Author Cristina Gioia Di Camillo


Myrionema amboinense, il punto di vista biologico


Dopo l’articolo sui Myrionema che ne parlava dal punto di vista dell’acquariofilo puro, e dopo l’articolo della scorsa settimana che invece affrontava il mondo degli idroidi in maniera più generale, vediamo oggi cosa sia e come agisce un speciale idroide, conosciuto appunto dagli acquariofili e da questi evitato come la “peste”, il Myrionema amboinense scoperto per la prima volta da Pictet nel 1893

Phylum: Cnidaria
Superclasse: Hydrozoa
Classe: Hydroidomedusae
Sottoclasse: Anthomedusae
Ordine: Filifera
Famiglia: Eudendriidae
Genere: Myrionema

Myrionema amboinense

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Gli Idroidi


Gli idroidi sono organismi pressoché sconosciuti alla maggior parte dei pescatori, dei subacquei e degli appassionati di acquariofilia. Quando vengono notati, sono spesso scambiati per vegetali. In effetti, gli idroidi vivono attaccati al substrato, proprio come alghe e piante e molte specie assomigliano ad alberelli o a fiori. Osservando gli idroidi al microscopio si scopre presto che “la piantina” è in realtà un animale coloniale, formato da diversi individui in grado di cibarsi, riprodursi e compiere piccoli movimenti. Gli individui specializzati nell’alimentazione (gastrozoidi) presentano bocca e tentacoli mentre quelli deputati alla riproduzione (gonozoidi) portano le strutture riproduttive (gonofori). In alcune specie, vi possono essere anche individui di forma allungata e privi di bocca che hanno il compito di difendere la colonia (dattilozoidi). Il tessuto vivente di un polipo è connesso con quello degli altri individui e questo permette il trasporto lungo la colonia delle sostanze nutritive ed altre molecole.

Gli idroidi appartengono al Phylum degli Cnidari, come le meduse ed i coralli e, come tutti i rappresentanti di questo gruppo, posseggono capsule urticanti dette cnidocisti.

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