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Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB


Il nostro nuovo metodo di lavoro DaniReef LAB per la misurazione dei PAR della Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue

Antefatto: (questa paragrafo è identico per tutte le plafoniere sottoposte al DaniReef Lab e serve a spiegarne la metodologia di lavoro) Nelle lunghe notti passate sul nostro forum (qui) ci siamo sempre chiesti come si potrebbe ragionare per riuscire a comparare i valori dei PAR delle diverse plafoniere. Fino ad oggi, pur avendo lo strumento adatto, il Quantum Meter MQ-510 di Apogee, ci siamo sempre riferiti al solo valore misurato al centro a circa 20 cm di distanza dalla plafoniera.

Il Quantum Meter MQ-510 misura i PAR, espressi in PFFD ovvero densità di flusso di fotoni fotosintetici (photosynthetic photon flux density) in μmol m-2 s-1. Questo strumento viene calibrato per funzionare sott’acqua, quindi usato in aria il valore misurato deve essere diviso per 1,32 che è il fattore di immersione. Non essendoci acqua, al momento delle prove che vedremo, dobbiamo effettuare la conversione. I valori che voi vedrete saranno sempre quelli già corretti.

Quantum Meter MQ-510

Abbiamo così deciso di costruirci una base da 70×70 cm, dove abbiamo indicato 17 punti fiduciali dove andare a posizionare il sensore del Quantum Meter MQ-510. Per posizionare la plafoniera abbiamo creato dei rialzi da 20, 40 e 60 cm. In modo da leggere i valori sempre con la medesima distanza dal sensore. Questo ci permetterà di creare delle curve nello spazio che potranno essere confrontate con quelle di altre plafoniere, sempre alle distanze date. Notate che questa distanza è misurata fra la base del sensore e la base della plafoniera. In realtà la distanza deve essere diminuita di 3,5 cm che è l’altezza del cilindro di misura ed aumentata di 0,5 cm che è la dimensione dei distanziali che ci permettono di tenere sollevata la plafoniera.

Quantum Meter MQ-510

In totale le tre misurazioni saranno effettuate quindi a 17, 37 e 57 cm di distanza, in aria, e verrà applicato il fattore correttivo.

La misurazione dei PAR a 17 cm di distanza

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

La plafoniera, come al solito è stata posta ai canonici 17 cm di distanza dal nostro pannello di lettura. I punti non indicati sul tabellone sono stati stimati nella tabella seguente.

Questi i valori rilevati:

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

E questo il grafico corrispondente, siamo tornati alla nostra classica scala del grafico per poter confrontare plafoniere simili.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

La prima misurazione ha la caratteristica di avere una limitata distanza fra plafoniera e sensore. Pur essendo diventata ora una plafoniera a luce piuttosto diffusa, il valore centrale è molto alto e la differenza centro bordi, a questa distanza, è molto elevata. Molto buoni i valori mediani. Vi ricordiamo che la plafoniera misura solo 30×18 cm mentre la nostra area di misurazione misura 60×60 cm.

La misurazione dei PAR a 37 cm di distanza

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Successivamente ci siamo posti a 37 di distanza.

Questi i valori rilevati:

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

E questo il grafico corrispondente.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Aumentando lo spazio fra plafoniera e sensore, la curva assume una connotazione piena. Il valore centro bordi è molto simile. Il valore centrale diminuisce da 2139 a 505 μmol m-2 s-1.

La misurazione dei PAR a 57 cm di distanza

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Infine ci siamo messi il più lontano possibile, a 57 cm.

Questi i valori rilevati:

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

E questo il grafico corrispondente.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Aumentando ancora lo spazio fra plafoniera e sensore, diminuisce ulteriormente la differenza fra i PAR misurati al centro ed ai bordi. Siamo quasi alla perfezione della distribuzione. La curva è praticamente piatta. Aumenta l’uniformità ma diminuisce, come è lecito attendersi, la potenza totale. La luce si espande, ma il valore centrale diminuisce ancora da 2139 a 505 a 222 μmol m-2 s-1.

Salta agli occhi il fatto che la copertura sia praticamente uniforme come non ci pare di avere mai visto in precedenza.

I PAR al centro nelle diverse configurazioni

Continuiamo con i nostri rilevamenti tecnici. A seguire vediamo come calino, in un grafico, le misurazioni dei PAR al centro nelle tre diverse distanze della prova.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Variazione Energia della Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue in base alla distanza

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Questo secondo me è il dato più significativo fra quelli misurati, e quello più confrontabile. La variazione energetica. Sono stati calcolati i volumi sottesi dalle tre superfici che avete visto precedentemente. Perché è ovvio che allontanandosi dalla plafoniera i valori di PAR calino, ma calano anche perché la luce illumina uno spazio maggiore. In questo modo si cerca di tenere conto di tutta l’energia luminosa contenuta nell’ipotetico quadrato di 60 cm sotteso dalla plafoniera. E si vede che i tre valori 1.535.561, 1.094.933 e 647.940 assumono una diversa connotazione rispetto ai valori misurati al centro. Quando i primi sono molto calanti perché aumentano le distanze, l’area sottesa, ovvero l’energia, diminuisce meno, perché il “grosso” dell’illuminazione della plafoniera “concentrata” rimane al centro. Questa la teoria.

Per una volta i valori ai bordi diminuiscono fra 37 e 57 cm, segno che la plafoniera espande molto la luce.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Valori per canale al centro nelle tre distanze

Abbiamo misurato anche i valori per ogni singolo canale, ma lo abbiamo fatto solo al centro, per darvi una idea di quale contributo i diversi canali abbiano sui PAR emessi.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Vediamo i valori misurati:

Distanza = 17 cmDistanza = 37 cmDistanza = 57 cm
Canale 1 UV91 μmol m-2 s-122 μmol m-2 s-110 μmol m-2 s-1
Canale 2 Viola192 μmol m-2 s-151 μmol m-2 s-123 μmol m-2 s-1
Canale 3 Royal Blue908 μmol m-2 s-1215 μmol m-2 s-195 μmol m-2 s-1
Canale 4 Blue445 μmol m-2 s-1107 μmol m-2 s-148 μmol m-2 s-1
Canale 5 Ciano186 μmol m-2 s-147 μmol m-2 s-121 μmol m-2 s-1
Canale 6 Lime64 μmol m-2 s-116 μmol m-2 s-18 μmol m-2 s-1
Canale 7 Rosso52 μmol m-2 s-114 μmol m-2 s-16 μmol m-2 s-1
Canale 8 Bianco freddo241 μmol m-2 s-159 μmol m-2 s-127 μmol m-2 s-1

I cinque canali sono ovviamente molto diversi, con la parte del leone che la fanno il canale Royal Blue, seguito da Blue e Bianco freddo, come per altro era lecito attendersi visto il nome della plafoniera. Sempre infinitesimo il valore rilevato dei canali Lime, Rosso ed UV che spesso si vedono diminuire dagli acquariofili. Anche se visto lo scarso peso in watt ed in PAR tenderei a dire che sia una diminuizione inutile.

Consumo

La rilevazione del consumo istantaneo è stato reso possibile grazie all’utilizzo del comodo strumento RCE PM600 che è in grado di misurare anche il Cos(fi) (o sfasamento). Il risultato viene fornito direttamente in watt.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

Qui sopra vediamo la potenza massima ed a seguire il valore dello sfasamento.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue finalmente nel DaniReef LAB

La plafoniera Ecotech Marine Radion XR30 G5 Blue consuma quindi 203 watt. Considerando che a 17 cm la plafoniera sviluppa al centro 2139 μmol m-2 s-1, si può dire, in prospettiva, che abbia un valore di picco di 10,54 μmol m-2 s-1 w-1 (PAR per watt).

Il consumo elettrico è praticamente coincidente a quanto dichiarato sui dati tecnici della plafoniera. 203 watt contro 205. La perdita è inferiore all’1%.

Ecotech Marine Radion XR30 G5 ed il calore

Le plafoniere Ecotech Marine hanno un sistema di raffreddamento attivo, che utilizza una ventola a giri variabili. La ventola, che può diventare anche piuttosto rumorosa, si regola automaticamente in base alla temperatura dei LED. Per cui la plafoniera riesce a mantenersi in perfetta efficienza anche al massimo della potenza. Come detto in anteprima il bello è che finalmente la ventola non si alimenta più con l’aria proveniente dalla parte inferiore della plafoniera, cioè con aria umida proveniente dall’acquario, ma la ventola è stata messa superioremente. Ottimo miglioramento.

Proseguiamo a pagina tre con i costi di utilizzo, i confronti con le altre plafoniere ed il nostro commento finale.