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Impianto di osmosi inversa. Messa in opera, uso e manutenzione


Nel nostro hobby, l’acqua è l’elemento chiave e sommata alle rocce (o alla sabbia) ed alla luce, compone il cuore del nostro sistema acquario. Tutta la tecnica che installiamo in sump o a bordo vasca, aiuta questa terna a mantenere stabile la nostra vasca.

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Avere un acqua di osmosi inversa (comunemente chiamata acqua di RO) il più possibile perfetta, è un buon punto di partenza per avere una vasca che gira a puntino.

L’acqua di RO viene usata quotidianamente per i rabbocchi e periodicamente per i cambi dell’acqua.
Noi di DaniReef consigliamo a tutti di avere il proprio impianto personale di Osmosi Inversa o quantomeno di condividerne uno di proprietà con un altro appassionato.

Senza nulla voler togliere all’acqua acquistata in negozio, consigliamo sempre ai nostri lettori di utilizzarne di auto prodotta per aver totale controllo sul processo produttivo, partendo dal conoscere lo stato dei filtri utilizzati, lo stato di pulizia della membrana e della pulizia delle vasche di raccolta dell’acqua prodotta.

Partendo da questi presupposti, andiamo ad analizzare quale impianto di osmosi inversa acquistare.
Nel 2008 Danilo Ronchi in un suo articolo (Tds ed acqua di osmosi) menzionava impianti di RO a 3 stadi, ma dopo 10 anni mi sento di escludere l’utilizzo di uno di questi per passare direttamente ad uno a 4 stadi.
Sul mercato possiamo trovare impianti in linea (anche detti a cartucce) più economici ed impianti a bicchieri con un costo di acquisto più elevato.

Questo secondo tipo di impianto, però, ci permette di spaziare in una più vasta panoramica di ricambi che, a lungo andare, ci permette di risparmiare andando ad ammortizzare i costi iniziali maggiori.

Non voglio però parlare di un prodotto specifico, ma bensì fare un discorso generico su come avviare, usare e mantenere un impianto di osmosi. Questi consigli sono validi per entrambi i tipi di impianti.

Iniziamo a partire dall’installazione, ma gli stessi consigli valgono poi per la manutenzione.

Quando acquistate un impianto di osmosi, tutti i filtri sono nuovi e vanno puliti, partiamo però dal montaggio dello stesso.
Produttori come Luca Giusileo Papalia (titolare di Aqua1 ora chiusa) suggeriva di installare in ordine il filtro a sedimenti, poi quello a carboni seguito poi dalla membrana e le resine deionizzanti in chiusura; Danilo Ronchi, ingegnere idraulico, che per lavoro utilizza impianti d’osmosi per utilizzo civile, invece, asserisce fermamente che l’ordine corretto è carboni, sedimenti, membrana e resine in chiusura. Danilo afferma che dai carboni possono fuoriuscire frammenti che se non filtrati, possono danneggiare la membrana. Sinceramente parlando, nel mio impianto Aqua1 utilizzo la configurazione originale da anni e non ho avuto problemi, ma preferisco dare ai lettori questa doppia lettura.

Come tutti i carboni naturali, è necessario lavarli prima di essere messi in uso, quindi sarà necessario scollegare il tubo di uscita del carbone dallo stadio seguente e sarà necessario far scorrere acqua all’interno dell’impianto per almeno 5 minuti o quantomeno fino a quando l’acqua non uscirà cristallina.

Una volta ricollegato il carbone, si passerà poi alla membrana, cuore vero e proprio dell’impianto. La membrana (il cui valore in galloni non sarà oggetto di questo articolo), vi arriva in busta sigillata e bagnata in un liquido conservante che va lavato molto bene prima.

Membrana FILMTEC 50 gbp

Membrana FILMTEC 50 gbp

Per questo motivo si consiglia di far passare almeno 30 litri di acqua da buttare via prima di ritenere la membrana utilizzabile. Questa operazione andrà effettuata con il filtro deionizzante scollegato.

Una volta che anche la membrana sarà pulita, si può connettere anche il filtro post osmosi che non richiede grandi lavaggi, ma che io preferisco far lavorare qualche minuto a vuoto anche e soprattutto per verificare che tutto l’impianto regga bene senza perdite.

Resine post osmosi deionizzanti

A questo punto il nostro impianto è pronto a iniziare il proprio lavoro dopo la prima installazione o dopo una manutenzione.

A pagina due prenderemo in considerazione la manutenzione dell’impianto osmosi, cliccate qui.


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