusso è ad oggi, purtroppo, ineguagliato. Per minimizzare l’ingombro sto usando i magneti Tunze, anche se il risultato è ambiguo. Da una parte sono estremamente comodi ed esteticamente favolosi, ma consentono una basculazione sul piano orizzontale molto limitata a differenza dei supporti forniti a corredo.
La notte il flusso si riduce a circa 7.000 l/h per osservare una leggera calma notturna ma senza che il flusso si arresti troppo. In alcune foto si nota la presenza di un velo di ciano dovuti alla carenza di movimento data soprattutto dalle enormi colonie di sps che bloccano e/o limitano la potenza delle pompe.

La mia vasca pubblicata su AcquaportalUn granchietto simbionte dentro l’A. azurea La mia vasca pubblicata su AcquaportalPunte di A. formosa
La mia vasca pubblicata su AcquaportalPolipi di A. nobilis La mia vasca pubblicata su AcquaportalUn calice di Caulastrea furcata
La mia vasca pubblicata su AcquaportalPunte e tessuto di A. azurea La mia vasca pubblicata su AcquaportalA. formosa
La mia vasca pubblicata su AcquaportalPolipi di Seriatopora caliendrum La mia vasca pubblicata su AcquaportalPolipi di A. non identificata
La mia vasca pubblicata su AcquaportalDentro i polipi di una A. nobilis La mia vasca pubblicata su AcquaportalI polipi di A. grandis
La mia vasca pubblicata su AcquaportalPolipi di A. microphthalma La mia vasca pubblicata su AcquaportalA. microphthalma fuori dall’acqua

Filtraggio: Faccio un piccolo passo indietro, che è anche una premessa. Il mioacquario si regge oggi sul più classico Metodo Berlinese, seguito quasi alla lettera, senza nessuna aggiunta di alcun tipo. Il passaggio dal biologico al berlinese è stato lungo e non privo di problemi e prove.
Insieme all’illuminazione il sistema di filtraggio è stato quello che è cambiato maggiormente nella vita del mio acquario. Come detto il sistema era iniziato sotto l’egida del biologico e solo la frequentazione del forum di acquaportal, del newsgroup it.hobby.acquari mi ha convinto a passare ad un sistema di conduzione berlinese. Per farla breve ordinai un Aquamedic Turboflotor 1000 multi sl per il grande salto, che usai per oltre un anno, poi passai ad un Deltec MCE600, dei quali potete leggere una mia prova comparativacliccando qua, fino a quando sono riuscito a costruirmi la sump e quindi ho ordinato un H&S 150F2001. Uno skimmer monompompa con il diametro della camera di contatto di 15cm spinto da una pompa Aquabee 2001 con girante a spazzola.
L’uso dello schiumatoio associato alle rocce vive mi consente di tenere i nutrienti a valori non rilevabili con i normali test colorimetrici, in genere uso test Salifert.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal Qua a fianco si vede l’organizzazione del mobile.
Nella parte sinistra la sump con schiumatoio, caduta e risalita,
riscaldatore e sonde, a destra invece reattore di calcio,
trasformatori delle Tunze Stream, vasca di rabbocco, multicontroller
Tunze, e unità di potenza Aquatronica.

Riporto una tabella con i valori medi rilevati nel corso degli anni, sebbene non sia un misurone, in quanto mi baso soprattutto sulle mie capacità “visive” e sulla capacità ormai affinata di capire la MIA vasca, può essere utile per vedere le differenze sui valori dei diversi metodi di conduzione fatti sulla stessa vasca:

Anno Nitrati Fosfati Durezza Calcio Magnesio
2002 8.1 mg/l 0.08 ppm 8.5° dKH 372 ppm
2003 21.3 mg/l 0.13 ppm 8.3° dKH 364 ppm
2004 21.7 mg/l 0.10 ppm 8.7° dKH 393 ppm 1177 ppm
2005 3.6 mg/l 0.00 ppm 7.1° dKH 362 ppm 1162 ppm
2006 0.16 mg/l 0.00 ppm 7.2° dKH 373 ppm 1171 ppm
2007 0.2 mg/l 0.00 ppm 7.5° dKH 380 ppm 1150 ppm

Luce: Come accennavo sopra la luce è l’altra caratteristica che nel tempo è mutata maggiormente. Partito con una 2x54pll, sono passato ad una 4x54pll, poi la conoscenza del forum mi ha portato nel mondo delle HQi, prima una CEAB Sunsky da 2x150w con reattori elettronici, luce lunare e 2 pll da 54w blu, con la quale il mio acquario ha cominciato a vivere e prosperare, poi una Costaplafoniere 2x250w con 2t5 da 54w, con la quale il mio acquario è letteralmente esploso.
Per alcuni problemi (sopratutto tiraggio delle parti in ombra e calore molto elevato nella stagione estiva) conditi da alcune considerazioni spicciolaeoltre che per curiosità, sono passato da ormai 8 mesi alle T5, con una superba plafoniera ATI Powermodul 8x54w, con ottimi risultati.

Il fotoperiodo è suddiviso in 11 ore di blu e 9 e mezza per le altre 6 lampade. Attualmente uso 6 tubi ATI aquablue spezial e due ATI blu plus.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal La Plafoniera ATI Powermodul appena arrivata ed
adagiata sul letto per vivisezionarla prima del montaggio sulla
vasca

La plafoniera è tenuta a 20 cm dal livello dell’acqua per consentirmi di inserire agevolmente le mani in acqua in caso di bisogno o di taleazione, e per minimizzare gli schizzi d’acqua sulla superficie in plexiglass di copertura della plafoniera, tale da non dovermi costringere ad una frequente pulizia della stessa. Nel forum, cliccando qua potete leggere le mie considerazioni su questa plafoniera e sui T5 in generale espresse nel forum.

La mia vasca pubblicata su Acquaportal In questa foto si può ammirare dal lato corto di tutto e
di più:
E’ quasi ora del pasto, come si vede dall’assembramento
di quasi tutti i pesci al di sotto dell’anellino posizionacibo,
nella penombra si intravede anche la Calloplesiops e l’Acreichthys,
in alto sopra la stream si vedono alcune Aiptasie, e sempre
sulla sinistra diverse chiazze inestirpabili di Myrionema. Si
notino anche, ed è impossibile non notarle, le incrostazioni di
alghe calcaree e la dimensione relativa dei coralli… e la
tridacna che prospera nell’ombra. La A. nobilis è appoggiata al
vetro e questo rende difficile la sua pulizia.
Tutto il mio acquario in una foto…

Controllo della Temperatura: Il sistema è gestito dal computer Aquarium Controller by Aquatronica che mi consente, fra tutte le altre cose, di tenere sotto controllo la temperatura che come sappiamo è un problema critico nella gestione di un acquario marino di barriera. Il riscaldatore entra in funzione a 25,7 gradi e superiormente ho definito una curva che gestisce la temperatura massima in funzione delle ore della giornata, se si arriva a tali valori si accendono le ventole tangenziali (fino a 3 con le HQi da 250w), se si va oltre e si arriva a 28,1 gradi si cominciano a spegnere progressivamente le luci togliendo la maggior fonte di calore.

l riscaldatore è da 300w.

Con Aquatronica gestisco praticamente ogni cosa in acquario, dagli innumerevoli timer, al livello di sump, acquario e rabbocco, misuro pH, redox, densità ed ovviamente temperatura. Più tutta un’altra serie di funzioni che sarà presto oggetto di un articolo separato. Integrazioni: Come già scritto nell’introduzione il sistema che seguo è il berlinese classico, in special modo cerco di mantenere la gestione la più semplice possibile, in modo che l’acquario sia un divertimento ed una gioia e non una costrizione. Quindi ho un indispensabile reattore di calcio, attualmente il Korallin c-1501, leggermente sottodimensionato per una vasca come la mia, e non uso altro. I valori che riesco a mantenere in vasca sono di circa 400 mg/l di calcio e fra 6 ed 8 dKH, mentre il magnesio è mantenuto fra 1.150 e 1.200 mg/l.

Ogni mese cambio anche 100 g di carbone attivo posto in una calza a bagno nella sump. Non integro assolutamente nient’altro mi limito ad usare un buon sale per i cambi d’acqua, il tropic marine pro reef, e mantengo la densità a circa 1025.
Alcune volte è necessario alzare i valori di calcio e/o dKH, e nel caso uso i prodotti della Kent, Turbocalcium e buffer dKH.

A. azurea Lobophytum
Intrecci fra A. microphthalma e M. digitata verde A. prostrata che cerca di farsi strada fra i discosomi
Discosoma spotted Tridacna Maxima
Red Sea Xenia sp. e Discosoma striata Discosoma striata
Gobiodon okinawae dentro la colata di A. microphthalma Spugne nate spontaneamente, qua sul mantello della Tridacna

Manutenzione: Come descritto anche in precedenza ho basato la vasca su un metodo che mi consenta di mettere le mani in vasca il minor tempo possibile, quindi la manutenzione ordinaria si basa sulla pulizia dei vetri una volta ogni 3 o 4 giorni, il cambio d’acqua di circa il 6% della capacità della
vasca (15,5 litri) ogni 2 settimane. Una volta al mese devo estrarre le grate delle stream e pulirle perché tendono a riempirsi di alghe e quindi a diminuire il flusso. Ogni 2 mesi circa tolgo il plexiglass di copertura della plafoniera e lo pulisco dalle incrostazioni saline che inevitabilmente si formano.
Ogni sei mesi pulisco la pompa di risalita e quella dello schiumatoio, mentre il bicchiere dello stesso lo svuoto e lo pulisco ogni 3 o 4 giorni. Alimentazione: L’alimentazione dei piccoli ospiti pinnuti è affidata principalmente ai granulati della SHG, in genere il granulato normale ed il premium
marino, quest’ultimo addizionato di aglio e vitamine, altrimenti in caso di forte stress uso anche il mangime del Dr. Bassler Forte, anch’esso addizionato di aglio e vitamine. Ogni tanto aggiungo del mysis congelato, oppure Cyclop Eeze o altro. Inoltre con cadenza mensile somministro delle vongole fresche e soprattutto vive ad uso e consumo della mia Calloplesiops.
Il cibo viene somministrato 2 volte al giorno in media, con aumento della frequenza quando capita, o meglio quando sono in casa tutto il giorno come i fine settimana.

Per i coralli somministro invece 20 ml di H&S Marine de Luxe a giorni alterni, e 8 cucchiaini da 40cc di Elos SVC sempre a giorni alterni, somministrati assieme e sempre attorno alla mezzanotte. Ospiti: Pesci: Amphiprion ocellaris: sono una coppia che depongono ad intervalli fissi di circa 15 giorni. Uno dei due è con me dall’allestimento dell’acquario, cioè da febbraio 2002, e quindi ha compiuto da poco i 5 anni. L’altro, il maschio, è con me solo dal gennaio del 2003, quindi ha “solo” 4 anni.
Nelle foto riportare sotto è possibile vedere la femmina nell’atto della deposizione ed uno scatto alle uova.

Chrisiptera parasema: ultimo rimasto di una terna inserita all’allestimento dell’acquario, condivide con l’altro pagliaccio la longevità di 5 anni. Pesce territoriale, ma soprattutto verso i suoi simili, tanto che all’inizio le 3 chrisiptere si erano divise l’acquario in parti uguali, un terzo a testa. Non so se oggi riuscirei a fare a meno di quel bellissimo blu acceso;

Acanthurus leucosternon: il vero padrone dell’acquario, acquistato piccolo ormai è vicino ai 18 cm di lunghezza, è con me dal luglio del 2002, quindi sulla soglia dei 5 anni. Purtroppo l’acquario attuale è un po’ stretto per un pesce di queste dimensioni, come non mi dimentico mai di dire nel forum, e quindi con l’età tende a diventare aggressivo, soprattutto verso lo zebrasoma. In famiglia lo abbiamo chiamato affettuosamente Berto, è talmente docile che si fa pure accarezzare la schiena senza timori. Oggi però non lo ricomprerei proprio perché il mio acquario è troppo piccolo per ospitarlo in modo degno, e quindi manifesta il suo disappunto con una aggressività più alta del normale.
La prima foto è tutto fuorché bella, ma è una delle più vecchie che ho, risale all’agosto del 2002, e sicuramente testimonia come questo magnifico pesce sia cresciuto, da notare infatti il rapporto fra la testa e le pinne… e come allora si vedesse la linea laterale… dato che oggi, come dice chi viene a vedere il mio acquario, è difficile vederne uno che stia meglio in cattività se si misura la larghezza del dorso

Calloplesiops altivelis: la nostra Camomilla, pesce spaventosamente bello, anch’ella in vasca dal luglio del 2002 ed ormai in taglia adulta di 20 cm, ha una sola controindicazione, il suo innato appetito verso i gamberetti, anni fa quando ancora la mia cultura acquariofila era molto bassa in tal senso, si è pappata ben 7 lysmata wurdemanni nel giro di due sere. A parte questo ed una timidezza sicuramente accentuata rispetto ad altri pesci, è un pesce che si lascia ammirare in tutta la sua bellezza soprattutto al crepuscolo o quando sente odore di cibo.
In merito mi piace molto darle da mangiare le cozze vive, dato che riesce a mangiarne fino a 4 consecutivamente risucchiandole dal guscio aperto, oggigiorno la sua dieta è composta quasi completamente da cibo granulare ma i primi due anni non è stato semplice darle da mangiare mysis liofilizzati ed altro, visto che il secco non lo guardava;

Centropyge bicolor: ormai in taglia adulta, anche lui bello grassoccio, fa parte della triade di inserimenti del luglio del 2002, preso perché il loriculus che avrei voluto prendere non arrivava, oggi sono assolutamente contento della scelta. Il suo tipo di nuoto flessuoso, il suo continuo andirivieni dentro e fuori la rocciata, sono caratteristiche peculiari fondamentali di questo bellissimo pesce.

In quasi cinque anni non ho avuto nessun problema ai coralli, nè agli sps nè alla tridacna.
E’ solo un peccato che non sia semplice da fotografare;

Zebrasoma flavescens: inserito alla fine del 2003, è l’ultimo grosso inserimento del mio acquario, ed è antecedente alla conoscenza di acquaportal, e più in generale della conoscenza dalla comunità acquariofila marina su internet. Bellissimo nella sua maestosità, con un giallo perfetto e senza ombre, è una nota di colore all’interno dell’acquario. Peccato che negli ultimi mesi la sua convivenza con Berto sia diventata un po’ complicata;

Pseudoanthias squamipinnis

Inseriti solo di recente, per dare un po’ di colore tendente al rosso, si sono dimostrati vivaci ed hanno iniziato a mangiare sin da subito, sono attualmente due femmine ed una che ha quasi completato il cambio sesso da femmina a maschio

Acreichthys tomentosus

Questo simpatico pesciotto, di cui purtroppo non ho nessuna foto migliore di questa, è semplicemente un pesce favoloso… si nutre di aiptasie infatti, ed ultimamente si sta pure mangiando la xenia… quindi è il pesce perfetto in tutti i sensi. Peccato solo che nella famiglia dei pesci lima esistano pesci molto simili a lui che invece di cibarsi di aiptasie si mangiano praticamente tutti i polipi dei coralli.

Altri pesci che sono passati dal mio acquario…

Qua ci sarebbe da sbizzarrirsi… ho avuto diversi altri pesci, tra cui uno splendido Synchiropus splendidus alias pesce mandarino, che è spirato alla soglia dei 3 anni in vasca, dopo aver ricevuto un pizzico o aver mangiato qualcosa di profondamente sbagliato, presentava infatti una bolla enorme da una parte del ventre

Di Salarias fasciatus ne ho avute ben 3, una la trovai in terra la mattina, una venne mangiata dalla Ofiura Crassa, ed un’altra morì con il ventre gonfio dopo circa un anno dall’inserimento

Poi seguono un Chelmon rostratus ucciso presumibilmente dal cianuro ed una coppia di Gobiosoma evelynae ottimi divoratori di parassiti ma dalla vita purtroppo molto corta

Invertebrati:

Gli invertebrati mi piacciono assai… peccato solo che non posso purtroppo inserire tutti i gamberetti che vorrei nella mia vasca, se avete letto sopra la mia calloplesiops va matta per i Lysmata wurdemanni, e così mi sono sempre dovuto limitare agli amboinensis, sebbene anche loro abbiano un bel timore reverenziale verso questo bellissimo pesce

Ricci varii… un Diadema setosum, è un caterpillar, ma contribuisce a tenere sotto controllo la popolazione di xenia e di myrionema, diversi Salmacis bicolor, che sebbene lenti si nutrono di Myrionema amboinensis ed in passato anche diversi Mespilia globulus, inoltre paguri, qua un Calcinus elegans (zampe blu) e una coppia non ben identificata di Calcinus sp. e poi diverse trochus, turbo etc di cui non ho foto

Gli SPS: small-polyped stony (da Borneman) Infine arriviamo ai coralli… all’inizio, nel 2001, non sapevo neppure che esistevano gli sps e quindi neanche che si potessero allevare e magnificamente riprodurre. Ora sono diventato un sps-addicted, non riuscirei a farne a meno. In queste rapide carrellate di foto cerco anche di farvi capire il rateo di crescita dei vari animali, mettendo le date in cui sono stati fotografati, tenete conto dei cambiamenti fatti e
descritti nella parte tecnica, e soprattutto del fatto che sono stati frammentati e taleati tante e tantissime volte per venire incontro soprattutto alle esigenze della vasca, infatti molti sono cresciuti troppo e la taleazione è diventata una mera necessità.

Aprile 2005: a sinistra Acropora microphtalma ed a destra Acropora
nobilis. L’inizio…
Montipora digitata verde, appena innestata in una roccia, ci
rimarrà a lungo
Una acropora che tenderei a definire formosa, ma di cui non
sono sicurissimo
Montipora foliosa, ancora piccola… ma l’errore di metterla
in alto me lo porterò dietro

8 mesi dopo, siamo a fine novembre e gli sps crescono, e se ne aggiunge pure qualcuno…

La A. microphthalma cresce e la sua base avanza imperterrita La A. nobilis si sviluppa sino a lambire il pelo dell’acqua
Intanto aggiungo questa A. azurea Anche la M. digitata esplode
La M. foliosa comincia a creare ombra sotto di se Lo sfondo che poi diventerà quello delle prime foto nella
pagina ancora è vuoto
La A. formosa a centro vasca comincia a farsi notare Intanto la A. microphthalma protende le sue braccia cercando
di arrivare lontano

Nel corso del 2006 pur taleando a più non posso per limitare la crescita verso il vetro i coralli non sembrano intimoriti e continuano a crescere… si aggiungono altri coralli…

La A. nobilis ha cambiato lato della vasca, ora è libera di
espandersi
La M. digitata verde cresce…
Cresce… Anche da lontano fa paura
Riflessi sull’acqua Ancora riflessi
La A. formosa comincia ad avvicinarsi pericolosamente al
vetro frontale
La M. digitata verde al massimo della sua espansione… da
qui sotto T5
La magnifica regina della mia vasca, una A. grandis Altre talee…
Montipora samarensis Un LPS… Caulastrea furcata

I Problemi avuti:

E’ normale avere dei problemi quando si gestisce una vasca di questo tipo. Da una parte le mie fatiche più grandi sono state quelle di dover combattere contro coralli molli che si sono rivelati infestanti, e che quindi mi hanno creato, e mi creano, non pochi problemi nella gestione dei coralli duri. In particolare i discosomi si sono riprodotti in tutti i punti dell’acquario, anche in verticale, impegnandomi in una strenua lotta nell’evitare i contatti fra questi e gli sps.
Di altra natura il problema avuto da parte della Xenia, che pur non essendo tossica in senso lato, tende a ricoprire qualsiasi cosa in acquario, arrivando quindi a soffocarla.

Ma questi sono problemi dovuti ad una cattiva gestione della convivenza fra coralli duri e molli, i veri problemi avuti ritengo siano essenzialmente due.

Il primo, di semplice soluzione una volta compreso, è stata una invasione incontrollata di alghe rosse incrostanti, dovute ad un livello di silicati nell’acqua molto oltre l’accettabile. Una volta capito il problema, ed intervenuto con un filtro post-osmosi contro i silicati, è stato incredibile l’osservare la sparizione totale di tutte le alghe in meno di 10 giorni.

Il secondo problema invece è probabilmente un problema di difficile soluzione. Sono stato invaso da una specie di idrozoi, i Myrionema amboinensis, che a prima vista sono carini, ma che infestano completamente l’acquario, e tendono a soffocare qualsiasi cosa. Non hanno praticamente nessun nemico naturale, che non sia anche un nemico di coralli, tranne i ricci, ed in special modo i Salmacis bicolor ed i diadema setosus, ma che sono estremamente lenti nel cibarsene. Riporto qua due foto prese dagli esemplari della mia vasca.

Nel forum, a questo indirizzo, se ne è parlato a lungo senza trovare pressoché nessun rimedio definitivo, ma è una discussione sempre aperta che potrebbe prima o poi rivelare un nuovo rimedio.

L’alternativa è quella di rimuoverli meccanicamente quando formano un gruppo folto, in modo che ne sia facilitata la loro rimozione, aiutandosi con una pinza a becco lungo, solo che sono talmente piccoli e fragili che ricresceranno senza dubbio alcuno. Conclusioni: Quando penso alla mia vasca mi viene da pensare alla caparbietà con cui sono riuscito ad arrivare ad una vasca di SPS pur partendo da una vasca gestita con il biologico, con attrezzature sbagliate e con un tappeto di coralli molli in vasca. Nonostante una attrezzatura tecnica sbagliata, nonostante coralli molli infestanti in ogni angolo della vasca, sono riuscito ad avere la vasca che ho sempre desiderato. Tanti coralli duri e soprattutto molto molto grandi ed estesi, che è sempre stato un mio
obiettivo.

Avere una vasca che sembrasse soprattutto un pezzo di barriera corallina, più che un accostamento cromatico di tanti coralli diversi. E devo dire che il risultato è stato splendido, anche se forse le foto che ho mostrato in questo articolo non rendono giustizia alla vasca, non riescono a restituire la grandezza delle singole colonie, nè gli intrecci che si sono formati con il tempo.
I pesci sono sempre stati bene, le poche eccezioni sono dovute più che altro a salti fuori dalla vasca o alla vecchiaia biologica dei pesci ospitati.

Ringraziamenti: I ringraziamenti sono fondamentali in un hobby come questo. Senza tanti amici che ho conosciuto e che mi hanno aiutato e guidato non sarei arrivato a questi risultati.
Per primi vorrei ricordare Max e Davide, che furono appunto i primi a farmi intuire le potenzialità della mia vasca, subito dopo viene Acquaportal ed i due Marchi, Marco Rosetti e Marco Milanesi, sembra scontato ma senza di loro e senza questo forum probabilmente non sarei qua.
Ringrazio ovviamente tutti i frequentatori del forum, che contribuiscono alla crescita di questo magnifico hobby.

Ed infine un grazie alle due persone che maggiormente hanno contribuito alla mia cultura acquariofila ed alla crescita della mia vasca: Gilberto Hassan, alias Ik2vov: incredibile dove arrivi la sua cultura tecnica, ha sempre una risposta pronta e la sua voglia di aiutare gli altri non è seconda a nessuno. Grazie Gilberto! Andrea Casalboni, dai più conosciuto come Pfft: non so come ringraziarlo in effetti. E’ una enciclopedia vivente, conosce cose
che ancora devono essere scoperte. Un amico con cui ho avuto il piacere e la fortuna di aver condiviso fino ad ora questo hobby. Abbiamo fatto
tanti passi assieme, mi ha sempre sorretto ed aiutato, ha sempre avuto una parola di conforto e di aiuto. Andrea, Grazie!

Proiezioni future: La vasca, come la vedete in queste pagine non esiste più. E’ stata smontata poco prima di finire questo articolo. Il 22 aprile 2007. Ho scelto di ingrandirla un po’, complice un piccolo problema che avevo avuto al mobile. Ma questa è un’altra storia…

– Night Vision –

Le foto

Le foto sono state tutte fatte da me, tranne forse due o tre, nella maggior parte ho impiegato una Nikon D70 con obiettivo 28/105 f.3.5/4.5 macro, mentre alcune di quelle più recenti sono state fatte con una Canon 5D ed obiettivi 24 f.4 e 100 macro gentilmente prestatami da un amico, le più vecchia invece con due compatte Olympus, C4000Z e C4040Z. Non ci sono elaborazioni strane sui colori o su altro, se non una lieve correzione ai livelli ed al bilanciamento del bianco, ma sempre tenendo a mente quali fossero i colori reali della vasca, in modo che in qualsiasi modo le fotografie riuscissero a restituire un immagine il più possibilmente fedele alla vasca.

L’articolo integrale lo trovate pubblicato su Aquaportal al seguente indirizzo:

E’ assolutamente vietata la riproduzione, anche
parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il
consenso dell’autore.

Deltec MCE600 vs Aquamedic Turboflotor 1000 multi sl


La conduzione di un acquario marino di barriera non sempre parte in maniera corretta. Spesso il primo allestimento è composto erroneamente da un filtro biologico, e l’acquario non ha una sump. In queste condizioni non è poi possibile aggiungere uno schiumatoio in sump e ci si deve accontentare, diciamo così, di particolari schiumatoi che possono funzionare appesi alla vasca o dentro di essa.
Se poi la vasca ha anche una capienza importante, diciamo fra i 200 ed i 300 litri, la scelta del corretto schiumatoio diventa un problema rilevante per poter far funzionare la vasca nella maniera ideale.

Questo perché gli schiumatoi di questo tipo sono meno performanti di quelli che possono essere ospitati in sump, soprattutto per via delle dimensioni e per via del percorso idraulico dell’acqua non ottimale.

La mia esperienza personale mi ha portato a provare, avere, ed analizzare due fra i più performanti schiumatoi appesi che esistono, o che perlomeno vengono considerati tali.

Sottolineo che oltre i 350 litri non dotarsi di una sump diventa problematico, non essendoci ad oggi schiumatoi efficienti per vasche di questa capacità, a meno di accettare fortissimi compromessi.

AQUA MEDIC TURBOFLOTOR 1000 MULTI SL e DELTEC MCE600

Partiamo dalla comparazione dei dati tecnici:

Aqua Medic Turboflotor 1000 multi SL

Deltec MCE600

Continue Reading