Stiamo parlando di...APPROFONDIMENTI

Articoli di approfondimento sulle tematiche degli acquari marini


Cambiati i Neon alla Plafoniera – Changing the T5 ligths


I nuovi neon T5

Era finalmente ora di cambiare i neon…

Dopo ben 239 giorni di uso, e il caso vuole, dopo gli stessi giorni del cambio precedente… sono finalmente riuscito a cambiare i neon.

Ho ancora puntato su ATI per la terza volta consecutiva, ma questa volta ho cambiato la disposizione degli stessi. Come si vede dalla foto, che per altro non ha un bilanciamento del bianco perfetto, gli 8 neon da 54 watt sono così disposti dalla parte anteriore della vasca:

  • Ati Aquablue Spezial
  • Ati Aquablue Spezial
  • Ati Blue Plus
  • Ati Pro Color
  • Ati Aquablue Spezial
  • Ati Aquablue Spezial
  • Ati Actinic
  • Ati Aquablue Spezial

Gli effetti sulla vasca sono di una colorazione molto meno blu… ed infatti sono tentato di togliere il procolor a favore di uno spezial perché il blu mi manca, però devo dire che i colori nello spettro del rosso ne traggono un bel giovamento, e non mi riferisco solo agli sps ma anche e soprattutto ai pesci, gli anthias sono molto più belli.

Sarà poi la suggestione, ma in soli 24 ore ho già visto spuntare tante nuove punte… 8 mesi fra un cambio e l’altro sono fattibili ma forse sono un po’ troppi per un certo tipo di vasca.

8 months later… I’ve changed all t5 tubes of my tank, for three times in a row I’ve chosen Ati T5 again!

From front of tank you may find, as you see in picture:

  • Ati Aquablue Spezial
  • Ati Aquablue Spezial
  • Ati Blue Plus
  • Ati Pro Color
  • Ati Aquablue Spezial
  • Ati Aquablue Spezial
  • Ati Actinic
  • Ati Aquablue Spezial

At a first look I notice more white (and red obviously) than before, but I loved the blue I had… what a pity… so I’m tempted to change one Pro Color with one AquablueSpezial… maybe in future…

Suggestion? Maybe… but I see many new young corals grow up… nice 🙂

Aquatronica Biotopus II e Limulus a confronto – The Big Three: Aquatronica, Biotopus, Aquasmart


Ieri pomeriggio ho fatto un piacere ad un amico, complice una mia visita a Bologna sono andato a ritirare il suo nuovo acquisto, un sistema Biotopus completo.

L’amico è Amon, e potete visitare il suo blog qua: L’acquario di Amon

Comunque visto che in questo momento è a casa mia, in attesa che ci vediamo, non ho potuto resistere a fare qualche scatto che mettesse in comparazione i tre sistemi, aquarium controller by Aquatronica, Aquasmart by Limulus ed il Biotopus II by Elos.

In questo momento a casa mia ho i tre sistemi italiani che si occupano di automazione in acquario: very cool!!!

Elos Biotopus II Aquatronica e Limulus a confronto

Nella foto potete vedere in alto a sinistra l’Aquarium controller di Aquatronica, in alto a destra il modulo terminale di Aquasmart by Limulus, mentre in primo piano il Biotopus II by Elos. Altre foto le potete vedere cliccando nel menù immagini sottostante. Mi scuso per il bilanciamento del bianco non ottimale.

Vi ricordo che potete leggere il mio articolo sull’Aquarium Controller di Aquatronica qua

E che sto scrivendo un articolo su Aquasmart di Limulus.

Spero poi in futuro di cavarmi lo sfizio di poter avere anche il Biotopus II by Elos… che a confronto è sicuramente il più bello dei 3!





Yesterday afternoon I was in Bologna, and I make a favour for a friends of mine. I took his Biotopus II by Elos, and I will bring it to him… maybe 🙂

My friend is Amon and here you can visit his web-site.

Now the Biotopus is at my home, and I haven’t lost the opportunity to take some picture to see side by side the three italian aquarium controller, Aquatronica, Limulus and Biotopus II: very cool!!!

Elos Biotopus II Aquatronica e Limulus a confronto

In the above pic you can see Aquarium Controller by Aquatronica in the left up, Aquasmart by Limulus in the right up, and Biotopus II by Elos in the center. You may see other pics by pressing on images list above.

Sorry for white balance, I know it’s no perfect.

I remember you to read my article about Aquarium Controller by Aquatronica here (no english translations for now, maybe in the future)

And I remember you also I’m writing article about Aquasmart by Limulus… coming soon you’ll read on these pages!

I hope in a near future to have Biotopus II by Elos… the most cool of the big three!!!

Acreichthys tomentosus contro le aiptasie


Uno dei problemi che maggiormente mi affligge in acquario è data dall’enorme proliferazione delle aiptasie o anemoni di vetro.

Per combattere questo problema ho impiegato probabilmente la maggior parte dei metodi chimici conosciuti, solo che il grosso problema è che non si riesce ad ucciderle facilmente, e non si riesce ad arrivare dietro la barriera o sotto i coralli, dove tra l’altro le aiptasie con i loro tentacoli urticanti possono fare i maggiori danni.

Ho cercato a lungo un rimedio biologico per ucciderle e sono arrivato a trovare 4 animali che se ne cibano, con alterne fortune, e che sono facilmente reperibili in commercio.

Lysmata wurdemanni
Chaetodon kleinii
Chelmon rostratus
Acreichthys tomentosus

Il primo della lista è un piccolo gamberetto chiamato anche peppermint shrimp, ho provato ad inserirne diversi ma sono stati tutti cibo (vivo) per la mia Calloplesiops altivelis che se ne ciba, diversamente è forse il miglior metodo biologico conosciuto. I piccoli gamberetti infatti finite le aiptasie si nutrono anche di altro, e con le loro piccole zampette riescono ad arrivare anche nei meandripiù reconditi.

Il Chaetodon kleinii è un bellissimo pesce, si ciba di aiptasie con grande probabilità, ma essendo un pesce farfalla è un grosso rischio per gli invertebrati presenti in vasca.

Il Chelmon rostratus, altro bellissimo pesce farfalla, ha una fama di cibarsi di aiptasie, solo che il problema maggiore è la grandissima difficoltà di acclimatamento in vasca, e la forte percentuale di esemplari pescati con il cianuro, oltre al fatto che è molto difficile abituarlo al secco, tanto che una stima molto semplicistica e largamente imprecisa parla di un pesce sopravvissuto ogni cento messi in vasca.

Arriviamo quindi all’ultimo della lista, ma non certo il meno efficace, l’Acreichthys tomentosus. Facente parte dei pesci lima e catalogato da Linneo nel 1758, è della famiglia dei monacantidi, ordine tetraodontiformi, classe actinopterigi (pesci con pinne raggiate). Arriva massimo a 12 cm ed è adatto ad un acquario di comunità in quanto non è aggressivo, anzi si presenta molto molto timido, e si ciba principalmente di aiptasie, anemoni majano e xenia. Non disdegna il secco e raramente morde altri coralli.
Uno dei tratti distintivi di questo pesce è anche la possibilità di variare colore per ottenere un miglior mimetismo.

E’ facilissimo confonderlo con altri monacantidi che invece si cibano facilmente dei polipi di corallo, quindi raccomando una estrema attenzione nel momento dell’acquisto.

Il colore di fondo è un verde od un beige quasi marmorizzato, e per i tratti somatici distintivi potete vedere le fotografie sottoriportate




Finalmente montato


Oggi, tornato dalle ferie, con le sonde stabili con valore di redox e ph, valori di inquinamento organico stabile, ho finalmente installato il nuovo schiumatoio ELOS NS 1000 di cui avevo parlato tempo fa.

I valori chimici sono registrati nella sezione test per acquario per chi vuole vedere come girava la vasca prima e come si evolverà il tutto.

Sono ancora in attesa del bicchiere maggiorato che mi tornerà estremamente utile date le dimensioni e le caratteristiche della mia vasca, ma oggi ho cominciato! E finalmente aggiungo.

Come anticipato lo schiumatoio è qualcosa di splendido e di ottimamente costruito, anche se la pompa, una eheim 1260, mi mette un po’ in soggezione per via dei consumi.

Appena installato ha cominciato a strabordare acqua da tutte le parti! Così mi sono dovuto attenere a quanto scritto nel bellissimo manuale tecnico (che feticista come sono io, da solo mi appaga dell’acquisto, multilingue, approfondito, fatto benissimo!), ed ho chiuso l’aria in aspirazione che comincerò ad aprire da questa sera o da domani mattina, approfittando di questa settimana di ferie 🙂

Ora comincio con due fotine della sump, prima con l’H&S 150F2001 e dopo con l’ELOS NS 1000, e qualche differenza abissale si nota subito… viste le dimensioni? All’H&S era stato pulito il bicchiere ieri sera, meno di 12 ore fa insomma.

Sump con H&S 150F2001

Ed ora con l’Elos

Elos NS1000

Lo zeospur che si vede sulla destra serve per i myrionema e basta, e l’ultima volta l’ho dosato quasi 8 mesi fa… giusto per chiarire 🙂

Ed ora qualche foto in dettaglio della scatola e dello schiumatoio stesso; La bellissima scatola di imballaggio:

La scatola come si presenta aperta, tutto ordinato e perfettamente impachettato; certo alla fine è un costo od un valore aggiunto, ma io quando compro queste cose ci tengo e non poco, ed un così stupendo confezionamento mi colpisce e mi gratifica dell’acquisto come lo splendido manuale, come già detto sopra

Particolare dell’attacco della camera interna, della filettatura, delle comodissime viti in nylon nero e dello scarico regolabile. Notare che tutto lo schiumatoio è in acrilico e non in PVC e che quindi si può usare anche con insufflazione di ozono. Le viti di serraggio servono per poter regolare lo schiumatoio con ingresso ed uscita sui lati che risultano più comodi in sump

Ingresso dell’acqua e dell’aria tramite venturi all’interno della camera dello schiumatoio

Il regolatore del flusso dell’aria con il silenziatore

Vista dall’alto dell’o-ring di tenuta del bicchiere, e del blocco superiore, costruito con macchine a controllo numerico per dei tagli perfetti e senza sbavature

Il solo o-ring senza la camera interna e le viti in nylon

Particolare della tornitura dal pieno…

Ingresso dell’acqua e dell’aria, ancora notate la precisione, tutto poi collegabili con attacco-stacco veloci e pratici

Vista d’insieme delle componenti dello schiumatoio

Il logo sul bicchiere

Ora non rimane che capire se funziona, come funziona, e se vale i soldi che costa, presto saprò fare qualche confronto… per ora posso solo dirmi soddisfato per la cura con cui è costruito e per il manuale assolutamente perfetto, devo solo schiumare meglio dell’H&S 🙂

Un nuovo schiumatoio ELOS NS 1000


Dopo quasi un anno e mezzo ho deciso di cambiare schiumatoio e di provare qualcosa di nuovo.

Con l’H&S 150F2001 mi sono trovato magnificamente, ha sempre schiumato, mi ha sempre tenuto valori non rilevabili in vasca, non è troppo sensibile, consuma decisamente poco e necessita di poca manutenzione. In poche parole uno schiumatoio perfetto.
Potete leggere una bella recensione a nome di Roberto Tommasini qua:

Ora però mi è venuta voglia di cambiare per cercare qualcosa di diverso, sono in cerca di qualcosa di più efficiente, di più piccolo e di più silenzioso. Dopo essermi letto diversi trattati sulla schiumazione mi sono rivolto ad uno schiumatoio che lavori in controcorrente con una girante normale quindi, non a spazzola. E mi sono rivolto ad un oggetto che definire BELLO è riduttivo.

L’ELOS NATURAL SKIMMER 1000

Aggiungerò a breve qualche altro scatto per far capire di cosa stiamo parlando… fin nei minimi particolari

Lo schiumatoio Elos con lo sfondo della mia vasca

La ELOS nel suo sito scrive di lui:

E’ il modello intermedio della gamma impiegato in quasi tutti i nostri acquari (a parte i più piccoli).Basato come tutti i nostri schiumatoi, sul principio dell’iniezione dall’alto in controcorrente Top Down Injection è stato infatti, assieme al modello NS500, il primo schiumatoio ad essere proposto sul mercato ad utilizzare questo sistema. L’unica differenza rispetto al modello più piccolo è, oltre alla potenza della pompa (sempre EHEIM), la dimensione della camera interna.

Un prodotto curato nei minimi particolari, consigliato per acquari di capacità sino a 1.000 litri.

HIGHLIGHTS:

  • Dimensione compatta: se paragonato ad analoghi modelli presenti sul mercato
  • Elevata capacità ossidativa: grazie al tempo di contatto elevato
  • Praticità ed ergonomia: grazie alla possibilità di rimuovere il bicchiere di raccolta con semplicità e grazie alla possibilità di variare a piacere la posizione della pompa rispetto allo scarico
  • Elevata efficienza:capacità di schiumazione superiore a parità di pompa e dimensione
  • Consumo ridotto: grazie all’impiego di pompe più piccole
  • Ozone safe: grazie alla costruzione in costruzione in materiale acrilico
  • Easy to service: impiega pompe commerciali con girante di serie e quindi di facile reperibilità
  • Pulizia facilitata: il bicchiere di raccolta può essere rimosso con una sola mano
  • regolazione immediata: non richiede complesse procedure di regolazione aria/acqua

CARATTERISTICHE TECNICHE:

ELOS NS 1000:

Capacità di filtraggio: 500-1.000 Lt (130-270 gallons)
Dimensioni:

Altezza 530 mm (20.86 in)
Diametro Ø camera esterna 120 mm (4.73 in)
Diametro Ø camera interna 60 mm (2.75 in)
Base 140 x140 mm (5.51 X 5.51 in)

Pompa: EHEIM 1260ed ancora:

La schiumazione – Sistema Top Down Injection


Cuore di un moderno filtro esterno marino è, senza dubbio, lo schiumatoio di proteine. Impiegato per rimuovere le sostanze organiche disciolte (DOCs), le proteine, i peptidi, i carboidrati complessi, i lipidi, i pigmenti ed una molteplicità di altre sostanze rilasciate dalla biomassa presente in acquario, basa la sua funzionalità sulla capacità di veicolazione delle sostanze sopra elencate da parte delle bolle d’aria generate al suo interno.
Le differenze fra gli schiumatoi commerciali sono molteplici ma, senza dubbio, la più importante è rappresentata dal sistema di immissione dell’aria.
Il sistema Venturi tradizionale impiega un iniettore che basa la sua funzionalità sul principio “del tubo di Venturi”, richiede un volume d’acqua elevato e produce bolle piuttosto grosse.
Il sistema con girante modificata, brevettato in Germania, impiega pompe commerciali con girante a spazzola, in grado di mescolare aria ed acqua creando bolle più fini, ma con un flusso d’acqua trattata ridotto a parità di pompa impiegata.

Dopo numerose esperienze e test fatti, nel Marzo del 1999 ELOS brevetta ed introduce sul mercato uno schiumatoio innovativo, basato sul principio dell’iniezione a cascata, che unisce gli aspetti positivi del sistema Venturi (minore aggressività meccanica, silenziosità, semplicità di manutenzione, elevato flusso d’acqua trattato) e del sistema a girante modificata (bolle più fini, maggiore capacità di schiumazione) aggiungendo a ciò l’alta efficienza del sistema controcorrente.

Abbiamo chiamato questo principio “Top Down Injection” (TDJ®), un sistema brevettato che ci ha permesso di creare uno schiumatoio molto efficiente, con dimensioni e pompe sottodimensionati rispetto a prodotti di analoga portata presenti sul mercato.

Tre fasi caratterizzano il funzionamento del ELOS NaturalSkimmer TDJ:

  1. Iniezione Top Down Injection: l’acqua inquinata proveniente dall’acquario viene mescolata all’aria nel nuovo iniettore Venturi a geometria variabile. Questa miscela di acqua ed aria viene quindi proiettata dall’alto, a pressione, nella Camera Principale di Reazione attraverso l’iniettore.
  2. Iniezione secondaria: questo flusso ad alta pressione e ad ad alta velocità, grazie all’immissione dall’alto, colpisce l’acqua già presente nella camera centrale inducendo una seconda ulteriore immessione di bolle (iniezione secondaria) e rompendo le bolle già formatesi in bollicine finissime. Il risultato decuplica l’effetto di un comune iniettore Venturi.
  3. Movimento contro-corrente dell’acqua nello schiumatoio: le sostanze di rifiuto si legano alle bollicine d’aria ma rimangono catturate nella colonna centrale dello schiumatoio, venedo sospinte continuamente dal flusso d’acqua proveniendo dall’alto, allungando il tempo di contatto il quale, assieme alla dimensione delle bolle, sono gli elementi principali che caratterizzano l’efficienza di uno skimmer.
  4. Espulsione: le proteine con un peso specifico inferiore a quello dell’acqua iniziano quindi a risalire la camera interna fissate alle micro bolle e fuoriescono nel bicchiere di raccolta legate ad esse sotto forma di schiuma.

Si capisce immediatamente quanto più efficace sia questo sistema, non solo in termini di rimozione, ma anche in termini ossidativi.

L’uso di un UPS in acquario


Uno dei problemi maggiori per un acquario, che sia di acqua salata o di acqua dolce, è la mancanza di corrente.

Partendo dal presupposto che difficilmente la corrente mancherà per un tempo indefinitamente lungo, e nel caso forse l’acquario potrebbe non essere più una priorità 🙂 , è necessario a pensare a qualche cosa che ci permetta di tamponare l’assenza temporanea di corrente.

Una delle prime cose che mi è venuta in mente è stato l’uso di un UPS, o gruppo di continuità, per alimentare qualcosa in acquario, per il tempo necessario al ripristino.
L’obiettivo è quello di ottenere il massimo con il minimo dispendio di energia, quindi il consiglio è quello di alimentare una pompetta posta appena sottola superficie dell’acqua dell’acquario, oppure se si ha un acquario marino complesso, di alimentare la pompa di risalita. Fra tutte le utenze possibili infatti questa è quella che garantisce il massimo ricambio di ossigeno in acquario.

Nel mio caso la pompa di risalita è una EHEIM 1250 da ben 27 w.

La scelta dell’UPS è ricaduta su un famosissimo APC, questo http://www.apc.com/resource/include/techspec_index.cfm?base_sku=BR800I cioè l’APC BACK-UPS RS 800VA 230V

APC BACK-UPS RS 800VA 230V

APC BACK-UPS RS 800VA 230V


Tramite il configuratore del sito l’UPS dovrebbe alimentare la pompa per 3 ore e 36 minuti.

Ieri sera ho fatto il test di durata staccando la corrente.

5 ore e 53 minuti di autonomia, non male, per andare incontro ad una mancanza temporanea di corrente.

E’ ovvio che come sistema è valido se e solo se c’è anche qualcosa, combinatore telefonico o modulo gsm, che ti possa avvisare della mancanza di corrente, perché potrebbe essere un problema in casa e potrebbe essere necessario metterci la mani. A parte questo, come sistema tampone, mi sembra più che ottimo, considerato che si trova su ebay attorno ai 150 euro spedito.