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Lo stato dell’acquariofilia in Italia – il punto di vista di Enrico Fortuna


Enrico Fortuna al centro della foto con a sinistra Roberto Bielli ed a destra Greg Charlet

Enrico Fortuna al centro della foto con a sinistra Roberto Bielli ed a destra Greg Charlet

Il nostro amico Enrico Fortuna ha esternato il suo pensiero sullo stato dell’acquariofilia in Italia, a noi fa piacere condividere il suo pensiero integralmente, per poi, magari discuterne assieme.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Enrico è prima di tutto un amico, ma oltre a questo è un incredibile Aquascaper, ed ha anche scritto alcuni articoli per DaniReef, sulla sua grande passione, l’aquascaping. Per chi non lo conoscesse è una persona molto pacata, mai fuori dalle righe, una persona che non può non piacervi. Per questo le sue parole per me sono importanti, perché fanno vedere un punto di vista sull’acquariofilia a cui molti non hanno pensato. E che speriamo servano per dare una scossa al settore italiano. Il nostro commento, insieme alle foto di alcuni acquari allestiti da Enrico, lo trovate dopo il pensiero di Enrico.

Il pensiero di Enrico Fortuna sull’acquariofilia in Italia

L’acquariofilia in Italia…
Sapete quale è il vero problema?

Mancanza di materiali? NO
Mancanza di eventi fiere? NO
mancanza di documentazioni o studi? NO

Il vero problema è l’acquariofilo, quello semplice, che non si documenta, non ricerca, quello che la colpa è sempre del prodotto fatto male, quello che i negozianti sono tutti ladri, quello che le aziende fanno solo prodotti per marketing (cazzo dovrebbero fare tra l’altro?) Quello che… e va beh, fa la vasca che dura solo il tempo del live (si chiama appunto cosi)…

Scrivo questo (e credo sia il mio primo ed ultimo post a riguardo) perché spesso per colpa di alcuni frustrati ed invidiosi acquariofili, molti smettono di portare avanti la loro passione…

Ho letto in parecchi gruppi e post (su facebook ndr), che ci si lamenta del fatto che non vengano fatti eventi ed incontri… Ok, li fai, facciamo eventi e workshop (aggratis, forse questo passaggio è sconosciuto ai polemici dell’acquariofilia), dove vengono spiegati i metodi, i tempi… ecc…

Ma neanche questo va bene… no perché secondo molti poi il live finisce li… e dopo? E la vasca dopo? Secondo costoro il live dovrebbe durare più di un anno…

Ci si lamenta del fatto che non ci sono contatti tra aziende ed appassionati? Ok, ti impegni a fare studi, test, prove, eventi stessi con l’azienda, dove spieghi il loro funzionamento, i loro pregi… e no… Neanche questo va bene… perché fai marketing, perché sei un venduto…

Poi ci si lamenta del fatto che in Italia l’aquascaping non raggiunge livelli altissimi... Ok. Proviamoci, lavoriamo in gruppo… creiamo qualcosa di funzionale… Raggiungi la top 50 (nella classifica IAPCL “The International Aquatic Plants Layout Contest” ndr)… e invece che esserne fieri l’acquariofilopolemico che fa?

Si lamenta ovviamente… e si lamenta sul fatto che… eh ma le vasche non durano nemmeno un anno…

Certo se vuoi migliorarti di anno in anno devi rifare sempre ( o altrimenti metto una quindicina di acquari in casa)

Hai le alghe? Sei una capra

Non hai le alghe? Eh ma è tutto finto è solo marketing.

Mi sono rotto davvero le palle.
Cambiate hobby… ce ne sono tanti…
Ad esempio polemizzare davanti ai cantieri

Enrico Fortuna

Il nostro commento

Che dire. Intanto sicuramente la visione di Enrico è incentrata sull’Aquascaping, ma si potrebbe estendere anche all’acquariofilia in generale, anche a chi dovesse avere un acquario marino. Che se lo fai vedere o fa schifo, e quindi non sei in grado di gestirlo, senza considerare i problemi che ognuno potrebbe avere nella vita privata che potrebbero portare ad una mancanza di tempo, oppure ad eventuali parassiti che sono comunque sempre dietro l’angolo, oppure se è bello è ovviamente finto, con i coralli comprati ieri, le foto sono ritoccate e via dicendo.

Se un acquariofilo collabora con una azienda invece che vederlo come un valore aggiunto, come dice Enrico, viene additato come venduto, e si potrebbe continuare per pagine a richiamare questi aneddoti.

Poi ci si mettono anche i tanti gruppi e forum esistenti, che sembrano essere nati per farsi la guerra invece che per collaborare tutti assieme a questo magnifico hobby che è l’acquariofilia. Impariamo tutti a comportarci in maniera migliore, a non offendere, a cercare il dialogo ed il confronto, e soprattutto a capire chi ci stia di fronte. Sfruttiamo gli eventi per conoscere e parlare, non partiamo sempre con il dire che sappiamo tutto. 

Solo in questo modo l’acquariofilia potrà crescere ancora.


2 commenti on Lo stato dell’acquariofilia in Italia – il punto di vista di Enrico Fortuna

  1. Davide Ripamonti

    Bell’articolo. Però mi sembra che (mi riferisco al vostro commento) siamo nel campo del predicare bene ma razzolare male. Quando mi sono presentato dopo essermi iscritto, a gennaio di quest’anno, ho descritto la mia vasca e in particolare ho citato il fatto che avessi un Hepatus di 15 anni e mezzo (è ancora vivo, quindi adesso sono quasi 16 e mezzo), cosa rarissima da quanto sento in giro. Invece di ricevere complimenti per questo (tra l’altro il mio Hepatus è bellissimo, senza nessun segno tipico di carenze eccetera), l’utente Hkk2003 mi ha scritto: “La tua vasca (un 350litri) è assolutamente inadatta per un Hepatus”… Inutile dire che dopo simili risposte la voglia di scrivere passa del tutto

    • Ciao Davide.
      Capisco quello che dici, purtroppo ci sono delle regole, che tra l’altro cambiano nel corso degli anni, man mano che la ricerca scientifica va avanti. E non dobbiamo prendercela se qualcuno ci fa notare un errore. Detto questo fino a una decina di anni fa un acquario da 300 litri era visto come sufficiente per un hepatus, e nel suo caso sicuramente nel momento in cui lei ha comprato il pesce eravamo in quel punto della conoscenza. Oggi si è visto che il Paracanthurus è un pesce che cresce molto, che ama nuotare e che si trova a suo agio in acquari molto più grandi. Quindi nel suo caso non era certo consapevole che l’acquario non fosse idoneo, anche se nel momento dell’acquisto fosse stato informatissimo.
      Sicuramente oggi io sconsiglierei di tenere un Paracanthurus hepatus in un acquario di 350 litri, che io riterrei inadatta a quella tipologia di pesce, non dico “assolutamente” inadatta io, ma sicuramente inadatta per le conoscenze di oggi. Poi ovvio che essendo i pesci delle individualità con il proprio carattere può succedere che qualcuno si abitui meglio di altri alla propria condizione, ma sempre di sopravvivenza parliamo al di sotto di questi valori. Per farle un paragone, due pagliacci Amphiprion ocellaris nello stesso 350 litri li vede meglio o peggio di un hepatus nello stesso spazio? Ecco cosa intendevo.
      Infine certamente le faccio i miei complimenti a lei ed in particolar modo all’hepatus che è arrivato sino ad oggi e speriamo che possa vivere ancora per molti anni. E spero di vederla ancora nel nostro forum, dove, con le nostre imperfezioni, cerchiamo di aiutare tutti gli acquariofili, e magari anche al PetsFestival questo fine settimana per fare una bella chiacchierata.
      A presto, e grazie per il suo commento.

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