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Come salvare la Grande Barriera Corallina con delle enormi ventole


Noi acquariofili sappiamo benissimo che il calore può arrivare a distruggere un acquario. E su larga scala è quello che porta ai ben tristemente noti fenomeni di bleaching, o sbiancamento.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

E siccome questo è sotto gli occhi di tutti, si sta ragionando su come abbassare la temperatura delle acque al fine di salvaguardare la Barriera Corallina. L’idea che è stata partorita sembra addirittura stupida nella sua semplicità, ma potrebbe funzionare. Vediamo come.

Verranno costruite ben otto piattaforme galleggianti e mobili che avranno sotto di esse una enorme ventola. Questa ventola, alimentata ad energia solare tramite pannelli fotovoltaici, risucchierà acque fredde dalle parti più fredde del mare, e le spingerà sulla barriera.

Il progetto indica come queste ventole saranno in grado di risucchiare acque fino a 30 metri di profondità, e quindi che siano in grado di abbassare di quasi 1 grado la barriera corallina.

Il costo è astronomico: 2,2 milioni di dollari solo dal governo

Le enormi ventole costeranno un patrimonio. Si parla di un costo stimato di 2,2 milioni di dollari australiani, ovvero circa 1,4 milioni di euro solo per la parte iniziale del progetto. Costo iniziale che verrà sostenuto completamente dal governo.

Il costo non è altissimo di per se, ma lo sarebbe se venisse rapportato all’area estremamente ridotta in cui potranno essere impiegate queste ventole. Le otto ventole infatti copriranno un territorio di circa un chilometro, lungo il quale si muoveranno lentamente.

Il direttore del progetto, il dott. Sheriden Morris, nonché direttore del Reef and Rainforest Research Centre di Cairns, è molto chiaro sugli scopi dell’operazione: “Dobbiamo essere molto chiari sugli obiettivi di questo progetto. Non stiamo cercando nè riusciremo ad impedire lo sbiancamento della Barriera Corallina, ma cercheremo di dare sollievo ad un’area estremamente importante per i coralli che ospita nell’attesa che avvenga un cambiamento mondiale sulle nostre abitudini e che fronteggerà l’aumento delle temperature su scala globale”.

Questa operazione, continua il dott. Sheriden Morris, sarà affiancata anche ad un forte controllo dei predatori dei coralli, come la temibile stella marina Corona di Spine.

Il ministro federale dell’Ambiente, Josh Frydenberg, ha annunciato il contributo del Governo di 2,2 milioni di dollari australiani, per sottolineare come il governo australiano non intenda rimanere con le mani in mano senza provare tutte le strade possibili per contrastare il fenomeno dello sbiancamento.

Altri sponsor delle operazioni saranno il The Reef and Rainforest Research Centre e the Association of Marine Park Tourism Operators.

L’idea sembra buffa, ma speriamo che funzioni, e che, al limite venga esportata su larga scala. Voi cosa ne pensate?

[Fonte: Brisbane Times]


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