Disegno di Palaemon serratus, 1857. APPROFONDIMENTI

I primi acquari marini – storia dell’acquariofilia


Disegno di Palaemon serratus, 1857.

Disegno di Palaemon serratus, 1857.

Quanto è vecchio il nostro hobby? Gli acquari esistono da sempre, o quasi. L’enciclopedia Britannica ci parla di sumeri, cinesi ed egiziani che prima del 1000 AC già tenevano dei pesci in vasche artificiali.

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Solo a partire dalla metà del ‘700 però si riuscirono a tenere i primi pesci rossi in cattività con successo, quando le prime nozioni di chimica e biologia poterono aiutare a gestire gli acquari. Infatti fino alla metà dell’800 con acquario si intendevano contenitori atti a tenere piante acquatiche.

Da questa data in poi l’idea dell’acquario (contenente anche pesci ed altri animali) divenne anche di interesse per poter appunto studiare le creature che vi si tenevano dentro.

Nel 1853 venne aperto il primo acquario pubblico, a Londra. Se volete vedere un luogo storico senza dubbio vale la pena di visitare il Brighton Aquarium (che ci mostra Richard Aspinall su reefs.com), aperto nel 1872 si aggiudica di essere il più antico acquario marino pubblico ancora in funzione. Questo è situato vicino al mare, il che permette di effettuare cambi d’acqua utilizzando direttamente l’acqua marina. Un’altra caratteristica di questo acquario è la possibilità da parte dei visitatori di osservare e toccare con mano gli animali che popolano le coste dell’Inghilterra. [SEA LIFE Brighton]

L'acquario di Brighton, in Inghilterra è l'acquario pubblico ancora attivo più vecchio del mondo.

L’acquario di Brighton, in Inghilterra è l’acquario pubblico ancora attivo più vecchio del mondo (foto di reefs.com)

Questo è però solo un esempio dei molti acquari risalenti al periodo vittoriano. Infatti è proprio durante la metà dell’800 che gli acquari si sono diffusi, soprattutto quelli marini, come spiegato in dettaglio su Advanced Aquarist.

Non consideriamo infatti come un vero e proprio acquario un barattolo contenente invertebrati marini di un nobile di Edimburgo che nel 1790 mandava il suo servo a cambiare l’acqua due/tre volte a settimana direttamente dal mare.

Purtroppo frequenti cambi d’acqua non sono sufficienti: pian piano si scoprì che l’areazione ed il movimento erano fondamentali, dobbiamo infatti aspettare ancora circa 50 anni per avere i primi acquari minimamente bilanciati. Nel 1838, in Francia, si iniziava a capire l’importanza dell’ossigeno e quindi si provava a bilanciare il carico organico di animali e piante, così come si registra il primo acquario di meduse.

Acquario marino d'epoca vittoriana, la fontana è una soluzione interessante per muovere ed ossigenare l'acqua. . Imagine di Gosse (1856).

Acquario marino d’epoca vittoriana, la fontana è una soluzione interessante per muovere ed ossigenare l’acqua. Imagine di Gosse (1856).

Un esperimento di cui abbiamo già avuto modo di parlare è la riproduzione dell’Acquario Vittoriano che vediamo nell’immagine precedente, riprodotto tal quale presso l’Horniman Museum and Gardens a Londra, e di cui vi abbiamo parlato in questo articolo e del quale potete vedere questo interessante video:

Gli acquariofili a quel tempo dovevano sperimentare ed imparare, bisognava quindi essere veri e propri scienziati per tenere un acquario. Infatti anche i chimici iniziarono a cimentarsi con lo studio dell’acqua marina, portando ai primi tentativi di replicare l’acqua del mare tramite procedimenti sintetici, con ricette che troviamo risalenti al 1854. Nonostante la ricetta fosse imprecisa questa bastava a tenere alcuni animali in acquario, spesso si trattava di anemoni ed altri invertebrati, come i gamberetti. Certo quando parliamo di invertebrati ed anemoni non dovete pensare a coralli SPS ed altri animali difficili ma piuttosto a delle aiptasie (anemone considerato, al giorno d’oggi, più difficile da uccidere che da tenere in vita) o invertebrati non tropicali.

Da qui gli acquari pubblici e privati hanno iniziato a diffondersi, per poi riuscire ad ospitare anche coralli più esigenti ed evolversi fino a quelli che vediamo ai giorni nostri.

Per approfondire l’argomento dell’evoluzione storica degli acquari vi consigliamo la lettura del libro: A Handbook to the Marine Aquarium: Containing Practical Instructions for Constructing, Stocking, and maintaining a tank, and for collecting plants and animals, ovviamente scritto in inglese e risalente ai primi del ‘900, ed il cui titolo tradotto sarebbe qualcosa del genere “Manuale dell’acquario marino: contenente istruzioni pratiche per costruire, mantenere e condurre una vasca, e per collezionare piante ed animali” e che si trova in vendita, attualmente, fra i 15 ed i 22 euro.


1 commento on I primi acquari marini – storia dell’acquariofilia

  1. HkK.2003

    Interessante sapere che questo hobbie è vecchio come la storia, e comico sarà pensare come i nostri pro pro pro nipoti vedranno l’Acquariofilia moderna come obsoleta e primitiva 🙂

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