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L’acidificazione degli oceani sta rallentando la crescita della barriera corallina


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Oggi noi di DaniReef vi proponiamo un nuovo argomento di carattere ecologico: l’acidificazione degli oceani.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Siamo consapevoli del fatto che la divulgazione scientifica ecologica in questo periodo deve essere di fondamentale importanza per cercare di salvaguardare il nostro pianeta e le bellezze che ci regala. Cercare, quindi, di sensibilizzare le persone in questo ambito deve essere una prerogativa anche di noi di DaniReef che della natura siamo innamorati ma che con il nostro Hobby alcune volte rischiamo di superare quella leggera barriera che sta tra la sostenibilità ambientale e lo sfruttamento.

DaniReef deve avere sempre un approccio scientifico riguardo al nostro Hobby. Vogliamo cercare nelle nostre possibilità di divulgare importanti ricerche e scoperte scientifiche inerenti al nostro hobby e all’ambiente dal quale deriva che difficilmente qui in Italia vengono prese con la giusta serietà.

Finita la premessa, passiamo all’argomento di oggi, uscita su Nature un paio di mesi fa una pubblicazione da parte di Carnegie Institution for Science, Rice University e di altre istituzioni riporta dei risultati incredibili. Ottenuti da un team di scienziati che ha eseguito per la prima volta un esperimento che andava a manipolare chimicamente l’acqua di mare in una comunità corallina naturale al fine di determinare l’effetto che l’eccesso di anidride carbonica liberata dalle attività antropiche sta avendo sulle barriere coralline. I loro risultati forniscono la prima prova effettiva che l’acidificazione degli oceani sta già rallentando la crescita della barriera corallina.

La CO2

Negli ultimi 250 anni, la concentrazione atmosferica di CO2 è cresciuta di circa il 40%, questo tasso di crescita è il più veloce di qualsiasi altro dato registrato nella storia del pianeta degli ultimi milioni di anni (Doney et Schimel 2007), e l’attuale concentrazione di CO2 in atmosfera è la più alta riscontrata negli ultimi 800.000 anni (Lüthi et al. 2008).

Circa un quarto del biossido di carbonio di origine antropica (CO2) rilasciata nell’atmosfera ogni anno, viene assorbita dagli oceani a livello mondiale, causando cali misurabili di ph sulla superficie dell’oceano. Chimicamente questo succede perché la CO2 reagendo con l’acqua dà luogo ad una serie di composti chimici: CO2 libera disciolta, acido carbonico (H2CO3), bicarbonato (HCO3) e carbonato (CO32-), e H+.  Questo processo, denominato “l’acidificazione degli oceani”, rappresenta una grave minaccia per gli ecosistemi marini, in particolare organismi calcificatori marini come le ostriche, granchi, e coralli.

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Acidificazione e Calcificazione

Le barriere coralline sono particolarmente vulnerabili all’acidificazione degli oceani, perché l’architettura della barriera è basata dall’accrescimento, o accumulo, di carbonato di calcio attraverso un processo chiamato calcificazione. La calcificazione diventa sempre più difficile man mano che il pH diminuisce. Rispetto alle condizioni medie dell’acqua circostante, dall’età preindustriale ad oggi, il pH medio della superficie degli oceani è diminuito di circa 0.1 unità, passando da 8.21 a 8.10, e, secondo proiezioni basate su diversi scenari, ci si aspetta una ulteriore diminuzione di 0.5 unità per la fine del ventunesimo secolo (Royal Society 2005). Si prevede che in questo secolo nelle barriere coralline si passi dall’accrescimento/accumulo al fenomeno contrario cioè alla dissoluzione del carbonato di calcio.

Studi precedenti hanno dimostrato il declino su larga scala delle barriere coralline negli ultimi decenni. Da un altro lavoro del team guidato da Caldeira hanno scoperto che il tasso di calcificazione delle barriera corallina è stato il 40 per cento più basso nel 2008 e nel 2009 di quanto lo fosse durante la stessa stagione nel 1975 e 1976. Ma è stato difficile individuare esattamente quanta parte del calo è dovuto all’acidificazione e quanto è causato dal riscaldamento, dall’inquinamento e dalla pesca eccessiva.

Scoprire il solo contributo nella riduzione della calcificazione dei coralli da parte dell’acidificazione degli oceani in natura è molto complicato, i coralli devono affrontare una combinazione di fattori che incidono sulla naturale biologia di essi dal riscaldamento dei mari all’inquinamento costiero alla pesca ecc.

Questo ha spinto la maggior parte dei ricercatori che studiano l’acidificazione degli oceani a lavorare ex-situ nei laboratori, dove possono cosi controllare e isolare i vari fattori confondenti , ma quegli studi necessariamente si concentrano su singole specie di coralli, piuttosto che interi ecosistemi di barriera.

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La nuova ricerca ed i risultati a pagina due


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