Salento Acquari – 8° edizione – 16/18 aprile 2010 – Reportage

maggio 30, 2010 by  
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Come anticipato ormai oltre un mese fa, sono stato ospitato a in occasione della manifestazione Salento Acquari, dove ho tenuto una conferenza dal titolo “, come fotografarlo“, la cui presentazione sarà presto online per la libera consultazione.

In questa avventura sono stato accompagnato dall’Amico Zanna Bianca, e non posso non citare il mitico Maurizio Quarta, nostro cicerone leccese, nonché membro del gruppo acquariofilo salentino, che si è ampiamente prodigato per farci sentire a nostro agio e ci ha accompagnato anche all’interno di un viaggio culinario e ci ha mostrato i tanti lati affascinanti di Lecce. Grazie Maurizio.

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Reportage Zoomark 2009

luglio 29, 2009 by  
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Nella settimana dal 7 al 10 maggio si è tenuto a Bologna il 13° salone internazionale dei prodotti e delle attrezzature per gli animali da compagnia, conosciuto anche come . La mostra si tiene ogni due anni intervallandosi con il ben più noto Interzoo di Norimberga, che abbiamo visto e commentato qualche mese fa.

Io c’ero con gli del MagnaRomagna… leggete tutto il e guardate le tantissime cliccando sul banner sopra o sulla sotto:

English Version

In the week of May 7-10 was held in Bologna on the 13th international exhibition of products and for pets, also known as Zoomark. The exhibition is held every two years, interspersed with the more well known Interzoo of Nurnberg, we have seen and commented a few months ago.

I was there with my of MagnaRomagna group and with my camera… read on our complete coverage and look every by clicking here: Zoomark 2009 Reportage English Version

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Alimentazione dei pesci – The fish feeding

luglio 6, 2009 by  
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Chrisiptera parasema e Pseudoanthias squamipinnis si contendono un krill liofilizzato

L’ dei in è ovviamente fondamentale, mentre non è così ovvio capire cosa sia meglio e più adeguato per i nostri pinnuti, nonché per l’equilibrio del nostro .

Leggi tutto l’articolo dedicato all’alimentazione dei pesci in acquario, corredato da diverse e da un bellissimo video: L’Alimentazione dei pesci.

English Version

The feeding of in the is of course essential, but it is not so obvious what is better and more appropriate for our aquatic , and for balance of our .

Read on our coverage on fish feeding with many and one video: fish feeding

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Zeus by Oceanlife – Recensione

ottobre 27, 2008 by  
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Uno dei punti più critici nella gestione di un è sicuramente quello della gestione delle emergenze che si presentano nel caso di una interruzione della linea elettrica.
La mancanza di energia elettrica ha come prima ed immediata conseguenza quella di far crollare il contenuto di ossigeno in acquario e quindi anche il pH, e subito dopo quella di portare la a non essere più riscaldata o raffreddata a dovere.

Zeus by Ocean Life

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La tecnologia in acquario – Technology applied to aquarium

maggio 28, 2008 by  
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English version coming soon… stay in touch

Avere un significa anche dover interagire con esso.

L’interazione è possibile manualmente o tecnologicamente. La cosa più semplice che mi viene in mente è ad esempio l’uso di un timer per regolare l’accensione e lo spegnimento delle luci, intervallo comunemente chiamato fotoperiodo.

Da questo discende che l’ in acquario può avere molti risvolti diversi, può essere semplice o molto complessa, a seconda della disponibilità e soprattutto della creatività di ciascuno di noi, ed è influenzata anche dal tipo di acquario che ognuno di noi possiede. Tipicamente un acquario marino è più complesso e necessita di più controlli che un acquario di , e quindi è più soggetto ad un uso spinto della tecnologia.

In questo articolo vorrei esplorare alcuni accessori che possono aiutarci nella gestione di un acquario, da quelli semplici e basilari fino ad arrivare ad architetture complesse e molto costose.

Il timer, che sia elettrico o meccanico, è la prima cosa che ci viene in mente nell’automazione in acquario. E’ oggi impensabile avere un acquario e dover accendere e spegnere le luci manualmente ogni giorno. L’utilizzo di timer viene incontro ai nostri problemi e ci consente di automatizzare questo aspetto utilizzandone un numero tale da coprire tutte le esigenze. Si possono impiegare timer manuali singoli, timer elettrici da inserire all’interno di un quadro elettrico, un plc che oltre alla gestione centralizzata dei timer può consentire di fare anche altre cose fino ad arrivare all’utilizzo di un per acquari.

Purtroppo un timer elettromeccanico non fa nulla di più che accendere le utenze ad una data ora. Ma sono molte le cose che non riesce a fare. Non cambia ora automaticamente all’avvento dell’ora legale (o solare) e se sono presenti tanti timer è necessario agire su ognuno singolarmente per regolare l’orario. Non esistono due timer che facciano la stessa ora. Se va via la corrente è necessario risistemare ogni singolo timer per evitare sfasamenti in avanti dell’orario. Infine non è possibile, in genere, utilizzarlo per brevi periodi come un minuto o meno.

Ovviamente le cose migliorano con i timer digitali, ma si ottiene il massimo dell’integrazione con un PLC o con un computer per acquari.

In un qualsiasi acquario uno dei problemi maggiori è costituito dall’evaporazione dell’acqua, ma se per un acquario di acqua dolce è possibile, anche se non auspicabile, aspettare l’intervento manuale di qualcuno per il ripristino, in un acquario d’acqua salata l’evaporazione dell’acqua comporta una variazione della salinità, parametro chimico fisico fondamentale per il benessere e la sopravvivenza dei suoi abitanti. Normalmente si ovvia al problema con un recipiente di diversi litri riempito con acqua di osmosi e con un osmocontroller, che altro non è che un dispositivo formato da un galleggiante, presente nella sump o nell’acquario principale, che attiva una piccola pompetta che si occupa del ripristino del livello.

Un altro controllo fondamentale in acquario è quello relativo alla , poiché è normale per un acquario marino di barriera avere una potenza illuminante fra 400 ed 800 watt per una da circa 300 litri. Per riscaldare l’acquario si usa un termoriscaldatore che attraverso un accoppiamento meccanico fra due lamelle ne controlla l’accensione o lo spegnimento, garantendo un differenziale di un paio di gradi. In acqua marina le cose si complicano perché oltre a dover riscaldare la , è anche necessario raffreddarla: a questo scopo si usa in genere un refrigeratore che analogamente ad un impianto di aria condizionata raffredda l’acqua mediante il passaggio forzato all’interno di una serpentina in titanio (per evitarne la corrosione). Poter gestire insieme le due cose, magari tramite una sonda di di precisione, costituirebbe un ottimo passo in avanti per la semplicità e per l’affidabilità del sistema, senza rischiare che i due sistemi di riscaldamento e di raffreddamento si accendano contemporaneamente per le tolleranze del sistema, in quanto gli sbalzi termici devono essere tendenzialmente eliminati.

Altro esempio di controllo è quello della simulazione delle correnti marine. Nei sistemi più complessi si arriva a variare la potenza disponibile per simulare sia l’alternarsi delle maree che l’alternarsi del moto ondoso, fino ad arrivare ad una definizione di cicli casuali per tentare di imitare al massimo la natura e cercare quindi di fornire all’acquario una corrente turbolenta e non laminare. A questo si aggiungono poi i controlli sulla quiete notturna e sul conseguente abbassamento della potenza delle .

Per ultimo ricordo la gestione dell’illuminazione. A partire da un singolo timer che si occupa di accendere e spegnere le luci nel medesimo istante, si può arrivare a controlli complessi che permettono accensioni separate delle varie lampade presenti, alla simulazione di albe e tramonti nonché del passaggio delle nuvole tramite la dimmerazione delle lampade, che siano esse neon T5 oppure lampade HQi. Nella gestione delle luci rientra anche la gestione di una lampada lunare, spesso costituita da uno o più led luminosi che varia di intensità a seconda della simulazione delle fasi lunari.

Vediamo quali dispositivi è possibile acquistare per le varie problematiche e come ovviare, dove possibile con soluzioni fai da te

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Aquasmart by Limulus

aprile 8, 2008 by  
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Premessa
Il sistema Aquasmart
Il modulo Base
Il modulo di potenza
Il bus DALI
Il modulo Terminale
Il modulo Tunze e la gestione del movimento
Il modulo Led
Il modulo GSM
Il collegamento al computer
Il modulo ethernet
L’evoluzione del sistema
Le Sonde e le interfacce
Sonda di Temperatura
Sensore di Livello
Sonda pH
Sonda Redox
Sonda Densità
Le mie conclusioni

Premessa:

Sono sempre stato appassionato di elettronica. E da quando ho l’hobby dell’acquariofilia ho sempre cercato di automatizzare tutto tramite un dedicato all’uso per l’.

Dopo aver provato a lungo il sistema Aquatronica ho avuto la possibilità di acquistare Aquasmart by , facendo seguito ad una conversazione avviata con Roberto Buti, proprietario ed ideatore di Aquasmart allo di Bologna del 2007, dove sono rimasto colpito dalla completezza dei moduli offerti.
E’ incredibile vedere e toccare con mano cosa sia possibile fare con un sistema come Aquasmart, virtualmente non esiste cosa che non si possa fare: dal reintegro automatico di acqua osmotizzata, agli avvertimenti tramite modulo GSM, alla gestione dimmerabile delle luci, alla variazione della portata di elettroniche e non elettroniche, giusto per enumerare qualcosa di esotico ed allettante.

Il sistema Aquasmart nasce dalla passione di Roberto Buti che ha creato un sistema automatico per la gestione del proprio acquario e che poi ha deciso di renderlo pubblico e di commercializzarlo.

Il mio sistema è stato installato su barre DIN all’interno di un quadro elettrico creato ad hoc. Nella sotto potete vedere come si presenti il quadro elettrico all’interno della sump e se vi passate sopra il mouse potete togliere il coperchio e vedere l’Aquasmart nudo.

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L’aquarium controller di Aquatronica

maggio 16, 2007 by  
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Indice
Premessa
Il sistema Aquatronica
L’evoluzione del Sistema
Il modulo di collegamento al computer
Le Sonde
Sensore Temperatura
Sensore Livello
Sensore pH
Sensore ORP
Sensore Densità
Le mie conclusioni

Premessa:
Sono sempre stato appassionato di elettronica. Dai ai palmari, dai cellulari a qualsiasi cosa avesse un chip, quindi i per acquari non hanno mai fatto eccezione. Ne rimasi attratto sin dal primo che vidi, un IKS quando ancora avevo l’ di , in quel momento non mi serviva, non avevo i soldi per comperarlo, non sapevo bene cosa facesse, ma avrei voluto possederne subito uno.

Molto tempo ed un acquario marino dopo, arriviamo ai giorni nostri. Con l’intenzione di comprarmi qualcosa, e dopo essermi documentato a dovere sui 3 contendenti, Aquastar by IKS, AquaSmart by ed Aquarium Controller by Aquatronica sono andato allo di Bologna del 2005, dove incontrai e conobbi personalmente Massimo Brandi, Deus ex Machina del brand Aquatronica, nato da una costola della società AEB srl.

Parlando con lui, ed anche grazie alla passione che è riuscito a trasmettermi, ho deciso di acquistare il kit base di Aquatronica.

Il sistema Aquatronica

Il kit base è composto dal modulo base, ovverossia il computer ad interfaccia grafica a cristalli liquidi, da una unità di potenza ad 8 prese, di cui 4 di tipo shuko, le prese tedesche, e 4 di tipo italiano e dal sensore di temperatura.
Il tutto ad un prezzo bloccato di 500 euro, che si acquisti in negozio o su internet, la politica Aquatronica è quella del prezzo fisso e bloccato ovunque.

A parte ho poi acquistato anche una seconda unità di potenza per permettermi di controllare tutte le utenze del mio acquario, il sensore di livello ed il modulo di collegamento al pc.

Come già evidenziato da Gilberto Hassan nella sua precedente
recensione
, a cui vi rimando a completezza di questo articolo che parte dove lui si era interrotto, abbiamo acquistato in questo modo un timer molto evoluto e dalle infinite possibilità di personalizzazione, un sensore di temperatura, ad un prezzo tutto sommato contenuto.


La ciabatta Aquatronica installata in sump

È possibile infatti timerizzare ogni singola presa in maniera complessa, nel senso che si può arrivare fino ad accendere ogni singola presa ad intervalli di un minuto e sommare a questo un controllo sul sensore di temperatura e/o di livello, fino a poter controllare le prese a seconda degli input di un qualsiasi altro sensore. Sia dall’impostazione di un valore minimo o massimo, sopra o sotto al quale si può accendere o spegnere una singola presa (come ad esempio accendere il riscaldatore sotto i 25 gradi), fino a poter definire una curva di funzionamento (io ad esempio ho definito una curva di temperatura che parte a 26.7 gradi a mezzanotte e cresce nel corso della giornata fino ad arrivare ad un massimo di 27.4 per poi decrescere), al superare dei valori di questa curva si accende la ventola tangenziale per il raffreddamento, sono arrivato ad usare tre curve per tre ventole tangenziali shiftate tutte di un decimo di grado. Le ventole poi si spengono tutte al ritorno sotto la curva di riferimento, a seconda del delta di riferimento scelto. A 28 gradi ho poi impostato lo spegnimento delle luci, in modo da cautelarmi nel caso di malfunzionamento o insufficienza delle ventole.


La definizione della curva di intervento tramite controller

Per capire fino in fondo quanto possa essere complessa, ed utile, l’impostazione del timer insieme ad un controllo su una sonda vi espongo come funzionava il mio reattore di kalkwasser assieme alla sonda di livello.
Il rabbocco automatico era impostato per funzionare solo di notte, da mezzanotte alle dieci. All’interno di questo intervallo funzionava solo per un quarto d’ora (goccia a goccia) alternato, ed ovviamente solo se c’era bisogno del rabbocco (tramite comando sulla sonda di livello), mentre la pompa all’interno del reattore funzionava per 10 minuti ogni 3 ore sulle 24 ore per mantenere in soluzione l’idrossido di calcio e quello di magnesio.

Devo dire che il funzionamento di un anno di Aquatronica mi ha entusiasmato! Mi ha aiutato a semplificare la gestione del mio acquario, mi ha dato qualche sicurezza in più nella gestione del pericolo dovuto alle alte temperature, mi ha liberato di tanti timer per loro natura più approssimativi e meno precisi. Per dirne una, trovo fantastico passare da ora legale ad ora solare, o viceversa, poter cambiare un solo orario per tutte le utenze e non dover invece arrabattarmi con un numero imprecisato di timer.


L’unità di potenza, con da sinistra a destra: 4 prese tedesche, 4 prese italiane, presa di collegamento al controller, prese per sensore livello e temperatura e 6 porte usb per il collegamento delle sonde

Un aspetto che ho ritenuto fondamentale per la scelta di questo sistema è la natura modulare di aquatronica, l’estrema semplicità del cablaggio e quindi una installazione a prova di stupido. Una volta estratto dal box il sistema in pochissimo tempo è già pronto per funzionare, solo da configurare, azione semplificata dall’uso dello schermo in dotazione.
Come già evidenziato da Gilberto, non occorre essere esperti per configurare il sistema, sembra che l’Aquarium Controller sia stato studiato per semplificare al massimo qualsiasi operazione.


La definizione della curva di intervento tramite controller

Una volta estratto il kit dalla scatola è sufficiente collegare la ciabatta ad una presa di corrente, il monitor alla ciabatta con il cavo fornito in dotazione con connettori multipolari, e la sonda di temperatura all’unità di potenza. Fatto. Semplice, veloce ed indolore.
A questo punto lo si deve solo configurare.
Per configurare una qualsiasi delle 8 prese (ma si possono collegare in serie fino a 10 ciabatte, per 80 prese disponibili) basta entrare nel menù di configurazione della specifica uscita (indicate sulla ciabatta da una lettera) ed indicare l’intervallo di timerizzazione scelto.
Volendo poi impostare un controllo sulla temperatura è necessario entrare nel menù temperatura ed impostare un programma, scegliere se attivare una specifica presa (è necessario indicare quale) al di sopra o al di sotto del valore letto, e si è pronti per operare.
Effettivamente in un quarto d’ora il sistema è pronto per lavorare alla sua massima potenza.

L’unica critica che mi sento di muovere è la mancanza all’interno del kit base del modulo di collegamento al computer, che va acquistato a parte, con esso infatti è molto più semplice rinominare le proprie prese, è possibile procedere all’aggiornamento del firmware del sistema e salvare le proprie impostazioni sul proprio hard disk.

L’evoluzione del Sistema

Aquatronica è un sistema modulare in continua evoluzione. Quando uscì sul mercato era composto solo dal modulo base e dal modulo di collegamento al computer, l’anno seguente quando lo acquistai io era appena stata commercializzata la linea dei chimici, con i sensori pH, densità, conducibilità e Orp.
Il sistema si è poi ampliato con l’offerta del modulo Ethernet, dell’attesissimo modulo GSM, di un hub per aumentare le prese disponibili per i sensori di livello e temperatura, i sensori di allagamento, il modulo con 3 dosimetriche

Avete letto bene… dosimetriche… a Bologna ho chiesto lumi su questa bizzarria, dato che ho sempre letto altrove dosometriche, ma pare che in Aquatronica si siano documentati con esperti della lingua italiana, e che dosimetriche sia la dizione corretta.

Ed il sistema è ancora in evoluzione, parlando con Massimo Brandi, è in fase di studio avanzato il modulo dimmer per neon t5, anche se non si possono fare previsioni sulla sua commercializzazione, ed è allo stato di studio preliminare un modulo per simulare il moto ondoso con pompe a controllo elettronico.

All’interno dell’evoluzione del sistema rientra anche la definizione dell’uso dei tasti freccia come dei tasti funzione per attivare una serie di azioni preimpostate dall’utente, essendo questa infatti una implementazione del sistema avvenuta in un secondo momento, successivamente all’immissione
sul mercato del controller.

In questo caso ho impostato un programma denominato “Sps ” che alla pressione prolungata del tasto “Freccia su” per 15 minuti mi spegne le tre prese evidenziate nell’immagine.

Il modulo di collegamento al computer

l’Aquarium Controller non necessita di collegamento al computer per funzionare in maniera completa, ma il modulo permette comunque una agevolazione nella taratura del sistema, e come detto permette l’aggiornamento del firmware del sistema, inoltre è possibile scaricare su un foglio di calcolo (come microsoft excel) lo storico delle misure effettuate.


La schermata principale di collegamento

E’ possibile impostare un intervallo di tempo per la registrazione delle misure e per la creazione del relativo grafico, che è di un giorno (una misura ogni mezz’ora), una settimana (una misura ogni 3 ore) o un mese (due misure al giorno), poi avendo il modulo di collegamento al pc queste informazioni si possono salvare sul disco rigido.
Nella seguente si vede il grafico creato combinando le misurazioni dell’ultimo mese di temperatura e pH:

E’ anche possibile usare il computer come monitor, come si vede dall’immagine seguente, ove in una rapida occhiata si può vedere lo stato di funzionamento delle singole prese; in questo caso tutte le prese dell’unità di potenza denominata (da me) “Prese Orizzontali” sono attive e comandate tramite timer, mentre nell’unità di potenza denominata “Prese Verticali” le prime tre sono attive e comandate tramite timer, mentre le successive 5 sono spente.
Nella colonna di destra è possibile leggere i valori dei vari sensori presenti, mentre nella colonna di sinistra si entra nei vari menù di configurazione.
Si nota subito lo spazio a disposizione per ulteriori unità di potenza e per i sensori che è possibile aggiungere

Le Sonde

Dopo l’uso continuato del sistema ed in concomitanza dell’uscita dei moduli chimici ho acquistato anche le interfacce e le sonde di pH, densità ed orp, oltre ad un secondo sensore di livello e temperatura, e dopo l’ultima visita all’Interzoo di Norimberga, attendo anche il modulo Ethernet e quello Gsm che, a mio parere, completano in maniera egregia il sistema.

Le sonde sono collegate al sistema tramite una interfaccia. L’interfaccia è virtualmente eterna, mentre le sonde sono da cambiare ad intervalli più o meno predefiniti (da uno a due anni) per il loro naturale deterioramento.

La nuova clip per agganciare le sonde…

e la vecchia

I collegamenti fra l’interfaccia e l’unità di potenza sono garantiti da un comune cavo usb, mentre il collegamento fisico fra interfaccia è sonda è in genere un connettore standard BNC. Solo le sonde di temperatura e livello sono differenti e vanno innestate nelle apposite prese.

Ogni unità di potenza ha 6 prese usb che possono essere usate per collegarci le interfacce, oppure per collegarci delle altre unità di potenza, e due prese multipolari per collegarci una combinazione a scelta di sonde di temperature e livello.

Sensore Temperatura
La sonda di temperatura è in vetro ed io attualmente ne ho due, nessun sensore ha perso un decimo di grado da quando è stato montato e calibrato.


La sonda in vetro

Il funzionamento è semplicissimo ed incredibilmente integrato nel sistema. Come si vede nelle foto è possibile impostare una qualsiasi presa in modo che si attivi o si disattivi quando la sonda si trovi sopra o sotto un qualsiasi valore, in maniera semplice e chiara, un po’ più complessa la gestione della curva di intervento, in cui si può configurare la presa con valori diversi a seconda dell’ora del giorno, operazione molto più semplice da pc che non tramite il controller in dotazione.
Ogni presa può avere più controlli per ogni sonda presente.


Il programma di spegnimento della plafoniera al sorpasso della soglia dei 28,1°


La rilevazione dei dati di temperatura dell’ultimo mese, come mostrati dall’Aquarium Controller

Viene data in dotazione una comoda ventosa per appendere la sonda in vetro alle pareti della , io ne uso una in sump ed una all’interno del mobile per monitorare la
temperatura dell’aria ed azionare eventualmente delle ventole di areazione


Le impostazioni di un programma di temperatura viste tramite il pc, dalle impostazioni delle soglie di allarmi, al programma di accensione del riscaldatore

Sensore Livello
Il sensore di livello è di tipo a galleggiante con protezione a campana. In oltre 2 anni di uso non ho mai avuto nessun tipo di problema né di blocco.


Il sensore di livello immerso in sump

Il software che lo gestisce permette di controllare una presa a tempo, nel senso che la presa collegata viene accesa per un tempo variabile pre-impostabile dall’utente, se trascorso questo lasso di tempo il sensore risulta ancora aperto, la presa si disabilita e il controller emette un suono ciclico di allarme. Fondamentalmente è un controllo semplice ma probabilmente uno dei più importanti, peccato solo che ogni unità di potenza possa ospitare solo due sensori a scelta fra questo e quello di temperatura, ma è possibile acquistare un hub separato per ospitarne altri 5.

Possibili usi del sensore di livello includono, oltre al rabbocco, l’uso come indicatore di riserva della vasca di rabbocco, come minimo della vasca di rabbocco (spegnendo quindi la pompa di rabbocco per evitare che si bruci), come livello di minimo della sump (per motivi analoghi a sopra), livello di massimo in sump (ad esempio per una perdita del rabbocco), come controllo in vasca, o come controllo di refugium o altro, in pratica è possibile controllare qualsiasi cosa, ed in aggiunta al modulo sms (appena presentato sul mercato), può costituire un sistema di controllo estremamente efficace.


I miei due sensori di livello, quello principale a sinistra comanda il rabbocco, mentre quello a destra funziona come indicatore di riserva del serbatoio di rabbocco.

Sensore pH
Il sensore pH fa parte dei sensori chimici, condivide la stessa logica con tutto il sistema Aquatronica, quindi può essere usato come semplice controllo della vasca (come faccio io) e come monitoraggio del grafico dell’andamento mensile per evidenziare ad esempio il calo del kH (in genere un calo del minimo del pH sottintende un calo del kH), oppure è possibile impiegarlo all’interno del reattore di calcio per un controllo ed una taratura puntuale di quest’ultimo, potendo infatti comandare accensioni e spegnimenti del reattore di calcio in base ai valori letti dalla sonda, e combinare questo con una qualsiasi combinazione di timer.


Grafico mensile dell’andamento del pH

Nel lungo tempo che ho usato la sonda pH devo solo evidenziare come sia fondamentale una taratura fatta con sistematicità per evitare una dilatazione dei valori soprattutto verso il basso e un ampliamento del range di lettura, ma questo è comune per ogni tipologia di sonda di qualsiasi marca. Aquatronica consiglia una taratura quadrimestrale ed il cambio della sonda, ma non dell’interfaccia che è praticamente eterna, ogni anno. Personalmente ritengo che usarla per un tempo maggiore significhi solo tararla più spesso, anche ad intervalli mensili, a scapito ovviamente della precisione del risultato ottenuto.
Aquatronica fornisce 3 soluzioni per la calibrazione, che viene effettuata su
due punti della scala. Per l’uso in acquariologia marina offrono soluzioni
titolate a pH 7 e 10, mentre per l’uso in acqua dolce a pH 4 e 10.

Sonda pH Interfaccia

Dati tecnici:
Campo di misurazione: da 0 a 14 pH
Risoluzione di misura: 0,01 pH
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 2 punti
Materiale: Elettrodo plastico a doppia giunzione in vetro

Sensore ORP
Il sensore ORP o di ossidoriduzione o di potenziale redox è probabilmente l’unico parametro chimico fisico che ad una rapida occhiata ci dice se l’acquario stia girando bene, meno bene o male. Valori superiori a 400 sono ottimali. In questo modo, anche da remoto, magari assieme al modulo sms, o assieme al modulo ethernet, si può verificare lo stato del proprio acquario.


Grafico mensile dell’andamento del redox nella mia vasca

Può anche essere usato come controllo in caso si stia somministrando ozono, e quindi usarlo per attivare o disattivare la somministrazione di ozono in caso di potenziale redox troppo alto.
Da quando lo uso non ho mai rilevato nessun problema, se non una tendenza a misure generalmente più basse subito dopo la taratura, che arrivano a livelli stabili dopo circa 15 giorni, come per altro spiegato nel manuale fornito a corredo. Aquatronica consiglia, come per la sonda pH, una taratura ogni 4 mesi ed una sostituzione della sonda ogni anno.
Aquatronica fornisce una soluzione per la calibrazione da 240 mV.

Sonda Redox Interfaccia

Dati Tecnici:
Campo di misurazione: da –300mV a 600mV
Risoluzione di misura: 1 mV
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 1 punto
Materiale: Elettrodo plastico a doppia giunzione in vetro

Sensore Densità
Il sensore di densità marina era il sensore che nella mia mente pensavo più importante di tutti i chimici, pensavo di poter delegare ad esso il monitoraggio costante della densità del mio acquario, che tutti sappiamo essere IL parametro fondamentale per la conduzione ottimale di una vasca di barriera.


Il menù delle impostazioni di una sonda, in questo caso quella di densità

Le cose non stanno esattamente così. L’uso di un rifrattometro a parte, è, secondo me altamente consigliato per non dire assolutamente indispensabile. Al di là della taratura del sensore che non è delle più agevoli, in quanto rispetto alle altre sonde è quella che impiega più tempo a stabilizzarsi, richiede l’uso di boccette di liquido certificate dovute alla complessità della misurazione, dove anche la forma della boccetta oltre al liquido contenuto possono influenzare il risultato finale. Il problema della taratura e quindi della esattezza della misura puntuale, secondo me, non è sufficiente per far si che si possa usare il valore di densità espresso dalla sonda come valore su cui calibrare la vasca, però risulta assai utile come parametro di riferimento e come controllo sui cambi d’acqua, non tanto per controllare l’esatto contenuto di salinità dell’acqua del cambio, ma come controllo della variazione di densità prima del cambio e dopo lo stesso.
Di tutto il corredo Aquatronica che ho, la sonda di densità è l’unica che mi abbia fornito in quasi due anni di funzionamento, qualche problema, dovuto molto probabilmente alla complessità della rilevazione, si tratta di salti fra valori diversi di tarature in maniera poco logica, ad esempio da 1024,6 a 1025,9 per poi tornare a 1024,6 dopo qualche ora. Una possibile motivazione potrebbe anche essere individuata nella sensibilità della sonda allo sporco che inevitabilmente si forma sulla sonda, e che sfalsa le misure in maniera maggiore che sulle altre sonde. Inoltre come evidenziato sopra la sua taratura non è esente da possibili sbagli.
Aquatronica consiglia la calibrazione della sonda ogni 4 mesi e la sua sostituzione ogni 2 anni, oltre ad una pulizia periodica con acqua di osmosi per evitare che le incrostazioni inficino le misure.
Aquatronica fornisce una soluzione di calibrazione a 52 mS per l’uso con la sonda di densità da usare in acqua salata.

Sonda Densità Marina Interfaccia

Dati Tecnici:
Campo di misurazione: da 0mS a 100mS
Risoluzione di misura: 0,1mS
Isteresi: Impostabile dall’utente
Programmi impostabili: max. 20
Allarmi: Sonoro e visivo con soglie impostabili dall’utente
Calibrazione: Semiautomatica a 1 punto
Materiale: Elettrodo plastico a 4 anelli

Le mie conclusioni
Quando si pensa di allestire un acquario che abbia una certa complessità, e nella fattispecie un acquario marino è un acquario di una certa complessità gestionale, ritengo che l’uso di un computer programmabile sia un qualcosa di molto vicino ad una necessità.

Il costo di un tale sistema è, infatti, secondo me assolutamente paragonabile al costo di tutti quei sistemi, artigianali o meno, necessari per la conduzione di una vasca reef, da un sistema di timer, ad un controller di temperatura a soglia multipla, ad un controller sul livello, ad un sistema di monitoraggio a distanza, ad un sistema di allarme e così via giustificandone l’ulteriore esborso di prezzo soprattutto se si valuta il complesso dei costi e del valore di un acquario marino di barriera.
Si spende di più ma si ottiene in proporzione molto di più.

E’ anche possibile comandare sino a 5 unità di potenza con lo stesso controller, permettendo anche di tenere sott’occhio e di gestire più acquari contemporaneamente.

Prima di acquistare Aquarium Controller di Aquatronica infatti avevo diversi timer singoli, un controller di temperatura doppia soglia, e diverse ciabatte, il tutto ad un costo, allora, paragonabile al 60% del sistema base, senza averne però i pregi ed i vantaggi.

Devo poi sottolineare anche l’impeccabile comportamento del sistema nel recente cambio vasca, ove prima ho scollegato tutte le prese, tutte le sonde ed interfacce, ed alla riattivazione della vasca le ho ricollegate, senza rilevare problemi di sorta. Tutto è ritornato come le 6 ore precedenti con la vasca vecchia.
Assolutamente fantastico.

In due anni di utilizzo dell’Aquarium Controller non ho avuto nessun problema, e l’acquario è stato gestito in maniera impeccabile, senza nessun tipo di inconveniente, ma con il valore aggiunto che un sistema di questo genere assicura.

 

Per venire incontro ai propri utenti, Aquatronica ha aperto un canale di comunicazione importante all’interno del Forum di Aquaportal al seguente indirizzo: Aquatronica, dove è possibile parlare con membri dello staff e con semplici utilizzatori come me.
Anche presso il loro sito è presente un
Forum per utenti.

 

L’articolo integrale lo trovate pubblicato su Aquaportal al seguente indirizzo:
http://www.acquaportal.it/_ARCHIVIO/ARTICOLI/aquatronica.asp

E’ assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell’autore.

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Miglioriamo l’efficienza di un filtro biologico (Askoll Trio)

gennaio 1, 1999 by  
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Avendo avuto un fornito di un filtro chiamato , mi sono trovato con il problema di come migliorarlo, dopo aver capito che non era adeguato, come potete leggere nella storia dei miei acquari di .

Questa importante sezione vi “può” permettere di l’efficienza del Vostro filtro Trio dell’Askoll. Ovviamente nei suoi caratteri generali può andar bene per qualsiasi tipo di filtro.

Lo schema voluto dall’Askoll per il suo filtro è il seguente:

Entrata acqua > Spugna per filtrare lo sporco grossolano > Cannolicchi > Eventuale carbone attivo > Pompa.

Ebbene, considerando il fatto che ritengo importantissima una forte circolazione dell’acqua, sia per evitare un eccessivo ristagno di acqua soprattutto negli angoli sia perché maggiore è l’acqua in circolo maggiore sarà la resa del filtro, mi ritengo molto soddisfatto dell’ottima pompa fornita di serie.
Molto potente, circa 300 litri/ora, che per un acquario come il Tenerif 55 vorrebbe dire circa 7 cambi d’acqua per ora, e molto silenziosa. Il primo problema può venire dalla costruzione del filtro stesso, che porta il getto della pompa a circa 8-10 cm sotto la superficie dell’acqua, non consentendo una ottimale ossigenazione dell’acqua dovuta al movimento creato dalla pompa, infatti l’ossigeno disciolto in acqua dipende sia dalla che dall’area di acqua che viene a contatto con l’aria, maggiore è la superficie dell’acqua, maggiore sarà l’ossigenazione. Quindi consiglio di prendere un tubicino ad S in modo che il getto d’acqua possa essere mantenuto circa mezzo cm sotto il pelo libero. Questo indurrà delle perdite di carico nella pompa che quindi si troverà a pompare meno dei 300 litri/ora dichiarati, ma è un compromesso accettabile in vista della maggiore ossigenazione del nostro acquario. So anche bene che l’estetica non trarrà giovamento da questa soluzione, ma noi dovremmo per prima cosa pensare alla salute del nostro acquario; se poi consideriamo che sopratutto d’estate l’ossigeno disciolto nell’acqua diventa molto poco, questa diventa una soluzione intelligente ed a basso costo.

Modifica del tubicino ad S del filtro Trio
La non è bellissima
ma si vede il tubicino ad S in uscita dalla pompa

Ovviamente a tutto questo si potrebbe ovviare con una seconda pompa di superficie, ma si introdurrebbe un altro corpo nell’ambiente non troppo grande, creando più problemi di quelli che si risolverebbero.

Consideriamo adesso l’interno del filtro biologico.

Per prima cosa la spugna fornita di serie non è adeguata, si intasa; infatti anche se sciacquata spesso i suoi micropori tenderanno ad intasarsi non permettendo un ottimale filtraggio meccanico dell’acqua. Io consiglio di sostituirla con lana di perlon. Diventa però importante lavare la lana prima di ogni inserimento in acquario, e cambiarla ogni volta che andremo a pulire il filtro per evitare intasamenti meccanici, questo non è un grosso problema monetario però, visto l’esiguo costo che ha una confezione di lana. La spugna suggerisco di tagliarla opportunamente ed inserirla nel terzo scomparto, dove dovrebbe esserci il carbone attivo, e di non toglierla mai, qui infatti diventerebbe un ottimo substrato batterico, non interessata da intasamenti meccanici vista l’azione ora svolta dalla lana di perlon. Sul carbone attivo esistono opinioni contrastanti, ma la letteratura sembra ormai essere sicura sul suo non utilizzo, se non per debellare medicinali dall’acquario.
Il carbone infatti, pur effettuando una eliminazione chimica di composti non tollerati in acquario, si mangia, letteralmente, anche ogni tipo di fertilizzazione che andremo ad inserire, creando più problemi di quelli che
risolve.

I cannolicchi forniti in dotazione potrebbero anche andare bene, ma essendo fondamentale il substrato biologico in un filtro come questo, io preferisco inserirci le MiniKaskade della Dupla, le quali garantiscono una ossidazione molto più elevata che non altri tipi di materiali, oltre al fatto di avere la peculiarità di non intasarsi mai vista la loro geometria. Il loro costo è effettivamente elevato, ma secondo me il loro rendimento vi stupirà, migliorando infatti il substrato batterico diminuiranno i composti azotati presenti.

Prima di effettuare queste modifiche al filtro, prima di cambiare tipo di mangime, tipo di fertilizzazione, tipo di acqua, i miei nitrati si aggiravano su valori oltre i 100 mg/litro, successivamente invece si sono attestati su 10 mg/l. Questo probabilmente non sarà dovuto solo alle modifiche fatte sul filtro, ma penso che queste siano responsabili dell’importante miglioramento avuto.

Per notizie più precise sull’efficacia delle Minikaskade della Dupla vi rimando all’ottimo testo L’Acquario Ottimale, mentre per altre informazioni non esitate a scrivermi.

Si ringraziano per la consulenza gli Paolo e Sanzio dell’Acquario Club di Cesenatico.

Danilo Ronchi, 1999

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