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Il salvataggio della Barriera Corallina grazie ai coralli più resilienti si può fare?


Il salvataggio della Barriera Corallina grazie ai coralli più resilienti si può fare?

Emma Camp è una biologa marina, insignita del Rolex Award for Enterprise, un premio dedicato a chi si dedica ad idee e progetti per la salvezza della terra.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Il problema lo conosciamo tutti, ci sono diversi studi infatti che testimoniano come nel 2030 gran parte della barriera corallina se ne sarà andata, per il riscaldamento globale e per la sempre maggiore acidificazione degli oceani. Ma Emma Camp, ed altri biologi come lei invece sostengono una cosa diversa.

Emma infatti ha visitato ed esplorato tantissimi posti nella Grande Barriera Corallina Australiana, ed ha scoperto che in luoghi dove i coralli non dovrebbero assolutamente vivere, viste le condizioni, si possono comunque incredibilmente trovare diverse specie di corallo. Questo secondo lei ed altri dimostra la forte resilienza dei coralli, ed è sicuramente la chiave per lo sviluppo del domani.

Dice infatti Emma al riguardo “I coralli a livello globale stanno morendo per i cambiamenti climatici, per gli oceani più acidi e le acque a basso contenuto di ossigeno. Ma mentre noi stiamo disperatamente cercando di ridurre le emissioni di carbonio, ci sono ben poche opzioni oltre a questa per cercare di aiutare le barriere coralline a sopravvivere“.

Il salvataggio della Barriera Corallina grazie ai coralli più resilienti si può fare?

Nel 2016 Emma ha pubblicato uno studio infatti dove ha documentato l’esistenza di coralli in zone considerate fino ad allora troppo acide e troppo calde. Vero è, come noi acquariofili sappiamo benissimo, che la maggior parte dei coralli oggi preferisce acque pulite, cristalline, con nutrienti bassissimi, temperatura stabile e ben ossigenate. Però Emma stessa ha visto, e documentato coralli che vivono a ridosso delle radici delle mangrovie, un posto ostile e con tantissima sospensione… eppure… Lo studio quindi si è evoluto prendendo in considerazioni coralli che vivessero in queste condizioni al limite e cercando una connessione che li unisse.

Oggi sono stati identificati due luoghi dove continuare le ricerche, parliamo della parte più a nord della Grande Barriera Corallina Australiana, e precisamente Low Isle ed Howick Island. Qui ci si propone di identificare i tratti chiave della resilienza dei coralli e quindi, per la prima volta, provare a trapiantarli in aree devastate dallo sbiancamento di massa. Aiutata da operatori locali di ecoturismo, Emma sta monitorando il modo in cui i coralli sopravvivono e soprattutto se la ricolonizzazione riesca ad andare a buon fine, per vedere sei i coralli riescano a mantenere le loro qualità di resistenza anche nella loro nuova casa.

Il salvataggio della Barriera Corallina grazie ai coralli più resilienti si può fare?

[Crediti: Emma Camp – Reef rescue with the toughest corals]