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Editoriale: le aziende produttrici del mondo degli acquari ed i social media


Noi di DaniReef ci siamo posti la domanda di come le aziende italiane relative al mondo degli acquari si presentino sui Social Media. Soprattutto in questo momento in cui è fondamentale esserci. Ed ecco quello che abbiamo scoperto: più male che bene.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Il primo problema che ci siamo posti era capire chi potessimo “monitorare“, ovvero chi potessimo inquadrare nelle aziende italiane che producono accessori per il mondo degli acquari. Perché su DaniReef non vogliamo fare un torto a nessuno, solo vogliamo fotografare la situazione reale del nostro mercato. Per cui abbiamo voluto considerare come produttori coloro che vendono a proprio marchio oggetti, acquari, elettroniche od altro relativi al mondo consumer degli acquari. Ma allo stesso tempo aziende che fossero distribuite in tutta Italia, non volevamo considerare aziende che fossero perlopiù locali. Per decidere quali includere e quali tenere fuori abbiamo considerato solo quelle aziende che abbiano partecipato come espositori diretti ad una delle ultime maggiori fiere di settore con un proprio stand. Per intenderci prendere un tavolo al PetsFestival non sarebbe stato sufficiente, mentre aver esposto allo stesso PetsFestival, allo Zoomark piuttosto che all’Interzoo conta. C’è una sola eccezione che scoprirete leggendo l’articolo. Speriamo quindi di aver raccolto tutti all’interno di questa casistica, ma in ogni caso siamo pronti a riconsiderare chiunque ce ne faccia richiesta, e ad aggiornare l’articolo.

E’ importante notare che avremmo intenzione di ritornare su questo argomento con cadenza fissa per vedere come si evolve il mercato. Il prossimo appuntamento sarà quindi nella primavera prossima, in modo da poter monitorare anche come aziende sono cresciute in questo ultimo periodo.

Le aziende che abbiamo monitorato sono 27, ed i dati sono aggiornati a mercoledì 11 novembre.

Instagram e le aziende di acquari

Di queste 27 aziende ben 6 non hanno il profilo Instagram, parliamo del 22%! E se contassimo solo quelle che hanno più di 1.000 followers, ritenendo 1000 la cartina tornasole per essere su Instagram con un minimo di profitto, il totale scende a solo 6 aziende su 27! Solo il 22% può ritenersi sufficientemente attivo su questa piattaforma. Le prime 6 aziende raggruppano l’85% dei followers totali. Secondo noi è molto molto poco. La maggior parte delle aziende non sta sfruttando adeguatamente questo canale di visibilità, peccato perché a volte servirebbe davvero poco.

Instagram e le aziende di acquari

Twitter e le aziende

Se passiamo a Twitter le cose peggiorano notevolmente. Twitter è probabilmente il social media più importante per il mondo lavorativo ed aziendale. Su twitter si trovano le news relative alle aziende, i comunicati stampa, più che su tutte le altre piattaforme. E su questo canale le nostre aziende sono in grande difficoltà. 15 aziende fra quelle monitorate non hanno un profilo twitter, parliamo del 56%. Se poi andassimo a vedere chi effettivamente ci scriva troviamo che solo 5 aziende hanno più di 300 followers. In 5 raccolgono il 96% dei followers totali. Un disastro. Solo un misero 19% può ritenersi in qualche modo attivo.

Twitter e le aziende di acquari

Facebook e le aziende

Facebook è il social media più utilizzato in Italia, attualmente forse è passato in secondo piano rispetto ad Instagram, per quello che riguarda le visibilità totali, ma diciamo che chi utilizza facebook normalmente ha qualche anno in più di chi utilizza Instagram, per quanto poi le due piattaforme siano entrambe dello stesso padrone (che tra l’altro possiede anche whatsapp). Questo si riflette anche sulle aziende nostrane, visto che solo il 4%, ovvero 1 azienda, non ha il profilo facebook, e sono 22 quelle che hanno più di 1.000 mi piace sulla propria pagina, l’81%. Quindi Facebook è sicuramente la piattaforma più utilizzata anche se la visibilità oggi non è più garantita come gli anni scorsi e per farsi vedere dai proprio followers bisogna necessariamente pagare, altrimenti i messaggi non arrivano a nessuno dei nostri amati followers.

Facebook e le aziende di acquari

Tiriamo le somme

Vista la nostra analisi possiamo dire che le aziende italiane non credono, o meglio non credono abbastanza, nei Social Media, preferiscono non esserci, non investirci credendo che sia un sistema che non porti a loro nessun vantaggio. Ci sono delle eccezioni, come vedremo. Eppure proprio in questi momenti con la pandemia alle porte aver investito sui Social Media potrebbe aiutare a vendere qualcosa in più.

2 sole aziende, Prodac ed Elos sono competitive in tutti e tre i social media, con Rossmont un gradino sotto perché su Instagram ha poco meno di 1000 followers. Poche aziende hanno il collegamento ai propri social media dal proprio sito web istituzionale, come fossero due entità distinte.

Il nostro parere è che le aziende italiane debbano ancora lavorare tanto per riuscire a recuperare il terreno che hanno perso in questi anni. Debbano investire e fare un programma strutturato di presenza nei vari canali. Curare maggiormente la comunicazione per farsi vedere, conoscere e riscoprire dai propri utenti.

Noi rimaniamo comunque a disposizione per chiunque volesse iniziare ad investirci e non sa come fare, contattateci dalla pagina dei contatti nel caso.

Nella pagina seguente andremo a scoprire azienda per azienda il relativo posizionamento nei vari social media, e tutti i loro link. Per cui vi chiedo, a voi che leggete, andate a seguirli, diventate lowo followers, fate sentire che ci siete e che avreste voglia di sentire le aziende più partecipi e più vicine a voi ed a noi.