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Il plancton – zooplancton e fitoplancton – andiamo a conoscerlo assieme


Il plancton: tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere In questa seconda parte (puoi rileggere la prima qui) farò riferimento alle componenti particolate che vengono prodotte nella fase di emersione delle correnti marine profonde, quella a cui ci riferiamo con il termine di Plancton.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Inizierei con una definizione che ci fornirà un punto di partenza unico per tutti “Il plancton comprende tutti gli organismi acquatici galleggianti che, non essendo in grado di dirigere attivamente il loro movimento, vengono trasportati passivamente dalle correnti e/o dal moto ondoso.”

Analizziamo i termini usati nella definizione. in altri termini se un organismo acquatico non ha strutture corporee sufficientemente sviluppate che gli permettano di contrastare una corrente o il moto ondoso, questo organismo diventa parte del plancton.

Quindi fa parte del plancton un batterio, una larva di corallo, un’alga unicellulare, una medusa, e tutti quegli organismi che non possono opporsi alla corrente; allo stesso tempo non ne fa parte un pesce osseo, un mammifero o una Tridacna, poiché questi organismi riescono (in alcune fasi della loro vita) ad opporsi alle correnti.

Colture di fitoplancton

Colture di fitoplancton

Visto la vastità degli organismi e delle loro dimensioni presenti nel plancton ci può essere utile attribuire altre caratteristiche e suddividere ulteriormente ciò che possiamo trovare in questa megacategoria.

La prima divisione utile potrebbe essere quella di dividere questi organismi in base alle loro dimensioni. Per poter meglio comprendere le dimensioni di alcuni di questi organismi bisogna però riguardare velocemente le unità di misura della lunghezza.

È comune nel gergo giornaliero esprimersi utilizzando il centimetro (cm) o il millimetro (mm), ma a noi in questo articolo torneranno utili almeno altre due unità di misura non molto comuni: il micron o micrometro (µm) pari a 1/1000 di millimetro e il nanometro (nm) pari a 1/1000 di micron. Come notate queste due unità di misura non variano più di 10 ma di 1000 volte.

Un esempio: 1 cm = 10 mm ma 1 mm= 1000 um oppure 0,1 mm è uguale a 100 micron.

Queste due unità di misura sono utili per definire la dimensione di organismi quali batteri, microalghe e la dimensione dei gameti maschili e femminili e delle larve derivanti dalla loro unione.

La suddivisione del plancton

Quindi in base alla dimensione possiamo parlare di:

  • Megaplancton, 200–20 cm;
  • Macroplancton, 20–2 cm;
  • Mesoplancton, 2 cm-0.2 mm (0.2 mm sono uguali a 200 micrometri);
  • Microplancton,200-20 µm;
  • Nanoplancton, 20-2 µm;
  • Picoplancton, 2-0.2 µm;
  • Femtoplancton, < 0.2 µm (0.2 micrometri sono uguali a 200 nanometri).

Per il nostro hobby tralascerò tre categorie: le prime due categorie (Mega e Macro-plancton) poiché non sono adatte alle dimensioni delle nostre vasche, ma anche l’ultima (femtoplancton) che comprende la maggior parte di batteri e virus che non sono di facile utilizzo in acquario come alimento per i coralli, anche se chi gestisce l’acquario con i metodi che favoriscono la moltiplicazione batterica avrà una grande quantità di questo plancton in vasca.

Batteri visti al microscopio

Batteri visti al microscopio

La seconda suddivisione che può essere utile e di più facile comprensione è quella tra plancton vegetale ed animale.

Il Fitoplancton

Il plancton vegetale o fitoplancton, è costituito di tutti gli organismi autotrofi, cioè che possono sintetizzare (creare) vari composti a partire da sostanze inorganiche tramite processi come la fotosintesi. Essendo dei vegetali dobbiamo pensare a questa componente del plancton come ad un filo d’erba del giardino o ad un qualsiasi cereale coltivato. Se forniamo al fitoplancton i giusti nutrienti inorganici (privi di carbonio) come per esempio azoto (N), fosforo (P), silicio (Si), ed altri microelementi (cioè elementi in minime quantità) ed una fonte energetica, essi saranno in grado di costruire in autonomia tutte le strutture necessarie alla loro esistenza e riproduzione.

Lo Zooplancton

Il plancton animale o zooplancton, è invece costituito da organismi eterotrofi, cioè che non sono in grado di sintetizzare in proprio tutti gli elementi a loro necessari, ma devono trovarli pronti nel loro ambiente ed assumerli anche spendendo grandi quantità di energia nel farlo. Essendo degli animali dobbiamo pensare a questa componente del plancton come alla cavalletta che si nutre del filo d’erba o all’agnello a cui diamo da mangiare il cereale coltivato.

Nello zooplancton rientrano anche moltissimi stadi larvali di coralli, invertebrati e pesci, infatti molti organismi acquatici hanno sviluppato una crescita a stadi successivi che porta alla formazione dell’esemplare adulto. Ciò detto è facile capire che le due classificazioni proposte siano complementari e che uno stesso organismo può variare la propria dimensione passando in un altro gruppo dimensionale ma non cambiare la propria trofia.

Nel prossimo articolo vedremo quali siano le possibilità per arricchire le nostre vasche a coralli duri di organismi, sia allevando la parte vegetale che quella animale.

[Testo di Davide Mascazzini]

Fanno parte della stessa serie:

  1. Il trasferimento globale di nutrienti in mare per capire meglio come funziona un acquario
  2. Il plancton – zooplancton e fitoplancton – andiamo a conoscerlo assieme
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