Pesci Acqua Dolce

Trichogaster lalius – principe dell’Asia. Facile da allevare. Venite a scoprirlo


Il Trichogaster lalius conosciuto dai più come Colisa lalia (denominazione errata), è sicuramente fra i pesci originari dell’Asia più conosciuti ed allevati in acquario; solo il Betta splendens supera il Trichogaster lalius per fama.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Come altri pesci selezionati dall’uomo il Trichogaster lalius ha avuto problemi che lo rendono un pesce molto cagionevole di salute , soprattutto nelle varietà selezionate dall’uomo. Mentre gli individui con livrea selvatica sono più resistenti.

Appartiene alla famiglia degli Osphronemidae, sottordine anabantoidei.

Habitat del trichogaster lalius

Il Trichogaster lalius è originario dell’Asia, nello specifico del subcontinente indiano (India e Bangladesh) e del Pakistan. Abita acque basse fittamente piantumate, l’acqua ha valori generalmente acidi anche se c’è da dire che le zone in cui abitano sono soggette ai monsoni. Questi ultimi con la grande quantità di acqua che scaricano cambiano i valori dell’acqua, in questo periodo l’acqua diventa particolarmente acida.

La temperatura oscilla fra i 25-28 gradi, la durezza varia fra 5.0-19.0 dh mentre il valore del ph oscilla fra 6.0 e 8.0.

Selezioni e controversie

Come accennato poco prima nell’articolo l’eccessiva selezione e l’allevamento in massa ha portato al Trichogaster lalius diversi problemi, che gli esemplari selvatici non avevano.

La mancanza di accortezze e l’allevamento in massa (fenomeno che riguarda prettamente gli allevatori asiatici) ha portato questo pesce ad riscontrare malattie genetiche. In origine era un pesce forte mentre adesso si fa fatica a comprare elementi sani, discorso purtroppo analogo al Mikrogeophagus ramirezi.

L’allevamento in massa ha causato la nascita di un’epidemia conosciuta come Dwarf Gourami Iridovirus (DGIV), malattia che al momento è incurabile. La cosa più triste è che questa malattia risulta essere contagiosa, quindi eventuali coinquilini in acquario rischiano di essere contagiati.

La soluzione ideale per chi si voglia cimentare nel tenere ed eventualmente riprodurre questi pesci è quella di non acquistare Trichogaster lalius che arrivino da allevamenti asiatici, meglio ancora sarebbe prendere pesci da allevatori privati.

Esistono varie colorazioni selezionate dall’uomo fra queste ricordiamo: blu cobalto, neon red, rainbow.

Foto di André Karwath in CCL

Come spesso accade l’uomo si erge a protagonista e la ricerca del massimo gusto estetico in alcuni casi porta alla distruzione o quasi di esseri viventi.

IL CORPO

Il Trichogaster lalius si presenta con un corpo molto compresso sui fianchi (forma ovale) e raggiunge una dimensione massima di 8 cm; anche se generalmente non supera i 6-7 cm in acquario.

Il maschio nella colorazione selvatica si presenta con una base del corpo argentea con strisce verticali rosso-arancio e blu, la femmina presenta una colorazione argentea senza strisce.

Il dimorfismo sessuale è molto marcato, le pinne hanno la stessa colorazione del corpo a differenza delle pinne pelviche che sono filiformi ed incolori.

Il Trichogaster lalius è dotato come il Betta splendens di un organo che si chiama labirinto, per cui la vasca che lo ospita deve essere chiusa.

La vasca per il Trichogaster lalius

Innanzitutto dobbiamo dire che se vogliamo tenere questo pesce dovremmo optare fra 3 strade ovvero:

  1. Trichogaster lalius senza femmine con pesci da banco asiatici;
  2. Trichogaster lalius maschio con femmine e pesci da banco asiatici;
  3. Trichogaster lalius maschio con femmine in vasca monospecifica.

Fatte queste premesse iniziamo col dire che la vasca per ospitare i Trichogaster lalius deve avere almeno 60 cm di lato lungo, per ospitare maschio e femmine bisognerebbe virare verso gli 80-100 cm di lato lungo.

Quando si vuole inserire specie aggressive o comunque mediamente aggressive come il Trichogaster lalius o il Betta splendens, conviene piantumare il più possibile la vasca. Questo perché le piante creano barriere visive che vi serviranno soprattutto se doveste decidere di tenere un maschio con delle femmine. Inoltre le piante aiutano nello smaltimento degli NO3 (nitrati). Vi consiglio di optare per piante asiatiche, del resto in Asia si ha una grande quantità e varietà di piante acquatiche; fattore normale se pensiamo che l’Asia è il continente più grande del mondo.

Se non si ha molta luce a disposizione si può virare verso: muschi, Microsorum, Bucephalandra, Cryptocoryne,Vallisneria asiatica, Limnophila sessiliflora, Hygrophila.

Foto di touron in CCL da fishbase.org

Se invece si ha una maggiora quantità di luce si può optare per il genere di piante che a mio avviso risulta essere il più bello le Rotala originarie dell’Asia.

Nel caso in cui vogliate riprodurli vi dico già che non sarà possibile in vasca comunitaria, bisognerà infatti spostare la coppia in una vasca spoglia a loro dedicata.

Come compagni di vasca vi consiglio di optare per pesci di banco asiatici, i migliori e più rassicuranti per i Trichogaster lalius sono le Trigonostigma heteromorpha o le Trigonostigma hengeli.

Un fattore da non dimenticare è di inserire negli acquari foglie di Terminalia catappa, foglie di quercia e pigne di ontano. Infatti sono degli acidificanti naturali (aiutano nell’abbassare il ph) e rilasciano tannini che aiutano a mantenere in salute la mucosa dei pesci oltre a stimolare la ricrescita delle pinne ferite.

Alimentazione

Per quanto riguarda l’alimentazione consiglio di utilizzare 2 mangimi di qualità:

Uno a base di origine animale, e l’altro a base vegetale. Per la fase riproduttiva consiglio dei mangimi proteici surgelati, freschi o vivi.

Insomma il Trichogaster lalius è veramente un bellissimo pesce che avrebbe bisogno di essere tutelato.